Biografia Gianni Celati nasce a Sondrio, dove si trova la famiglia a causa del lavoro del padre, usciere di banca spostato spesso di sede in sede a causa dei litigi con i suoi superiori. Il padre Antonio era originario di Bondeno, vicino a Ferrara, mentre la madre, Exenia Dolores Martelli, era nata a Sandolo, vicino al delta del Po. Gianni Celati passa l'infanzia e l'adolescenza in provincia di Ferrara. Finito il liceo, durante un campeggio estivo a Marina di Ravenna, conosce una ragazza tedesca che vuole a tutti i costi rivedere, così gli amici fanno una colletta per mandarlo ad Amburgo, dove rimane nove mesi grazie al denaro che gli invia suo fratello Gabriele (1928-2003), avvocato. Laureatosi in letteratura inglese presso l'Università di Bologna con una tesi su James Joyce, scrive articoli per Marcatré, Lingua e stile, Il Verri, Il Caffè, Quindici, Sigma, ecc. oltre a pubblicare le prime traduzioni, tra cui Futilità di William Gerhardie e Colloqui con il professor Y di Louis-Ferdinand Céline. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, Comiche, per Einaudi (nella collana sperimentale La ricerca letteraria, con una nota di Italo CalvinoIn un colloquio con Ferdinando Camon, Calvino definirà Celati un "vulcano di idee, l'amico con cui ho lo scambio d'idee più nutrito", cfr. Saggi, Mondadori, Milano 1995, tomo II, p. 2785.) mentre collabora a «Periodo Ipotetico» e a diverse altre riviste.

Sono questi peraltro gli anni in cui si dedica alla traduzione di classici inglesi quali Favola della botte di Jonathan Swift o Bartleby lo scrivano di Herman Melville e a progettare una rivista con Italo Calvino, Carlo Ginzburg, Enzo Melandri e Guido NeriLe carte del progetto sono state poi raccolte in «Alì Baba». Progetto di una rivista 1968-72, a cura di Mario Barenghi e Marco Belpoliti («Riga» n. 14, 1998).. Sempre da Einaudi escono i successivi Le avventure di Guizzardi (1973), La banda dei sospiri (1976) e Lunario del paradiso (1978), contraddistinti da uno stile di insistita devianza dalla norma scolastica e dallo sforzo della lingua di rappresentare una realtà più autentica, al di fuori del canone borghese. I tre romanzi saranno raccolti (qui e là con piccole correzioni, soprattutto nel terzo) nel 1989 (presso Feltrinelli) in Parlamenti buffi, con un Congedo dell'autore al suo libro. Durante un periodo di insegnamento alla Cornell University di Ithaca (New York) escono ancora saggi (poi raccolti in Finzioni occidentali)prima ed. 1975, n. ed. 1986, terza ed. 2001, tutte presso Einaudi. e racconti sparsi (tra cui spiccano i volumetti Il chiodo in testa del 1974 e La bottega dei mimi del 1977).

Ritrasferitosi in Italia assume la cattedra di letteratura angloamericana del DAMS di Bologna (tra i suoi allievi Pier Vittorio Tondelli, Claudio Piersanti, Enrico Palandri, Giacomo Campiotti, Gian Ruggero Manzoni, Andrea Pazienza, Freak Antoni, ecc.), e riprende anche l'attività critica e di studioso della letteratura europea, traducendo James Joyce, Mark Twain, Joseph Conrad, Roland Barthes e ancora Céline (Guignol's band e Il ponte di Londra) oltre a scrivere articoli per «Alfabeta», «Nuovi argomenti», «Nuova Corrente», «Il manifesto», ecc.

Celati torna alla narrativa nel 1985 con i trenta racconti di Narratori delle pianure che segnano anche il passaggio alla casa editrice Feltrinelli, e che mostrano un forte cambiamento di stile: i picchi d'intemperanza stralunata e comica degli anni settanta si volgono in una lingua volutamente e arrendevolmente semplice che riesce a disegnare le cose con minore numero di parole e in maniera più chiara, quasi come fotografie (inizia in questo periodo la sua amicizia con Luigi Ghirri, Gabriele Basilico e altri fotografi), mentre al contempo svolgono una maniera di racconto legata al «sentito dire» e alla novella tradizionale italiana.

In seguito vengono le Quattro novelle sulle apparenze (1987), dove alla precisione stilistica si accompagna una tematica della fiducia e del disincanto della società contemporanea, e Verso la foce (1989), un itinerario verso le foci del Po (territorio dell'infanzia e dell'adolescenza dello scrittore). Tra le traduzioni: Stendhal, Jack London, Johann Peter Hebel, Georges Perec, Henri Michaux, Friedrich Hölderlin, nuovamente Jonathan Swift, ecc. mentre da ottobre 1988 per un anno raccoglie un'antologia di brani di scrittori prima su «Il manifesto» e poi in volume (Narratori delle riserve, Feltrinelli 1992). Con Ermanno Cavazzoni, Ugo Cornia, Daniele Benati e altri ha anche diretto - dal 1995 al 1997 per sei numeri - la rivista «Il semplice» (con il contributo della Fondazione San Carlo di Modena e della casa editrice Feltrinelli).

Ha anche insegnato allUniversité de Caen e alla Brown University di Providence e per il resto della sua vita ha risieduto a Brighton, in Inghilterra. Fra le ultime opere si ricordano la trascrizione in prosa del poema di Matteo Maria Boiardo, L'Orlando innamorato raccontato in prosa (Einaudi, 1994), la trasfigurazione autobiografica Recita dell'attore Attilio Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto (1996, a cui hanno fatto seguito i Sonetti del Badalucco nell'Italia odierna, 2010), il resoconto di viaggio Avventure in Africa (1998), e nove nuovi racconti raccolti in Cinema naturale (2001), dove alle meditazioni sul presente si alternano i ricordi. Tra gli interventi critici è interessante la Presentazione ai Racconti impensati di ragazzini raccolti (Feltrinelli, 1999) da Enrico De Vivo, curatore del sito Zibaldoni e altri racconti. Nel 2003 Gianni Celati è protagonista del film documentario Mondonuovo del regista Davide Ferrario, girato attraverso i luoghi d'infanzia dello scrittore, in un percorso che costeggia il fiume Po, dalla provincia di Reggio Emilia alla foce.

In collaborazione stabile con la casa di produzione cinematografica bolognese Pierrot e la Rosa realizza in qualità di regista i documentari Strada provinciale delle anime (1991, 58 minuti), Il mondo di Luigi Ghirri (1999, 52 minuti), Case sparse. Visioni di case che crollano (2003, 61 minuti), pubblicati come DVD presso Fandango Libri nel 2011Nel cofanetto, oltre ai tre film un libretto di suoi interventi sul cinema, con interviste e saggi di altri, tra cui una preziosa biografia della curatrice, Nunzia Palmieri, pp. 86-124, utile qui come fonte., e Diol Kadd. Vita, diari e riprese di un viaggio in Senegal (2010, 90 minuti), pubblicato come DVD insieme ai diari del viaggio da Feltrinelli nel 2011, centrato sul villaggio natale di Mandiaye N'Diaye, attore del Teatro delle Albe.

Dopo l'uscita del suo Fata Morgana (2005), descrizioni etnografiche di un popolo immaginario, a Celati è stato dedicato il n. 28 di «Riga», rivista a cura di Marco Belpoliti e Marco Sironi, che contiene anche inediti.

Con Vite di pascolanti (ed. nottetempo) ha vinto il Premio Viareggio nel 2006. I racconti di questo volume sono stati successivamente inseriti nelle più ampie raccolte di Costumi degli italiani 1: Un eroe moderno e Costumi degli italiani 2: Il benessere arriva in casa Pucci, entrambi pubblicati nel 2008 da Quodlibet. Nello stesso anno sceglie e introduce un'antologia di racconti di Antonio Delfini per Einaudi (Autore ignoto presenta, 2008).

Nel marzo 2013 Einaudi pubblica l'''Ulisse di James Joyce in una nuova versione tradotta da Celati, frutto del lavoro di oltre sette anni e attesa già da diverso tempo. L'anno successivo si piazza terzo al Premio Chiara con la raccolta di racconti Selve d'amore.

Nel 2016 esce presso la collana I Meridiani di Mondadori un'ampia raccolta di opere narrative dal titolo Romanzi, cronache e racconti, a cura di Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri.

Morte Il 3 gennaio 2022 muore nella sua casa di Brighton, in Inghilterra, una settimana prima di compiere 85 anni.

Attività di traduttore La traduzione accompagnò l'intero arco dell'attività letteraria di Celati e costituì, accanto alla narrativa e alla riflessione critica, una componente della sua poetica. Nel corso di oltre cinquant'anni tradusse, fra gli altri, Jonathan Swift, Louis-Ferdinand Céline, Mark Twain, Jack London, Herman Melville, Stendhal, Friedrich Hölderlin, Joseph Conrad, Henri Michaux e James Joyce. Molte delle sue traduzioni furono accompagnate da introduzioni, postfazioni o note nelle quali Celati rifletteva sul rapporto fra lingua, voce, ritmo e scrittura; una parte di questi testi è stata successivamente raccolta in Narrative in fuga (2019).

Franco Nasi ha messo in relazione l'attività traduttiva di Celati con l'evoluzione della sua scrittura, soffermandosi in particolare sulle versioni delle Avventure di Tom Sawyer di Twain (1979) e del Richiamo della foresta di London (1986). Nella prima Celati concentra l'attenzione soprattutto sulla resa della parola scritta oralizzata e delle irregolarità linguistiche dei dialoghi, opponendosi alla normalizzazione scolastica della lingua parlata dai personaggi. Nasi interpreta questa traduzione come il probabile punto d'arrivo di una fase di ricerca cominciata con gli studi su Joyce, proseguita attraverso Swift e Céline e legata alla sperimentazione della narrativa celatiana degli anni settanta.

Nel Richiamo della foresta l'interesse si sposta invece dai reticoli vernacolari dei dialoghi al ritmo complessivo della narrazione. Nella Nota del traduttore Celati individua nella prosa di London una qualità «percussiva» e una cadenza vicina al canto e alla narrazione epica; la traduzione tende perciò a riprodurne soprattutto l'intonazione, il ritmo e la fluidità. Nasi collega questo mutamento di strategia al contemporaneo cambiamento della narrativa di Celati, dalla sperimentazione degli anni settanta alla narratività più distesa e rituale di Narratori delle pianure e delle Quattro novelle sulle apparenze.

Gli studi sulla sua attività traduttiva hanno sottolineato in particolare la centralità dell'ascolto. Marina Spunta ha descritto la traduzione celatiana come una forma di «risonanza», fondata sul tentativo di far emergere la voce dell'altro attraverso suono e ritmo e, nello stesso tempo, attraverso la voce del traduttore. In questa prospettiva, la traduzione viene intesa non soltanto come trasposizione linguistica, ma come relazione affettiva e dialogo fra voci, lingue e tradizioni letterarie.

Un punto d'arrivo di questo lungo percorso è la nuova traduzione dellUlisse di Joyce, pubblicata da Einaudi nel 2013 dopo circa sette anni di lavoro. Celati tornava così all'autore al quale aveva dedicato la propria tesi di laurea; anche in questa versione assumono un ruolo centrale l'oralità e la dimensione parodica della lingua joyciana, aspetti presenti fin dalle prime riflessioni critiche dello scrittore sull'opera di Joyce.

Opere Comiche, Torino: Einaudi, 1971; n.ed. a cura di Nunzia Palmieri, Macerata: Quodlibet, 2012 Le avventure di Guizzardi, Torino: Einaudi, 1973; Milano: Feltrinelli, 1989 e 1994 La banda dei sospiri, Torino: Einaudi, 1976; Milano: Feltrinelli, 1989 e 1998; Macerata: Quodlibet, 2015 Finzioni occidentali. Fabulazione, comicità e scrittura, Torino: Einaudi 1975, 1986 e 2001 Lunario del paradiso, Torino: Einaudi, 1978; Milano: Feltrinelli, 1989 e 1996 Alice disambientata, Milano: L'erba voglio, 1978; Firenze: Le lettere, 2007 Narratori delle pianure, Milano: Feltrinelli, 1985 e 1988. Finalista al Premio Bergamo Quattro novelle sulle apparenze, Milano: Feltrinelli, 1987 e 1996 La farsa dei tre clandestini. Un adattamento dai Marx Brothers, Bologna: Baskerville, 1987 Verso la foce, Milano: Feltrinelli, 1989 e 1992 Parlamenti buffi, Milano: Feltrinelli, 1989 L'Orlando innamorato raccontato in prosa, Torino: Einaudi, 1994 Recita dell'attore Attilio Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto, Milano: Feltrinelli, 1996 Avventure in Africa, Milano: Feltrinelli, 1998 e 2000 Cinema naturale, Milano: Feltrinelli, 2001 Premio Chiara Fata Morgana, Milano: Feltrinelli, 2005, Premio Selezione Campiello, Premio Napoli Vite di pascolanti, Roma: Nottetempo, 2006 Premio Viareggio