La morte di Cleopatra (The Death of Cleopatra) è una scultura neoclassica dell'artista afroamericana e nativa americana Edmonia Lewis (1844-1907).Patton 1998, p. 97. Venne scolpita nel 1875 ed esposta all'Esposizione centennale di Filadelfia, in Pennsylvania. Pesa quasi tre tonnellate e ritrae Cleopatra poco dopo il suo suicidio, causato dal morso di un aspide. La serpe si trova sulla mano destra della sovrana. Fa parte delle collezioni dello Smithsonian American Art Museum.

Storia La morte di Cleopatra è l'opera più nota di Edmonia Lewis.Weidman 2000, p. 526. Venne creata a Roma nel 1875, quindi venne mandata via mare negli Stati Uniti per essere esposta per la prima volta al padiglione delle donne all'Esposizione centennale di Filadelfia, nel 1876, assieme ad altre sue sei opere più piccole. Quest'opera era inusuale per l'epoca, dato che le raffigurazioni precedenti del suicidio di Cleopatra la ritraevano ancora viva, mentre meditava la scelta di uccidersi; mentre reggeva il serpente quando questo stava per morderle il seno scoperto. Lewis, invece, raffigurò Cleopatra già morta. Invece di mostrare una figura regale come soleva nell'arte classicista, la sua Cleopatra raffigurata in modo disordinato; si tratta di un elemento di realismo allora nuovo nelle raffigurazioni in campo artistico dell'ultima regina d'Egitto. La Cleopatra conobbe un grande successo sia presso il pubblico che presso i critici quando venne esposta a Filadelfia; ciò derivava in parte dal fascino che la morte esercitava sul pubblico. Venne ammirata dall'artista Margaret Foley, che se ne ispirò per una sua opera.Pollock 2013, p. 187. Dopo essere stata messa in deposito, la statua venne esposta all'Esposizione interstatale di Chicago, dove venne accolta in maniera altrettanto entusiasta dal pubblico. Dato che non poteva essere rimandata a Roma via mare, Lewis pensò di vendere l'opera in America, e così fece. Dopo la vendita si persero le tracce della scultura, e la si credette "perduta" per più di 100 anni.

Nel 1989, la Cleopatra di Lewis venne individuata e venne scoperta la sua storia dopo l'acquisto. Marilyn Richardson, assistente professoressa all Massachusetts Institute of Technology (MIT), e in seguito curatrice e studiosa di arte afroamericana, fece delle ricerche sulla Morte di Cleopatra per la sua biografia su Lewis. Richardson venne indirizzata alla Società storica di Forest Park e al dottor Orland del Metropolitan Museum of Art, che era già stato contattato dalla Società storica per quel che riguarda la scultura.Bridget Quinn, Broad strokes: 15 women who made art and made history (in that order), San Francisco, Chronicle Books, 2017. Si scoprì che la scultura era stata acquistata da un giocatore d'azzardo che si faceva chiamare "Blind John" Condon, che l'aveva comprata in un saloon a Clark Street come monumento funebre di un cavallo per le corse chiamato "Cleopatra".

La tomba del cavallo si trovava di fronte alla tribuna del suo campo per le corse a Forest Park, una località alle porte di Chicago allora nota come Harlem, dove la scultura rimase per quasi un secolo finché quel terreno non venne acquistato dal servizio postale statunitense e la scultura non venne trasferita in un deposito edile a Cicero, in Illinois. Lì la scultura venne danneggiata da alcuni esploratori che ci dipinsero sopra e causarono altri danni. Il dottor James Orland, un dentista di Forest Park e membro della Società storica di Forest Park, acquistò la scultura e la mise in deposito al Forest Park Mall.

Richardson, dopo aver avuto conferma dell'ubicazione della scultura, contattò la bibliografa afroamericana Dorothy Porter Wesley, ed entrambe attirarono l'attenzione di George Gurney, del National Museum of American Art. Secondo Gurney, curatore emerito allo Smithsonian American Art Museum, durante il secondo conflitto mondiale la scultura si trovava in un ippodromo a Forest Park. Infine, la scultura passò sotto la tutela della Società storica di Forest Park, che la donò allo Smithsonian American Art Museum nel 1994. Andrezej Dajnowski, attivo a Chicago, assieme allo Smithsonian, spese 30.000 dollari per restaurarla e cercare di riportarla a uno stato il più simile possibile a quello originario.

Note

Bibliografia

Sharon F. Patton, African-American Art, Oxford University Press, 1998. Griselda Pollock, Differencing the Canon: Feminism and the Writing of Art's Histories, Taylor & Francis, 2013. Jeffrey Weidman, "Lewis, Mary Edmonia", in Artists in Ohio, 1787-1900: A Biographical Dictionary. Kent State University Press, 2000.

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