Lesplorazione (dal latino exploratio, 'osservazione', 'esame', 'perlustrazione [anche a fini militari]', 'spionaggio') è l'atto, comune a tutti gli animali dotati di movimento, di ricercare, attraverso il movimento, informazioni sul proprio ambiente e trarne risorse. Nel caso dell'essere umano, l'esplorazione consiste specialmente di operazioni di ricognizione geografica (si parla in questo caso di esplorazioni geografiche), sia per scopi legati alla ricerca scientifica (in particolare geofisica, ma anche archeologia, antropologia, etnologia, economia), sia per lo sfruttamento commerciale (eventualmente coloniale) dei nuovi territori.

Uno dei periodi più intensamente caratterizzati dall'esplorazione di nuove terre da parte dell'uomo è detta "età delle scoperte" (XV-XVIII secolo), quando gli Europei, per svariate ragioni (scientifiche, militari, religiose, commerciali) salparono verso terre a loro sconosciute, determinando un immenso passo avanti nella produzione cartografica.

Gli Europei mettevano piede per la prima volta in terre che non conoscevano ma che erano ben note ai loro abitanti, a loro volta discendenti di coloro che, molto tempo prima, avevano scoperto quei territori dove avevano creato la loro civiltà. Ogni piccola parte della Terra abitata infatti è stata scoperta dai primi uomini, che nella preistoria si sono spostati in territori dove si sono stabilizzati. Su queste stesse terre sono poi arrivati gli europei che ne ignoravano l'esistenza e che pertanto, dal loro punto di vista, ritenevano di averle "scoperte".

Per i Greci il termine più aderente al concetto di "mondo conosciuto" fu ecumene (dal greco οἰκουμένη, participio medio passivo del verbo οἰκέω, "abitare"), che indicava la porzione di Terra conosciuta e abitata.

L'antichità I Cretesi

Creta instaurò un fiorente impero marittimo che dal Mar Egeo raggiunse l'Egitto, la Siria, le regioni a nord del Mar Nero. Ai cretesi è legata la prima esplorazione del Mediterraneo occidentale. In Sardegna e nelle Baleari sono state ritrovate monete cretesi. In Sicilia, già Erodoto citava i loro rapporti con i Sicani, in particolare a Camico sede della reggia di Kokalos. dove, racconta lo storico, secondo la leggenda del Minotauro, venne ospitato Dedalo, in fuga da Creta, e Minosse vi fu ucciso.Erodoto, Storie, VII,170,1-2.

I rapporti commerciali dei cretesi con l'Egitto sono testimoniati dall'arte figurativa nilotica soprattutto negli affreschi degli ipogei che raffigurano prodotti del commercio cretese e di navi cretesi contro la Siria si servì il faraone Thutmose III.

L'Egitto Fu l'interesse commerciale a spingere i mercanti egizi a recarsi a sud dell'Alto Egitto ed esplorare le regioni dell'Africa orientale: in particolare, a cominciare dal III millennio a.C., la Nubia, l'Ogaden, in Etiopia, e la Somalia.

Erano noti agli egizi i regni di Napata, Meroe, Axum, D'mt, lo Yemen (che poi Tolomeo denominò Arabia Felix) e la regione di Sheba (Regno di Saba).

Alla ricerca di mirra ed incenso fu intrapresa, al tempo del faraone Sahura (V dinastia, XXVIII secolo a.C.), una spedizione marittima che raggiunse il Paese di Punt (poi Corno d'Africa).

Nel XXIII secolo a.C., Harkhuf, governatore dell'Alto Egitto, raggiunse la regione delle fertili pianure ove confluiscono il Nilo Azzurro ed il Nilo Bianco a sud dell'odierna Khartoum.

Solo molto dopo, con la figlia del faraone Thutmose I, la regina Hatshepsut (XI secolo a.C.), si ripeterono le esplorazioni commerciali nella regione di Punt.

I Fenici Verso il 1000 a.C., dopo l'invasione dei Dori che determinò la scomparsa della potenza egemone cretese, i Fenici, popolo di mercanti e di navigatori, esplorarono le coste del Mediterraneo e fondarono Gadir (l'attuale città spagnola di Cadice). Secondo una leggenda egizia, ripresa da Erodoto, alcune navi fenice, per ordine del faraone Necao II, realizzarono per primi la circumnavigazione dell'Africa, partendo dal Mar Rosso e giungendo nel Mediterraneo dopo aver attraversato per primi le Colonne d'Ercole.Erodoto, Storie - Libro quarto.

Oggi è acclarato che, nell'emisfero australe, il sole a mezzogiorno indica il nord, pertanto, navigando da est verso ovest, si trova a dritta. Questa osservazione, peraltro ritenuta inattendibile, riferita dai navigatori dei fenici potrebbe essere una prova della prima circumnavigazione dell'Africa.Isaac Asimov, Esplorando la Terra e il Cosmo. Milano, Mondadori, 1983.

I Cartaginesi L'ammiraglio cartaginese Annone, costeggiò l'Africa nord-occidentale con cinquanta navi e 30.000 coloni tra uomini e donne, raggiungendo l'attuale Sierra Leone ed il Camerun e fondando numerose colonie.

Nel 450 a.C. Imilcone, originario probabilmente della colonia di Gadir (nei pressi di Tartesso), costeggiò l'Hispania e la Gallia raggiungendo la costa meridionale della Britannia. Il rinvenimento di monetazione cartaginese risalente al 300 a.C. presso l'isola di Corvo nelle Azzorre farebbe propendere per una presenza punica.

I Greci

La volontà dei Greci, di espandersi e di fondare nuove colonie li spinse a dare un nuovo impulso alle esplorazioni. I Greci si concentrarono soprattutto sull'Europa e sull'Asia; raggiunsero le coste italiane e quelle spagnole. Un certo Coleo di Samo, nel VII secolo a.C. secondo ErodotoStorie (IV, 152). fu il primo tra i Greci ad arrivare a oltre le Colonne d'Ercole alla città di Tartesso nel (640 a.C. circa), intrattenendo rapporti commerciali con il re di Tartesso, Argantonio. Ritornò in Grecia avviando il commercio dello stagno, che continuò con Sostrato di Egina, proveniente dalla Sierra Morena e dalle isole Cassiteridi.

Secondo Erodoto, Scilace di Cariànda (città della Caria), navigatore, geografo e cartografo greco antico che visse tra il VI e il V secolo a.C., esplorò tra il 519 a.C. e il 516 a.C., per conto del re persiano Dario I, le foci dell'Indo. Raggiunto l'Oceano Indiano, navigò verso ovest: costeggiò l'Hadramawt, esplorò le coste della Penisola Arabica, attraversò poi il Mar Rosso e giunse quindi al fiume Nilo che discese fino alla foce arrivando fino in EgittoStrabone, XIV 2, 20..

Tra il V secolo a.C. e il IV secolo a.C., il greco Eutimene da Marsiglia raggiunse la foce del fiume Senegal.

Si iniziarono inoltre le prime esplorazioni anche verso nord con il greco Pitea della colonia greca di Massalia (l'odierna Marsiglia), che viaggiò dal 325 a.C. circumnavigando la Gran Bretagna e raggiungendo la Norvegia con le Orcadi, le Shetland e le Isole Fær Øer. Pitea descrive anche la mitica Thule come un'isola di fuoco e ghiaccio, fertile e popolata, in cui il sole non tramonta mai (forse l'Islanda?), posta ad appena sei giorni di navigazione a nord dall'attuale Gran Bretagna.

Ai geografi greci, tra cui Eratostene, al quale si deve il nome Geografia e l'uso delle coordinate geografiche (latitudine e longitudine, ed Ipparco di Nicea, che diffuse metodi astronomici per il calcolo delle longitudini), risalgono i primi tentativi di disegnare carte geografiche dove il mondo da loro conosciuto era rappresentato come piatto. Venivano raffigurati il Mediterraneo con la parte settentrionale dell'Africa, l'Europa fino all'attuale Germania e l'Asia che terminava est con l'India. Quattro i fiumi principali che univano i tre continenti: il Danubio, il Nilo, il Tigri e l'Eufrate. L'estremo Nord-Ovest era descritto, soprattutto da parte di Ecateo di Mileto, come un mitico luogo abitato dagli Iperborei.

Secondo alcuni studiosi, tra i quali l'americana Henriette Mertz ed Enrico Mattievich, docente di fisica presso l'università di Rio de Janeiro,

Alessandro Magno La spedizione militare di Alessandro Magno contribuì moltissimo ad ampliare i ristretti confini dell'ecumene scoperti dei greci. Si ebbe infatti una conoscenza più approfondita di un vastissimo territorio dell'Asia, ad oriente della Mesopotamia, che arrivava fino all'India.

Nello stesso periodo, nel 325 a.C., Nearco di Creta, guidò la flotta macedone lungo le coste asiatiche fra l'Eufrate e l'India (all'incirca fra gli attuali Iraq e Pakistan).

Attraverso le vie aperte dall'impresa di Alessandro Magno, giunsero in Europa le prime notizie sui paesi dell'Estremo Oriente mentre si approfondiva la conoscenza di India, Ceylon, Indocina e Indonesia. Il costituirsi della nuova cultura dell'Ellenismo e la creazione, alla morte di Alessandro, dei Regni ellenistici quali il Regno greco-battriano ed il Regno indo-greco, produsse una serie di intensi viaggi di scoperte geografiche che diedero vita a nuove speculazioni sulla geografia che spinsero alcuni filosofi a considerare persino l'ipotesi della sfericità della Terra e a calcolarne la probabile circonferenza.

I Romani

Le conquiste romane del I secolo consentono di esplorare terre sconosciute e aree interne di territori di cui i Greci conoscevano solo le coste. I Romani diedero un contributo fondamentale alla conoscenza di regioni come la Gallia, la Spagna, la Germania. Giulio Cesare parlerà per la prima volta dell'isola della Britannia (attuale Inghilterra) che poi l'imperatore Claudio conquisterà.

Età Repubblicana Nel 169 a.C., il greco Cratete di Mallo diffuse a Roma la conoscenza della Terra come composta da quattro continenti.

Nel 30 a.C. Diodoro Siculo nella stesura della sua opera più nota, la Bibliotheca historica, riporta, tra le altre regioni da lui visitate, notizie sulla Scizia.

Età Imperiale Fondamentali furono le esplorazioni geografiche compiute, in età augustea da Strabone, il primo cultore di geografia che effettuò di persona la ricognizione dei luoghi che poi descrisse nel suo testo più noto di ben 17 tomi giunto sino a noi:

Strabone viaggiò anche con il prefetto imperiale Gaio Elio Gallo di cui descrive l'arrivo in quella regione della penisola arabica allora nota come Arabia Felix, a Ma'rib capitale del Regno di Saba famosa per la sua diga.

Il più antico trattato di geografia della letteratura latina, è l'opera De Chorographia ("Descrizione dei luoghi") di Pomponio Mela che per la prima volta cita le isole di Capo Verde chiamate le isole "Gorgades".

Con le spedizioni romane verso il Lago Ciad e il fiume Niger, condotte da Lucio Cornelio Balbo, da Valerio Festo, da Settimio Flacco e da Giulio Materno si approfondirono le conoscenze dell'Africa Subsahariana. Con Nerone si diede impulso nuovamente all'esplorazione dell'Africa, in particolare delle aree più interne, con la spedizione romana alle sorgenti del Nilo da lui voluta. La necessità di approfondire la conoscenza di questi territori africani nasceva dal procurarsi sempre più schiavi e animali esotici per i giochi del circo. Altro prodotto di lusso molto ricercato era la seta, che attraverso l'intermediazione dei Parti raggiungeva l'Impero romano attraverso la Via della seta, e di cui peraltro si ignorava l'origine e la provenienza.

Pertanto in età imperiale si avevano notizie, ancora incerte e semileggendarie, sull'arcipelago indonesiano, sull'Arabia, sulle regioni estreme del Nord Europa«L'età imperiale romana diede grande impulso agli studi topografici e geografici, […] Tra questi ricordiamo le flotte condotte, a scopo esplorativo e militare, a circumnavigare la Scozia, a raggiungere la foce dell'Elba e la Danimarca, quelle commerciali che raggiungevano il Baltico e la Svezia.» L. Quilici e S. Quilici Gigli, Introduzione alla topografia antica, Bologna, 2004, il Mulino - Itinerari, p. 33., si andavano ad aggiungere a quelle sul fiume Niger e sui laghi equatoriali al centro del continente africanoL. Quilici e S. Quilici Gigli, ibidem, pag. 33. sino a quelle di possibili contatti romani con le Americhe, ipotizzati a partire da mosaici rinvenuti a Pompei.