La lapide quadrilingue è una stele funeraria custodita a Palermo, presso il Museo d'arte islamica della Zisa. Risalente al 1149, costituisce una testimonianza storica di grande importanza per ricostruire il clima multiculturale del Regno di Sicilia durante la dinastia degli Altavilla. L'epigrafe è infatti trascritta in latino, greco, arabo e giudeo-arabo.
Realizzata in marmo bianco con intarsi policromi, la lapide ha la forma di un esagono irregolare di 40 centimetri di base e 32 di altezza.
Storia La stele fu commissionata da un chierico di nome Grisanto in memoria della madre Anna, deceduta nel 1148. L'iscrizione funeraria è riprodotta in latino, greco e arabo, oltre che in alfabeto ebraico (quest'ultima versione costituisce una trascrizione del testo arabo mediante caratteri ebraici). Le quattro versioni riflettono soprattutto la pluralità delle tradizioni religiose presenti nella città all'epoca del regno di Ruggero II di Sicilia.
Anna fu inizialmente sepolta nella Cattedrale di Palermo (o, secondo altre ricostruzioni, presso la Chiesa di Santa Maria della Grotta) e, l'anno successivo, le sue spoglie furono trasferite nella chiesa di San Michele, oggi compresa nel complesso di Casa Professa. L'edificio comprendeva una cappella fatta realizzare dallo stesso Grisanto per accogliere le sepolture della propria famiglia.
La stele quadrilingue non costituiva un elemento isolato, ma faceva parte di un complesso funerario composto originariamente da cinque lapidi, due delle quali sono andate perdute. Tra i manufatti superstiti si trova anche una lapide dedicata a Drogo, padre di Grisanto, morto alcuni anni dopo la moglie e anch'egli sepolto nella cappella di San Michele.
La documentazione epigrafica relativa alla famiglia ha suscitato l'interesse degli studiosi anche per l'origine dei nomi. Drogo è infatti un nome associato alla componente siculo-normanna della popolazione di Palermo, mentre Anna e Grisanto sono stati messi in relazione con l'ambiente culturale bizantino. Tale combinazione potrebbe indicare l'appartenenza di Grisanto a due differenti tradizioni cristiane.
L'identità di Grisanto e la sua posizione nella corte palermitana rimangono oggetto di interpretazione. La particolare composizione delle iscrizioni, l'impiego di più alfabeti e la complessità del monumento funerario hanno portato a ipotizzare che il chierico potesse appartenere a un ambiente sociale di rilievo e rivestire un ruolo importante nell'ambito della politica religiosa del sovrano. È stata pertanto avanzata la possibilità che egli ricoprisse un incarico di una certa importanza presso la corte di Ruggero II. La stele rappresenta in ogni caso una testimonianza significativa della multiculturalità della Palermo normanna.
Iscrizioni
Di seguito le traduzioni delle iscrizioni della lapide:
Latino: «Nel 13° [giorno prima delle] calende di settembre [20 agosto] morì Anna, madre di Grisanto, e fu sepolta nella grande chiesa di S. Maria nell’anno 1148, indizione XI, e nel 13° [giorno prima delle] calende di giugno [20 maggio] ella fu portata in questa cappella che il figlio edificò per il Signore e per lei nell’anno 1149, indizione XII.»
Greco: «Anna si addormentò nella beata pace il 20 del mese di agosto dell’anno 6656 [1148 d.C.] e fu sepolta nella grande chiesa cattolica. E il 20 maggio 6657 [1149 d.C.], il figlio Grisanto la sollevò, la ricevette come eredità con preghiere greche e latine, e la tolse da lì. La depose nel luogo in cui […] egli edificò questa cappella sopra di lei. Pregate per lei.»
Arabo: «Anna, madre del chierico Grisanto, chierico della sovrana presenza, il regalissimo, l’alto, l’altissimo, il glorioso, lo splendido, il santissimo, il magnifico, il fortificato da Dio, colui che è reso potente dal Suo potere, colui che è sostenuto dalla Sua forza, colui che regna su Italia, Lombardia, Calabria, Sicilia e Africa, difensore del Papa di Roma, protettore della comunità cristiana – possa Dio conservare il suo regno! – morì la sera di venerdì venti agosto dell’anno cinquecento quarantatré [1148 d.C.] e fu sepolta nella grande cattedrale. Indi il figlio la portò con preghiere di intercessione a questa chiesa di S. Michele nella prima ora della sera di venerdì venti maggio dell’anno cinquecento quarantaquattro [1149 d.C.]. Ed edificò sopra di lei questa cappella di S. Anna in onore del nome della madre [di Nostra Signora Maria madre del Messia. Possa Dio avere misericordia di chi legge] e prega per la sua misericordia. Amen. Amen. Amen.»
Giudeo-arabo: «Anna, madre del chierico Grisanto, chierico del glorioso re, signore d’Italia, Lombardia, Calabria, Sicilia ed Africa, morì la sera di venerdì del giorno venti del mese di agosto dell’anno quattromila novecento e otto [1148 d.C.], e fu sepolta nella grande cattedrale. Indi suo figlio la portò con preghiere [?] a questa chiesa di S. Michele nella prima ora di venerdì venti maggio dell’anno quattromila novecento e nove [1149 d.C.]. Ed egli edificò questa cappella sopra la sua tomba. E diede alla cappella il nome di S. Anna in memoria del nome della madre di Nostra Signora Maria, madre del Messia. Possa Dio avere misericordia di chi legge e prega per la misericordia di [Anna]. Amen. Amen.»
Mostre
Custodita presso il Museo d'arte islamica, istituito nel 1991 ed ubicato all'interno del sollazzo regio della Zisa, nel corso degli anni la stele quadrilingue è stata esposta in importanti mostre in giro per il mondo, da Tel Aviv a Istanbul, da Mannheim a Londra, dove nel 2016 ha fatto parte dei reperti esposti al British Museum nell'ambito della mostra "Sicily: culture and conquest".
Note
Bibliografia Bartolomeo Lagumina, Sulla iscrizione quadrilingue esistente nel museo nazionale di Palermo, Tip. dello Statuto, 1890 Giovanni Tessitore, I mille enigmi della lapide quadrilingue, Banca popolare Sant’Angelo, 2020
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