Operante dal 1388 al 1439, fu il precursore della pittura marchigiana del XV secolo, nonché la figura principale della scuola di pittura di Ancona, che fiorì tra Trecento e QuattrocentoPietro Zampetti, in Francesco Podesti, Electa editrice, Milano 1996, pagina 34Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Fedierico Motta editore, Milano 2008, ISBN 978-88-7179-607-9.
Biografia
Di Olivuccio, sino al 2002, non si conosceva nessuna opera, ma erano noti il suo nome e l'importanza, dedotta dal fatto che il duca di Milano Filippo Maria Visconti gli aveva commissionato nel 1429 la decorazione ad affresco (con tema Adorazione dei Magi) di una cappella nel Santuario della Santa Casa di Loreto, ora distrutta.
Nel 2002, però, ci fu una svolta: sul Crocifisso del 1396 conservato a Macerata Feltria, la firma dell'artefice, che fino a quel momento era stata letta CarolusIl primo a leggere la firma e a leggerla "Carolus" è Cesare Brandi. Vedi: Cesare Brandi, Pittura riminese del '300, 1935 (Catalogo della mostra tenuta a Rimini), in seguito a un'intuizione dello storico dell'arte Matteo Mazzalupi si rivelò come Ciccarellus; l'opera venne così riportata al suo vero autore, Olivuccio. Di conseguenza, tutte le opere che erano state attribuite al pittore Carlo da Camerino, perché possedevano analogie stilistiche con il Crocifisso, unica opera firmata, furono assegnate a Olivuccio di Ciccarello. Carlo risultò essere così una figura fittizia, tanto da essere definito da Mazzalupi "il pittore inesistente"Alessandro Marchi, in Pittori a Camerino nel Quattrocento, schede da 1 a 28, Milano 2002Nadia Falaschini, Su alcuni quadri del museo diocesano di Ancona e sul magister Oliverius pictor.., Quaderni della Cattedrale, edito dalla Arcidiocesi di Ancona nel 2003, mentre Olivuccio, pittore di cui era noto il nome, ma a cui, come già ricordato, non era attribuita neppure un'opera, ebbe finalmente riconosciuta la paternità dei propri dipinti.
Olivuccio fu un esponente di primo piano della Scuola di Ancona, attiva tra XIV e XV secolo in ambito tardo-gotico; insieme a lui operarono Giambono di Corrado da Ragusa, suo figlio adottivo, e Bartolomeo di Tommaso da FolignoAndrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Federico Motta editore, Milano 2008, ISBN 978-88-7179-607-9. Il suo legame con la città dorica è testimoniato dal fatto che la maggior parte delle sue opere è conservata ad Ancona oppure da questa città proviene; inoltre nel documento attestante la commissione per l'affresco nella Santa Casa di Loreto, Olivuccio è chiamato Magister Alegutius Cicarelli de AnconaPietro Zampetti, La pittura marchigiana del Quattrocento, Milano 1969.
Il percorso artistico di Olivuccio parte dal gotico (punti di riferimento probabilmente furono le opere assisiati di Giotto, Simone Martini ed Ambrogio Lorenzetti) per poi giungere a moduli tipici del gotico internazionale.
Le sue opere hanno subito una dispersione davvero notevole, ed ora sono esposte nei musei di vari paesi del mondo: in Italia (ad Ancona, Macerata Feltria, Camerino, Recanati, Fermo, Urbino, Mondavio, Roma, Bergamo e Milano), in altri paesi europei (a Strasburgo, Cambridge, Stoccolma, Zagabria), nel continente americano (a Baltimora, Cleveland, Santiago del Cile).
Fu sepolto nella chiesa di San Francesco alle Scale di Ancona.
Opere Gli studi che thattano le opere elencate qui sotto, editi antecedentemente al 2002, parlano di Carlo da Camerino; successivamente a tale data, parlano di Olivuccio di Ciccarello. Per i motivi esposti sopra, i due nomi si riconducono entrambi ad Olivuccio. Nella Città del Vaticano Opere di Misericordia, tempera su tavola, (1410-1420), Pinacoteca Vaticana, da Ancona, chiesa della MisericordiaA. De Marchi e M. Mazzalupi, Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Motta editore, Milano 2008, ISBN 978-88-7179-607-9Pietro Zampetti, Pittura nelle Marche, Nardini editore, Firenze 1988 Dar da mangiare agli affamati Dar da bere agli assetati Visitare gli infermi Vestire gli ignudi Visitare i carcerati Seppellire i morti Madonna col Bambino venerata da un confratello bianco, (1410-1420), Pinacoteca Vaticana, da Ancona, chiesa della Misericordia In paesi esteri San Francesco d'Assisi, Strasburgo, Museo delle Belle ArtiPaolo da Poggetto, Fioritura tardogotica nelle Marche, Electa editrice, 1998. Il dipinto proviene dall'Università di Strasburgo ed è nel Museo delle Belle Arti nel 1938. La tavola forse è stata tagliata lungo il margine inferiore: la zona superiore, conservatrice della cornice originale, fa presupporre la sua appartenenza ad un polittico. Il primo ad accorgersi che questa bellissima tempera era opera di Carlo da Camerino fu Laclotte nel 1964 Decollazione di S. Giovanni Battista, Santiago del Cile, Collezione Alana, da Ancona, chiesa della MisericordiaFa parte della stessa serie delle Opere di Misericordia del VaticanoGià in collezione privata a Filadelfia (Zampetti, Pittura nelle Marche), già nella collezione di Giovanni Sarti (Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Motta editore, Milano 2008, ISBN 978-88-7179-607-9). Incoronazione della Vergine, con l'Eterno e cori angelici, Stoccolma, Museo Nazionale S. Pietro, S. Paolo e nove angeli, Cambridge, Museo Fitzwilliam S. Giovanni Evangelista, S. Andrea e nove angeli, Cambridge, Museo FitzwilliamSecondo lo Zampetti (Pittura nelle Marche, op. citata), quest'opera e la precedente dallo stesso titolo sono forse gli sportelli laterali della Dormitio virginis di Ancona; è stata la terza opera a lui assegnata ed era precedentemente attribuita alla "Scuola di Ancona" Madonna dell'Umiltà, tre arcangeli, dodici apostoli e tentazione di Eva, Cleveland, Museo d'Arte Trittico: Madonna che allatta il Bambino con Santi, Cincinnati, Museo TaftL'attribuzione a Carlo da Camerino, e conseguentemente ad Olivuccio di Ciccarello, risulta dal sito ufficiale del museo d'arte di Cincinnati: Trittico, Baltimora, Walters Art Museum, composto da: Madonna col Bambino San Pietro e San Giovanni Battista San Paolo e San Francesco In Italia Madonna in trono con Bambino e donatore, Bergamo, Galleria Lorenzelli Madonna dell'umiltà con angeli, Milano, collezione Lampugnani Nelle Marche Annunciazione, Urbino, Galleria nazionale delle Marche (da Macerata Feltria, PU) Madonna in trono con Bambino (nella cuspide: Crocifissione tra S. Maria Maddalena e S. Giovanni), tempera su tavola, (1400), Mondavio (PU), Palazzo Comunale Storie evangeliche (frammenti di affreschi), Recanati (MC), Chiesa di S. Agostino. Tra i soggetti rappresentati ci sono: Annunciazione Annuncio ai pastori, Santi e profeti Redentore benedicente Crocifisso con Cristo risorto, la Madonna, S. Giovanni Battista e S. Francesco orante, (1396), Macerata Feltria (PU), Chiesa di S. Michele Arcangelo. Prima opera attribuita ad Olivuccio, dalla quale è stato possibile ricostruire il corpus dei suoi dipinti. È datata “MCCCLXXXXVI” Dormitio Virginis, tempera su tavola cm 113x170, (XV secolo), Ancona, Pinacoteca civica "Francesco Podesti" Madonna dell'Umiltà e angeli, tempera su tavola cm 73x51, (XV secolo), Ancona, Pinacoteca civica "Francesco Podesti" Circoncisione, tempera su tavola, (XV secolo) Ancona, Pinacoteca civica "Francesco Podesti" Vergine Incoronata (frammento di affresco, da San Domenico di Ancona), Ancona, Pinacoteca civica "Francesco Podesti" Madonna della Misericordia con santo martire, (1410-1420), Ancona, Museo DiocesanoNadia Falaschini, Su alcuni quadri del Museo Diocesano..., Quaderni della Cattedrale n° 1, Ancona 2003 Beato Filippo da Todi, Ancona, Museo DiocesanoIn: Nadia Falaschini, Su alcuni quadri del Museo Diocesano..., il dipinto è indicato con il nome di Beato Filippo da Fermo davanti al Crocifisso San Primiano vescovo benedicente e donatori, Ancona, Museo Diocesano, da Ancona, Santa Maria della Piazza Madonna in trono allattante il Bambino, con committente (da S. Maria della Misericordia, Ancona), Ancona, Museo DiocesanoOriginariamente la tavola si trovava a S. Maria della Misericordia, poi fu spostata al Duomo nel 1854 San Giacomo maggiore, Ancona, Museo Diocesano
Opere perdute o non più visibili Adorazione dei Magi, affresco, Loreto, Basilica della Santa Casa dipinti (affreschi?), 1434, Ancona, Chiesa di San Francesco alle Scale dipinti (affreschi?), Sirolo (AN), Chiesa di San Martino Crocifissione Vita di San Nicolò (sei storie)
Note
Bibliografia Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, a cura di, Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Federico Motta Editore, Milano 2008 Alessandro Marchi in Andrea De Marchi, a cura di, Pittori a Camerino nel Quattrocento, Federico Motta Editore per la Banca delle Marche, 2002 Andrea De Marchi e Maria Giannatiempo, a cura di, Il Quattrocento a Camerino, Luce e prospettiva nel cuore della Marca, Federico Motta Editore Pietro Zampetti, Pittura nelle Marche, I volume, Nardini editore, Firenze 1988 Pietro Zampetti, La pittura marchigiana del Quattrocento, Milano 1969 Nadia Falaschini, Su alcuni quadri del Museo Diocesano..., Quaderni della Cattedrale n° 1, Ancona 2003 Marcello Mastrosanti "I pittori in Ancona nel 1400 -Ricerca completa- Poligrafica Bellomo Ancona 2007 (a)
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