The Queen - La regina (The Queen) è un film drammatico del 2006 diretto da Stephen Frears.
Scritto da Peter Morgan, il film segue gli eventi successivi alla morte di Diana, Principessa del Galles, e il rapporto istituzionale tra la Regina Elisabetta II, interpretata da Helen Mirren, e il Primo Ministro Tony Blair, al suo primo mandato, interpretato da Michael Sheen, che per la seconda volta veste i panni del leader laburista, dopo The Deal (2003) e tornerà a ricoprire nuovamente in I due presidenti (2010).
Acclamato dalla critica e dal pubblico, la pellicola è stata elogiata per la regia, la sceneggiatura e soprattutto per l'interpretazione di Helen Mirren (che ha ottenuto l'Oscar per la miglior attrice protagonista il Golden Globe e il BAFTA nella stessa categoria nel 2007); in concorso alla 63ª edizione del Festival del Cinema di Venezia, Morgan vinse il Premio Osella per la miglior sceneggiatura, mentre Mirren si aggiudicò la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile.
Trama Alle elezioni generali del Regno Unito del 1997, Tony Blair e il Partito Laburista vengono eletti con un programma di riforme e modernizzazione. Meno di quattro mesi dopo, Diana, Principessa del Galles, muore in un incidente stradale nel Ponte de l'Alma a Parigi.
La sua morte pone immediatamente dei problemi al suo ex marito, il Principe Carlo, e al Primo Ministro, Tony Blair, che si interrogano su cosa fare nei confronti della madre di un futuro re, ormai non più membro della famiglia reale. La Regina Elisabetta II si chiede se Blair userà la sua promessa di modernizzazione contro la famiglia reale, visto che sta cercando di convincerla a riconsiderare le sue posizioni sui funerali. La famiglia di Diana, gli Spencer, chiede che le esequie si svolgano in forma privata.
In seguito a un discorso in cui Blair descrive Diana come la "Principessa del Popolo" e all'adozione di tale appellativo da parte della stampa, si scatena un'ondata di dolore pubblico, con trasmissioni televisive e omaggi floreali così numerosi a Buckingham Palace e Kensington Palace da costringere alla deviazione degli ingressi principali dei complessi. I membri più anziani della famiglia reale non fanno alcuno sforzo per riconoscere l'importanza di Diana per la società, poiché la Regina ritiene di dover confortare e proteggere i suoi nipoti dopo la morte della madre, e quindi rimane in vacanza a Balmoral. La popolarità della famiglia reale crolla, mentre l'approvazione di Blair aumenta in seguito alla sua risposta alle proteste pubbliche per l'inazione della famiglia reale.
I tentativi di Blair di guidare la famiglia reale attraverso la controversia incontrano resistenza: la Regina li descrive come una resa all'isteria collettiva. Nonostante l'indignazione della Regina e del Principe Filippo per qualsiasi manifestazione di simpatia verso Diana o riconoscimento del lutto nazionale, Blair viene incoraggiato dai segretari privati sia del Principe di Galles che della Regina a proseguire nei suoi tentativi di cambiare l'atteggiamento della famiglia reale. Mentre la Gran Bretagna continua a essere pervasa dal dolore, Blair cerca di difendere pubblicamente la famiglia reale, ma i suoi sforzi si rivelano vani. La compassione di Blair gli vale un'immensa lode e adorazione, mentre l'apparente indifferenza della famiglia reale le attira una feroce condanna da parte del popolo.
Mentre l'indignazione britannica raggiunge il culmine, Blair non può più continuare a usare mezzi termini con il rifiuto della Regina di riconoscere Diana e l'opinione pubblica. Le rivela che il 70% del Paese ritiene che le sue azioni siano dannose per la monarchia e che "una persona su quattro" è favorevole all'abolizione della monarchia stessa. Blair insiste fermamente affinché la famiglia reale issi la bandiera a mezz'asta a Buckingham Palace, che la Regina renda omaggio a Diana e pronunci un discorso pubblico di conforto al Paese.
Nonostante sia demoralizzata dalla reazione del Paese e dai suggerimenti del Primo Ministro, la Regina si rende conto che il mondo è cambiato durante il suo regno. Lei e il Principe Filippo tornano a Londra nonostante i loro dissapori. La Regina rende finalmente omaggio pubblicamente, in diretta televisiva, all'importanza di Diana per la nazione e la società, riuscendo così a placare, almeno in parte, l'angoscia britannica. La famiglia reale partecipa ai funerali pubblici di Diana nell'Abbazia di Westminster.
Nel successivo incontro tra Blair e la Regina, i due si scambiano opinioni su quanto accaduto. La Regina avverte quindi il Primo Ministro che, così come è cambiata l'opinione pubblica su come la famiglia reale dovrebbe reagire alla nuova Gran Bretagna, allo stesso modo anche lui deve cambiare, poiché potrebbe trovarsi nella stessa situazione.
Produzione
Pre-produzione La pellicola è stato prodotta da Pathé Pictures e Granada Productions (ITV Productions). Stephen Frears venne assunto come regista in quanto aveva una clausola nel suo contratto con The Deal che gli permetteva di dirigere eventuali sequel o seguiti, e fu ufficialmente annunciato come regista nel settembre 2003.
Riprese Il film è stato girato in Inghilterra a Londra, in Halton House e Waddesdon Manor, nel Buckinghamshire, Brocket Hall nell'Hertfordshire; e in Scozia al Castello di Balmoral, alCastello Fraser e al Castello di Cluny, nell'Aberdeenshire, e al Castello di Blairquhan e alCastello di Culzean nel Ayrshire Meridionale.
Scenografie Le scenografie sono state progettate da Alan MacDonald, che ha vinto il premio per la migliore scenografia in un film contemporaneo dall'Art Directors Guild e il premio per il miglior risultato tecnico ai British Independent Film Awards.
Nei panni della Regina Mirren confessò che la trasformazione nella Regina era avvenuta quasi naturalmente dopo aver indossato parrucca e occhiali, poiché condivide con la sovrana la stessa espressione facciale a riposo, con la bocca leggermente rivolta verso il basso. Durante le riprese, visionava regolarmente filmati, foto e video della sovrana nel suo camerino.
Si è sottoposta anche ad un intenso allenamento vocale, per riprodurre fedelmente il modo in cui la Regina ha pronunciato il suo discorso televisivo. Morgan ha affermato che la sua interpretazione era così convincente che, alla fine delle riprese, i membri della troupe che erano abituati a incurvarsi o rilassarsi quando si rivolgevano a lei, si alzavano in piedi dritti e incrociavano rispettosamente le mani dietro la schiena. Mirren trascorreva molto tempo fuori dal set con il cast che interpretava gli altri membri della Famiglia Reale, in particolare James Cromwell, Alex Jennings e Sylvia Syms, in modo che si sentissero a proprio agio l'uno con l'altro come una vera famiglia.
Accuratezza storica Il film utilizza filmati d'archivio di Diana, Camilla Parker Bowles e dei giornalisti Nicholas Owen, Julia Somerville, Martyn Lewis, Trevor McDonald e John Suchet, oltre alle scene di massa in cui compaiono i sudditi britannici.
La chitarra elettrica che si vede dietro Blair nel suo ufficio personale è un riferimento alla sua precedente appartenenza alla band Ugly Rumours quando era studente, così come la maglia del Newcastle United che indossa in una scena.
Il film attribuisce ad Alastair Campbell la paternità dell'epiteto "principessa del popolo" riferito a Lady D, ma nel 2007 ha rivelato che fu Blair a coniarla.
Diana rimase in realtà membro della famiglia reale dopo il divorzio.
Distribuzione La pellicola venne distribuita in Francia, Regno Unito e Svizzera dalla Pathé Distribution, mentre in Italia dalla BiM Distribuzione.
Edizione italiana La direzione del doppiaggio e i dialoghi italiani sono a cura di Filippo Ottoni, con Silvia Menozzi come assistente al doppiaggio, per conto della C.D. Cine Doppiaggi, mentre PCM Audio si è occupata della sonorizzazione.
Accoglienza
Incassi A fronte di un budget di 15 milioni di dollari, il film si è rivelato un successo al botteghino, incassandone circa 124 milioni a livello globale.
Critica Sul sito web Rotten Tomatoes, il film ha un indice di gradimento del 97%, basato su 203 recensioni, con un punteggio medio di 8,3/10. Il consenso della critica sul sito web recita: "Ricco di arguzia, umorismo e pathos, il commovente ritratto di Stephen Frears esamina la vita dei reali britannici nel periodo successivo alla morte della principessa Diana".
Su Metacritic, il film ha un punteggio medio di 91 su 100, basato su 37 critici, indicando "acclamazione universale".
Dopo la proiezione al Festival del cinema di Venezia, Mirren ricevette una standing ovation di cinque minuti.
Roger Ebert uscì dalla convalescenza dopo un intervento chirurgico per recensire il film, definendolo "avvincente" e assegnandogli quattro stelle su quattro.
Riconoscimenti 2007 - Premio Oscar Miglior attrice protagonista a Helen Mirren Candidatura Miglior film a Andy Harries, Christine Langan e Tracey Seaward Candidatura Migliore regia a Stephen Frears Candidatura Migliore sceneggiatura originale a Peter Morgan Candidatura Migliori costumi a Consolata Boyle Candidatura Miglior colonna sonora a Alexandre Desplat 2007 - Golden Globe Miglior attrice in un film drammatico a Helen Mirren Migliore sceneggiatura a Peter Morgan Candidatura Miglior film drammatico Candidatura Migliore regia a Stephen Frears 2007 - British Academy Film Awards Miglior film Miglior attrice protagonista a Helen Mirren Candidatura Miglior film britannico a Andy Harries, Christine Langan, Stephen Frears, Peter Morgan e Tracey Seaward Candidatura Migliore regia a Stephen Frears Candidatura Miglior attore non protagonista a Michael Sheen Candidatura Migliore sceneggiatura originale a Peter Morgan Candidatura Migliori costumi a Consolata Boyle Candidatura Miglior montaggio a Lucia Zucchetti Candidatura Miglior trucco a Daniel Phillips Candidatura Miglior colonna sonora a Alexandre Desplat 2007 - Broadcast Film Critics Association Award Miglior attrice protagonista a Helen Mirren Candidatura Miglior film Candidatura Migliore regia a Stephen Frears Candidatura Miglior sceneggiatore a Peter Morgan 2006 - Chicago Film Critics Association Award Miglior attrice protagonista a Helen Mirren Migliore sceneggiatura originale a Peter Morgan Candidatura Miglior film Candidatura Migliore regia a Stephen Frears Candidatura Miglior attore non protagonista a Michael Sheen Candidatura Miglior colonna sonora a Alexandre Desplat 2007 - Premio César Candidatura Miglior film straniero a Stephen Frears 2007 - David di Donatello Candidatura Miglior film dell'unione europea a Stephen Frears 2007 - European Film Award Miglior attrice a Helen Mirren Miglior colonna sonora a Alexandre Desplat Candidatura Miglior film a Stephen Frears Candidatura Migliore regia a Stephen Frears Candidatura Migliore sceneggiatura a Peter Morgan Candidatura Miglior montaggio a Lucia Zucchetti 2007 - Premio Goya Miglior film europeo a Stephen Frears 2006 - Festival di Venezia Miglior interpretazione femminile a Helen Mirren Candidatura Leone d'oro a Stephen Frears 2006 - National Board of Review Award Miglior attrice protagonista a Helen Mirren 2007 - Kansas City Film Critics Circle Award Miglior attrice protagonista a Helen Mirren Miglior attore non protagonista a Michael Sheen 2006 - Los Angeles Film Critics Association Award Miglior attrice protagonista a Helen Mirren Miglior attore non protagonista a Michael Sheen Migliore sceneggiatura a Peter Morgan Miglior colonna sonora a Alexandre Desplat Candidatura Miglior film 2006 - New York Film Critics Circle Award Miglior attrice protagonista a Helen Mirren Migliore sceneggiatura a Peter Morgan Candidatura Miglior film Candidatura Migliore regia a Stephen Frears 2006 - Satellite Award Miglior attrice in un film drammatico a Helen Mirren Migliore sceneggiatura originale a Peter Morgan Candidatura Miglior film drammatico