I troll sono una razza dell'universo immaginario di Warcraft, creato da Blizzard Entertainment. Compaiono per la prima volta nel videogioco Warcraft II: Tides of Darkness, per poi divenire una presenza costante nei titoli successivi come anche nel restante materiale della serie di Warcraft. In Warcraft II fanno parte delle forze degli orchi e sono controllabili dal giocatore solo selezionando questi ultimi; in Warcraft III: Reign of Chaos fanno sempre parte delle forze degli orchi oppure di quelle neutrali, mentre in World of Warcraft il troll diventa un personaggio selezionabile.

Descrizione Presente in ogni parte di Azeroth, il popolo dei troll è suddiviso in numerose sottorazze. Generalmente i troll sono alti circa 2 metri e 10 e pesano circa 90 chili, con l'eccezione dei Drakkari e degli Zandalari, che tendono ad essere più imponenti. I Lanciascura sono i più "gracili" fra le razze di troll, ma sono i più astuti ed intelligenti e in alcuni casi possono comunque crescere a dimensioni esagerate, come i berserker di Warcraft III, che risultavano più alti dei grunt degli orchi.

I troll hanno solo tre dita per mano (di cui un pollice) e due per piede. Hanno orecchie a punta piuttosto lunghe, i maschi sono caratterizzati da zanne sporgenti a volte anche molto lunghe, e da una caratteristica posizione incurvata, mentre le femmine hanno zanne molto ridotte rispetto ai maschi e restano in posizione perfettamente eretta. I troll della foresta sono ricoperti da un sottile strato di muschio apparso dopo la nascita, dando loro un colore verdastro della pelle. La colorazione dei troll può essere bluastra, grigiastra, verdognola o tendente al viola. Altra peculiare caratteristica dei troll è l'elevata capacità di rigenerazione dei tessuti, che costituisce un notevole vantaggio in battaglia. La loro rigenerazione può tuttavia essere bloccata da alcuni fattori, come potenti veleni, ed è comunque possibile mutilarli o ucciderli.

La lingua parlata dai troll è lo zandali, che in inglese viene reso con un forte accento giamaicano o cubano, mentre in italiano viene tradotto con un accento tipicamente napoletano. In Warcraft 2 e 3 non hanno accento.

La maggioranza dei troll è leale solo alla propria tribù, fatta eccezione per i Lanciascura e i Lanciarotta che sono parte dell'Orda e gli Zannatorta che le sono alleati.

Storia Origini La storia dei troll è, fra quella delle varie razze dell'universo di Warcraft, quella che ha le radici più lontane. Molto tempo prima della venuta dei Titani e della nascita degli elfi della notte, esisteva la tribù di troll Zandalar. La civiltà dei troll ricopriva una grande parte dell'allora unico continente di Azeroth, Kalimdor, con capitale Zuldazar. Ad un certo punto l'impero si spaccò in due parti (con Zuldazar ancora sotto il controllo della tribù Zandalar, come territorio sacro e neutrale), creando così gli imperi degli Amani e dei Gurubashi, formati da quei troll che, diversamente dagli Zandalari, erano guerriglieri e non studiosi; un altro impero piuttosto grande era quello di Zul'Drak, a nord, ma la maggioranza delle tribù di troll ricadeva sotto i primi due. Entrambi gli imperi erano concentrati sul distruggere gli aqir, una razza insettoide che tentava di reclamare per sé tutta Kalimdor. Dopo una guerra durata migliaia di anni, i troll riuscirono a separare le forze degli aqir, dividendoli in due imperi: i nerubiani di Azjol-Nerub a nord (nell'attuale Dracombra, a Nordania) e i qiraji di Ahn'Qiraj a sud (a sud dell'odierna Silitus, a Kalimdor). Qualche tempo dopo la sconfitta degli aqir apparvero su Kalimdor gli elfi della notte, evolutisi dai troll oscuri mutati dalle energie del magico Pozzo dell'Eternità (informazione già attestata dalle antiche leggende troll, ma decisamente rigettata dagli elfi stessi). Utilizzando la magia arcana del Pozzo, gli elfi della notte smantellarono ben presto gli imperi degli Amani e dei Gurubashi, riducendoli a moncherini di quello che erano all'inizio e costruendo invece il loro impero, che a sua volta non durò molto. Attirando l'attenzione della Legione Infuocata con il loro forsennato uso della magia, gli elfi della notte provocarono la Guerra degli Antichi, che mandò a pezzi sia il loro regno che il mondo intero. Non è ben specificato se i demoni abbiano attaccato anche i troll, ma è piuttosto probabile che la Guerra degli Antichi abbia imperversato per tutto il continente.

Dopo la Frattura Quando avvenne la Frattura, ovvero la repentina deriva dei continenti causata dall'implosione del Pozzo dell'Eternità in seguito alla Guerra degli Antichi, i troll si ritrovarono sparsi ovunque nei continenti. Mentre il territorio neutrale di Zandalar era diventato un'isola sperduta nel Grande Mare, al largo delle coste delle Marche Occidentali, e Zul'Drak era situata nel tetto del mondo, Nordania, gli imperi degli Amani (composto da troll della foresta) e dei Gurubashi (troll della giungla) si ritrovarono uno nell'estremo nord e l'altro nell'estremo sud dei Regni Orientali. Mentre l'impero Amani era però ancora tutt'uno, i Gurubashi avevano perso un vasto pezzo di terra che era rimasto a Kalimdor, cioè l'odierno deserto di Tanaris. In un periodo non ben precisato dopo la Frattura, inoltre, i Gurubashi attirirarono su di sé l'ira del Signore elementale dell'Acqua, Neptulon, (forse dopo essere entrati in possesso di un manufatto che garantiva il controllo sulle acque, la Pietra delle ProfonditàBlizzard Entertainment The Stone of the Tides, libro interno al videogioco World of Warcraft, su Wowpedia.). Neptulon inviò i suoi kraken ad assediare l'impero Gurubashi, e successivamente distrusse con degli tsunami giganteschi la città di I'lalai, annegandone tutti gli abitanti, e i territori circostantiBlizzard Entertainment The Third Troll Legend, libro interno al videogioco World of Warcraft, su Wowpedia..

I Gurubashi e l'avvento di Hakkar Situato nella fertile Valle di Rovotorto, l'impero dei Gurubashi lottava per sopravvivere, piegato dalla fatica della ricostruzione e dalla paura. Una casta di alti sacerdoti troll cercò disperatamente l'aiuto di qualche dio, e l'unico a rispondere alla chiamata fu Hakkar lo Scorticatore d'Anime. Hakkar diede ai Gurubashi la potenza che desideravano, ma in cambio richiedeva sacrifici di sangue. Per non farlo infuriare, innumerevoli troll furono sacrificati ad Hakkar, ma il dio ne domandava sempre di più, fino a che un giorno chiese di essere evocato fisicamente nel mondo, così che potesse saziarsi da solo. Alcuni degli Hakkari (così si chiamavano i sacerdoti dediti al culto del dio) inorridirono all'idea, mentre altri estremisti, chiamati Atal'ai, non esitarono ad accontentarlo.

A quel punto esplose la rivolta: sia gli Hakkari che erano contro gli Atal'ai, sia il resto dell'impero, si rivoltarono contro Hakkar. Anche la tribù originale degli Zandalar si unì al conflitto, vedendo in Hakkar un pericolo per il mondo intero. Gli Atal'ai vennero decimati, e l'avatar del dio distrutto. Gli Atal'ai superstiti fuggirono a nord, nella Palude del Dolore, dove costruirono un altro tempio dedicato ad Hakkar. I Gurubashi, però, nella loro smania di distruggere tutto ciò che avesse a che fare con Hakkar, se la presero anche con gli Hakkari i quali, furiosi per il tradimento, raggiunsero gli Atal'ai giurando a loro volta fedeltà ad Hakkar. Assieme cercarono di riportare l'avatar di Hakkar su Azeroth ma Ysera, l'Aspetto Draconico del Sogno di Smeraldo scoprì ben presto le loro attività. Fece così schiantare il tempio nelle profondità della palude (dove si trova ora col nome, per l'appunto, di "Tempio Sommerso") e spedì diversi draghi verdi a sorvegliare la zona.

Nel frattempo l'impero dei Gurubashi aveva iniziato a spaccarsi in diverse tribù quali Scalporosso, Fendicranio e Lanciascura, ognuna delle quali lottava con le altre per la supremazia. I restanti troll della tribù Gurubashi giunsero alla conclusione che uccidere l'avatar di Hakkar era stato un errore - nonostante i numerosi sacrifici, ai tempi l'impero era unito - così anch'essi cominciarono a lavorare per riportare Hakkar ad Azeroth.

Gli Amani e gli alti elfi A differenza dei Gurubashi, internamente divisi, gli Amani formavano un impero perfettamente coeso, che si era espanso per buona parte del Lordaeron settentrionale. Gli Amani non ebbero alcun nemico fino all'arrivo degli alti elfi, scacciati da Kalimdor dagli elfi della notte per aver continuato ad usare la magia arcana, sbarcati a Pinargento nell'ovest di Lordaeron e giunti nella penisola a nordest, dove decisero di fondare il regno di Quel'Thalas. Il neonato regno elfico si trovava nel bel mezzo delle terre dei troll, e gli alti elfi costruirono delle pietre runiche per tenerli lontani. La situazione fra i due popoli rimase di stallo per molti anni fino a che, durante il regno del re elfo Anasterian Solealto, gli Amani furono pronti per assediare in massa Quel'Thalas, dando inizio alle Guerre dei Troll. In netta inferiorità numerica, gli elfi chiesero aiuto agli umani di Arathor, e i due popoli alleati riuscirono a ricacciare indietro i troll e a demolire buona parte del loro impero.

Gli Amani, guidati da Zul'jin, cercarono di prendersi la rivincita sugli alti elfi alleandosi con l'Orda durante la Seconda Guerra, ma quando essa fu sconfitta la abbandonarono al suo destino. Ad oggi solo una tribù di troll della foresta è affiliata all'Orda, la tribù Zannatorta.

I Lanciascura e l'Orda Delle tribù dei troll della giungla, la Lanciascura era la più piccola e debole, e ben presto fu scacciata dalle sue terre e costretta a rifugiarsi su un remoto gruppo di isole al largo dei Regni Orientali. In balia dei murloc, delle violente tempeste e ben presto anche dei coloni umani di Kul Tiras, i Lanciascura lottavano per sopravvivere. Il loro capo, un veggente di nome Sen'jin, che cercava di portare un po' di pace per la propria tribù, ebbe un giorno una visione di una creatura dalla pelle verde, veggente come lui, che avrebbe scacciato gli umani e condotto i Lanciascura verso un destino migliore. Il personaggio della visione si rivelò poi essere l'orco Thrall, che con la riformata Orda era salpato per Kalimdor, approdando sulle loro isole per una tempesta. Gli orchi e i troll scacciarono gli umani dalle isole, ma vennero rapidamente attaccata dai murloc, che intendevano sacrificarli alla strega del mare naga fantasma Zar'jira. Fuggito, Thrall riuscì a liberare molti troll e orchi, ma non arrivò in tempo per salvare Sen'jin, colpito a morte dal capo dei murloc. Morente, Sen'jin pregò Thrall di portare via con sé i troll da quelle isole. Thrall propose questo al figlio di Sen'jin, Vol'jin, che accettò e mandò con lui subito alcuni troll. Il grosso dei Lanciascura, compreso Vol'jin, rimase ancora per un anno sulle isole, preparandosi alla partenza, per poi raggiungere l'Orda a Durotar, stabilendosi sulle Isole dell'Eco.

Non passò purtroppo molto tempo che Zalazane, uno stregone della tribù, impazzì e cominciò ad asservire alla sua volontà i membri della tribù, costringendo in breve Vol'jin e i Lanciascura ad abbandonare le isole. Solo con un evento successivo all'uscita di Wrath of the Lich King, la seconda espansione di World of Warcraft, i Lanciascura riuscirono a riappropriarsi delle Isole dell'Eco.

Zul'Drak e il Flagello I troll dei ghiacci vennero esiliati dagli Zandalar per la loro eccessiva brutalità e violenza. La maggioranza di essi si stabilì nel nord di Kalimdor, fondando il regno di Zul'Drak.