Il Teatro Civico di Sassari si trova nel cuore della città lungo il corso Vittorio Emanuele II. È intitolato al M° Luigi Canepa. Fino al 1826, nell'area attualmente occupata dal teatro civico, sorgeva il palazzo di città, affacciato sulla scomparsa piazza del Comune, a metà della plata de Codinas sull'asse centrale della città murata.
Storia Il Palazzo di città
Fin dalla metà del XIII secolo il palazzo di città era ubicato nell'area dove oggi si trova il Teatro Civico. Dagli Statuti del 1294 risulta che il palazzo aveva dei portici (porticales) su due lati, e una terza facciata che si affacciava sulla pubblica via: una sulla plata de Cotinas (attuale corso), una su campo dessa Corte dessu Comune e la terza sulla stretta dell'Orologio.Enrico Costa, cit., pp. 243 Per tanti anni il piano terra era stato denominato «la loggia»: il primo a usare questo termine era stato Pasquale Tola. Enrico Costa la definisce come spazio «omnibus» in quanto si prestava a svariati usi.E. Costa, cit., p. 245 Intorno al 1580 al palazzo, attraverso i portici, si accedeva al piano terra dove erano ubicati i locali più importanti: il salone del Consiglio, quello dei colloqui, la Cappella e la sala della segreteria della vegueriaVegueria era la giurisdizione territoriale amministrativa feudale del Principato di Catalogna. Vegueries erano presenti in Sardegna anche durante il dominio della Corona d'Aragona. Infine, nella parte posteriore c'era un cortile attraverso il quale, gli impiegati e i consiglieri potevano raggiungere i diversi uffici. Fra il 1593 e il 1596 fu costruito un piano superiore dove furono spostati alcuni ufficiE. Costa, cit., p. 244
La costruzione del Teatro Civico (1826-1829) Su impulso del re Carlo Felice, nell'ambito di un ampio piano di rinnovamento urbano, il progetto del nuovo teatro fu affidato all'architetto Giuseppe Cominotti. Il vetusto edificio medievale fu demolito. Il nuovo edificio in stile neoclassico aveva inglobato il teatro civico e diverse stanze per lo svolgimento delle funzioni istituzionali. La pianta del teatro fu disegnato a ferro di cavallo sull'esempio del teatro Carignano di Torino; a causa del cattivo stato di conservazione nel 1947 furono demolite le strutture ligne e l'apparato decorativo.Salvatore Naitza, Architettura del tardo '600 al classicismo purista, Ilisso Edizioni, Nuoro, 1992 p.243.
La convivenza tra attività amministrative e culturali durò circa cinquant'anni, fino al trasferimento della municipalità prima nel palazzo Manca di Usini (1879) e poi, nel XX secolo nel palazzo Ducale. Fra le due funzioni dell'edificio, il privilegio concesso alla struttura teatrale ne determinò l'inadeguatezza come palazzo comunale, portando al trasloco prima a palazzo Manca di Usini nel 1879, e nel 1900 nell'attuale sede di palazzo ducale.
Ai primi del novecento era in corso un lento degrado delle strutture e, le attività legate al teatro erano sporadiche, e nel 1947 le strutture lignee e le decorazioni furono demolite. Dopo un radicale restauro resosi necessario a seguito di un violento incendio, il teatro riaprì nel 1967. Agli inizi del XXI secolo fu restaurato e tuttora è sede di concerti, di mostre d'arte, spettacoli e commedie in sassarese.
Il ricordo della presenza del palazzo di città e del palazzo civico è rimasto vivo nella memoria cittadina come stazione della festha manna. Difatti durante la Faradda di li candareri il sindaco (in sassarese lu sindagu) si affaccia dal balcone del teatro civico insieme all'obriere del gremio dei massai per formulare il rito dell'intregu, brindare col tradizionale augurio A zent'anni, e nel contempo sottoporsi al giudizio popolare sull'operato dell'ultimo anno, espresso sotto forma di fischi o applausi.
All'interno è collocata una targa con la quale l'amministrazione comunale ha voluto omaggiare il regista Giampiero Cubeddu.
Descrizione
La facciata principale prospiciente il corso segue canoni neoclassici. Il prospetto principale è sormontato da un frontone triangolare timpanato ed è scandito da quattro lesene di ordine ionico. Inferiormente nell'asse centrale si pone l'accesso all'atrio, dove sono collocate due erme dedicate a Vittorio Alfieri e Carlo Goldoni opera dello scultore Francesco Orsolino. Sovrasta l'ingresso lo stemma della città e la targa recitante "AEDES · PVBLICA · IN · HANC · MELIOREM · FORMAM · REAEDIFICATA · A · D · MDCCCXXX". All'ornamentazione dell'edificio lavorarono anche i pittori torinesi Pietro Bossi e Cesare Vacca. Il prospetto verso via Sebastiano Satta è concluso da una lunetta cilindrica decorata con festoni e ghirlande; a lato una targa ricorda il passaggio in città di Giuseppe Garibaldi, al centro è collocato l'accesso al teatro.
Note
Bibliografia Enrico Costa, Sassari, (edizione postuma, 1937) ora volume secondo, Edizioni Gallizi, Sassari, 1976 Salvatore Naitza, Architettura dal tardo '600 al classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 69. Giuseppe Pazzona, Sassari nell'Ottocento. Acquerelli inediti di Giuseppe Cominotti (1823-1825), Sassari, EDES, 2009, ISBN 88-6025-040-4
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