Il cimitero dell'Osservanza è il cimitero monumentale di Faenza, in provincia di Ravenna, situato in viale Marconi. Il complesso occupa l'area dell'antico convento dei Frati Minori dell'Osservanza e comprende al suo interno la chiesa di San Girolamo, oltre a chiostri, cappelle e numerosi monumenti funerari.
Il cimitero fu istituito nel 1816, quando la municipalità di Faenza acquistò l'antico convento dell'Osservanza, soppresso durante l'età napoleonica, destinandolo a luogo di sepoltura. Nel corso dell'Ottocento il complesso venne progressivamente trasformato e ampliato, assumendo l'attuale carattere monumentale. Tra gli interventi principali vi furono la ristrutturazione neoclassica della chiesa, opera dell'architetto faentino Pietro Tomba, e la costruzione del porticato d'ingresso ad emiciclo progettato da Costantino Galli nel 1858-1859.
Il cimitero è riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna come cimitero monumentale e storico dell'Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 21/2022 ed è inserito nella rete dell'Association of Significant Cemeteries in Europe.
Storia
L'area sulla quale sorge il cimitero era destinata alla vita religiosa già in epoca medievale. Secondo il Comune di Faenza, dal XII secolo vi ebbero sede le comunità monastiche dell'abbazia di Santa Perpetua e Felicita, alle quali subentrarono nel XV secolo i francescani. Il convento dell'Osservanza e la chiesa dedicata a san Girolamo furono fondati nel 1444 sotto la protezione della famiglia Manfredi. La chiesa divenne anche luogo di sepoltura della famiglia signorile faentina.
A seguito dell'editto di Saint-Cloud del 1804 e delle conseguenti disposizioni in materia di sepolture, Faenza individuò un primo camposanto fuori Porta Ravegnana, nei pressi della chiesa di San Rocco. Il sito si rivelò tuttavia inadatto, poiché soggetto ad allagamenti, e rimase in funzione per circa cinque anni.
Nel 1816 la municipalità acquistò l'antico convento dell'Osservanza, già soppresso in epoca napoleonica, e lo destinò a cimitero cittadino. La scelta consentì di riutilizzare una struttura preesistente, comprendente la chiesa e gli antichi chiostri, trasformandola progressivamente in un complesso cimiteriale.
La trasformazione ottocentesca
Nel 1828 la chiesa di San Girolamo fu ristrutturata dall'architetto Pietro Tomba, assumendo l'aspetto neoclassico che caratterizza tuttora l'edificio. L'intervento interessò anche l'organizzazione degli spazi dell'antico complesso religioso.
La trasformazione monumentale dell'ingresso fu affidata a Costantino Galli, architetto di origine ticinese, che nel 1858 progettò il grande porticato ad emiciclo in laterizio. I lavori si svilupparono tra il 1858 e il 1860 circa.
Il porticato, caratterizzato dalla successione di colonne in laterizio, costituisce l'elemento architettonico più riconoscibile del cimitero. Il progetto si ispirò, secondo il Comune di Faenza, al modello di piazza del Plebiscito a Napoli, reinterpretato attraverso l'uso del laterizio, materiale tradizionale dell'architettura faentina.
La crescita della città e la progressiva richiesta di spazi per la tumulazione portarono alla realizzazione e all'ampliamento di ulteriori settori cimiteriali. Il complesso conserva quindi parti di epoche differenti: gli antichi chiostri legati al convento, gli interventi neoclassici dell'Ottocento e le successive cappelle e tombe monumentali.
Architettura
Il cimitero è organizzato intorno alla chiesa di San Girolamo e a una serie di chiostri e spazi porticati. La parte monumentale comprende quattro principali settori di chiostri, alcuni dei quali risalenti all'antico complesso conventuale e altri realizzati nel corso dell'Ottocento.
Sul lato della chiesa si trovano due chiostri ottocenteschi caratterizzati da archi in cotto e decorazioni con medaglioni maiolicati, realizzati secondo un linguaggio ispirato all'architettura del Quattrocento toscano. Nel secondo chiostro si trova la cappella Guidi, datata al 1866 e caratterizzata da forme neogotiche, mentre la cappella Pancrazi presenta decorazioni in maiolica e una statua attribuita a Domenico Baccarini.
Un altro settore comprende due chiostri di maggiore antichità. Nel chiostro maggiore è conservato il monumentale sepolcro del vescovo Giacomo Pasi, opera dello scultore faentino Pietro Barilotto, eseguita tra il 1529 e il 1531.
Il monumento a Pasi fu originariamente realizzato per la chiesa faentina di Santa Maria dei Servi e venne successivamente trasferito nel cimitero dell'Osservanza. Nel 1878 l'architetto comunale Achille Ubaldini ne curò la collocazione nell'attuale cappella Pasi, sul lato orientale del chiostro della Badia.
La chiesa di San Girolamo
Al centro del complesso cimiteriale si trova la chiesa di San Girolamo, già parte dell'antico convento dell'Osservanza.
L'edificio conserva la memoria delle origini quattrocentesche del complesso, ma il suo aspetto attuale è in larga parte dovuto alla ristrutturazione compiuta da Pietro Tomba nel 1828, successivamente integrata dagli interventi di Costantino Galli.
La chiesa fu in precedenza luogo di sepoltura dei Manfredi e dei vescovi faentini. Dalla cappella Manfrediana proviene una scultura lignea di san Girolamo, attribuita a Donatello e oggi conservata nella Pinacoteca comunale di Faenza.
All'interno sono conservate opere di artisti faentini e romagnoli, tra cui statue in stucco dei Ballanti Graziani, opere di Tommaso Dal Pozzo e affreschi di Antonio Liverani e Romolo Liverani.
Arte funeraria
Il cimitero dell'Osservanza costituisce una delle più importanti raccolte di arte funeraria di Faenza. Il patrimonio comprende opere in marmo, pietra, bronzo, terracotta, ceramica e gres, legate alla tradizione artistica della città e alla sua particolare produzione ceramica.
Tra gli artisti presenti nel complesso figurano Felice Giani, Domenico Rambelli, Lucio Fontana, Ercole Drei, Francesco Nonni, Riccardo Gatti, Domenico Matteucci e altri artisti attivi a Faenza tra XIX e XX secolo.
L'intervento degli artisti non si limitò alla scultura funeraria, ma comprese anche elementi decorativi, ceramiche e opere di arte applicata, contribuendo a fare del cimitero una testimonianza della tradizione artistica faentina.
Tomba Melandri
Particolarmente significativa è la tomba Melandri, realizzata in gres da Lucio Fontana e datata alla seconda metà degli anni cinquanta del Novecento.
L'opera è legata alla committenza dell'imprenditore Antonio Melandri, di origine faentina e residente a Milano. La sua attribuzione a Fontana è stata oggetto di studi e approfondimenti, tra i quali quello della storica dell'arte Irene Biolchini, pubblicato nel 2012 sulla rivista Faenza del Museo internazionale delle ceramiche di Faenza.
La tomba costituisce un caso particolare nella produzione di Fontana, poiché coniuga la ricerca plastica dell'artista con il materiale ceramico e con la destinazione funeraria dell'opera.
Opere di Domenico Rambelli
Tra le opere novecentesche del cimitero si distinguono quelle dello scultore faentino Domenico Rambelli. Il complesso conserva il monumento funebre di Rosa Laghi, datato al 1918, e il medaglione realizzato per il sepolcro dello scultore e pittore Antonio Berti.
Conservazione e valorizzazione
Il cimitero è stato oggetto di iniziative di studio, conservazione e valorizzazione in ragione del suo valore storico e artistico. Nel 2023 il complesso è stato riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna tra i cimiteri monumentali e storici regionali individuati sulla base della legge regionale 21/2022.
Il riconoscimento regionale comprende il Cimitero dell'Osservanza tra i siti cimiteriali considerati parte integrante del patrimonio culturale regionale. Il complesso è inoltre sottoposto a tutela statale con provvedimento.
Alluvione del 2023
Il 16 e 17 maggio 2023 il cimitero fu gravemente interessato dall'alluvione che colpì Faenza e il territorio romagnolo. I danni interessarono anche la chiesa di San Girolamo e altri spazi del complesso.
Per la chiesa di San Girolamo il Comune di Faenza, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, ha avviato un progetto di documentazione e valorizzazione comprendente materiale fotografico e audiovisivo sulle opere e sui danni provocati dall'alluvione.
A seguito degli interventi di ripristino, le aree del cimitero nelle quali sono presenti le sepolture sono tornate accessibili dal 16 ottobre 2023; dal 16 dicembre 2024 è nuovamente accessibile anche il Giardino del Ricordo.
Personaggi illustri
Tra le personalità faentine sepolte o tumulate nel cimitero dell'Osservanza si ricordano:
Costantino Galli (1810–1883), architetto; è sepolto nel portico, a sinistra della chiesa di San Girolamo. Antonio Berti (1830–1912), pittore e insegnante. Raffaele Bendandi (1893–1979), sismologo e astronomo.
Famedio
Il Famedio del cimitero dell'Osservanza è destinato alla memoria dei faentini illustri; la parete frontale è riservata agli artisti.
Muky (Wanda Berasi; 1926–2022), artista, ceramista, scultrice e poetessa. Guido Mariani (1950–2021), scultore e ceramista. Pietro Melandri (1885–1976), ceramista, pittore e plasticatore. Giovanni Romagnoli (1893–1976), pittore, scultore e incisore. Domenico Matteucci (1914–1991), ceramista, pittore e scultore. Giovanni Guerrini (1887–1972), architetto, pittore e incisore, fondatore della scuola del mosaico di Ravenna. Francesco Nonni (1885–1976), xilografo, ceramista e pittore, sepolto in altro luogo. Ivo Sassi (1937–2020), scultore e ceramista. Filippo Monti (1928–2015), architetto. Gianna Boschi (1913–1986), pittrice e ceramista, attiva nella difesa del patrimonio artistico faentino. Claudio Marabini (1930–2010), scrittore, giornalista e critico letterario. Goffredo Gaeta (1937–2022), ceramista, scultore e artista del vetro. Giuseppe Tampieri (1918–2014), pittore e scultore. Giuseppe Liverani (1903–1979), ceramologo e direttore del Museo Internazionale delle Ceramiche. Domenico Rambelli (1886–1972), scultore, accademico di San Luca. Carlo Zauli (1926–2002), ceramista, scultore e insegnante. Alteo Dolcini (1923–1999), dirigente pubblico, fondatore dell'Ente Ceramica Faenza e promotore della ceramica faentina e della 100 km del Passatore.
Artisti autori di sepolture e monumenti funerari
Tra gli artisti e gli scultori che realizzarono monumenti, tombe e apparati decorativi nel cimitero dell'Osservanza si ricordano:
Pietro Barilotto, autore del monumento funebre del vescovo Giacomo Pasi, realizzato tra il 1529 e il 1531 e successivamente trasferito nel cimitero.
Domenico Rambelli, autore del monumento funerario di Rosa Laghi, datato al 1918, e di altre opere funerarie conservate nel cimitero.
Ercole Drei, autore, insieme a Domenico Rambelli, delle opere decorative della tomba di Antonio Berti.
Lucio Fontana, autore della cosiddetta tomba Melandri, realizzata in gres nella seconda metà degli anni cinquanta del XX secolo per la famiglia Melandri.
Francesco Nonni, presente nel patrimonio artistico legato al cimitero e ricordato nel Famedio; il suo nome vi è stato inserito con un'epigrafe commemorativa nel 2026.
Domenico Matteucci, autore di opere ceramiche e decorative presenti nel complesso.
Riccardo Gatti, autore di opere ceramiche conservate nel cimitero.
Angelo Biancini, autore di opere presenti nel complesso.
Note
Bibliografia
Antonio Messeri, Achille Calzi, Faenza nella storia e nell'arte, Faenza, Tipografia sociale faentina, 1909. Irene Biolchini, Un testo inedito di Lucio Fontana e la tomba Melandri al Cimitero dell'Osservanza in Faenza, in Faenza, a. XCVIII, n. 2, 2012, pp. 85-99. Il Cimitero dell'Osservanza a Faenza: storia, arte e patrimonio, materiali di studio e divulgazione a cura degli enti e delle istituzioni culturali locali.
Voci correlate Faenza Cimitero monumentale
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Categoria:Cimiteri monumentali d'Italia Categoria:Architetture di Faenza