Il trattato di Versailles, anche detto patto di Versailles, è stato uno dei trattati di pace che posero ufficialmente fine alla prima guerra mondiale. Fu stipulato nell'ambito della conferenza di pace di Parigi del 1919 e firmato da 44 Stati il 28 giugno 1919 a Versailles, in Francia, nella galleria degli specchi del palazzo di Versailles. È suddiviso in 16 parti e composto da 440 articoli. La Germania non partecipò direttamente alla conferenza, ma si limitò a firmare il trattato finale il 28 giugno, dopo le minacce, da parte dei vincitori, di una ripresa della guerra se non lo avessero fatto.

Gli Stati Uniti d'America non ratificarono mai il trattato. Le elezioni del 1918 avevano visto la vittoria del Partito Repubblicano, che prese il controllo del Senato e bloccò due volte la ratifica (la seconda volta il 19 marzo 1920). Alcuni favorivano l'isolazionismo e avversavano la Società delle Nazioni, altri lamentavano l'eccessivo ammontare delle riparazioni. Come risultato, gli USA non si unirono mai alla Società delle Nazioni e in seguito negoziarono una pace separata con la Germania: il trattato di Berlino del 1921, che confermò il pagamento delle riparazioni e altre disposizioni del trattato di Versailles, ma escluse esplicitamente tutti gli articoli correlati alla Società delle Nazioni.

Analisi storica

I "tre grandi" erano il primo ministro del Regno Unito David Lloyd George, il presidente del Consiglio francese Georges Clemenceau e il presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson. Al trattato di Versailles fu difficile stabilire una linea comune, perché ogni Stato aveva instaurato coi tedeschi rapporti diplomatici differenti sia prima che durante il conflitto. A causa di ciò, venne definito un compromesso, che non piacque a nessuno.

La Francia aveva sofferto moltissime perdite durante la guerra e inoltre gran parte di questa era stata combattuta sul suolo francese. La nazione era in rovina, con molti danni subiti da edifici storici e risorse importanti. Georges Clemenceau voleva dalla Germania riparazioni che permettessero di ricostruire e riparare i danni causati dai tedeschi: in tutto, case e fabbriche erano state distrutte e vennero chiesti i soldi per la ricostruzione di una nazione in brandelli. Nel 1871, Francia e Germania avevano già combattuto una guerra, e Berlino aveva strappato a Parigi la zona dell'Alsazia-Lorena.

Lo statista transalpino intendeva anche proteggersi contro l'eventualità di altri possibili attacchi futuri della Germania: richiese quindi la demilitarizzazione della Renania e che truppe alleate pattugliassero quell'area. Questa venne chiamata "zona di sicurezza territoriale". Inoltre la Francia volle anche ridurre drasticamente il numero di soldati dell'esercito tedesco in modo controllabile e, come parte delle riparazioni, chiese che le venisse dato il controllo di molte delle fabbriche tedesche.

Intenzione della Francia non era solo quella di punire severamente lo storico nemico tedesco, ma anche di preservare il proprio impero e le colonie. Mentre gli USA portavano avanti la politica del"autodeterminazione" etnica o nazionale, Francia e Regno Unito volevano mantenere i loro preziosi imperi. Clemenceau rappresentò abbondantemente la popolazione francese nel suo desiderio di vendetta sulla nazione tedesca: egli voleva anche proteggere dei trattati segreti e permettere blocchi navali attorno alla Germania, così che la Francia potesse controllare le merci importate ed esportate dalla nazione sconfitta. Era il più radicale dei "tre grandi" e fu chiamato "le Tigre" per questa ragione.

La Gran Bretagna giocò un ruolo più defilato, in quanto il suo territorio non era stato invaso. Tuttavia molti soldati britannici morirono sulla linea del fronte in Francia e quindi la popolazione britannica chiedeva una punizione dura per la Germania. Il primo ministro Lloyd George, pur volendo delle riparazioni severe, chiese molto meno dei francesi: egli era conscio che se le richieste francesi fossero state accolte, la Francia sarebbe diventata estremamente potente nell'Europa centrale e un delicato equilibrio si sarebbe spezzato. Pur volendo assicurarsi che questo non accadesse, anche lui voleva che la Germania pagasse. Lloyd George era anche preoccupato dalla proposta di Woodrow Wilson per l'autodeterminazione e, come i francesi, voleva preservare il proprio Impero. Questa posizione era parte della competizione tra i due più grandi imperi del mondo e della battaglia per preservarli. Come i francesi, anche Lloyd George supportò i blocchi navali e i trattati segreti.

Dall'altra parte, Woodrow Wilson aveva punti di vista differenti su come punire la Germania. Aveva già proposto i quattordici punti prima ancora della fine della guerra, che erano molto meno duri di quanto i francesi o i britannici volessero. Poiché la popolazione americana aveva vissuto la guerra solo a partire dall'aprile 1917, sentiva di dover uscire dalla "confusione europea" il più in fretta possibile. Comunque, il presidente Wilson voleva istituire una politica mondiale che assicurasse che niente di simile sarebbe più accaduto. Allo scopo di mantenere la pace, venne fatto il primo tentativo di creare una corte mondiale, la Società delle Nazioni. La teoria era che se le nazioni più deboli venivano attaccate, altre avrebbero garantito loro protezione dagli aggressori.

In cima a tutto ciò, Wilson promosse l'autodeterminazione che incoraggiava le nazionalità (o i gruppi etnici) a pensare, governare e controllare sé stessi. Questa nozione di autodeterminazione ebbe come conseguenza un aumento del sentimento patriottico in molti paesi che erano o erano stati sotto il controllo dei vecchi imperi. L'autodeterminazione era, e continua a essere, una fonte di attrito tra differenti gruppi etnici in tutto il mondo, nel momento in cui ogni gruppo cerca di migliorare la sua posizione globale.

L'accettazione da parte di molti popoli del concetto di autodeterminazione fu l'inizio della fine di questi imperi, compresi quello francese e quello britannico. L'autodeterminazione è in parte la ragione per cui così tante nazioni si formarono nell'Europa orientale; Wilson non voleva contribuire a incrementare le dimensioni di Regno Unito, Francia o Italia. Ci furono anche lotte nelle province orientali della Germania: la grande sollevazione polacca nella provincia di Posen e tre sollevazioni slesiane nella Slesia Superiore.

Gli aggiustamenti territoriali vennero fatti con l'obiettivo di raggruppare assieme delle minoranze etniche ai loro stati, liberi dalla dominazione dei potenti imperi di un tempo, in particolar modo quello austro-ungarico e quello ottomano. I trattati segreti vennero scoraggiati e Gran Bretagna e Francia acconsentirono controvoglia a una riduzione degli armamenti di tutte le nazioni: questa riduzione supponeva una riduzione indiretta della capacità da parte delle marine di creare dei blocchi.

Contenuto

Il trattato era articolato in diverse parti relative a diversi contenuti, alcuni dei quali sono: il ripristino dei confini territoriali della Germania e dei paesi limitrofi, lo smantellamento dell'impero coloniale tedesco, le riparazioni di guerra e le restrizioni al riarmo da imporre alla Germania, i termini di rilascio dei prigionieri di guerra e la nascita della futura Società delle Nazioni. Il trattato stabiliva inoltre la creazione di una commissione che doveva determinare l'entità delle riparazioni che dovevano essere pagate dalla Germania. Nel 1921, con la conferenza di Genova, questa cifra fu ufficialmente stabilita in 132 miliardi di marchi oro, cifra il cui pagamento comportò una serie di problemi economici che sono spesso citati come una delle cause che contribuirono alla fine della Repubblica di Weimar, all'ascesa del nazionalsocialismo e allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Trasferimenti territoriali

Tra le disposizioni previste dal trattato di Versailles rientravano la revisione dei confini territoriali tedeschi e la perdita di tutte le colonie della Germania, a beneficio dell'Impero Britannico e della Francia. Per effetto del trattato di Versailles, da un giorno all'altro milioni di cittadini tedeschi si troveranno incorporati all'interno di altri Paesi, come la Polonia e la Francia (vedasi il caso della Saar, abitata quasi interamente da tedeschi). Tutto ciò contribuirà a generare tra i tedeschi il sentimento di avere subito una grave ingiustizia, e a creare in tal modo le condizioni per il diffondersi di nazionalismo e revanscismo.

Cessioni territoriali della Germania La lista di ex province tedesche che cambiarono appartenenza comprende:

l'Alsazia-Lorena, restituita alla Francia; lo Schleswig settentrionale, fino a Tondern nello Schleswig-Holstein, alla Danimarca (in seguito a un plebiscito); l'area di Eupen-Malmedy e il condominio di Moresnet al Belgio; la Saar ad una amministrazione Franco-Inglese sotto l'autorità della Società delle Nazioni; l'area di Memel temporaneamente sotto il mandato della S.d.N. in attesa di un referendum per decidere se diventare una città libera come Danzica o essere annessa alla Lituania; gran parte della Posnania e della Prussia occidentale e parte della Slesia alla Polonia; la regione di Hultschin venne ceduta alla Cecoslovacchia; la città di Danzica con il delta della Vistola sul mar Baltico, venne resa Città Libera di Danzica, sotto l'autorità della Società delle Nazioni e della Polonia.

Smembramento dell'impero coloniale tedesco

L'articolo 119 del trattato imponeva alla Germania di rinunciare a qualsiasi diritto di sovranità sui territori all'esterno dei confini nazionali. Questi territori furono acquisiti tramite mandati di tipo B o C da Francia, Impero Britannico, Giappone, Belgio e Cina. Nulla fu invece attribuito all'Italia, che pure figurava tra le Potenze vincitrici.

Africa La Germania dovette cedere:

il protettorato di Togoland; il Camerun; i territori del Ruanda-Urundi; i territori dell'Africa Tedesca del Sud-Ovest (attuale Namibia); i territori dell'Africa Orientale Tedesca; il Triangolo di Kionga.

Oceania La Germania dovette cedere il controllo della Nuova Guinea tedesca e della Samoa tedesca.

Il trattato stabilì inoltre la cancellazione dei trattati di locazione stipulati tra Germania e Cina alla fine dell'Ottocento relativi alle concessioni di Tianjin e Hankou, che passarono di nuovo sotto l'amministrazione del governo cinese. La Germania rinunciava anche ai privilegi e ai diritti derivanti dagli accordi siglati con la Cina a Pechino nel 1901. Articoli 128-134. Diverso fu il caso della concessione tedesca della baia di Jiaozhou (, Kiautschou nel tedesco di allora) sulla costa meridionale della penisola dello Shandong. Gli articoli 156-157-158 del trattato di Versailles trasferirono al Giappone tutti i diritti tedeschi sulla concessione, che era stata acquisita nel 1898 per un periodo di 99 anni. Articoli 156-158. Il Giappone restituì alla Cina il controllo di questi territori nel 1922.

Restrizioni militari Il trattato di Versailles aboliva la coscrizione militare in Germania ponendo al contempo grosse limitazioni alle forze armate tedesche, che non dovevano superare le unità, non potevano avere una forza aerea ed inoltre non potevano avere navi da guerra con dislocamento superiore alle tonnellate.

Riparazioni e indennità di guerra

Quando il trattato di Versailles venne concluso, alla Germania fu imposto il pagamento agli stati dell'Intesa di una indennità di guerra per una cifra fuori dalle possibilità di qualsiasi nazione. La cifra abnorme fu stabilita nel 1921 per di sterline (132 miliardi di marchi oro). Inoltre si chiedeva che la Germania cedesse tutte le colonie, accettasse per sé tutta la colpa per la guerra, riducesse le dimensioni delle sue forze armate (sei navi da guerra, soldati e nessuna aviazione) e cedesse territori a favore di altri Stati, tra cui Belgio, Francia, Danimarca e Polonia.