La storia del Portogallo, come nazione europea e atlantica, ha le sue origini nell'alto Medioevo. Tra il Quattrocento e il Cinquecento il Portogallo diventò una potenza mondiale, poiché riuscì a formare un vasto impero marittimo che andava dal Sudamerica, all'Africa e all'Australasia. Nei due secoli successivi il Portogallo perse la maggior parte della sua ricchezza e delle sue colonie in favore degli olandesi, degli americani e dei francesi. I primi segni della decadenza portoghese si videro con l'incorporazione del Portogallo nell'Unione iberica alla fine del XVI secolo. Nel 1755 a Lisbona ci fu un grave terremoto che causò un maremoto e un incendio che distrussero quasi completamente la città. Agli inizi dell'Ottocento il Portogallo fu invaso dalle truppe napoleoniche.

Nel 1822 il Brasile ottenne l'indipendenza. Tra l'Ottocento e il Novecento più di due milioni di portoghesi emigrarono all'estero; le destinazioni preferite furono il Brasile e il Nordamerica. Nel 1910 ci fu una rivoluzione che depose il monarca ed instaurò una repubblica. Tuttavia il nuovo regime repubblicano fu molto instabile, così si arrivò a un colpo di Stato militare nel 1926, che insediò al potere António de Oliveira Salazar. La dittatura rimase al potere fino al 1974 quando venne rovesciata da un nuovo colpo di Stato dei militari, ad orientamento socialdemocratico. Il nuovo governo promosse riforme democratiche e concesse l'indipendenza alle colonie africane. Il Portogallo è membro fondatore della NATO, dell'OECD e dell'EFTA. Nel 1986 entrò a far parte della Comunità europea.

Cronologia I millennio a.C.: i lusitani, popolazione di origine indoeuropea, conquistano e popolano la regione corrispondente all'odierno Portogallo. I secolo: nonostante la forte resistenza incontrata, i romani riescono a conquistare il Paese. 409: nella penisola iberica arrivano alcuni popoli di origine germanica (Vandali e Svevi) ma anche non germanica (Alani), che, nel 411 vengono foederati dai Romani, e gli vengono assegnati, oltre che la (provincia) Betica, anche la Lusitania e la Gallaecia (una loro parte costituisce l'odierno Portogallo). Tra il 412 ed il 416: arrivarono anche i Visigoti, foederati dei Romani e assegnati nella Gallia e nella parte orientale della Tarraconense. i Visigoti, negli anni successivi, per conto dell'Impero romano, annientano gli Alani ed in parte i Vandali, che vengono spinti nella Betica. Nel 429: dopo la partenza dei Vandali per il Nordafrica, gli Svevi ampliano il loro regno, che ormai comprende sia la Lusitania che parte della Gallaecia e che verso il 550, nel momento di massima espansione, oltre all'attuale Portogallo (escluso l'Algarve), comprende anche le province spagnole della Galizia, parte del León e delle Asturie e dell'Estremadura. Verso il 465: gli Svevi, che per la maggior parte sono pagani, abbracciano l'arianesimo. Alla metà del VI secolo: durante il regno di Carriarico e durante il regno del successore, Teodemaro, anche per l'influenza di san Martino, vescovo di Braga, dal 561 il popolo svevo si converte al cattolicesimo. Nel 585: Andeca, l'ultimo re degli Svevi, viene sconfitto e rinchiuso in un monastero; il regno svevo diventa una provincia del re dei Visigoti, Leovigildo. Nel 589: il popolo visigoto (in massima parte ariano), seguendo come di consueto la decisione del re, in questo caso Recaredo, si converte al cristianesimo. All'inizio del VII secolo: poco dopo la conversione al cristianesimo, iniziano le persecuzioni antiebraiche, che nel corso del secolo si intensificano, facendo in modo che gli Ebrei durante l'invasione araba del 711, si schierino a fianco degli invasori. Nel corso del VII secolo: i vari re visigoti lottano per rafforzarsi ed imporre una successione dinastica in opposizione al sistema elettivo, fin qui seguito e tutte le decisioni vengono ufficializzate al concilio di Toledo (se ne tennero diciotto). Tra il 711 ed 713: il regno dei Visigoti cade a seguito della conquista effettuata dai Mori guidati dagli Arabi che lo terranno per circa cinque secoli. Nel 798: Alfonso II delle Asturie conquista (temporaneamente) Lisbona e, negli anni seguenti, grazie alle sue vittorie contro i musulmani consolida la sua presenza in Galizia, ed inizia l'insediamento nel nord del Portogallo. Seconda metà del secolo VIII: Ordoño I, imposta una politica di ripopolamento della regione a nord del fiume Duero, nell'odierno Portogallo, ottenendo buoni risultati, arrivando sulla sponda destra del fiume. Nell'868: arrivato al fiume Duero, Alfonso III delle Asturie continua la politica di ripopolamento del padre e fonda una contea che prende il nome della cittadina di Porto, appena conquistata, che si trova alla foce del fiume, Portucale. La contea è affidata a Vímara Peres, il primo dei conti (saranno tutti della casa di Vímara Peres) del Portogallo, che sono vassalli del regno delle Asturie, e poi lo saranno del regno di León. Nell'878: viene conquistata la città di Coimbra e la frontiera con al-Andalus viene portata al fiume Mondego, e Coimbra, per la sua posizione di cerniera tra il mondo cristiano e quello musulmano, è creata in contea autonoma da Hermenegildo Gutiérrez (Hermenegildo Guterres in portoghese). Nel 926: mentre Sancho Ordóñez governa il nord della Galizia sino al fiume Minho, attribuendosi il titolo di re di Galizia, Ramiro, il futuro re del León, Ramiro II, governa, sino al 931, il sud della Galizia, dal fiume Minho al confine con al-Andalus, come re del Portogallo. Tra il 975 e l'anno 1000: Almanzor fu hajib del califfo di Cordova, la Reconquista arretra in tutti gli stati cristiani e per ciò che concerne il Portogallo il confine arretra al fiume Duero (le città di Coimbra e Viseu sono perse). Nella seconda metà del secolo XI: viene ricostituita la contea di Coimbra, dopo che il re di Castiglia e León, Ferdinando I, nel 1064, l'ha rioccupata riportando il confine, con al-Andalus, sino al fiume Mondego; la contea di Coimbra poco dopo viene integrata nel contado Portucalense. Nel 1071: l'ultimo conte del Portogallo della casa di Vímara Peres, Nuno Mendes, è sconfitto e ucciso dal re di Galizia, García I di Galizia, che lo occupa, ma l'anno dopo il Portogallo è annesso al regno di León, da Alfonso VI. Nel 1093: Alfonso VI concede la contea del Portogallo a Enrico di Borgogna, promesso sposo di Teresa, figlia naturale di Alfonso VI. Dopo la morte di Enrico di Borgogna (1112) diviene contessa la moglie, Teresa di León, che, nel 1126, tenta inutilmente di rendersi indipendente dal regno di León. Nel 1128: il figlio di Teresa, Alfonso Henriquez, dopo aver sconfitto la madre a San Mamede, vicino a Guimarães, si impossessa della contea del Portogallo e non si riconosce vassallo del re di León Alfonso VII. Nel 1137: Alfonso Henriquez è costretto, con la pace di Tui, a fare atto di sottomissione al cugino il re di León e Castiglia, Alfonso VII. 1143: a Zamora, è sancita la pace; di fronte al legato del papa Innocenzo II, in cambio della signoria di Astorga, Alfonso VII riconosce al cugino, Alfonso Henriquez, il titolo di re del Portogallo (Alfonso I del Portogallo), che già dal 1139, dopo una vittoria sui Mori, ad Ourique, inizia a considerarsi re del Portogallo, mentre Alfonso VII, dal 1140 (tregua di Valdevez), dopo la sconfitta in battaglia, non annovera più il Portogallo tra i suoi possedimenti. 1147: Alfonso I conquista definitivamente Lisbona 1179: papa Alessandro III, in una bolla, per la prima volta, riconosce Alfonso I re del Portogallo. 1189: Sancho I del Portogallo inizia la conquista dell'Algarve. Luglio del 1212: Alfonso II del Portogallo invia un contingente di truppe portoghesi che assieme agli eserciti cristiani di Aragona, Castiglia e Navarra, sconfigge le truppe musulmane degli Almohadi nella battaglia di Las Navas de Tolosa. 1245: al Concilio di Lione, il papa Innocenzo IV proclama tutore del reame Alfonso, fratello del re Sancho II del Portogallo. Alfonso marcia su Lisbona (1246), che gli apre le porte e Sancho II, nel 1247, va in esilio. Dopo la sua morte, nel 1248, Alfonso succede al fratello con il titolo di Alfonso III del Portogallo. Tra il 1249 ed il 1250: Alfonso III completa l'occupazione dell'Algarve, portando a termine la liberazione del Portogallo dall'occupazione dei Mori. Nel 1290: Dionigi del Portogallo fonda, a Lisbona, la prima Università portoghese. In seguito, l'Università, nel 1308, è trasferita a Coimbra. 1319: Dionigi fonda lOrdem de Cristo (Ordine del Cristo), che incamera tutte le proprietà dell'ordine dei templari, ordine soppresso da papa Clemente V (1312). Primi decenni del XIV secolo: Dionigi sostituisce il portoghese al latino nelle procedure giudiziarie e traduce il codice reale castigliano, las Siete Partidas, in portoghese. 1356: guerra civile tra il re, Alfonso IV del Portogallo ed il figlio Pietro, a causa dell'assassinio di Inés de Castro. Tra il 1369 ed il 1373: Ferdinando del Portogallo, considerando, Enrico II di Trastamara, usurpatore del trono di Castiglia, ne pretende il trono, fa la guerra ad Enrico, ma ne esce sconfitto. Nel 1382, attacca il successore di Enrico II, Giovanni I di Trastamara, con cui si accorda. 1383: reggenza della regina madre, Eleonora Telles de Menezes, che dà inizio al periodo conosciuto come "crisi del 1383-1385" o "interregno portoghese". 1385: Giovanni I di Aviz è proclamato re dalle cortes e porta a termine, vincendola la guerra contro la Castiglia di Giovanni I di Trastamara, che pretende il trono del Portogallo per conto della moglie, Beatrice del Portogallo. 1415: Giovanni I di Aviz conquista ed occupa permanente Ceuta. 1418: inizia l'opera del figlio di Giovanni I di Aviz, Enrico il Navigatore, che in oltre quarant'anni, porterà le navi portoghesi a scoprire buona parte della costa atlantica dell'Africa e molte isole e arcipelaghi dell'oceano Atlantico, a nord dell'equatore. 1437: Edoardo del Portogallo attacca Tangeri, ma è un insuccesso, il fratello più giovane di Duarte, Ferdinando d'Aviz, è catturato e muore in prigionia a Fes. 1438-1448: reggenza per conto di Alfonso l'Africano, prima della madre, Eleonora e poi dello zio, Pietro d'Aviz, duca di Coimbra. 1446: Alfonso V l'Africano emana le Ordinaçoes Alfonsinas, con cui riformula in lingua portoghese il diritto giustinianeo e canonico, che sarà ulteriormente rinforzato dalle Ordinaçoes Manuelinas (1521) di Manuele I del Portogallo e dalle Ordinaçoes Filipinas (1603) di Filippo I del Portogallo. 1461: Alfonso V continua le esplorazioni della costa africana anche dopo la morte dello zio Enrico il Navigatore (1460) e, verso il 1470, viene attraversato l'equatore. 1471: Alfonso V l'Africano conquista definitivamente Tangeri. 1488: Bartolomeo Diaz, doppia il Capo di Buona Speranza, ed è il primo europeo a navigare l'Oceano Indiano, provenendo da sud. 1494: Giovanni II del Portogallo e Ferdinando II d'Aragona, raggiungono un accordo, e con il Trattato di Tordesillas, dividono il mondo al di fuori dell'Europa in un duopolio esclusivo tra la Spagna ed il Portogallo. 1498: Vasco da Gama realizzando il viaggio, progettato da Giovanni II, arriva in India. 1500: Pedro Álvares Cabral scopre il Brasile per conto di Manuele I del Portogallo, che continua la penetrazione in Marocco. XVI secolo: a seguito delle scoperte geografiche, il Portogallo occupa territori in America e in Oriente, edificando un grande impero coloniale il cui commercio è gestito dal Consiglio d'Oltremare. 1578: la dinastia regnante si estingue con la morte senza eredi di Sebastiano I del Portogallo. Rimane Enrico il Cardinale, lo zio ecclesiastico, che gli succede. 1580: muore anche l'ultimo re della casa di Aviz, Enrico I del Portogallo. 1581: Filippo II d'Asburgo-Spagna invade il Portogallo e ne assume la corona, col titolo di Filippo I del Portogallo.