Sansone e Dalila è un dipinto a olio su tela (116 × 154 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, intorno al 1646, già conservato nella Collezione Edward Goodstein ad Atherton, in California. Storia Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, ricorda sotto l'anno 1646 l'esecuzione di due grandi tele destinate al cardinale Alessandro Falconieri, allora legato pontificio a Bologna: «Due quadri grandi compagni per il Card. Falconieri Legato di Bologna. Cioè una Dalida che mostra i capelli recisi a Sansone & un Saul che tenta uccidere Davide con la lancia».

Nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. è registrato, alla data del 31 marzo 1646, un pagamento di 120 ducatoni, equivalenti a 150 scudi, da parte del cardinale Falconieri. La registrazione fa riferimento a «due mezze figure», mentre il soggetto è descritto come Sansone che mostra a Dalila come la propria forza risieda nei capelli. Un ulteriore pagamento è registrato il 2 giugno dello stesso anno: 700 lire, equivalenti a 170 scudi, per un dipinto il cui soggetto è indicato come Saul e Davide.

Tra il racconto di Malvasia e le registrazioni del Libro dei conti emergono alcune discrepanze. Malvasia parla infatti di «due quadri grandi», mentre il registro contabile descrive il Sansone e Dalila come una composizione di «due mezze figure»; inoltre il soggetto ricordato dallo storico — Dalila che mostra a Sansone i capelli recisi — rappresenta un momento successivo della vicenda rispetto a quello effettivamente raffigurato, nel quale Sansone rivela a Dalila il segreto della propria forza. Secondo Luigi Salerno, la divergenza si spiegherebbe con il fatto che Malvasia avrebbe trascritto una nota manoscritta oggi perduta, riferita alla commissione originaria, il cui soggetto sarebbe stato successivamente modificato da Guercino. Il compenso corrisposto risulta inoltre compatibile con quello abitualmente richiesto dal pittore per una composizione a due mezze figure. Sir Denis Mahon concorda con questa interpretazione.

Rossella Vodret accoglie a sua volta l'ipotesi di Salerno e Mahon riguardo al soggetto del dipinto, ma ritiene improbabile che il Sansone e Dalila e il Saul contro Davide siano stati concepiti come veri e propri pendant. A sostegno di questa interpretazione osserva non solo che tra i due pagamenti intercorrono diversi mesi, ma anche che, se le opere fossero state destinate a essere esposte insieme, le rispettive dimensioni e l'accordo cromatico sarebbero stati definiti fin dallo studio del pittore. Secondo la studiosa, la differenza di prezzo tra le due tele potrebbe pertanto dipendere proprio dalla diversità delle loro misure.

Il committente era Lelio Falconieri (Firenze, 1585 – Viterbo, 1648), che fu legato pontificio a Bologna dal 1643 al 1646.

Il dipinto è documentato a Palazzo Falconieri fino al 1820; se ne perdono quindi le tracce fino al 1973, quando ricompare sul mercato antiquario londinese e viene presentato all'asta da Sotheby's il 31 marzo, come lotto 118. Descrizione e stile La scena presenta i due protagonisti a mezza figura, disposti in primo piano contro uno sfondo scuro. A destra Sansone, barbuto e rivestito di un'armatura, solleva un braccio sopra il capo e con l'altra mano indica chiaramente i propri capelli, rivolgendosi a Dalila. La donna, posta sulla sinistra, lo osserva con il volto leggermente inclinato e accompagna l'ascolto con il gesto della mano aperta e sollevata.

Dalila indossa una camicia bianca dall'ampia scollatura, una veste nei toni del rosso e un mantello bruno; i capelli sono raccolti e intrecciati con nastri chiari. Sansone porta una corazza bruna con elementi metallici sulle spalle e una fascia azzurra che attraversa il busto. Le figure emergono dal fondo attraverso una luce concentrata soprattutto sui volti, sulle braccia e sulla veste chiara di Dalila, mentre il resto della composizione rimane immerso nell'ombra.

«È un tipico esempio di quadro narrativo, dipinto dal guercino con grande abilità e che possiede un suo proprio fascino; non vi è alcuna traccia della violenza che sarebbe da lì seguita». Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su Sansone