LA.S.D. Verbania Calcio, meglio nota come Verbania, è una società calcistica italiana con sede nella città di VerbaniaContatti - asdcverbaniacalcio.it. Ha militato in Eccellenza Piemonte-Valle d'Aosta, quinto livello del campionato italiano di calcio fino al termine della stagione 2025-26, al termine della quale non viene iscritta a nessun campionato e vengono ritirate anche le formazioni giovanili.
Costituita nel 2016 previa ridenominazione della Virtus Verbania (a sua volta erede della Virtus Cusio, fondata nel 1991 a San Maurizio d'Opaglio), si propone quale continuatrice de facto della tradizione sportiva iniziata nel 1959 con la fusione dei club Verbania Sportiva e Società Sportiva Libertas Pallanza e interrottasi nel 2016 con la cessazione di attività della Società Sportiva Dilettantistica Verbania Calcio 1959I creditori di Montani portano in tribunale il Verbania di Pedretti - verbano24.it, 20 mag 2017.
Dopo un'iniziale coesistenza con un altro club proclamatosi erede della summenzionata tradizione, dal 2018 (previa cessazione di detta società e disaffiliazione del quiescente Verbania 1959Addio alla matricola del Verbania 1959 - vcoazzurratv.it, 21 mar 2018) è il solo sodalizio a rivendicare continuità con l'identità "biancocerchiata" (soprannome derivante dal peculiare stile della divisa interna).
Dal punto di vista storico, il Verbania vanta quali maggiori successi sette partecipazioni consecutive al campionato di Serie C tra il 1966 e il 1973 (ove il miglior risultato è costituito dal quinto posto nel girone A nella stagione 1967-1968). Nel palmarès annovera inoltre tre trofei, tutti ottenuti a livello dilettantistico: una Coppa Italia di Promozione Piemonte-Valle d'Aosta, una di Eccellenza e una Supercoppa regionale.
Storia Prodromi e fondazione
I dirigenti della Libertas Pallanza e della Verbania Sportiva iniziano le trattative il 24 aprile del 1959 e gli incontri vanno avanti per qualche mese. Il 24 maggio viene disputata la Coppa “Città di Verbania” tra Verbania e Libertas Pallanza: è l'ultima partita con le due squadre divise (vince il Verbania 4-1). Poi l'11 luglio 1959, finalmente si raggiunge l'accordo e ufficialmente nasce il “Verbania unico”: presidente del consiglio di amministrazione diventa Gianni Meierhofer (dal Verbania), presidente tecnico organizzativo è Remo Cova (dalla Libertas) il direttore sportivo è Carletto Pedroli. La sede sociale viene fissata al Caffè Teatro di Intra di proprietà della famiglia Borroni, il campo di gioco è lo stadio dei Pini mentre a Pallanza viene dirottato il settore giovanile curato da Piero Martinelli e “Cecco” Bertolotti.
Sebbene il 1959 segni dunque l’anno di avvio della storia del Verbania come unica squadra cittadina, non tutte le fonti concordano sul valore da attribuire a tale evento. Alcune (stante il netto cambio di colori, denominazione e simbologia) lo considerano una vera e propria fondazione societaria ex-novo. Altre invece lo derubricano a semplice passaggio nella storia del Verbania Sportiva (fino ad allora la squadra cittadina di maggior prestigio): a detta di queste ultime posizioni l’incorporazione della Libertas Pallanza non costituirebbe un punto di cesura e la tradizione sportiva del club andrebbe pertanto fatta risalire al 1945, oppure (non considerando l'interruzione dell'attività durante la seconda guerra mondiale) addirittura al 1932.
Gli anni sessanta Il Verbania inizia la sua avventura dalla Prima Categoria piemontese (all'epoca V livello del Campionato italiano), nella stagione 1959-1960, dimostrandosi subito una squadra competitiva, concludendo il campionato al 4º posto (38 punti in 28 partite). Nelle quattro stagioni successive il Verbania dimostrerà grande costanza dominando il proprio girone di campionato con 2 vittorie e 2 secondi posti (1960-1961 e 1962-1963), uscendo sempre sconfitta dagli spareggi-promozione; nell'annata 1961-1962 infatti, il Verbania vince "di misura" il suo girone (48 punti contro i 47 della Cossatese), ma perde lo spareggio-promozione con l'A.C. Chieri, mentre nel 1963-1964 pur vincendo con quattro punti di vantaggio il proprio girone (47 punti), perde lo spareggio con il . Ma anche per i verbanesi arriva il giorno della tanto attesa promozione: il 4 luglio 1965 si disputa l'ultimo atto degli spareggi-promozione validi per il salto in Serie D che oppone il Verbania, padrone di casa e favorito, al Ponzone. Acclamato da 3.000 tifosi esultanti e all'attenzione dell'ex ct della Nazionale Italiana Vittorio Pozzo, il Verbania surclassa gli avversari con un netto 3-0 e a soli sei anni dalla rifondazione, raggiunge la "porta del professionismo". Nell'estate del 1965 viene chiamato alla guida della neopromossa squadra l'allenatore Livio Bussi. L'organico a sua disposizione è molto competitivo e con gli ulteriori innesti di Mariani dal Legnano, Pastrello e Calvi, il Verbania domina anche il girone B del campionato di Serie D 1965-1966, staccando di 5 punti la Lilion Snia Varedo, diretta inseguitrice. Così a un solo anno di distanza si ripete la festa: il 22 maggio 1966 infatti, ottenuta la vittoria sul Bolzano per 2-0 e il primato in testa al girone, il Verbania raggiunge la seconda promozione consecutiva, ma in questa occasione, per la prima volta dalla fondazione del "nuovo" club, i biancocerchiati ottengono un posto tra i professionisti.
A partire dalla stagione 1966-1967 il Verbania gioca in Serie C, categoria nella quale militerà per sette stagioni, durante le quali incontrerà squadre dal glorioso passato e dal grande avvenire, quali , Cremonese, , , , Pro Patria, Reggiana, , Triestina, Udinese e . Il periodo dal 1965 al 1973, verrà senz'altro ricordato come il migliore del calcio verbanese. Nel 1967-1968 ottiene un quinto posto e 41 punti (miglior risultato di sempre per il club), con Migliorati a segno 11 volte, Osvaldo Bagnoli in cabina di regia (135 presenze in campionato dal 1969 al 1973) e la grande classe di Ivan Romanzini al servizio della squadra. Bagnoli inizia a studiare da tecnico e nell'estate del 1970 consiglia alla dirigenza un giovane allenatore, uno dei primi profeti della zona applicata al calcio, l'allora trentaquattrenne Giuseppe Marchioro, all'esordio con l'incarico di primo allenatore, dopo le esperienze da vice con Nils Liedholm e Luigi Radice.
Dagli anni settanta agli anni novanta
Nella stagione 1970-1971 il Verbania ottiene una tranquilla salvezza e il 14º posto nel proprio girone (con all'attivo ben 17 pareggi); l'anno seguente la rosa viene rinforzata su indicazioni di Marchioro con giovani di valore, molti dei quali destinati a carriere fruttuose in Serie A e Serie B, che trascinano il Verbania al 6º posto finale nel girone di competenza. Tra i protagonisti ci sono Roberto Salvadori (poi vincitore di uno scudetto con il ), Mario Guidetti (la cui carriera continuerà a , e Verona), Egidio Calloni (in prestito dal , poi militante al Milan e al ) che quell'anno collezionerà 38 presenze e 15 reti, Cesare Butti (futuro giocatore di Cagliari e Torino), Crugnola, Perego, Fusaro (futuro Varese) e Adelmo Paris ().
Nell'estate del 1972 Marchioro lascia il Verbania per passare all' e porta con sé Salvadori, mentre Calloni chiude il periodo di prestito tornando a Varese e Guidetti si trasferisce al Piacenza. La stagione 1972-1973 vedrà i biancocerchiati scarsamente prestanti e si concluderà con la retrocessione in Serie D: il 17 giugno 1973 il Verbania si congeda dalla Serie C allo Stadio dei Pini perdendo contro il , che grazie a tale risultato si garantisce la promozione in Serie B. Al termine dell'annata Osvaldo Bagnoli, ormai trentottenne, lascia il calcio giocato e inizia la sua carriera di allenatore con la Solbiatese, mentre il diciannovenne Adelmo Paris inizia la sua lunga militanza al Bologna.
Sul finire della prima metà degli anni 1970 a rendere ancora più difficoltosa l'attività del club interviene l'onerosa situazione debitoria, che contribuisce allo scarso rendimento del Verbania nella stagione 1973-1974, ove inanella la seconda retrocessione di fila.
Per molti anni resterà nel campionato Promozione, dove raccoglierà solo tre 4° posti (1978-1979, 1982-1983 e 1983-1984).
Nell'estate del 1986 la famiglia Tamboloni acquista il Verbania e Carlo Pedroli torna a fare il Team Manager. In panchina siede Cesare Butti e puntando alla promozione si costruisce una squadra molto competitiva che rimarrà nei cuori degli sportivi verbanesi: Galliera (Sacchi), Madaschi, Peviani, Gaiardelli, Borrè, Boni (Volpi), Trepiccioni (Scodellaro), Paris, Mambretti, Zurini, Chiadini. La squadra vince il campionato ma perderà poi gli spareggi promozione contro Valenzana e Ivrea. Nella stagione 1987-1988 raggiunge il 2º posto in classifica di Promozione e ottiene l'ammissione per meriti sportivi al campionato Interregionale, anche grazie al contributo di Carmel Busuttil (20 gare e 8 reti), centravanti maltese che ha collezionato 111 presenze e 23 reti con la sua nazionale (proclamato miglior giocatore maltese degli ultimi 100 anni), unita all'esperienza del centrocampista Adelmo Paris, che proprio quell'anno concluderà la sua carriera da giocatore, vicino a casa, là dove aveva iniziato; Paris in tre stagioni con il Verbania totalizzerà 70 presenze in campionato, siglando nove reti (tutte su rigore). La stagione 1989-1990 sarà la prima di Paris da allenatore, a fine stagione otterrà un modesto 11º posto (Adelmo Paris vanta 159 presenze alla guida del Verbania).
Nel 1991 il club retrocede in Eccellenza. Nel decennio seguente, la proprietà del Verbania continua a mutare e la squadra fa la spola tra Eccellenza e CND.
Nel 1995 la società celebra il proprio cinquantennale di attività (ponendo come anno di inizio il 1945) con una festa e la pubblicazione di un libro storico scritto da Enzo TipaldiDilettanti per dire - puntata 39 del 12 giugno 2017 - Vco Azzurra TV, 12 giu 2017.
Dagli anni duemila agli anni duemiladieci Nella stagione 2000-2001 la società viene penalizzata di 6 punti per un'irregolarità sul tesseramento di Luigi Dipasquale, risultato in seguito legato da un contratto al club inglese del West Bromwich Albion. Nella stagione 2005-2006 la società fallisce piegata da anni di problemi di carattere economico e, nonostante gli sforzi di giocatori e componenti dello staff, arriva anche la retrocessione in Promozione che non avveniva da 18 anni. Il 1º agosto 2006, nel comunicato ufficiale nº 25 pubblicato a Roma dalla FIGC, il commissario straordinario Guido Rossi delibera in favore della nuova società costituita.
Durante la stagione 2008-09 il Verbania, per volontà della proprietà, decide di considerare il 1959 quale proprio anno di fondazione, inserendone il riferimento nel logo sociale e organizzando nuovamente una celebrazione per il cinquantennale di esistenza: alla festa prendono parte alcune "vecchie glorie" del club come Osvaldo Bagnoli, Giuseppe Marchioro e Renato Villa; in tale occasione si provvede a rinominare lo Stadio dei Pini alla memoria di Carlo Pedroli, storico direttore sportivo e figura chiave della storia del Verbania. Nel 2011 l'anno 1959 viene finanche inserito nella ragione sociale. La scelta è tuttavia foriera di polemiche, ché alcuni soggetti storicamente legati al Verbania (su tutti lo storico patron Luigi Pedretti) la definiscono "falso storico".