Fratello maggiore di Giò, anch'egli scultore, viene considerato uno dei più grandi esponenti della scultura contemporanea italiana.
Raggiunse la fama soprattutto per le particolari sfere di bronzo, materiale da lui prediletto per le sue opere, capaci di scomporsi, "rompendosi" e aprendosi davanti allo spettatore, portandolo alla ricerca e alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell'interno.
Biografia Primogenito di Antonio Pomodoro e Beatrice Luzzi, nacque a Morciano di Romagna il 23 giugno 1926.
Studiò da geometra per poi dedicarsi, quasi subito dopo, alla scultura, per la quale sviluppò a poco a poco, all'inizio degli anni Cinquanta, un'enorme passione. Lentamente il suo linguaggio caratteristico, informale, evolse adattandosi di volta in volta alle caratteristiche del materiale usato: prima l'oro e l'argento, per dei monili, poi il ferro, il legno, il cemento e il bronzo, che divenne la sua materia base per opere di piccole dimensioni e per le sculture monumentali che lo resero celebre.
Visse e lavorò fin dal 1954 a Milano, accanto alla Darsena di Porta Ticinese.
Nel 1961 e 1962 prese parte, con Lucio Fontana e altri artisti, al gruppo informale "Continuità", grazie al quale raffinò un proprio stile, esprimendo la sua arte nell'equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere monumentali, più adatte alle sue capacità espressive di quelle di dimensioni ridotte, non potendo quest'ultime garantirgli la possibilità di indagare all'interno del soggetto rappresentato.
Le sue opere furono donate e installate in diverse città del mondo, quali Lampedusa, Sorrento, Rimini, Pesaro, Marsala, Genova, Roma, Milano, Monza, Pavia, Terni, Torino, Tivoli, Belluno, San Giovanni Rotondo (nella basilica di Padre Pio di Renzo Piano) Copenaghen, Brisbane, Dublino (nel Trinity College), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali e all'ONU.
Insegnamento Pomodoro insegnò anche, per un breve periodo, nei dipartimenti d'arte di diverse università statunitensi, tra le quali vi furono quella di Stanford, quella della California, quella di Berkeley e il Mills College. Diresse il "Centro TAM" (Trattamento Artistico dei Metalli) per la formazione dei giovani, istituito in collaborazione con il comune di Pietrarubbia in provincia di Pesaro e Urbino nel Montefeltro, dove passò gran parte della sua infanzia, dal 1990.
Morte Arnaldo Pomodoro morì nella sua casa di Milano, il 22 giugno 2025, il giorno prima di compiere 99 anni. I funerali furono celebrati, quattro giorni dopo, nella chiesa di San Fedele a Milano.
Il corpo venne cremato al cimitero di Pavia e le ceneri affidate alla famiglia.
Il 26 settembre seguente, il comune di Milano annunciò l'iscrizione del nome di Arnaldo Pomodoro nel famedio del cimitero monumentale di Milano. La cerimonia si svolse il 2 novembre seguente.
Stile
Nella sua arte domina un rigoroso "spirito geometrico", per cui ogni forma tende all'essenzialità volumetrica della sfera, del cubo, del cilindro, del cono, del parallelepipedo e di altri solidi euclidei perfetti, nettamente tagliati, le cui ripetizioni in schiere o segmenti, rettilinei o circolari, sono paragonabili alla successione delle note in una composizione musicale, o ad ingranaggi di macchinari nascosti all'interno dei massicci contenitori, resi parzialmente visibili dalle spaccature e dai tagli che rompono le superfici levigate esterne.
La coerenza nell'associazione delle strutture interne alla monumentalità esteriore delle opere di grandi dimensioni dà vita all'opera di Pomodoro. Lo spazio esterno non esiste: tutto si svolge all'interno del manufatto, nelle "viscere" racchiuse dalle pareti lisce e lucenti, da nitidi volumi, perfettamente delineati.
L'autorevolezza e l'importanza di un artista derivano non soltanto dalla sincerità che gli regge la mano, ma anche da significato innovativo che riesce a conferire a uno o più elementi del suo discorso: sarebbe a dire dall'originalità che questi vengono ad assumere nel contesto espressivo. Nel caso di Arnaldo Pomodoro, la scultura si porta dentro un'aspirazione e un destino di libertà. Fin dagli esordi le sue opere, i primi rilievi, celebrano una creatività di artigianato spontaneo e fantastico che rivela una gioia e una forza vitali, intrise, però, di una sacralità arcaica. L'alfabeto d'impronta cuneiforme all'origine della poetica espressiva di Pomodoro si concretizza in una dimensione in cui lo spazio del vissuto e la memoria si mescolano. Il segno plastico di Pomodoro è componente di un linguaggio che ha in sé potenzialità indefinite e indefinibili, che vuole prescindere dalle cose così come appaiono per giungere a una profondità che a volte è poco oltre l'immediato e che riassume e concentra in sé tutta l'essenza della realtà. Il fare artistico diventa creazione, come in Klee, di "forme e spazi" che vengono prodotti in "proporzioni scelte" con ricchezza d'invenzione secondo una minuscola e preziosa tessitura in sintonia con il ritmo interno delle proprie pulsioni. L'artista dunque, come un demiurgo platonico, ha la facoltà di "generare" il reale e di farlo in forme nuove, in forme che vanno oltre l'ovvietà dell'apparente e del conosciuto per raggiungere nuovi accenti di poesia e di vita.Arnaldo Pomodoro, a cura di Rudy Chiappini, Ed. Skira
Altre opere Le opere di Pomodoro sparse per il mondo non si esauriscono con quelle della precedente elencazione.
L'opera La Colonna del viaggiatore, del 1962, realizzata per la mostra curata da Giovanni Carandente a Spoleto Sculture in città, segnò il passaggio di Pomodoro alla scultura volumetrica. Fu la prima opera di grande mole realizzata dallo scultore. Conclusa la mostra, l'opera venne generosamente donata alla città di Spoleto.
Nel 1991, la sua opera Disco Solare fu collocata davanti al Palazzo della Gioventù di Mosca, come dono all'Unione Sovietica del governo italiano nel periodo di disgelo post-guerra fredda. L'anno seguente, 1992, un'altra opera di grandi dimensioni, Papyrus, fu collocata a Darmstadt, in Germania, nei giardini del nuovo Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni.
Nel 1993 il Centro Biotecnologie Avanzate di Genova commissionò a Pomodoro un'opera bronzea monumentale rappresentante le fonti della ricerca, lavoro collocato al centro di una grande fontana.
Nel 1995 realizzò una scultura in memoria del grande regista scomparso Federico Fellini, su commissione del comune di Rimini. Sempre nel 1995 realizzò a Terni la Lancia di Luce, un imponente obelisco in acciaio, cromo e rame, simboleggiante l'evoluzione tecnologica moderna della città e delle sue celebri acciaierie.
Nel 1996, l'opera Sfera con sfera, di oltre tre metri di diametro, venne collocata nel piazzale delle Nazioni Unite a New York, mentre nel 1998 progettò il portale del Duomo di Cefalù, in Sicilia.
Sono presenti sue opere (l'altare e la croce sopra di esso) nella chiesa di Sant'Anna di Sciara (Sicilia), realizzate nel 1986, opere realizzate successivamente in altri materiali anche nel santuario di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo e La grande sfera bronzea, presente nel piazzale del lungomare di Pesaro. Nel 2000, su commissione del Comune di Ferrara, realizzò, su disegno dell'architetto Piero Sartogo, il monumento funebre dello scrittore Giorgio Bassani, posto nel cimitero israelitico di via delle Vigne.
Nel dicembre 2007 l'opera Cuneo con frecce venne realizzata e posizionata a Torino, davanti alla sede centrale della SMAT, in occasione del centenario dell'azienda.
Tra il 1977 e il 1991 l’autore donò con atto pubblico un ricco gruppo di opere alle collezioni dello CSAC, Centro Studi e Archivio della Comunicazione (archivio e centro di ricerca dell'Università degli Studi di Parma), composto da 33 sculture (21 delle quali adornanti i corridoi e l'aula magna del Palazzo dell'Università degli Studi di Parma), 47 opere su carta e 23 gioielli e medaglie.Questo fondo è pubblico e interamente consultabile.
Esposizioni principali Tra le maggiori "personali" dedicate allo scultore nel mondo, vi furono quella alla Rotonda della Besana di Milano (1974), al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (1976), al Forte Belvedere di Firenze (1984), a Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1987), al Museo all'Aperto di Hakone, in Giappone (1994), alla Rocca Malatestiana di Cesena (1995), al Museo della Città di Rimini (1995), alla Marlborough Gallery di New York (1996), a San Leo (1997), alla Torre di Guevara di Ischia nel 2003, a Palazzo Crepadona di Belluno (2006), a Fortezza del Priamar di Savona (2007). Tenne esposizioni itineranti nei musei europei, americani, australiani e giapponesi. Nel 2008 venne ospitata un'esposizione di sue sculture "en plein air" ad Orta San Giulio, in provincia di Novara.
Premi La lunga carriera di Pomodoro è stata riconosciuta e premiata: 1960 – Spoleto, nell'ambito dell'ottava edizione del Premio Spoleto; 1963 – San Paolo, Brasile; 1964 – Venezia; 1967 – Uno dei sei premi internazionali del Carnegie Institute; 1981 – Gran Premio Henry Moore, in Giappone; 1990 – Praemiu Imperiale, dalla Japan Art Association, per la scultura (in quell'anno Federico Fellini lo vinse per il cinema ed il teatro); 2004 – premio Fernanda Pivano, di cui successivamente è diventato autore della targa.
Onorificenze e riconoscimenti Ricevette la "Laurea in Lettere honoris causa dal Trinity College dell'Università di Dublino, davanti al quale si erge una sua statua, donata proprio per quest'occasione, e quella honoris causa in Architettura e Ingegneria dall'Università di Ancona, e nello stesso anno ricevette il premio Ubu grazie alle scenografie di Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès. Fu socio onorario dell'Accademia di Brera di Milano, dal 1993, e nel 1994 ricevette il premio della Presidenza del Consiglio dei ministri. Per i meriti conseguiti nell'ambito della sua attività artistica, fu inoltre eletto Accademico Ordinario dall'Accademia delle arti del disegno di Firenze. Nel 1990 ricevette il premio Ubu per la migliore scenografia dello spettacolo teatrale, I paraventi di Jean Genet. Riconquistò il premio nella stagione 1991-1992 con Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès.
Opere Sculture
La luna il sole la torre, 1955 Paesaggio con il sole in basso, 1955 Nutrimento solare, 1956 Il giardino nero, 1956 Tavola dei segni, 1957, II, 1957 Lo stagno omaggio a Kafka, 1957 Il muro, 1957 Orizzonte, 1957, II, 1957 Una scelta, 1957 Luogo di mezzanotte, 1957 La colonna del viaggiatore 1, 1960 Grande tavola della memoria, 1959-1965 Il cubo, 1961-1962 La colonna del viaggiatore, bronzo, 1962, Spoleto Radar n. 1, 1962 Sfera con sfera, 1963 Sfera n. 1, 1963 Sfera, 1964 Sfera n. 5, 1965 Lettera a K., 1965 Sfera grande, 1966-1967, Roma, piazzale della Farnesina Il grande ascolto, 1967-1968 Rotante minore, 1968-1972, Pieve di Cento, MAGI '900 Colonna a grandi fogli (per Mondadori), studio (1972) Triade, 1979, Pavia, Horti Borromaici. Disco Grande, bronzo, 1980, Milano, piazza Meda Movimenti di crollo, 1980, Gallarate, largo Camussi Cippo, I, 1983-1984 Papyrus, 1984 Colpo d’ala, 1984 Asta cielare, XX, 1980-1985 Giroscopio, I, 1986-1987 Scettro, I, II, III, IV, V, 1987-1988 Obelisco Cassodoro, bronzo, Lampedusa (1988) Edicola, 1991 Rotativa di Babilonia, 1991 Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, 1992, Bronzo, Giardini IV Novembre , Desenzano del Garda (BS) Le fonti della ricerca, 1993, bronzo, Genova, Centro Biotecnologie Avanzate - IST Arco, 1995, Castellamonte (TO) ceramica e terra rossa Lancia di luce, acciaio, cromo e rame, 1995, Terni Le battaglie, 1995 Ingresso nel labirinto, 1995 Cero Votivo di 15 metri, immolato a Sant'Agata, comune di Catania, 3 febbraio 1999