La Madonna del Rosario con i santi Domenico, Francesco d'Assisi, Francesco di Paola, Caterina da Siena, Lucia e Margherita è un dipinto olio su tela (265×190 cm) di Massimo Stanzione databile tra il 1643 e il 1649 che costituisce la pala centrale della cappella Cacace presso la basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli.
Storia
La commissione della pala avvenne da Giovanni Camillo Cacace agli inizi del 1643, quando il rifacimento della cappella Cacace era in fase di ultimazione.
La tela tuttavia non fu realizzata in una sola fase lavorativa. Una notula di pagamento di 50 ducati registrata il 14 febbraio del 1643 segnala che il pittore ha ricevuto a quella data 100 ducati dei 300 pattuiti. Nel testamento del 2 agosto del 1649 di Giovanni Camillo questi cita l'opera dello Stanzione che deve ancora essere completata.
La conclusione del dipinto pertanto è da ricondurre a un momento immediatamente successivo a questo documento, concomitante alla realizzazione dei quindici piccoli oli su rame che circondano la tela, ascritte con molta probabilità a due collaboratori di bottega individuati in Niccolò de Simone e Giuseppe Marullo.
Una volta terminata l'opera questa è segnalata nella sacrestia della chiesa, dove vi rimase con certezza fino a febbraio del 1656.
Nel 1931 la tela viene trasferita per motivi cautelativi nel Museo nazionale di Capodimonte, dove vi rimase fino agli anni '90, per far poi ritorno definitivo nella chiesa di San Lorenzo Maggiore.
Descrizione e stile
La scelta del tema iconografico ripercorre la storia della cappella con anche quella della chiesa su cui questa esiste.
In origine la cappella era dedicata a Santa Margherita, che appare nella terza figura femminile a destra, sullo stondo, con in mano la catena con su cui è legato il drago raffigurato al centro della composizione. Nel 1570 fu invece consacrata alla Madonna del Rosario, in alto a dominare l'intera scena. In ginocchio avanti a sinistra è invece santa Caterina d'Alessandria mentre dietro di lei è raffigurata mentre guarda lo spettatore santa Lucia, il cui volto sembra ritrarre Diana De Rosa, allieva e pupilla dello Stanzione che più volte fu effigiata dal maestro nelle sue opere. A sinistra invece sono san Domenico in ginocchio avanti a tutti e dietro di lui san Francesco d'Assisi e san Francesco di Paola, i quali ricordano che il luogo di culto era la chiesa principale dei francescani a Napoli.
L'uso sapiente del colore così come la preziosità dei tessuti e la delicatezza dei volti dei personaggi raffigurati dona al dipinto una connotazione monumentale, ancorché lo sfondato che illumina la parte centrale della scena contribuisce a rendere la pala una delle più preziose che Massimo Stanzione realizzò negli anni della sua piena maturità.
I quindici rami circostanti raffigurano scene della vita di Cristo e sono, in senso antiorario dall'alto a sinistra a scendere, lAnnunciazione, la Visitazione, la Natività, la Presentazione di Gesù al tempio, Cristo tra i dottori, Cristo nell'orto degli ulivi, la Flagellazione, continuano poi dal basso a salire a destra le scene dellIncoronazione di spine, Cristo portacroce, la Crocifissione, la Resurrezione, Cristo risorto con la Vergine e gli apostoli al sepolcro, la Pentecoste, lAssunzione della Vergine e infine, in alto sopra la tela grande, lIncoronazione della Vergine.
Note
Voci correlate Opere di Massimo Stanzione Pittura napoletana del Seicento
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