Il Mark VIII Tank, conosciuto anche come Liberty o The International, era un carro armato pesante anglo-americano della prima guerra mondiale, pensato per superare i limiti dei primi progetti britannici e come sforzo congiunto per equipaggiare Francia, Regno Unito e Stati Uniti d'America con un singolo modello di carro pesante.

Si prevedeva che la produzione in uno stabilimento in Francia avrebbe sfruttato la capacità industriale statunitense di produrre le componenti automobilistiche, mentre il Regno Unito si sarebbe occupato degli scafi blindati e degli armamenti. I ritmi di produzione previsti avrebbero dovuto consentire di equipaggiare gli eserciti alleati con una vasta forza corazzata, con la quale sfondare le linee tedesche nella prevista offensiva del 1919. In realtà, la produzione si rivelò estremamente lenta e solo pochi esemplari furono prodotti prima della fine delle ostilità nel novembre 1918.

Dopo la guerra, cento veicoli assemblati negli Stati Uniti furono impiegati dallo US Army fino all'ingresso in servizio, nel 1932, di progetti più moderni. Alcuni esemplari non demoliti vennero offerti al Canada all'inizio della seconda guerra mondiale per compiti addestrativi.

Sviluppo Con il progredire del conflitto, la capacità industriale della Triplice intesa era ormai al limite. Tra gli alleati, solo Regno Unito e Francia erano grandi nazioni industrializzate nel 1914, e quest'ultima perse il 70% dell'industria pesante quando i tedeschi occuparono la parte rimanente di Lorena che ancora non avevano occupato nel 1871. La produzione inglese era invece limitata dal debito pubblico in ascesa e dalla scarsità di manodopera dovuta all'arruolamento.

Con l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto il 6 aprile 1917, molti in Inghilterra sperarono di aver risolto tutti questi problemi. I due uomini a capo della produzione britannica di carri, Eustace Tennyson d'Eyncourt e Albert Gerald Stern, inizialmente pensarono immediatamente di inviare una delegazione negli Stati Uniti, per convincere il nuovo alleato ad avviare la produzione di carri di progettazione britannicaArmour in Profile, p. 3.. Successivamente decisero di lasciare libera iniziativa agli statunitensi. Nel giugno del 1917 avvennero i primi approcci da parte americana, non dall'US Army come ci si aspettava, ma dalla US Navy, che voleva i carri armati più moderni per il suo Corpo dei Marines degli Stati Uniti. In quel momento, il carro britannico in produzione era il Mark VI, che stato progettato tenendo conto delle capacità industriali britanniche esistenti, i cui limiti avrebbero potuto essere superati da impianti di produzione americani più grandi. Stern finse quindi che esistesse già un progetto ancora più avanzato, che chiamò Mark VIII (esisteva anche un progetto Mark VII, molto più convenzionale) e invitò gli americani a partecipare e a contribuire come desideravano alla sua progettazione. La marina era sul punto di inviare una squadra di ingegneri in Gran Bretagna quando il Dipartimento della Guerra, che era stato informato degli sviluppi dall'addetto militare statunitense a Londra, ordinò che il progetto fosse trasferito all'esercito e selezionò il maggiore H. W. Alden, che in tempo di pace era stato un esperto industriale, per recarsi nel Regno Unito e lavorare con il team di progettazione di Dollis Hill sui primi disegni del nuovo carro armato. Alden arrivò a Londra il 3 ottobre, scoprendo che gran parte del lavoro di progettazione era già stato svolto dal tenente G. J. Rackham, che era stato inviato al fronte per vedere di persona come si comportavano i modelli di carro in servizio nelle condizioni disastrose i campi di battaglia nelle Fiandre.

"International Tank"

L'esercito statunitense aveva stabilito il proprio quartier generale in Francia e a settembre decise di formare il proprio corpo corazzato con 25 battaglioni corazzati, inclusi cinque battaglioni di carri armati pesanti. Per equipaggiare questi ultimi, il maggiore James A. Drain, ufficiale di stato maggiore del generale Pershing e responsabile dell'organizzazione iniziale della forza corazzata, ordinò provvisoriamente dagli inglesi 600 carri armati Mark VI (allora in fase di sviluppo) nell'ottobre del 1917Armour in Profile, p. 2.. L'esercito tentò di convincere il Dipartimento della Guerra a dirottare tutti i carri armati disponibili all'esercito, il che portò a un conflitto con la marina (il primo di molti che sarebbero seguiti su questa questione). Ciò creò seri problemi per il governo britannico, poiché sembrava che il coinvolgimento americano nella guerra avrebbe significato un numero minore di carri armati disponibili per le forze britanniche. Inoltre, il 4 febbraio 1917 erano stati stipulati accordi vincolanti con la Francia sulla produzione di carri armati, accordi che dovevano essere rinegoziati.

Winston Churchill, nuovo Minister of Munitions, era stato appena costretto a licenziare Stern dalla carica di direttore del Dipartimento di Approvvigionamento Meccanico a causa dei suoi errori nella gestione del progetto del carro armato Mark IV, che avevano portato a enormi ritardi nella produzione. Nel tentativo di accelerare la produzione nei primi tempi, aveva suscitato malumori tra le autorità civili e militari. A settembre, Stern venne nominato al nuovo incarico di Commissario per la guerra meccanica (Sezione Affari esteri e alleati) con il compito di coordinare la produzione di carri armati con gli Stati Uniti e la Francia. Stern si recò in Francia per incontrare il ministro francese per gli armamenti, Louis Loucheur, e il comandante in capo americano, John Pershing. Loucheur chiarì fin da subito che la Francia non aveva nulla da offrire in termini di impianti di produzione esistenti. Ciò non sorprese Stern, che aveva già preparato un "Piano internazionale" di dieci punti (in realtà un accordo bilaterale tra Stati Uniti e Gran Bretagna) che ora riuscì a far accettare dagli americani. Il piano fu sottoposto a Churchill il 11 novembre e in questa riunione emerse per la prima volta il nome "Liberty" per il nuovo carro. La prima riunione progettuale avvenne il 4 dicembre in Francia e l'approvazione di Churchill arrivò subito dopo. L'accordo formale fu firmato il 19 gennaio 1918 dal segretario degli esteri Arthur James Balfour e dall'ambasciatore americano Walter Hines Page. Il trattato specificava il programma con grande dettaglio. I primi 1.500 carri avrebbero dovuto essere prodotti entro la fine dell'anno e lo stabilimento doveva essere espandibile per portare la produzione fino a 1.200 mezzi al mese. Tuttavia questi obiettivi si rivelarono troppo ambiziosi considerando che non esisteva ancora un progetto definitivo né una fabbrica e che la produzione inglesi di carri raggiungeva nel 2018 appena 150 carri al mese.

Gli Stati Uniti avrebbero fornito: motore, radiatore, ventola, tubolature, marmitta, impianto di illuminazione, dinamo, batterie, trasmissione, cambio, frizioni e freni di sterzo, impianto frenante, ruote dentate, perni e maglie dei cingoli. Alla Gran Bretagna invece spettavano: piastre corazzate e rivetti, elementi strutturali del telaio, pattini dei cingoli, cannoni e mitragliatrici e relativi affusti, munizioni e relative rastrelliere.

Il prezzo concordato era di 5.000 sterline per carro.

A dicembre 1917 vennero cancellati gli ordinativi per il Mark VI, assicurando al Mark VIII il ruolo di nuovo carro alleato standard.

Produzione Il governo francese sperava di ricevere gratuitamente 700 Mark VIII. Tuttavia, soffrendo la mancanza di manodopera e materie prime, i francesi non si mostrarono disposti a fornire alcuna struttura per la produzione del carro armato internazionale. Ben presto gli americani decisero di costruire una nuovissima fabbrica di assemblaggio a Neuvy-Pailloux, 320 km a sud di Parigi, affidando l'incarico a un'azienda britannica. Lungi dal produrre il suo primo carro armato in aprile, la fabbrica non era ancora terminata a giugno. In agosto, quindi, affidarono l'incarico a un'altra azienda britannica. Questa completò la fabbrica a novembre, quando la guerra era già finita, senza che un solo carro vi venisse prodotto.

Vi furono inoltre seri ritardi anche nella produzione della componentistica. Il motore Liberty con i suoi costosi cilindri in acciaio trafilato venne riprogettato per accogliere più economici cilindri in ghisaSchipper, J. Edward (1919) "The Liberty Engine", Flight magazine, no. 523 (Vol XI no. 1), 2 January 1919, pp 6-10, entrando in produzione solo ad ottobre. Nonostante questi ritardi, c'erano piani per produrre altri 1.500 carri armati negli Stati Uniti, oltre alla produzione condivisa in Francia. Ciò non fu possibile a causa della mancanza di corazzature e cannoni, quindi anche questa produzione ulteriore doveva essere effettuata in Francia.

Gli inglesi terminarono lo scafo prototipo, realizzato in acciaio non temprato, a luglio e lo inviarono negli Stati Uniti. All'arrivo si scoprì che non erano disponibili parti prodotte in serie per completare il prototipo, così la Locomobile Automobile Company di Bridgeport, nel Connecticut, le realizzò tutte a mano, completando il primo veicolo il 28 settembre. I test iniziarono il 31 ottobre.. Solo allora l'armamento fu spedito dalla Gran Bretagna e vennero installati due cannoni e dieci mitragliatrici Hotchkiss Mle 1914.

I test furono completati dopo la guerra e si decise di costruire 100 veicoli negli Stati Uniti; questi furono costruiti nel 1919 e nel 1920 dall'arsenale di Rock Island per 35.000 dollari ciascuno. Gli Stati Uniti acquistarono dagli inglesi 100 set completi di parti per lo scafo, l'intera quantità che era stata completata. Nel frattempo, il governo britannico aveva deciso di avviare la propria produzione in Gran Bretagna. Furono ordinati 1.450 veicoli a North British Locomotive Company, William Beardmore and Company e Metropolitan, motorizzati con un Ricardo V12 da 300 hp. Solo la North British riuscì produrre qualcosa prima della fine della guerra, con sette carri completati. Il prototipo in acciaio dolce e motore Rolls-RoyceArmour in Profile, p. 5. venne testato il 11 novembre, giorno dell'armistizio di Compiègne.

Con i componenti già prodotti, dopo la guerra furono completati altri 24 veicoli. Cinque furono inviati al centro di addestramento di Bovington, nel Dorset, e gli altri finirono direttamente al rottamatore.

Mark VIII* Nel 1918, la preoccupazione allora prevalente per le capacità di attraversamento delle trincee portò alla progettazione di un carro armato ancora più lungo: il 'Mark VIII* (Star, stella). Lo scafo doveva essere allungato di ben tre metri: 1,2 m nella parte anteriore e 1,8 m in quella posteriore. In questo modo avrebbe dovuto essere in grado di attraversare una trincea larga 5,5 m. Per garantire che il carro armato potesse girare, nonostante il suo rapporto lunghezza-larghezza criticamente elevato, il profilo inferiore dei cingoli sarebbe stato più curvato, in modo che solo un tratto minore dei cingoli fosse costantemente a contatto col suolo. Ciò aumentava la pressione al suolo, complice un aumento del peso del mezzo a 43,2 t: se il carro armato fosse affondato anche solo un po' nel terreno soffice, è improbabile che sarebbe stato in grado di girare. Non fu costruito alcun prototipo.

Impiego operativo Gli inglesi non assegnarono mai i loro Mark VIII ad unità operative.