La naturopatia o medicina naturopatica è un insieme di pratiche di medicina complementare, i cui fondamenti teorici furono raccolti da principi salutistici di diversa provenienza, forse formulati alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti per poi diffondersi, in diverse forme, nel resto del mondo, senza però mai riuscire a dare vita a una medicina autonoma, univocamente e coerentemente definita. Essa dichiara di avere come obiettivo la stimolazione della capacità innata di autoguarigione o di ritorno all'equilibrio del corpo umano, denominata omeostasi, attraverso l'uso di tecniche e di rimedi di diversa natura, oppure attraverso l'adozione di stili di vita sani e in armonia con i "ritmi naturali".

Le pratiche naturopatiche possono essere molto varie: massaggi, riflessologia plantare, idroterapia, cromopuntura/cromoterapia, floriterapia, climatoterapia, aromaterapia e molte altre.

La medicina scientifica è critica riguardo alla medicina naturopatica, perché i mezzi utilizzati dalla medicina "alternativa" non sono fondati scientificamente, si basano su costrutti teorici non dimostrati; inoltre, i suoi presunti risultati clinici non reggono solitamente alla verifica clinica in studi controllati, e molti dei suoi esponenti usano in maniera fuorviante e suggestiva termini scientifici che hanno in realtà significati molto diversi.

Etimologia

Il termine fu coniato nel 1895 dallo statunitense John Scheel, medico a New YorkAmerican Medical Association, Report 12 of the Council on Scientific Affairs (A-97) . Il significato odierno più accreditato della parola naturopatia è «sentiero della natura», diretto a mantenere o ripristinare il naturale stato di benessere della persona. Non è chiaro se il termine sia derivato da Nature's Path (appunto «sentiero della natura») da cui, in seguito, Naturopathy;Catia Trevisani, Anna Melai, Introduzione alla Naturopatia, Edizioni Enea, 2010. oppure se l'etimo sia da attribuire, anziché all'inglese path, al greco pathos (simpatia, empatia, sentimento, sofferenza) ovvero «sintonia con la natura».Catia Trevisani, Anna Melai, Introduzione alla Naturopatia, op. cit.

Può operare in simultaneità con lomeopatia (pur non essendoci affinità lessicali stante in questo caso l'origine del termine proprio dall'etimo pathos), con cui ha in comune la visione olistica ed energetica dell'individuo,Johannes Schön, Compendio di naturopatia, Babelcube, 2018. sebbene la naturopatia includa diversi altri tipi di rimedi, non limitati a quelli diluiti e dinamizzati, oltre a svariate tecniche e pratiche che esulano dall'omeopatia e dalla sua dottrina della similarità.

Tale termine, diffuso negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nel Commonwealth, indica la medicina naturopatica quale applicazione dei principi curativi della natura (acqua, sole, terra, cibo ecc.), nel contesto delle conoscenze moderne.

Principi La naturopatia sostiene che è auspicabile prevenire la malattia mantenendo o ripristinando il presunto "equilibrio energetico" della persona. La malattia è, nell'ottica naturopatica, conseguenza di uno "squilibrio energetico"; la correzione di tale squilibrio determinerebbe, a detta dei sostenitori di tale approccio, la scomparsa dei sintomi. Il termine "energia" è usato in senso pseudoscientifico.

I sostenitori della naturopatia ritengono che essa differisca dalla medicina allopatica (ovvero la medicina "tout court") in quanto:

considera la malattia come una presunta conseguenza di uno cosiddetto "squilibrio energetico" (principio proprio della medicina tradizionale cinese) dichiara di avere un approccio cosiddetto "olistico" nei confronti del paziente ("completo", teso ad una valutazione globale). La valutazione del singolo caso clinico, secondo i sostenitori della naturopatia, non si basa sull'esame del/dei sintomi, ma sull'esame del cosiddetto "terreno" della persona (concetto però privo di corrispondenze scientificamente dimostrabili, nella medicina o nella biologia), dei fattori esogeni con cui esso entra continuamente in contatto (es. agenti patogeni, presunte componenti geobiologiche dell'abitazione), e sullo stile di vita del soggetto, al fine di individuare ed eliminare quelli originanti il presunto squilibrio energetico.

Il cosiddetto "riequilibrio energetico" viene ritenuto essere attuabile anche per mezzo di specifiche tecniche di massaggio o cromopuntura, che a dire dei sostenitori si baserebbero sugli stessi principi dell'agopuntura nella medicina tradizionale cinese: la stimolazione di specifiche aree corporee è attuata con metodi non invasivi (ad esempio digitopressione) sulle stesse aree sottoposte a stimolazione con la tecnica agopuntoria.

La naturopatia dichiara di non porsi come sostituto della medicina allopatica, ma come strumento complementare, in un'ottica secondo cui l'approccio alla malattia può comportare modalità di intervento differenti e che agiscono in sinergia.

Di fatto il naturopata è una persona che a vario titolo utilizza tecniche non invasive e soluzioni “naturali” che secondo questa teoria stimolerebbero le “capacità reattive” dell’organismo.

Evoluzione storica mondiale Il Seicento è sotto l'influsso delle grandi scoperte di Newton, Pascal, Keplero, Galileo e si hanno due indirizzi: la scuola degli iatrochimici e degli iatromeccanici, con il tentativo di mettere la medicina sotto il dominio delle scienze esatte. Nascono i primi giornali scientifici, e dalla grande collaborazione fra scienze naturali e medicina nasce la medicina sperimentale. Con le grandi epidemie di peste, vaiolo e tifo (Alessandro Manzoni cita quella del 1629-1631) si hanno più di un milione di vittime solo nell'Italia settentrionale; si studiano difterite e scarlattina e torna dovunque l'interesse per la difesa sociale e legislativa, insieme alle disposizioni igieniche. Il Settecento vede un nuovo ordinamento sistematico della scienza, mentre l'influsso della filosofia sulla medicina si fa sentire specie in Germania (Kant).

L'indirizzo sistematico si manifesta soprattutto nelle opere di due grandi medici: Friedrich Hoffmann afferma che la nostra conoscenza è limitata essendo fondata sui sensi e la malattia è il tentativo dell'anima per ristabilire l'ordine della vita nel modo più rapido e sicuro. Georg Ernst Stahl che parla dell'anima come principio supremo della vita.

Errori nella pratica caratterizzano questo indirizzo, a cui resta però il grande merito di aver approcciato una concezione vitalista o dinamica. William Culler di Edimburgo evidenzia l'importanza del sistema nervoso, mentre il suo allievo J. Brown, con il suo sistema browniano, afferma che la vita nella sua essenza non è uno stato normale, ma costretto e mantenuto da continui stimoli (sedativi e salassi fanno parte della cura). Dall'orientamento verso la sistematica hanno origine altri sistemi come il mesmerismo o magnetismo animale: contemporaneo è Samuel Hahnemann, medico tedesco, che sollecita le difese naturali dell'organismo (dynamis), e individua il meccanismo che secondo lui ha portato il paziente alla rottura di quell'equilibrio che lo avrebbe altrimenti difeso dalla malattia. Sviluppa il concetto di "similitudine" ed è considerato il padre della dottrina omeopatica.

Il XIX secolo vede il consolidamento della posizione della scienza medica, l'ordinamento degli studi e dell'esercizio professionale. Le grandi correnti intellettuali, sociali e politiche influenzano molto la medicina, così come i progressi della fisica e della chimica. Si passa dalla concezione microbiologica a quella neo-ippocratica con due indirizzi: clinico-curativo e igienico–preventivo (evoluzione dei classici dell'antica medicina greco-romana). È in questo contesto che vede la luce in Europa, soprattutto in Germania, la naturopatia occidentale, intesa come disciplina organica esercitata in forma pseudoprofessionale.

Jean Jacques Rousseau invece struttura con il suo pensiero le basi filosofiche della naturopatia: vita semplice e tranquilla a contatto con la natura.

Shoenenberger (1865-1933), Germania, professore e rettore dell'Istituto Universitario di Idroterapia che ribattezza Clinica Universitaria per la vita e cura naturale, si spinse per primo a portare in ospedale la naturopatia e a tentare di sistemizzare le terapie naturopatiche in forma clinica (è un grande estimatore di Vincent Priessnitz).

J. Thomson e Stanley Lief sono invece i due maggiori naturopati inglesi, declamano l'importanza del digiuno, della regolarità intestinale, dei bagni caldi e d'aria fresca, riposo a letto... e succo d'arancia, anche per 72-93gg nella cura dell'artrite reumatoide e dell'anemia. Applica tecniche neuromuscolari (NMT) e Leon Chaitow è attualmente un rappresentante di queste tecniche.

Arno R. Koegler, Canada, nato in Sassonia 1898, è il modello di ispirazione della nuova generazione di studenti di naturopatia.

Nel 2010 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization (WHO)), parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ha redatto un paper in cui viene recepita l'importanza sociale, culturale e medica della medicina tradizionale dei vari paesi e delle varie culture e ne ha stabilito alcune linee guida per la formazione degli operatori.

Paesi anglosassoni Un pioniere dei metodi salutistici fu il tedesco Benedict Lust; istruito dall'abate Sebastian Kneipp in idroterapia e altre cure naturali, ebbe da lui il compito di divulgare i suoi metodi negli Stati Uniti, dove si trasferì nel 1892.

Come una grande parte delle professioni mediche (convenzionali o meno) anche la naturopatia subì un grande declino dopo il 1930: medicamenti come gli antibiotici e corticosteroidi dopo la seconda guerra mondiale dimostrarono di essere molto più efficaci delle cure tradizionali, comprese quelle naturopatiche.

Si aggiunsero, dopo la morte di Lust, conflitti tra varie scuole di medicina naturale (omeopatia, medicina eclettica, fisiomedicina, erbalismo, naturopatia, ecc.).

Altri fattori come il decrescente livello d'istruzione in medicina naturale e il sostenimento politico e sociale per una più avanzata tecnologia medica, aumentarono sempre di più il successo della medicina basata sulle evidenze scientifiche.

Malgrado tutto ciò, la naturopatia non cessò di esistere. Nel 1956 fu aperto il National College of Naturopathic Medicine a Portland, Oregon.

Nel Regno Unito la naturopatia è strettamente legata all'osteopatia.

Germania In Germania venne introdotta costituzionalmente, tra il 1869 e il 1873, la libertà curativa (un'iniziativa di medici accademici che vollero eliminare intrusioni statali nel loro mestiere). In seguito si formarono associazioni che entro il 1928 si unificarono in un'organizzazione integrale, il Grossverband Deutscher Heilpraktiker traducibile come Grande Unione dei Guaritori Tedeschi. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, le associazioni dei Heilpraktiker si organizzarono, a livello sindacale, come associazioni di liberi professionisti e si diede il via a scuole, strutture e infrastrutture professionali private. La maggior parte di loro pratica medicina naturopatica.

Per praticare la professione, oggi è richiesto un esame convalidato dal medico legale del dipartimento della sanità provinciale. Non viene tanto controllata la capacità di curare, quanto il fatto che il candidato non sia un pericolo pubblico per la sanità.

Temi e materie sono tratti prevalentemente della medicina: Anatomia, fisiologia, patofisiologia occidentale Patologia e semeiotica con diagnosi di malattie infettive, degenerative, metaboliche e cardiovascolari Diagnosi e primo soccorso per stati potenzialmente letali Tecniche diagnostiche, conoscenze di valori di laboratorio ed esami funzionali di organi e sistemi Tecniche lavorative come punzioni e iniezioni Farmacologia occidentale moderna Igiene, disinfezione, sterilizzazione Conoscenze legali e professionali del mestiere Indicazioni, limiti, pericoli e controindicazioni di tecniche diagnostiche e terapeutiche naturopatiche