Il Libro di Mormon (pubblicato originariamente col titolo The Book of Mormon: An Account Written by the Hand of Mormon upon Plates Taken from the Plates of Nephi, Il Libro di Mormon – Racconto scritto su tavole per mano di Mormon tratto dalle tavole di Nefi) è uno dei testi sacri del mormonismo, considerato dai membri della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, e da altre confessioni minoritarie affiliate, un libro rivelato.
Il nome del libro deriva da Mormon, un profeta che, secondo il testo stesso, avrebbe compendiato la storia del suo popolo incidendola su delle tavole d'oro. Il libro fu pubblicato per la prima volta dal fondatore della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, Joseph Smith, a Palmyra, nello stato di Nuova York, il 26 marzo del 1830.
Il sottotitolo, Un altro testamento di Gesù Cristo, fu aggiunto nel 1982 nelle edizioni del libro pubblicate dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni allo scopo di sottolineare la testimonianza sulla divinità di Gesù Cristo resa dagli scritti degli antichi profeti del Libro di Mormon.
Traduzione dalle "tavole d'oro"
Joseph Smith disse che il Libro di Mormon sarebbe la traduzione di un antico testo, inciso su delle tavole d'oro, che avrebbe ricevuto dall'angelo chiamato Moroni apparsogli nel 1823. Egli avrebbe inoltre informato il giovane Smith che degli antichi annali di una civiltà lontana millenni e migliaia di chilometri si trovavano sotterrati in una collina, in seguito denominata Cumora, sita nelle vicinanze della fattoria della famiglia Smith, territorio di Palmyra, New York.
Le tavole erano state scritte in "egiziano riformato", lingua di cui non si ha traccia storica. Joseph Smith e altre persone sostennero di aver tradotto il testo in meno di novanta giorni. Sostennero di averlo fatto grazie ad alcuni oggetti sacri, noti come Urim e Tummim (citati nel Libro di Mormon), che consentirono la decodificazione del testo.
Furono tradotte più di 500 pagine, che descrivono la storia di due civiltà sconosciute e di cui non si hanno tracce storiche, per un periodo complessivo di 2.600 anni. Un totale di undici testimoni dichiararono, in due distinte premesse al libro, di aver visto e toccato le tavole d'oro. Alcuni di essi vennero poi scomunicati. Nel 1838 le tavole sarebbero state restituite all'angelo Moroni dallo stesso Joseph Smith, con il risultato che al di fuori dei presunti 11 testimoni di queste tavole, uniche testimonianze dell'esistenza del Libro di Mormon e delle civiltà di cui parla, non ci sono tracce della loro esistenza.
Importanza teologica del Libro di Mormon L'intento del libro, come indicato nel frontespizio dello stesso, sarebbe stato quello di:
Smith si espresse sull'importanza che il Libro di Mormon riveste nella teologia mormone con le parole sotto citate che, in successive edizioni, furono riportante nell'introduzione del libro stesso:
Il libro è anche detto Legno di Giuseppe, in contrapposizione al Legno di Giuda che sarebbe la Bibbia: questo perché i mormoni suppongono che una parte degli israeliti, e più precisamente le tribù discendenti da Giuseppe, nel 600 a.C. fuggirono in America, dove vennero scritti diversi libri che oggi conosciamo sotto il nome, appunto, di Libro di Mormon. Ciò pone la fede mormone in netto contrasto con i dati forniti dall'archeologia e dalla storia.
Contenuto
Il Libro di Mormon è una raccolta di 15 libri, denominati secondo il loro autore principale, il profeta Mormon, padre di Moroni (lo stesso che apparve a Joseph Smith), che nel V secolo avrebbe riassunto gli scritti di questi profeti incidendoli su dei fogli o tavole d'oro. Benché i mormoni dicano che il libro di Mormon sia stato scritto molti secoli fa, i mormoni stessi ritengono che sia venuto alla luce in tempi odierni per gli abitanti di questi giorni.
Nel Libro di Mormon sono narrate le vicende di civiltà che si sarebbero sviluppate nel continente americano da migrazioni provenienti dal Medio Oriente. Non esistono però tracce storiche di quello che viene raccontato. La prima migrazione è quella del popolo di Giared, o Giarediti, avvenuta ai tempi della confusione delle lingue che ebbe luogo dopo la costruzione della torre di Babele. Il popolo di Giared, per grazia divina, avrebbe mantenuto la stessa lingua, ottenendo inoltre da Dio la promessa di una nuova terra. Guidati da Dio, con delle imbarcazioni attraversarono l'oceano stabilendosi nelle Americhe, dove prosperarono per diversi secoli prima di essere distrutti da una micidiale guerra civile intorno al VI secolo a.C. Tra coloro che sopravvissero vi fu il profeta Ether che narrò le vicende del suo popolo su ventiquattro tavole. Nel libro di Mormon ne è narrato il ritrovamento da parte dei Nefiti, un popolo derivato dalla discendenza di Nefi. La seconda migrazione sarebbe avvenuta alla fine del VII secolo a.C.: per sfuggire alla futura cattività babilonese. L'ebreo Lei si allontanò da Gerusalemme e si spostò in Arabia, da qui attraversò l'oceano Indiano e quindi il Pacifico, raggiunse, intorno al 590 a.C., le terre dell'emisfero occidentale. Alla morte di Lehi il popolo si divise tra i Lamaniti, discendenti di Laman, il figlio maggiore, e di Lemuel; e i Nefiti, discendenti da Nefi, un altro figlio di Lei, scelto dal Signore per la sua rettitudine. I due popoli vissero fino al 400 d.C. alternando periodi di guerre e di pace. I Nefiti tennero degli annali, proseguendo la scrittura delle tavole che Lehi e la sua famiglia avevano portato con loro da Gerusalemme, mentre i Lamaniti si allontanarono dagli insegnamenti divini venendo puniti da Dio che li segnò scurendo la loro pelle. Secondo i mormoni, i Lamaniti sarebbero tra gli antenati dei nativi americani.Negli stessi anni, lungo lo stesso tragitto, un altro gruppo israelitico, raggiunse le Americhe rimanendo a lungo isolati prima di venire in contatto con i Nefiti. Questo gruppo fu guidato da uno dei figli di Sedechia Re di Giuda, chiamato Mulec.
Gesù Cristo poco dopo la sua resurrezione (34 d.C.) avrebbe fatto visita per tre giorni ai Nefiti e Lamaniti. Dopo questa esperienza essi vissero in pace per quattro generazioni, ma in seguito divennero nuovamente malvagi. Interessante notare il sorgere di società segrete per l'ottenimento del potere in quel periodo. Alcuni profeti di quel periodo andarono a predicare ai Lamaniti ottenendo un discreto successo e alcuni Lamaniti in quel periodo divennero più zelanti dei Nefiti stessi. Infine si riaccese la guerra e i Nefiti furono distrutti intorno al 421 d.C. Il profeta Mormon lasciò le tavole a suo figlio Moroni, che dopo aver scritto qualcosa di suo pugno le avrebbe sotterrate secondo gli ordini ricevuti da Dio affinché le tavole non venissero distrutte e la memoria delle vicende del suo popolo potesse tornare a luce in un tempo opportuno.
Annali citati Secondo il Libro di Mormon stesso, Mormon e suo figlio Moroni trascrissero nelle tavole d'oro la storia del loro popolo riassumendola da quattro diversi annali incisi in altrettante tavole di metallo: Le Tavole di Nefi sono di due tipi: le Piccole Tavole e le Grandi Tavole. Le prime sono particolarmente dedicate alle questioni spirituali, al ministero e agli insegnamenti dei profeti, mentre le seconde contengono per la maggior parte la storia secolare dei popoli interessati (1 Nefi ). Tuttavia, dal tempo di Mosia in poi, le "Grandi Tavole" cominciano ad includere anche importanti questioni spirituali. Le Tavole di Mormon contengono un riassunto e commenti fatti da Mormon delle "Grandi Tavole" di Nefi. Inoltre, riportano la continuazione della storia del popolo dei nefiti di Mormon e le aggiunte di suo figlio Moroni. Le Tavole di Ether riportano la storia dei Giarediti. Questi annali sono stati riassunti da Moroni, con l'aggiunta di suoi commenti personali, e inseriti nella storia generale sotto il titolo "Libro di Ether". Le Tavole di Bronzo sono state quelle portate dal popolo di Lehi da Gerusalemme nel 600 a.C. Di queste tavole fanno inoltre parte, il Pentateuco di Mosè ed una storia dei Giudei, fino all'inizio del regno di Sedecia, re di Giuda, e le "profezie dei santi profeti" (1 Nefi ). Non sono direttamente contenute nella loro interezza nel libro di Mormon, ma molte parti di queste tavole, che citano Isaia e altri profeti, sia neviìm che profeti non biblici, sono riportate nel Libro di Mormon.
Suddivisioni principali
Le parti o suddivisioni principali del libro di Mormon sono 15, denominate libri, eccezion fatta per le Parole di Mormon. Ognuna di questa parti è designata con il nome del loro principale autore.
N.Titolo per estesoAnnaliPossibile cronologiadegli eventi narratiCapitoliAbbreviazioniI Il primo libro di Nefisuo regnoe suo ministero Piccole tavole di Nefi Dal 600 a.C.al 588-570 a.C. 22 "1 Nefi"e "1 Ne."II Il secondo libro di Nefi Piccole tavole di Nefi Dal 588-570 a.C.al 559–545 a.C. 33 "2 Nefi"e "2 Ne."III Il libro di Giacobbeil fratello di Nefi Piccole tavole di Nefi Dal 544–421 a.C.al 544–421 a.C. 7 "Giacobbe"e "Giac."IV Il libro di Enos Piccole tavole di Nefi 420 a.C. 1 "Enos"V Il libro di Giarom Piccole tavole di Nefi Dal 399 a.C.al 361 a.C. 1 "Giarom" e "Giar."VI Il libro di Omni Piccole tavole di Nefi Dal 323 a.C.al 130 a.C. 1 "Omni"VII Le parole di Mormon Le tavole di Mormon 385 d.C. 1 "PdM"VIII Il libro di Mosia Grandi tavole di Nefi Dal 130–124 a.C.al 92–91 a.C. 29 "Mosia"e "Mos."IX Il libro di Almail figlio di Alma Grandi tavole di Nefi Dal 91–88 a.C.al 56–52 a.C. 63 "Alma"XIl libro di HelamanGrandi tavole di NefiDal 52–50 a.C.al 6–1 a.C. 16"Helaman"e "Hel."XITerzo Nefiil libro di Nefiil figlio di Nefi,che era figlio di HelamanGrandi tavole di NefiDal 1–4 d.Cal 34–35 d.C.30"Terzo Nefi"e "3 Ne."XIIQuarto Nefiil libro di Nefiche è il figlio di Nefi- uno dei discepoli di Gesù CristoGrandi tavole di NefiDal 35 d.C. al 321 d.C.1"Quarto Nefi"e "4 Ne."XIIIIl libro di Mormon(sino al cap. 7°) Tavole di Mormon(l'8° e il 9° cap.)Aggiunte di MoroniDal 321-326 d.C.al 401–421 d.C.9"Mormon"e "Morm."XIVIl libro di EtherVentiquattro tavole dei giarediti(libro di Ether)15"Ether" e "Eth."XVIl libro di MoroniAggiunte di Moroni401-421 d.C.10"Moroni"e "Moro."
Nella versione ufficiale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni i quindici libri sono preceduti da: "Frontespizio" "Introduzione" "La Testimonianza dei Tre testimoni" "La Testimonianza degli Otto testimoni" "Testimonianza del profeta Joseph Smith" "Breve analisi del Libro di Mormon"
Storicità Critiche al Libro di Mormon I critici ritengono che il libro sia stato scritto dallo stesso Joseph Smith, probabilmente ispirandosi al libro di Ethan Smith View of the Hebrews: or the Tribes of Israel in America, edito nel 1823 e, in seconda edizione, nel 1825Refiner's Fire: the making of Mormon cosmology, 1644-1844 - John L.Brooke, (2008).
La stessa localizzazione geografica degli avvenimenti narrati è incerta. Le popolazioni ebraiche sarebbero sbarcate nell'ovest del continente americano dopo aver attraversato l'oceano Pacifico, mentre le tavole sarebbero state invece seppellite nell'attuale stato di New York, verso la parte orientale del Paese e dunque le vicende narrate nel libro potrebbero riguardare l'intera estensione degli attuali Stati Uniti d'America e i Lamaniti sarebbero tra gli antenati dei nativi americani. Le vicende narrate, tuttavia, sembrerebbero essersi svolte su un'estensione minore di 500 km, che è stata identificata da alcuni studiosi mormoni con la zona dell'odierno Guatemala e degli stati meridionali del Messico.