Biografia Giovinezza ed esordi nell'esercito Figlio di Giovanni, Direttore generale della Presidenza del Consiglio, e di Ida De Rossi, dopo la maturità al liceo Tasso si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza. Il 21 agosto 1914 viene chiamato alle armi come soldato di leva presso il 1º Reggimento genio zappatori. Il 31 dicembre dello stesso anno viene ammesso al corso Allievi Ufficiali di Complemento del 13º Reggimento artiglieria da campagna di Roma.
Promosso caporale nel febbraio 1915 e sergente AUC nel maggio successivo, il 15 luglio 1915 è nominato sottotenente di complemento nell'Arma di artiglieria e assegnato al 3º Reggimento artiglieria da campagna di Bologna.
Prima guerra mondiale Destinato all'inizio di agosto 1915 al fronte dell'Isonzo, opera come ufficiale di batteria nella zona di Lucinico fino alla fine del 1916. Nell'agosto del 1916 partecipa alla presa di Gorizia, attraversando al galoppo il ponte sull'Isonzo sotto il fuoco avversario per poi schierarsi sulle alture presso Vertojba.
Passato in servizio permanente effettivo per merito di guerra dal maggio 1916, nell'ottobre successivo ottiene una decorazione al valore. Promosso tenente il 18 marzo 1917, partecipa nel 1917 alle operazioni sull'Altopiano di Asiago e nel 1918 a quelle sul Montello. Al termine del conflitto segue il proprio reggimento nell'inseguimento delle truppe austriache fino a Innsbruck, dove rimane di guarnigione fino alla fine del 1919.
Tra le due guerre Rientrato a Bologna alla fine del 1918, viene in seguito destinato al 13º Reggimento artiglieria da campagna e comandato presso il Ministero della guerra. Dopo un trasferimento all'8º Reggimento da campagna di Verona, nel 1923 assume il comando di una batteria del 7º Gruppo controaerei di Roma.
Promosso capitano nel marzo 1927, nel 1929 assume il comando di una batteria someggiata del 3º Gruppo (distaccato a Perugia) del 1º Reggimento da campagna di Foligno, inquadrato nella Divisione Cacciatori delle Alpi. Promosso primo capitano nel 1933 e maggiore nel gennaio 1937, riceve il comando di un gruppo di obici da 100/17.
Seconda guerra mondiale Al comando del gruppo obici partecipa alle operazioni sul Fronte Occidentale. Promosso tenente colonnello nel 1940, viene nominato comandante del XLIII Gruppo del 4º Reggimento controaerei di Mantova, assumendo il comando della difesa controaerei della capitale.
Nel gennaio 1941 parte con il suo gruppo per la Libia. Come comandante della difesa controaerei di Bengasi si distingue nei combattimenti nell'area della città tra aprile e giugno 1941, ricevendo una seconda decorazione al valore.
In seguito assume il comando del 2º Reggimento controaerei, partecipando all'avanzata verso Tobruk e El Alamein. Nel novembre 1942 prende la guida del reggimento speciale controaerei e costiero, partecipando alla ritirata verso la Tunisia. Nel dicembre 1942 viene citato sul bollettino di guerra per il raggiungimento del 100º aereo nemico abbattuto dalle sue batterie.
Nel marzo 1943 assume il comando del XXX Raggruppamento artiglieria, guidando le ultime difese della 1ª Armata sul fronte africano. Il 12 maggio 1943 viene fatto prigioniero dalle truppe britanniche e, dopo essere stato trasferito in Algeria e Marocco, il 15 giugno viene condotto negli Stati Uniti nel campo di prigionia di Hereford in Texas.
Dopoguerra Rimpatriato nell'agosto 1945, viene assegnato al Comando Militare Territoriale di Roma. Successivamente promosso generale di brigata nel 1953, conclude la carriera militare con il grado di generale di corpo d'armata. Muore a Foligno il 7 luglio 1986.
Vita privata L'8 gennaio 1921 si sposa a Roma con Elena Edvige Taby, dalla quale ha quattro figli: Renato (1921), Claudio (1927), Mario (1932) e Maurizio (1941).
Onorificenze Onorificenze italiane
Onorificenze straniere
Riconoscimenti Nel comune di Bracciano gli è stato intitolato "Largo Arnaldo Prato". Presso la caserma di Mantova del 4º Reggimento artiglieria missili controaerei gli è stata intitolata una strada interna. Note
Bibliografia Luigi Anicetti, Naja 1941–1945, Milano, Istituto tipografico editoriale, 1952. Massimo Jacopi, Il centro addestramento e sperimentazione artiglieria contraerei e la specialità, Bologna, Officina grafica bolognese, 2001. Arnaldo Prato, Diario di un tenente d'artiglieria, Udine, Gaspari, 2018. Flavio Giovanni Conti, Hereford, Bologna, Il Mulino, 2020.