L'Invalidovna è un vasto complesso monumentale barocco situato nel quartiere di Karlín, a Praga, originariamente costruito per ospitare e assistere i veterani e gli invalidi di guerra della monarchia asburgica.

Edificata principalmente tra il 1731 e il 1737 su progetto di Kilián Ignác Dientzenhofer, sulla base di una concezione architettonica elaborata anche da Joseph Emanuel Fischer von Erlach, fu ispirata agli Hôtel des Invalides di Parigi. Del grandioso progetto originario, che avrebbe dovuto accogliere circa 4.000 persone, venne realizzata soltanto una nona parte.

Nonostante l'incompiutezza, il complesso costituisce uno dei maggiori esempi di architettura barocca civile della Boemia. Dal 2017 è classificato come monumento culturale nazionale della Repubblica Ceca e dal 2018 è amministrato dal Národní památkový ústav (Istituto nazionale per la tutela dei monumenti).

Storia

Origini della fondazione Le origini dell'Invalidovna risalgono al XVII secolo e sono legate al conte e militare Pietro Strozzi, gravemente ferito in battaglia nel 1657. Nel testamento redatto il 3 agosto 1658 Strozzi destinò il proprio patrimonio alla creazione di una fondazione che provvedesse all'assistenza dei soldati anziani, poveri o resi invalidi dalla guerra e delle loro famiglie.

La fondazione, sostenuta anche dalla moglie Maria Caterina, costituì una delle prime istituzioni di carattere sociale nelle terre boeme specificamente dedicate ai veterani di guerra. La sua amministrazione venne affidata all'Ordine dei Crocigeri della Stella Rossa.

Durante il regno dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo si decise di utilizzare le risorse della fondazione per la costruzione di un grande istituto per invalidi nei pressi di Praga.

Costruzione I lavori iniziarono nel 1731. La concezione planimetrica generale è attribuita all'architetto viennese Joseph Emanuel Fischer von Erlach, mentre il progetto e la realizzazione dell'edificio furono affidati a Kilián Ignác Dientzenhofer, uno dei principali esponenti del barocco boemo.

La prima pietra venne solennemente posata il 15 agosto 1732 alla presenza dell'imperatore Carlo VI, quando tuttavia il cantiere era già avviato.

Il progetto era estremamente ambizioso: il complesso avrebbe dovuto formare un quadrato di circa 300 metri per lato, articolato in nove grandi settori e concepito come una piccola città autosufficiente. Oltre agli alloggi per circa 4.000 veterani e le loro famiglie erano previsti una chiesa centrale, spazi sanitari, laboratori, servizi e strutture necessarie alla vita quotidiana.

Per ragioni economiche venne completata soltanto una delle nove parti previste. Nonostante ciò, l'edificio realizzato forma un complesso autonomo di notevoli dimensioni e rappresenta una delle maggiori architetture barocche di Praga e della Boemia.

Architettura L'architettura dell'Invalidovna combina il carattere funzionale e relativamente austero proprio di una struttura militare con elementi monumentali e rappresentativi tipici del barocco dell'epoca di Carlo VI.

Particolarmente importante è la facciata settentrionale, concepita secondo un'impostazione palaziale. L'organizzazione interna rispondeva invece alle esigenze della vita comunitaria dei veterani: grandi corridoi e scale assicuravano la circolazione all'interno dell'edificio, mentre gli alloggi erano organizzati in unità destinate agli invalidi e alle loro famiglie.

All'interno del complesso si trova inoltre la cappella della Santa Croce, destinata alle funzioni religiose della comunità.

La vita nell'Invalidovna Il numero degli abitanti variò considerevolmente nel corso del tempo, anche in relazione ai conflitti combattuti dalla monarchia asburgica. Nel 1854 viene documentata una delle massime presenze, con oltre 1.400 residenti tra veterani, donne e bambini.

Durante i periodi di guerra l'edificio poté essere utilizzato anche come ospedale militare. Nel corso del XIX secolo il complesso subì numerosi adattamenti e trasformazioni degli spazi interni.

Davanti all'edificio vennero inoltre realizzati diversi monumenti commemorativi. Tra questi vi sono il monumento dedicato ai militari morti durante l'alluvione di Praga del 1890 e quello dedicato al fondatore Pietro Strozzi.

XX secolo Dopo la nascita della Cecoslovacchia la funzione originaria dell'Invalidovna diminuì progressivamente. Gli ultimi veterani furono trasferiti negli anni trenta del XX secolo in una nuova struttura a Hořice.

Alcuni ambienti furono successivamente utilizzati dal Museo militare e dal Museo tecnico nazionale di Praga, mentre gran parte dell'edificio divenne sede degli archivi militari.

Tra il 1922 e il 1927 soggiornò all'Invalidovna anche il fotografo ceco Josef Sudek, che aveva perso il braccio destro durante la prima guerra mondiale. Durante il periodo trascorso nel complesso realizzò il ciclo fotografico Z Invalidovny, dedicato alla vita dei suoi residenti.

L'alluvione del 2002 L'Invalidovna fu gravemente colpita dalla alluvione europea del 2002, che devastò gran parte del quartiere di Karlín. L'acqua raggiunse i piani inferiori dell'edificio e provocò danni sia alla struttura sia ai materiali archivistici conservati al suo interno.

Le tracce raggiunte dall'acqua rimasero visibili negli anni successivi sulle murature e sugli intonaci del piano terreno.

Dopo il trasferimento degli archivi militari, completato nel decennio successivo, il complesso rimase in larga parte inutilizzato. Nel 2015 il Ministero della difesa cedette l'edificio all'Ufficio per la rappresentanza dello Stato nelle questioni patrimoniali, che valutò anche la possibilità di venderlo.

Tutela e recupero Nel 1958 l'Invalidovna era stata riconosciuta come monumento culturale; nel 2017 ottenne il più elevato livello di tutela previsto dalla legislazione ceca, entrando nell'elenco dei monumenti culturali nazionali.

Nel maggio 2018 la gestione del complesso venne trasferita al Národní památkový ústav, che avviò la progettazione di un vasto intervento di recupero e rifunzionalizzazione.

Dopo una lunga fase preparatoria, nell'estate del 2026 fu selezionato il consorzio incaricato dei lavori. La ricostruzione è stata ufficialmente avviata nell'agosto dello stesso anno, con un investimento di circa 2,15 miliardi di corone ceche.

Il progetto comprende il restauro dell'edificio storico, la sistemazione degli spazi esterni e la costruzione di due nuovi edifici collegati al complesso. Al termine dei lavori circa l'80% degli spazi storici dovrebbe essere accessibile al pubblico.

Sono previste esposizioni permanenti dedicate alla storia dell'Invalidovna e al patrimonio architettonico ceco, spazi per mostre temporanee, un centro visitatori, una caffetteria, laboratori di restauro, strutture didattiche e un auditorium multifunzionale. Una parte del complesso ospiterà inoltre la sede del Coro filarmonico di Praga.

La riapertura completa al pubblico è prevista per il 2030.

Nella cultura di massa Grazie ai suoi spazi monumentali e agli interni storici, l'Invalidovna è stata utilizzata come location cinematografica.

Il regista ceco Miloš Forman vi girò alcune scene di Amadeus. Il complesso è apparso inoltre in produzioni quali Hellboy e in altre opere cinematografiche e televisive.

Nel 2023 alcuni ambienti dell'Invalidovna furono utilizzati per le riprese di Nosferatu di Robert Eggers.

Toponomastica Il nome dell'Invalidovna si è esteso all'area circostante di Karlín. Dal complesso prendono il nome il quartiere residenziale Sídliště Invalidovna, una fermata tranviaria e la stazione Invalidovna della linea B della metropolitana di Praga.

Note

Voci correlate Karlín Kilián Ignác Dientzenhofer Invalidovna (metropolitana di Praga) Hôtel des Invalides Josef Sudek

Altri progetti

Collegamenti esterni Sito ufficiale dell'Invalidovna Národní památkový ústav

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