Nell'antica civiltà egizia, lAntico Regno è il periodo che va approssimativamente dal 2700 al 2200 a.C circa. Noto anche come l'era delle Piramidi (o l'era dei costruttori di Piramidi), siccome comprende i regni dei grandi costruttori di piramidi della Quarta dinastia, come il re Snefru, il quale perfezionò l'arte della costruzione delle piramidi, e i re Cheope, Chefren e Micerino, che costruirono le piramidi di Giza. Durante l'Antico Regno un gran numero di piramidi sono state costruite come luoghi di sepoltura per i re.

L'Antico Regno costituisce, insieme ai successivi Medio Regno e Nuovo Regno, uno dei picchi più alti della civiltà nella bassa valle del Nilo.Malek, Jaromir. 2003. "The Old Kingdom (c. 2686–2160 BC)". In The Oxford History of Ancient Egypt, edited by Ian Shaw. Oxford and New York: Oxford University Press. , p.83 Il concetto di "Antico Regno" come una delle tre "età dell'oro" fu coniato nel 1845 dallo scrittore tedesco barone Christian von Bunsen e la sua definizione avrebbe subito importanti evoluzioni nel corso del XIX e del XX secolo. Non solo l'ultimo re del Periodo Protodinastico era imparentato con i primi due re dell'Antico Regno, ma la "capitale", la residenza reale, rimase a Ineb-Hedj, il nome antico egizio di Menfi. La giustificazione di base per la separazione tra i due periodi è il cambiamento rivoluzionario nell'architettura accompagnato dagli effetti sulla società egizia e sull'economia dei progetti edilizi su larga scala.

Più comunemente l'Antico Regno è considerato il periodo che intercorre dalla Terza dinastia fino alla Sesta dinastia (2686–2181 a.C.). Le informazioni riguardanti le dinastie dalla Quarta alla Sesta sono scarse, e gli storici ritengono la storia dell'epoca scritta "sulla pietra" e in larga parte basata sull'architettura nel senso che è stato possibile ricostruire le vicende grazie ai monumenti e alle loro iscrizioni. Alcuni egittologi includono nell'Antico Regno anche la Settima e l'Ottava dinastia come continuazione della stessa amministrazione, ora centralizzata a Menfi. Mentre l'Antico Regno conobbe un periodo di prosperità e sicurezza interna, ad esso seguì un periodo di disunità e relativo declino culturale, cui gli storici si riferiscono come Primo periodo intermedio.Carl Roebuck, The World of Ancient Times, pp. 55 & 60. Durante l'Antico Regno, il re d'Egitto (che si sarebbe chiamato faraone solo col Nuovo Regno) divenne un dio vivente che governava in maniera assoluta e poteva pretendere il servizio e le ricchezze dei suoi sudditi.Carl Roebuck, The World of Ancient Times, p. 56.

Sotto re Djoser, primo re della Terza dinastia, la capitale d'Egitto fu spostata a Menfi, dove egli stabilì la sua corte. Durante il suo regno, venne avviata una nuova era di costruzioni a Saqqara. All'architetto del re Djoser, Imhotep, è riconosciuta la paternità dello sviluppo degli edifici in pietra e l'ideazione di una nuova forma architetturale, la piramide a gradoni.

Problemi di cronologia

La storia dell'antico Egitto (o Storia egizia), ovvero della civiltà dell'Africa settentrionale sviluppatasi lungo le rive del fiume Nilo (a partire dalle cateratte, a sud e al confine con l'attuale Sudan)Le presunte sorgenti del Nilo vennero scoperte solo nel 1937 dall'esploratore tedesco Burkhart Waldecker (1902-1964) nella parte meridionale dell'altopiano del Burundi., alla foce, a delta, nel Mar Mediterraneo, per un'estensione complessiva di circa 1000 km, copre complessivamente circa 4000 anni.

Ferma restando la difficoltà di dare concretezza a periodi risalenti alla preistoria, la cronologia egizia si basa principalmente su pochi dati fissi da cui si sono fatte derivare date conseguenti.

Uno di questi fa riferimento alla levata eliaca di SirioLa levata eliaca (circa 30' prima dell'alba) della stella Spdt, Sopedet, la Sothis dei greci; ovvero il suo apparire in cielo intorno al solstizio d'estate. Si tratta, di fatto, della prima apparizione dell'astro, che precede il sorgere del Sole, dopo un lungo intervallo di circa 70 giorni di non visibilità. che, grazie peraltro a un altro evento noto (la levata a Eliopoli il 21 luglio del 139 d.C., come indicata dal grammatico romano Censorino), sappiamo essere avvenuta: nell'anno 7° del re Sesostri III (XII dinastia): 1879 a.C.; nell'anno 9° del re Amenofi I (XVIII dinastia)Anche in questo importante caso tuttavia, poiché da esso deriva la conseguente datazione dell'intera XVIII dinastia, esiste possibilità di errore: si sa infatti, dal papiro Ebers (citato da Grimal 2006, pag. 260), che la levata eliaca avvenne nell'anno 9° di Amenofi I, ma quel che non è noto è “dove” sia stata effettuata tale rilevazione. Se questa fosse avvenuta a Menfi, infatti, nel nord del paese, l'anno 9° corrisponderebbe al 1547 a.C. e, conseguentemente, la levata sarebbe avvenuta nel 1556; ma se la rilevazione fosse stata effettuata a Tebe, oltre 800 Km a sud, allora dovrebbero essere sottratti 20 anni e, in tal caso, la levata eliaca di Sirio sarebbe avvenuta nel 1526, e il 9º anno di regno corrisponderebbe al 1517.: 1547 a.C.; nell'anno 20° del faraone Thutmose III (XVIII dinastia): 1471 a.C..

Da tali date si è cercato perciò, facendo peraltro riferimento anche alle Liste RegaliLista di Abido, Lista di Saqqara e Papiro di Torino. e agli scritti di storici antichiIn specie Sesto Africano ed Eusebio di Cesarea., di costruire una cronologia egizia che a lungo è stata alla base degli studi egittologici e che avrebbe ancora valore assoluto se non fossero tuttavia intervenuti, in tempi relativamente recenti, altri metodi di datazione primo fra tutti quello che si basa sul decadimento del radiocarbonio, il più noto carbonio-14 (generalmente indicato con 14C)Contenuto in ogni essere organico, animale o vegetale, ed essendo nota l'emivita del 14C, è possibile stabilire l'età di un reperto archeologico con una certa approssimazione fino a un massimo di circa 40-60.000 anni fa (le datazioni a ritroso fanno comunque sempre riferimento a un tempo attuale indicato, convenzionalmente, nel 1950 d.C.)..

Avvalendosi di tale metodologia, sono stati esperiti accertamenti 14C su 211 esemplari di piante selezionate in contesti funerari egizi associabili con certezza ad altrettanto determinati contesti storico-dinastici, ottenendo i seguenti risultatiHendrik J. Bruins, Dating Pharaonic Egypt, in “Science”, vol. 328, Washington, 2010, pp. 247-248.: Antico Regno (~2700-2100 a.C.) corrisponde, in linea di massima, alla cronologia archeo-storica con un margine di errore di ± 76 anni; Medio Regno (~2000-1700 a.C.) corrisponde con un errore di ± 53 anni; Nuovo Regno (~1500-1100 a.C.) corrisponde con un errore di ± 24 anni. Esiste tuttavia un vuoto cronologico tra il 1720 e il 1580 a.C., a causa della non certa provenienza di alcuni campioni relativi al Secondo periodo intermedioHendrik J. Bruins, 2010, pp. 247-248.Non è tuttavia da sottovalutare un altro fattore di "errore" che potrebbe influenzare, in generale, le datazioni 14C: gli esperimenti nucleari del trentennio 1950-1980 che hanno di certo aumentato la quantità di radiocarbonio presente nell'atmosfera..

Nel complesso, perciò, la cronologia egizia generalmente accettata, indipendentemente dagli scarti sopra indicati, può essere così compendiata:

+ Cronologia egizia e delle relative dinastie Periodo Dal Al Dinastie Preistoria 10000 a.C. 3900 a.C. - Periodo Predinastico 3900 a.C. 3150 a.C. 00 - 0 Periodo Protodinastico 3150 a.C. 2700 a.C. I - II Antico Regno 2700 a.C. 2160 a.C. III - VI Primo periodo intermedio 2160 a.C. 2055 a.C. VII - X Medio Regno 2055 a.C. 1790 a.C. XI - XII Secondo periodo intermedio 1790 a.C. 1540 a.C. XIII - XVII Nuovo Regno 1540 a.C. 1080 a.C. XVIII - XX Terzo periodo intermedio 1080 a.C. 672 a.C. XXI - XXV Periodo tardo 672 a.C. 343 a.C. XXVI - XXXI

Antico Regno: prima fase (2700-2500 a.C. III e IV dinastia) III dinastia

III dinastia (2700-2620 a.C.)

+ Principali re della III dinastia Date (a.C.)La datazione di molte dinastie è controversa: si è preferito riferirsi alle indicazioni cronologiche di John Baines e Jaromír Málek (1985) dalla I alla X dinastia, mentre dall'XI dinastia all'età tolemaica si è seguito il testo di Jürgen von Beckerath (1984). Principali re 2630 - 2611 Djoser (Netjerykhet) 2611 - 2603 Sekhemkhet 2603 - 2600 Khaba non note Nebkara 2600 - 2575 Huni

La III dinastia, che comprenderebbe quattro o cinque re complessivamente, copre un arco calcolato in 50-55 anniAlan Gardiner, 1971, p. 73, citando il Canone di Torino.Viene fatto rilevare che il Canone di Torno assegna a Djoser 19 anni di regno che, secondo Gardiner e altri, è un tempo troppo breve per completare il complesso funerario; più appropriati sembrerebbero, invece, i 29 anni assegnatigli da Manetone, ma questi assegna all'intera dinastia un periodo di 249 anni nettamente in contrasto con le evidenze archeo-storiche. e alcune divergenze sui nomi dei re sono state giustificateAlan Gardiner, 1971, p. 74. dal fatto di usare il cosiddetto "nome di Horus", con cui era usuale rivolgersi ai re in quel periodo storico, piuttosto che il "nome di famiglia", usanza che diverrà più corrente a partire dalla IV dinastia, con Snefru, e l'inserimento di tale identificativo in un cartiglio.

La fase evolutiva iniziata con le prime dinastie Thinite giunse a maturazione con le due successive, la III e la IV dinastia. Anche se si ha evidenza di azioni di guerra, specie nell'area sinaitica e siro-palestinese, di fatto la III dinastia si impose specialmente nelle opere di pace.. Architettonicamente, le costruzioni abitative, compreso il palazzo reale, erano ancora costruite con materiali deperibili e fragili, mentre particolare cura si pose nella realizzazione delle Case per l'eternità, ovvero le tombe, dei re. Una prima innovazione appare con la struttura tombale: mentre le tombe del Periodo Arcaico, infatti, erano ipogee sovrastate da tronchi piramidali (le mastabe), e per i re si prevedevano due sepolture, ad Abido e Saqqara, a voler simboleggiare - anche nella morte - la signoria sulle Due Terre, le tombe della III dinastia acquistano valore monumentale e decade, almeno in apparenza, il concetto della doppia sepoltura.

Una prima innovazione voluta da Djoser, primo re della III dinastiaAlan Gardiner, La Civiltà Egizia, Milano, Einaudi, 1971, p. 71., fu la coesistenza della doppia sepoltura nel medesimo luogo; a Saqqara si avranno, perciò, nel medesimo recinto funerario, differenziate solo come orientamento geografico, la sepoltura principale, a nord, e il cenotafio, a sudMark Lehner, The complete Pyramids, Thames & Hudson, New York, 2003, pp. 84-92.. In tale contesto, si impone, a sua volta, la figura di Imhotep, sorta di scienziato ante litteram, architetto, poeta, sacerdote, medicoIl Papiro Edwin Smith, oggi alla New York Academy of Medicine (NYAM), viene considerato il primo approccio scientifico alle cure mediche, lontane da incantesimi o formule magiche. Pur risalendo, per stesura, al Secondo periodo intermedio, il Papiro Edwin Smith, in base alla terminologia impiegata e alla struttura testuale, è stato indicato come copia di preesistenti testi risalenti all'Antico Regno e attribuito a Imhotep. professione, quest'ultima, che lo porterà a essere divinizzato* Venne peraltro considerato figlio del dio Ptah e della dea Sekhmet e, dopo millenni, assimilato dai greci al dio della medicina Asclepio, il romano Esculapio.