Il lago Taitema () è un lago endoreico situato nella parte sud-orientale del bacino del Tarim, nella contea di Ruoqiang, appartenente alla prefettura autonoma mongola di Bayin'gholin, nello Xinjiang, in Cina. Costituisce il lago terminale dei sistemi fluviali del Tarim e del Cherchen o Qiemo e occupa una depressione poco profonda al margine orientale del deserto del Taklamakan.

Storicamente il lago faceva parte del più ampio sistema terminale del Tarim orientale insieme al Kara-Koshun e al Lop Nur. Le variazioni dei corsi fluviali determinarono ripetutamente spostamenti dell'acqua tra queste depressioni, tanto che la loro storia idrologica è strettamente intrecciata.

Nel corso del XX secolo la forte riduzione del deflusso nel basso Tarim, dovuta soprattutto allo sviluppo dell'irrigazione e alla regolazione delle acque a monte, provocò il completo prosciugamento del Taitema. Dal 2000 un vasto programma di trasferimenti ecologici d'acqua ha nuovamente convogliato acqua lungo il corso inferiore del Tarim, determinando la ricomparsa del lago e una sostanziale ripresa delle zone umide circostanti.

Geografia

Il Taitema si trova nel settore settentrionale della contea di Ruoqiang, in una vasta pianura desertica compresa fra il margine sud-orientale del Taklamakan e le regioni desertiche che precedono il Lop Nur. Il lago occupa una depressione estremamente piatta formata dall'incontro delle pianure alluvionali del basso Tarim e del Cherchen. Il sistema di zone umide viene generalmente suddiviso in due settori principali, quello di Taitema propriamente detto e quello di Kanglak. L'intera regione presenta un clima desertico fortemente continentale. Le precipitazioni annue sono comprese indicativamente tra 17 e 42 mm, mentre l'evaporazione potenziale raggiunge 2.500-3.000 mm. La profondità del lago è generalmente inferiore a un metro e la sua superficie reagisce quindi molto rapidamente alle variazioni degli apporti fluviali. A causa dell'estrema aridità il Taitema non può essere considerato un lago dalle dimensioni stabili. La superficie dello specchio d'acqua cambia fortemente fra stagioni e anni diversi e vaste zone possono alternare condizioni di acqua libera, palude, terreno umido, crosta salina o deserto.

Idrologia

Il lago riceve acqua da due sistemi fluviali indipendenti. Da nord-ovest giunge il Tarim, il maggiore fiume endoreico della Cina, che raccoglie le acque provenienti dalle montagne del Tian Shan, del Kunlun e del Pamir. Da sud-ovest giunge invece il Cherchen (车尔臣河, Chē'ěrchén Hé), chiamato anche fiume Qiemo, alimentato principalmente dalle montagne del Kunlun. L'importanza relativa dei due corsi varia considerevolmente nel tempo. I dati relativi al periodo 2000-2020 mostrano che entrambi contribuiscono al mantenimento del lago e che la loro complementarità può essere utilizzata per ottimizzare la gestione delle risorse idriche. Uno studio pubblicato nel 2025 ha stimato che, durante i trasferimenti ecologici analizzati fra il 2002 e il 2023, circa il 39,4% dell'acqua immessa nel sistema proveniva dal Tarim e il 60,6% dal Cherchen. Il Tarim esercitava tuttavia un'influenza molto maggiore sulla connettività idrologica interna delle zone umide, poiché le sue acque raggiungevano aree strategiche per la connessione fra i diversi corpi idrici. Il lago non possiede un emissario permanente. In periodi storici di forte afflusso l'acqua poteva però tracimare verso sud e sud-est, raggiungendo il Kara-Koshun e, attraverso il sistema di canali terminali, il Lop Nur.

Evoluzione storica Per molti secoli la configurazione dei laghi terminali del bacino orientale del Tarim fu estremamente variabile. Secondo le ricostruzioni geomorfologiche, per circa 1.500 anni prima del 1921 il ramo inferiore principale del Tarim scorreva verso sud e raggiungeva il Taitema. Il Cherchen vi affluiva da sud-ovest e, durante le fasi di elevato livello, le acque proseguivano verso il Kara-Koshun. Nel 1921 il Tarim modificò nuovamente il proprio corso terminale e tornò a dirigersi verso il bacino del Lop Nur. Il cambiamento contribuì alla diminuzione degli apporti al Taitema. Nel 1959 il servizio cartografico cinese misurò una superficie lacustre di circa 183 km².

Prosciugamento A partire dagli anni cinquanta e soprattutto negli anni sessanta il consumo d'acqua nel medio e basso bacino del Tarim aumentò rapidamente in seguito all'espansione agricola, alla costruzione di canali e bacini artificiali e alla regolazione del corso fluviale. La realizzazione del bacino di Daxihaizi interruppe gran parte del deflusso verso il corso inferiore. All'inizio degli anni settanta oltre 300 km del basso Tarim a valle del bacino cessarono di ricevere acqua in modo permanente. Le fonti indicano generalmente il 1972 come l'inizio del completo e prolungato disseccamento del basso corso, mentre entro il 1974 il Taitema risultava completamente prosciugato. La scomparsa del lago ebbe conseguenze profonde sull'ambiente circostante. L'abbassamento della falda freatica causò il deterioramento delle foreste ripariali di Populus euphratica e delle formazioni di tamerici; vaste superfici vennero progressivamente invase dalle dune e aumentarono la salinizzazione e l'erosione eolica. Il deterioramento interessò l'intero cosiddetto corridoio verde del basso Tarim, la fascia di vegetazione che separa il Taklamakan dai deserti situati a est. La sua perdita avrebbe favorito la saldatura delle aree desertiche e aumentato la frequenza delle tempeste di sabbia.

Ripristino del lago Nel 2000 venne avviato un programma su larga scala per il ripristino ecologico del basso Tarim. L'acqua viene rilasciata dal bacino di Daxihaizi e convogliata lungo l'antico corso inferiore del fiume, con l'obiettivo di rialzare la falda, sostenere le foreste di Populus euphratica e, quando le disponibilità idriche lo consentono, raggiungere il Taitema. Il primo trasferimento ecologico pose fine a quasi trent'anni di prolungato disseccamento del tratto terminale. Negli anni successivi l'acqua raggiunse ripetutamente il lago, permettendo la ricostituzione di specchi d'acqua, paludi e vegetazione ripariale. Tra il 2000 e il 2023 furono effettuate 24 operazioni di trasferimento ecologico e dal bacino di Daxihaizi furono rilasciati complessivamente circa 9,825 miliardi di m³ d'acqua. Nel settembre 2024 la venticinquesima operazione raggiunse nuovamente il Taitema. Le autorità idriche dello Xinjiang riferirono che, dopo più di vent'anni di trasferimenti, il lago era tornato a mantenere acqua durante tutto l'anno, la falda lungo il basso Tarim era risalita localmente di 6-8 m, oltre 700 km² di superficie desertificata erano diminuiti e circa 2.300 km² di vegetazione risultavano recuperati o migliorati. Nel marzo 2025 iniziò la ventiseiesima operazione di trasferimento. La prima fase, diversamente da alcune precedenti, era destinata soprattutto all'irrigazione ecologica delle foreste e della vegetazione lungo il basso corso e non prevedeva necessariamente che il fronte d'acqua raggiungesse il lago. Alla sua apertura il volume cumulativo rilasciato dal 2000 aveva raggiunto circa 10,2 miliardi di m³ e il fronte delle diverse operazioni aveva raggiunto il Taitema diciannove volte. Le operazioni di ripristino sono proseguite anche successivamente e la gestione contemporanea non mira semplicemente a mantenere la massima superficie lacustre possibile, ma a distribuire l'acqua fra lago, paludi, falda e vegetazione ripariale in modo da ottenere il maggiore beneficio ecologico con una risorsa estremamente limitata.

Variazioni della superficie La superficie riportata per il Taitema varia molto a seconda della stagione, dell'anno, del metodo di rilevamento e soprattutto del fatto che venga misurato lo specchio d'acqua o l'intero complesso di zone umide. Per questo motivo valori di diverse centinaia di chilometri quadrati riportati in alcune fonti non sono direttamente confrontabili con le misurazioni della sola acqua libera. Uno studio basato sui trasferimenti effettuati tra il 2000 e il 2020 ha stimato superfici dello specchio d'acqua di circa 30,35 km² negli anni di scarsa portata, 57,76 km² negli anni normali e 103,5 km² negli anni di portata elevata. Il complesso della zona umida è invece assai più vasto. Un'analisi delle immagini Landsat dal 1986 al 2021 ha mostrato che la superficie complessiva classificata come zona umida aumentò da 69,95 km² nel 1986 a 1.164,47 km² nel 2021. Nello stesso periodo la superficie vegetata raggiunse circa 639,84 km², venti volte il valore iniziale. Lo stesso studio ha valutato lo stato ecologico complessivo del sistema come «buono» nel 2021, pur rilevando che non aveva ancora raggiunto la categoria più elevata e che la crescente frammentazione degli habitat rimaneva un problema.

Importanza ecologica

Il Taitema costituisce una barriera ecologica di notevole importanza fra il Taklamakan e le aree desertiche del Lop Nur e del Kumtag. La presenza di acqua, vegetazione e falde relativamente superficiali contribuisce a limitare l'espansione delle dune e a proteggere le oasi di Qiemo, Ruoqiang e Miran. Le formazioni vegetali sono dominate da specie adattate all'aridità e alla salinità. Lungo i corsi d'acqua e nelle aree con falda accessibile sono caratteristiche Populus euphratica, specie di Tamarix, canneti di Phragmites australis e diversi arbusti alofili. Le osservazioni satellitari mostrano che l'aumento dell'umidità e la ricomparsa di numerosi piccoli specchi d'acqua hanno favorito soprattutto l'espansione della vegetazione attorno alla zona centrale del lago. Uno studio del 2024 ha inoltre rilevato che i trasferimenti d'acqua hanno prodotto miglioramenti misurabili nella qualità delle acque del Taitema, oltre agli effetti sulla quantità e distribuzione dell'acqua.

Avifauna La ricostituzione delle zone umide ha favorito il ritorno di numerosi uccelli acquatici e migratori. Il lago si trova lungo importanti rotte migratorie dell'Asia centrale e orientale e, durante i periodi di maggiore disponibilità idrica, può ospitare migliaia o decine di migliaia di uccelli. La disponibilità di acque basse, canneti e aree fangose crea habitat utilizzati per alimentazione e sosta durante le migrazioni. La ricchezza faunistica varia tuttavia considerevolmente in funzione del livello dell'acqua e della durata dell'inondazione.

Gestione delle risorse idriche Il principale problema della conservazione del Taitema è la competizione per l'acqua in uno dei bacini più aridi del mondo. Le acque del Tarim e dei suoi affluenti sostengono milioni di abitanti, vaste superfici agricole, oasi e contemporaneamente ecosistemi desertici dipendenti dalla falda. Mantenere permanentemente un grande specchio d'acqua al Taitema richiederebbe quantità molto elevate di acqua che andrebbero rapidamente perdute per evaporazione. Un'estensione lacustre eccessiva può inoltre accrescere l'accumulo di sali nei sedimenti e non rappresenta necessariamente la soluzione ecologica più efficiente. La strategia più recente privilegia quindi il mantenimento di un mosaico di piccoli specchi d'acqua, paludi e vegetazione e il rialzo della falda piuttosto che la ricostruzione artificiale di un unico grande lago. Le simulazioni dell'esigenza idrica ecologica indicano che, a seconda delle condizioni di portata, il mantenimento del sistema può richiedere fra circa 158 e 566 milioni di m³ d'acqua all'anno, da ripartire tra Tarim e Cherchen. La disponibilità complementare dei due fiumi è oggetto di studi recenti finalizzati a coordinare meglio le loro portate. Un'analisi pubblicata nel 2025 ha evidenziato che le loro variazioni idrologiche non sono perfettamente sincronizzate, creando la possibilità di utilizzare in modo congiunto i due sistemi per ridurre la quantità complessiva d'acqua necessaria al mantenimento ecologico del lago.

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