Il colonnato di piazza Pitagora, comunemente indicato anche come portici di piazza Pitagora, è un complesso porticato del XIX secolo situato a Crotone, lungo piazza Pitagora; realizzato nel 1867 nell'area dell'antica Porta di Terra, costituisce uno degli esiti della trasformazione urbanistica seguita alla demolizione di parte delle fortificazioni cittadine. Il nucleo monumentale è formato da 22 colonne neodoriche a fusto liscio, indicate nel rapporto ambientale del Piano strutturale comunale come realizzate in arenaria e caratterizzate da capitelli neodorici.
Storia Origini e costruzione La costruzione del porticato fu legata alla demolizione della principale porta d'accesso alla città fortificata e di parte della relativa cinta muraria: il 14 agosto 1867 la giunta comunale, presieduta dal sindaco facente funzioni Raffaele Lucente, deliberò infatti l'abbattimento del muro di cortina compreso fra il bastione dell'Immacolata e il bastione di San Francesco, nel tratto occupato dalla Porta di Terra, dal ponte d'accesso e da alcune strutture addossate alle mura; contestualmente venne approvato un progetto con relativo disegno redatto dal capo d'arte muratore Giuseppe Russo, comprendente sia le demolizioni sia le nuove opere previste nell'area, fra cui il porticato, due piazzette, alcune botteghe e due pozzi pubblici.
L'attribuzione progettuale non è tuttavia univoca: la documentazione comunale del 1867 assegna il progetto e il relativo disegno a Giuseppe Russo, mentre uno studio pubblicato nel 2024 riconduce la progettazione della piazza porticata all'architetto crotonese Tommaso Pirozzi.
La Porta di Terra risultava ormai prossima alla completa demolizione l'11 settembre dello stesso anno; l'intervento rientrava nel più ampio processo di apertura ed espansione dell'abitato oltre le antiche fortificazioni, promosso durante l'amministrazione Lucente attraverso l'abbattimento delle mura e l'apertura dei portici in corrispondenza dell'antico accesso cittadino. La trasformazione suscitò valutazioni differenti già negli anni immediatamente successivi: nel 1872 venne criticata la scelta di demolire anche la porta, ritenuta conservabile come elemento monumentale; una carta urbana del 24 agosto 1874 documenta invece il nuovo assetto ormai assunto dall'area, con via Vittoria originata nel luogo precedentemente occupato dalla Porta Principale e fiancheggiata da due porticati aperti sull'allora piazza Principessa Margherita, mentre due piazzette laterali occupavano gli spazi compresi fra questi e le fortificazioni superstiti.
Nel 1876 il nuovo ingresso urbano venne ricordato in una relazione ad limina attraverso l'espressione «peristylium gratum»; nel 1905, inoltre, l'abbattimento dei baluardi dell'antica porta e la conseguente formazione del portico furono nuovamente ricondotti agli interventi compiuti nel 1867.
Funzioni originarie e ruolo urbano Il progetto del 1867 attribuiva al nuovo complesso anche funzioni commerciali e di servizio pubblico: le due piazzette previste ai lati del porticato erano destinate rispettivamente alla vendita di pesce e carne e a quella di «foglie e frutta», mentre almeno dodici botteghe avrebbero dovuto generare, secondo le previsioni della giunta comunale, una rendita annua di circa 4.000 lire, considerata sufficiente a consentire il recupero delle spese sostenute nell'arco massimo di cinque anni; nelle stesse piazzette era prevista anche la costruzione di due pozzi pubblici, destinati all'approvvigionamento idrico degli abitanti, all'abbeveraggio degli animali e all'uso come lavatoio, in risposta alla distanza dell'unico pozzo allora disponibile — posto a circa due chilometri dall'abitato — e ai costi sostenuti dalla popolazione per il trasporto dell'acqua.
Accanto alle funzioni commerciali e di servizio, il porticato assunse un ruolo di raccordo fra il nucleo storico e la nuova espansione urbana: nella carta del 1874 piazza Principessa Margherita appare infatti come punto di diramazione di diverse direttrici, poiché, oltre alle strade preesistenti verso il territorio circostante, vi convergevano il collegamento con la stazione ferroviaria, la strada verso Poggio Reale e la strada Principessa Margherita diretta verso i magazzini; il complesso segnava così il passaggio dall'antico asse d'accesso alla città fortificata al nuovo sistema viario sviluppatosi all'esterno delle mura.
Modifiche, degrado e restauri (1959-2019) Nel 1959 le 22 colonne neodoriche furono interessate da un intervento che ne alterò sensibilmente l'aspetto: i fusti vennero scalpellati e inglobati entro pilastri quadrangolari, rivestiti con lastre di marmo sostenute da elementi metallici; nel 1984 l'amministrazione comunale avviò quindi gli accertamenti tecnici finalizzati al recupero statico e architettonico del colonnato, cui seguirono i lavori eseguiti fra il 1985 e il 1988, durante i quali furono rimossi i rivestimenti marmorei, risanati i fusti e ricostruito un capitello precedentemente distrutto.
Nuovi fenomeni di degrado furono segnalati almeno dal 2013, quando alcune colonne risultavano interessate da un progressivo sgretolamento; nell'estate del 2014 si verificarono inoltre distacchi di frammenti da alcuni elementi nel tratto lungo viale Regina Margherita, senza conseguenze per persone o cose. Nel 2016 il Comune affidò alla SISMLAB, società spin-off dell'Università della Calabria, una campagna di analisi e diagnosi tecnico-scientifica preliminare alla progettazione di un nuovo intervento di consolidamento e riqualificazione: le attività comprendevano il rilievo geometrico degli interi complessi edilizi staticamente collegati ai portici, quello specifico del colonnato e la mappatura delle forme di degrado, dalla quale doveva essere ricavata una scala di priorità degli interventi; lo studio avrebbe inoltre dovuto individuare le modalità d'intervento e i prodotti da impiegare sulle colonne maggiormente compromesse dagli agenti atmosferici, ma, poiché le risorse disponibili non erano ritenute sufficienti per intervenire contemporaneamente sull'intero colonnato, venne prevista una priorità per gli elementi maggiormente degradati.
Nel giugno 2018 la Stazione unica appaltante della Provincia di Crotone, per conto del Comune, avviò la procedura per l'affidamento dei lavori di «restauro e consolidamento del porticato in tufo di Piazza Pitagora», finalizzati al restauro e al consolidamento delle colonne e del relativo assetto statico; l'avvio del cantiere fu programmato per il 7 gennaio 2019, con una suddivisione delle lavorazioni in quattro settori studiata per mantenere l'accessibilità agli esercizi commerciali e la circolazione pedonale e veicolare nell'area.
Descrizione Il porticato è articolato in due corpi disposti ai lati dell'asse che dall'attuale piazza Pitagora conduce verso il centro storico; tale configurazione è documentata già nella carta urbana del 1874, nella quale via Vittoria appare fiancheggiata da due corpi porticati contrapposti, mentre due piazzette laterali occupano gli spazi compresi fra questi e le fortificazioni superstiti.
Il nucleo monumentale comprende 22 colonne neodoriche a fusto liscio; nel rapporto ambientale del Piano strutturale comunale il materiale è indicato come arenaria e i capitelli sono classificati come neodorici, mentre la documentazione amministrativa relativa al restauro del 2018 adotta la denominazione «porticato in tufo».
Rapporto con i fabbricati Il colonnato non costituisce un elemento architettonico isolato, ma è inserito in un sistema edilizio più ampio: già la deliberazione comunale del 1867 prevedeva la costruzione della «fabbrica» destinata al porticato, alle piazzette e alle botteghe; nel 1886, inoltre, le costruzioni sorte oltre l'antica linea delle mura risultavano indicate come «fabbriche del Porticato e piazzette adiacenti».
La connessione con i fabbricati circostanti permane anche sotto il profilo strutturale: durante le indagini diagnostiche del 2016 furono infatti coinvolte strutture private staticamente collegate ai portici e venne previsto il rilievo geometrico degli interi complessi abitativi interessati, oltre a quello specifico del colonnato.
Note
Bibliografia
Voci correlate Piazza Pitagora Porta di Terra Raffaele Lucente Storia di Crotone
Altri progetti
Categoria:Architetture di Crotone Categoria:Architetture neogreche d'Italia Categoria:Portici d'Italia