La chiesa di Santa Maria dell'Arco è una chiesa parrocchiale di Villaricca, nella città metropolitana di Napoli; è ubicata in piazza Papa Giovanni XXIII.

Storia Le origini La chiesa fu edificata all'inizio del XVI secolo per volontà dell'universitas, l'amministrazione locale da cui deriva l'attuale Comune, accanto all'area della chiesa di San Simplicio, che non era più sufficiente ad accogliere tutti i fedeli.

Nel 1542 l'edificio aveva una navata centrale affiancata da due navate laterali più strette e terminava con un'abside semicircolare. Il tetto era a capriate, con un manto di tegole sostenuto da travi e architravi. Il pavimento era in mattoni di cotto, più piccoli nella zona del presbiterio. L'ingresso principale, con un portale in piperno, si apriva sul lato nord, mentre un secondo accesso si trovava sul lato est. Oltre all'altare maggiore, rivestito di lastrico, c'erano altri tre altari in muratura appartenenti a famiglie del luogo. All'inizio non esisteva un campanile e le campane erano sistemate sul lato sinistro della facciata. Il pulpito era in legno finemente intagliato.

Il primo campanile fu costruito nel 1596 a circa 8 metri dalla chiesa. Aveva pianta quadrata, si sviluppava su due livelli e ospitava due campane, una grande e una piccola. Alla fine del secolo gli altari laterali erano divenuti quattordici.

Seicento e Settecento Nel 1668 i governatori della Confraternita del Santissimo Sacramento fecero costruire l'attuale sagrestia e un pregevole lavabo in marmo. All'inizio del XVIII secolo, sul terreno che era stato il cimitero della chiesa di San Simplicio, fu edificato il Cappellone del Santissimo Crocifisso. Nel corso del secolo gli altari laterali scesero a undici, perché due furono giudicati non idonei e un terzo venne eliminato per aprire l'ingresso al Cappellone.

Nel 1709 fu realizzato l'attuale altare maggiore in marmi policromi e il presbiterio fu separato dalla navata con una balaustra, anch'essa in marmi policromi, con cancelletti in ottone al centro. Risalgono invece al 1797 le due acquasantiere a forma di conchiglia poste simmetricamente sulle colonne dell'ingresso.

L'Ottocento Nel 1841 il vecchio pulpito in legno fu sostituito da quello attuale in marmo. Nel 1848 la chiesa fu interessata da importanti lavori di restauro e ristrutturazione. Per combattere l'umidità furono rimossi tutti i pavimenti e al loro posto fu steso uno strato di lastrico, coperto da tre o quattro palmi di materiale di risulta, su cui vennero posate nuove mattonelle smaltate. Lo stesso intervento riguardò il presbiterio, la sagrestia e gli ambienti vicini al giardino della parrocchia. Le pareti della sagrestia furono intonacate e la volta venne dipinta a tempera dal napoletano Gennaro Martorano.

Negli stessi lavori navata e presbiterio furono decorati con stucchi e, per dare più luce all'interno, furono aperte due finestre al centro delle pareti laterali. Si pensò di aprirne altre due in facciata, ma il progetto fu abbandonato per la presenza dei resti del vecchio campanile. Nel 1853 fu aperto un passaggio tra il Cappellone e la sagrestia e venne rifatto il tetto in tegole della navata sinistra. Il campanile, che rischiava di crollare, fu ricostruito dalle fondamenta nel 1859. Nel 1881 l'interno e l'esterno furono ritinteggiati e la facciata fu arricchita con stucchi.

Dal Novecento a oggi Nel 1943 il parroco monsignor Giacomo Pellegrino fece restaurare e decorare il Cappellone, compreso il suo affresco. Negli anni sessanta sopra la sagrestia fu costruita la casa canonica.

Nel 1970, sotto il parroco Anselmo Galdieri, le campane furono elettrificate e fu rifatto l'impianto idrico. Nel 1972, a causa delle infiltrazioni d'acqua, la cupola del presbiterio fu rivestita di rame, e lo stesso intervento fu eseguito in seguito su quella del Cappellone. Nel 1974 furono completati i nuovi locali per il catechismo, costruiti sul terreno del giardino, e l'anno seguente la parrocchia acquistò il terreno alle spalle del campanile, con un piccolo fabbricato rurale, da destinare alle attività sportive.

Il terremoto dell'Irpinia del 1980 danneggiò la cupola del presbiterio e il campanile, rendendo necessaria la rimozione di cornicioni e intonaci pericolanti. I lavori veri e propri iniziarono però solo nel 1988, dopo nuovi distacchi di intonaco e cadute di calcinacci e parti di cornicione, e si conclusero nel 1990.

Nel 1998 l'arredo liturgico fu riorganizzato. Il fonte battesimale in marmo, finemente lavorato, fu spostato dal lato destro dell'ingresso alla sinistra dell'altare maggiore, dove prima si trovava un tempietto in marmo con la statua di san Gennaro, trasferito sul secondo altare della navata sinistra. Nel Cappellone, usato come cappella feriale, l'altare principale, fino ad allora addossato alla parete, fu smontato in due parti per portare la mensa più avanti.

Nel 2001 furono sostituiti i finestroni laterali, mentre i lampadari in ottone della navata centrale vennero restaurati, puliti e spostati nelle cappelle laterali. Nel 2006 la facciata fu ritinteggiata e vi fu collocata una croce in ferro illuminata.

Nell'ottobre 2015 iniziarono i lavori per risolvere il problema della forte umidità di risalita, che stava danneggiando gli intonaci delle colonne e delle pareti. Il pavimento fu rimosso insieme al massetto sottostante, fino a una profondità di 50 cm, e sul fondo fu steso un telo in plastica rigida coperto da un getto di cemento armato. Sopra venne realizzato un vespaio aerato con casseri modulari di tipo iglù, collegato all'esterno da tubi che garantiscono una circolazione d'aria continua. Seguirono un secondo getto di calcestruzzo, nel quale furono inseriti i nuovi impianti elettrico e di riscaldamento, e un massetto di sabbia e cemento su cui è stato posato il nuovo pavimento.

Descrizione Struttura La chiesa ha una navata centrale e due navate laterali più strette, separate da pilastri disposti in modo simmetrico. Il tetto è a capriate in legno, con travi e architravi, e ha un manto di tegole in cotto. L'edificio ha due cupole, una sopra il presbiterio e l'altra sopra il Cappellone, entrambe rivestite di rame. Il Cappellone del Santissimo Crocifisso si apre sul lato destro della chiesa, per chi entra.

Interno Il pavimento è in lastre di marmo di Carrara bianco con decorazioni in bardiglio imperiale e marmo rosa del Portogallo. Nel presbiterio si trova l'altare maggiore in marmi policromi del 1709, mentre il pulpito in marmo risale al 1841. Tra gli elementi più antichi si conservano anche il fonte battesimale, il lavabo in marmo del 1668 e le due acquasantiere a conchiglia del 1797. Il vecchio pavimento delle navate laterali è stato riutilizzato come rivestimento delle pareti dell'ingresso, e dietro la mensa rimane una parte del pavimento in cotto del presbiterio.

Note

Collegamenti esterni

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