Il morgengabioMorgengabio (sic) in Grande Dizionario Enciclopedico UTET, vol. XIII ed. 1995, pag. 984. (morgengabe, morgengab, morgingab), o dono del mattino, era il regalo che secondo il rito longobardo il marito faceva alla propria moglie il giorno immediatamente dopo la prima notte di nozze. Era anche chiamato praetium virginitatis o morgincapitisGiosuè Musca, Il Mezzogiorno normanno-svevo e le Crociate: atti, Università di Bari. Centro di studi normanno-svevi, 2002..
Longobardi Questa consuetudine germanica era tipica dei Longobardi ed era disciplinata, per gli aspetti successori, dall'editto di Rotari (? - 652):
Liutprando (? - 744) la istituzionalizzò con una specifica previsione:
Stabilì inoltre che il suo valore non dovesse essere superiore alla quarta parte delle sostanze del marito:
Funzione Il morgengabio era una sorta di dote che il marito costituiva a favore della moglie e allo stesso tempo era l'ufficializzazione del matrimonio, che sostanziava attraverso la sua cerimonia. Il morgengabio infatti provato in forma scritta davanti a parenti e amici testimoniava non solo l'avvenuta unione carnale dei coniugi ma, principalmente, il riconoscimento che il marito longobardo faceva della moglie come tale.
Per l'entità dei beni che comprendeva, aveva la funzione di assicurare non soltanto il mantenimento della moglie durante il periodo della - eventuale - vedovanza, ma anche lo stesso mantenimento dei figli.
Nell'uso del morgengabio ebbe il suo fondamento il cosiddetto matrimonio morganatico o matrimonio ad morganaticam (di probabile derivazione etimologica dal termine morgengabio), il quale prevedeva il patto che alla moglie e ai figli non sarebbe spettato alcun diritto sulle sostanze del marito e padre, ad eccezione di quanto determinato all'atto del matrimonio (la dote o morgengabio, appunto)F. Schupfer, Il diritto privato dei popoli germanici con speciale riguardo all'Italia,vol. IV (il diritto ereditario), Città di Castello, Lapi, 1909; F. Brandileone, Studi preliminari sullo svolgimento storico dei rapporti patrimoniali fra coniugi in Italia, in Scritti di storia del diritto privato italiano, a cura di Giuseppe Ermini, Bologna, Zanichelli, 1931, pp. 229 e seguenti..
L'istituto del morgengabio fu utilizzato ancora nel XIII secolo nel bergamasco da chi professava il diritto longobardo. Vi sono evidenze storiche circa un morgengabio istituito nel 1268 da Zenone di Beltrame da Sorisole a favore della moglie Sibilla di Enrico de Coardis di Lemine.
Nel sud dell'Italia, il morgengabio fu utilizzato ancora nell'XI secolo, all'epoca normannaFerdinand Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile, Vol. I, Parigi: A. Picard, 1907 (ed. it. Storia della dominazione normanna in Italia ed in Sicilia, 3 voll., Alife 1999-2001)..
Patrimonio Il morgengabio diveniva di proprietà della moglie che lo manteneva anche in caso di vedovanza e di seconde nozze; rientrava ai fini successori nel suo asse ereditario.
Note
Bibliografia Edictus Rothari, in Gianluigi Barni, I longobardi in Italia, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1987, BNI 89-11942. Alban Dold, Zur ältesten Handschrift des Edictus Rothari, Urfassung des Langobardengesetzes, Zeit und Ort ihrer Entstehung, Stuttgart und Köln, W. Kohlhammer, 1955. Paolo Diacono. Storia dei longobardi. Milano, Skira, 2000. ISBN 88-8118-725-6
Claudio Azzara. L'Italia dei barbari. Bologna, Il Mulino, 2002. ISBN 88-15-08812-1. Paolo Delogu. Longobardi e Bizantini in Storia d'Italia, Torino, UTET, 1980. ISBN 88-02-03510-5. Sandrina Bandera. Declino ed eredità dai Longobardi ai Carolingi, lettura e interpretazione dell'altare di S. Ambrogio. Morimondo, Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo, 2004. Carlo Bertelli, Gian Pietro Broglio. Il futuro dei Longobardi, l'Italia e la costruzione dell'Europa di Carlo Magno. Milano, Skira, 2000. ISBN 88-8118-798-1. Ottorino Bertolini. Roma e i longobardi. Roma, Istituto di studi romani, 1972. BNI 7214344. Gian Piero Bognetti. L'editto di Rotari come espediente politico di una monarchia barbarica. Milano, Giuffre, 1957. Stefano Gasparri. I duchi longobardi. Roma. La Sapienza, 1978. Federico Marazzi. Dall'impero d'occidente ai regni germanici, in Storia medievale. Roma, 2003. ISBN 88-7989-406-4. Carlo Guido Mor. Contributi alla storia dei rapporti fra Stato e Chiesa al tempo dei Longobardi. La politica ecclesiastica di Autari e di Agigulfo. Roma, Rivista di storia del diritto italiano (estratto), 1930. Christie Neil. I Longobardi, storia e archeologia di un popolo. Genova, ECIG, 1997. ISBN 88-7545-735-2 Amelio Tagliaferri. I longobardi nella civiltà e nell'economia italiana del primo Medioevo. Milano, Giuffrè, 1965. BNI 6513907. UTET, Grande Dizionario Enciclopedico. Morgengabio. Volume XIII ed. 1995. Atti Giancarlo Andenna e Giorgio Picasso, a cura. Longobardia e longobardi nell'Italia meridionale. Atti del II. Convegno internazionale, Benevento, 29-31 maggio 1992. Università cattolica del Sacro Cuore, Milano, Vita e pensiero, 1996. Clara Stella e Gerardo Brentegani, a cura. Santa Giulia di Brescia, archeologia, arte, storia di un monastero regio dai Longobardi al Barbarossa: atti del Convegno, presentazione di Bruno Passamani e Cinzio Violante. Brescia, Comune, 1992. ISBN 88-7385-138-X. Silvia Lusuardi Siena. Anulus sui effigii, identità e rappresentazione negli anelli-sigillo longobardi. Atti della giornata di studio 29 aprile 2004, Milano, Università Cattolica, Milano: Vita e Pensiero, 2006. ISBN 88-343-1338-0.
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