La Brigata alpina "Tridentina" è stata una delle cinque brigate alpine dell'esercito italiano specializzata nella guerra di montagna. Erede delle tradizioni della 2ª Divisione alpina "Tridentina" che aveva operato, durante la seconda guerra mondiale, sulle Alpi occidentali contro la Francia, sui monti albanesi contro la Grecia ed in Russia sul Don contro l'Unione Sovietica. Fu istituita nel 1951 a Bressanone. Dislocata con i suoi reparti in Alto Adige, dipendeva dal Comando del 4º Corpo d'Armata Alpino di Bolzano e prendeva il nome in onore delle Alpi Tridentine.

La "Tridentina" aveva una forza di circa 3.000 uomini ed il suo compito istituzionale era quello di provvedere, nel periodo della guerra fredda, alla difesa del nord Italia contro un'eventuale aggressione delle truppe del Patto di Varsavia proveniente dall'Austria attraverso il valico del Brennero o il varco di Prato alla Drava-Versciaco. La "Tridentina" è stata impegnata in operazioni civili, come il soccorso delle popolazioni nell'Italia centrale nel 1956, l'intervento in occasione del disastro del Vajont del novembre 1963, il soccorso delle popolazioni terremotate in Friuli nel 1976, in Irpinia nel 1980 e nel disastro di Stava nel 1985 o in interventi militari, come la mobilitazione nell'agosto del 1953 per l'esigenza di Trieste, che si concluse nel dicembre 1954, le operazioni di antiterrorismo in Alto Adige negli anni sessanta, in Calabria tra il 1970 e il 1971, in Toscana, Emilia-Romagna tra il 1968 e il 1977, l'operazione "Vespri Siciliani" nel 1992-'93 e l'"Operazione Riace" nel 1994.

Fu disciolta nel 2002 in seguito alla riorganizzazione dell'esercito italiano e ricostituita nel 2003 come Divisione "Tridentina", dipendente dal Comando truppe alpine con sede a Bolzano, ma senza truppe assegnate.

Storia La 2ª Divisione alpina

La brigata "Tridentina" traeva origine dal 2º Raggruppamento Alpino, costituito a Torino il 7 marzo 1923 in attuazione della legge 7 gennaio 1923. In esecuzione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento del Regio Esercito, che prevedeva la costituzione delle brigate su tre reggimenti, si ebbe l'unificazione sotto un unico comando dei Reggimenti 5º, 6º e 7º Alpini e 2º Artiglieria da montagna. Nel 1934, il comando di Brigata assunse la denominazione di 2º Comando Superiore Alpino "Tridentino". Il 10 settembre del 1935 la brigata venne ridenominata 2ª Divisione alpina "Tridentina".

La Divisione Tridentina prese parte alla Campagna della guerra d'Etiopia del 1935-1936 con la 21ª batteria del gruppo artiglieria Vicenza, inquadrata nella 5ª Divisione alpina "Pusteria". L'organico della Divisione venne poi ristrutturato nel maggio del 1937.

Il 10 giugno 1940, all'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale la grande unità risultava dislocata sul fronte francese nel settore Balte-Orc-Stura di Lanzo e prese parte alle operazioni contro la Francia dal 10 al 24 giugno e dopo l'armistizio di Villa Incisa, che pose fine alle ostilità contro la Francia, dal mese di novembre, la Divisione venne trasferita in Albania e dopo aver preso parte alla guerra contro la Grecia, rientrando in Italia, nel luglio 1942 ricevette ordine di trasferimento in Russia, inquadrata nel Corpo d'armata alpino dell'8ª Armata partecipando alla campagna di Russia, venne coinvolta, durante l'inverno 1942-1943, nella rotta delle forze dell'Asse.

La Divisione, praticamente distrutta, si dissolse come l'intero Regio Esercito nel settembre 1943 mentre era ancora in fase di ricostituzione e venne sciolta a seguito delle vicende che seguirono l'armistizio dell'8 settembre 1943.

La brigata alpina Il 1º maggio 1951 in Bressanone viene ricostituita la Brigata alpina "Tridentina" che, al comando del generale Dominigo Ferrara, eredita storia, tradizioni, e valori della disciolta Divisione. La neo Brigata andava quindi ad unificare il comando di una Compagnia genio pionieri, una Compagnia collegamenti, un Plotone comando, dei Reggimenti 6º alpini e 2º artiglieria da montagna.

La struttura organica della Brigata era la seguente: 6º Reggimento alpini Compagnia comando Battaglione alpini "Bolzano" Battaglione alpini "Trento" Battaglione alpini "Bassano" Battaglione alpini "Edolo" (ceduto al 5º Reggimento alpini della neocostituita Brigata alpina "Orobica" il 1º gennaio 1953) 6ª Compagnia mortai 2º Reggimento artiglieria da montagna Gruppo artiglieria da montagna "Bergamo" (rinominato "Vicenza" nel 1952) - Obici da 75/13 Gruppo artiglieria da montagna "Verona" - Obici da 100/17 Gruppo artiglieria da montagna "Asiago" - Mortai da 107 Battaglione logistico "Tridentina" Logistic Battalion (from 1956 onwards) Compagnia genio "Tridentina" Compagnia trasmissioni "Tridentina" Plotoni alpini paracadutisti

Il Plotone alpini paracadutisti venne aggregato alla brigata nel 1952; la Brigata alpina "Tridentina" è stata la prima, fra tutte le brigate alpine, ad inquadrare gli alpini parà).

Nel 1953 si aggiunse il XXI Raggruppamento di frontiera da posizione di Paluzza (UD), un raggruppamento di fanteria d'arresto che sarebbe stato soppresso il 30 giugno del 1964, ad eccezione del Battaglione alpini d'arresto "Val Brenta".

Il XXI Raggruppamento di frontiera aveva la seguente struttura: XXIII° Battaglione (rinominato Battaglione alpini "Val Brenta" il 1º luglio 1963) sede San Candido XXIV° Battaglione (rinominato Battaglione alpini "Val d'Adige" il 1º luglio 1963) sede Dobbiaco XXV° Battaglione (rinominato Battaglione alpini "Val Leogra" il 1º luglio 1963) sede Brunico

Dal gennaio 1958 la brigata ha inquadrato nei suoi ranghi una Sezione aerei leggeri (SAL) che si trasformò in Reparto (RAL) nel 1964 per venire poi soppresso nel 1975.

Nel corso degli anni sessanta i gruppi di artiglieria sostituitono il loro equipaggiamento e ricevettero in dotazione il nuovo obice da 105/14 M56.

In seguito alla profonda ristrutturazione dell'Esercito Italiano del 1975, che aboliva il livello reggimentale e prevedeva battaglioni autonomi direttamente dipendenti dal comando della brigata l'organico della "Tridentina" venne notevolmente modificato e dal 1º ottobre 1975 comprendeva: Reparto comando e trasmissioni, Compagnia controcarri, Compagnia genio pionieri, Battaglione logistico "Tridentina", Battaglione alpini Bassano (ridenominazione del 6º Reggimento) e Battaglione "Trento" (ridenominazione dell'11º Reggimento), Battaglione alpini d'arresto "Val Brenta", Gruppo artiglieria da montagna "Vicenza" (ridenominazione del 2º Reggimento) e "Asiago".

Reparto Comando e trasmissioni alpini "Tridentina" a Bressanone Battaglione alpini addestramento reclute "Bolzano" a Bressanone Compagnia comando e servizi 92ª Compagnia alpini addestramento reclute 127ª Compagnia alpini addestramento reclute 141ª Compagnia alpini addestramento reclute 142ª Compagnia alpini addestramento reclute Battaglione alpini "Trento" a Monguelfo-Tesido Compagnia comando e servizi 94ª Compagnia alpini 144ª Compagnia alpini 145ª Compagnia alpini 128ª Compagnia mortai pesanti Battaglione alpini "Bassano" a San Candido Compagnia comando e servizi 62ª Compagnia alpini 63ª Compagnia alpini 74ª Compagnia alpini 129ª Compagnia mortai pesanti Battaglione alpini d'arresto "Val Brenta" a Brunico (disattivato il 23 agosto 1986; solamente la 262ª Compagnia alpini d'arresto rimase in servizio attivo) Compagnia comando e servizi 262ª Compagnia alpini d'arresto a Prato alla Drava 263ª Compagnia alpini d'arresto a Prato alla Drava 264ª Compagnia alpini d'arresto a Santo Stefano di Cadore (trasferita alla brigata "Tridentina" il 1º novembre 1975 dal disciolto Battaglione alpini d'arresto "Val Cismon" della Brigata alpina "Cadore") 274ª Compagnia alpini d'arresto a Dobbiaco 353ª Compagnia alpini d'arresto a Perca (ex Battaglione alpini d'arresto "Val Leogra") Gruppo artiglieria da montagna "Vicenza" a Elvas Batteria comando e servizi 19ª Batteria artiglieria da montagna 20ª Batteria artiglieria da montagna 21ª Batteria artiglieria da montagna Gruppo artiglieria da montagna "Asiago" a Dobbiaco Batteria comando e servizi 28ª Batteria artiglieria da montagna 29ª Batteria artiglieria da montagna 30ª Batteria artiglieria da montagna Battaglione logistico "Tridentina" a Varna Compagnia controcarri "Tridentina" a Brunico Compagnia genio "Tridentina" a Bressanone

A partire dal 1986 inizia una fase di progressiva riduzione dell'organico della Brigata alpina "Tridentina", che si andrà a concludere con il suo definitivo scioglimento nel 2002.

Nel 1991 viene soppresso il Gruppo artiglieria da montagna "Asiago", mentre il "Vicenza" passa alle dirette dipendenze del Comando 4º Corpo d'Armata Alpino.

A seguito dello scioglimento della Brigata alpina "Orobica", la "Tridentina" viene riordinata su tre Battaglioni alpini: "Bassano", "Morbegno" ed "Edolo", il Gruppo artiglieria da montagna "Bergamo", la Compagnia controcarri e il Battaglione logistico.

Con il ripristino del livello reggimentale, nell'agosto del 1992 vengono ricostruiti il 5º Reggimento alpini (su base Battaglione "Morbegno"), il 5º Reggimento artiglieria da montagna (su base gruppo "Bergamo"), l'11º Reggimento alpini (su base Battaglione "Trento"), mentre venne soppressa la Compagnia controcarri.

Nel 1993 la configurazione della Brigata prevede: Reparto comando e supporti tattici, 5º Reggimento alpini, 6º Reggimento Alpini (ricostruito in gennaio su base battaglione "Bassano"), 11º Reggimento alpini, 5º Reggimento artiglieria da montagna, Battaglione alpini "Edolo" e Battaglione logistico "Tridentina". La soppressione Un ulteriore riordinamento riduttivo delle unità ha portato, nel maggio 2001, alla soppressione del 5º Reggimento artiglieria da montagna, seguito dalla cessione alla Brigata alpina "Julia" del 5º Reggimento alpini, mentre il 6º Reggimento alpini, reso autonomo, passa alle dipendenze del Comando Truppe Alpine, quale Comando delle aree addestrative dell'Alto Adige.

Il Comando Brigata venne soppresso alla fine del 2002 e il nome "Tridentina" passato al Comando Divisione di nuova costituzione.

Piani strategici in caso di guerra Dopo la ristrutturazione dell'Esercito italiano del 1975, il 4º Corpo d'armata alpino divenne responsabile della difesa del confine italiano lungo la catena principale delle Alpi dal confine con Svizzera e Austria a ovest fino al confine orientale con la Jugoslavia. In caso di conflitto con la Jugoslavia, il 4º Corpo d'armata alpino sarebbe rimasto statico nella sua posizione a guardia del fianco sinistro del 5º Corpo d'armata, che avrebbe affrontato le forze nemiche nelle pianure del Friuli-Venezia Giulia. L'unica brigata che sarebbe stata coinvolta nei combattimento in questo caso sarebbe stata la "Julia".

In un ipotetico conflitto con il Patto di Varsavia, il 4º Corpo d'armata alpino prevedeva due piani operativi: uno nel caso in cui le forze sovietiche e l'esercito ungherese avessero marciato attraverso la Jugoslavia e l'altro nel caso il patto di Varsavia avesse violato la neutralità austriaca e marciato attraverso l'Austria. Qualora le forze nemiche avessero valicato la "Porta di Gorizia" transitando attraverso la Jugoslavia, la "Julia" avrebbe coperto il fianco sinistro montuoso del 5º Corpo d'armata, che, con le sue quattro brigate blindate e cinque meccanizzate, avrebbe cercato di logorare il nemico prima che potesse dilagare nel Nord Italia attraverso la Pianura padana, mentre le altre brigate di alpini sarebbero rimaste statiche.