I Giochi della XXII Olimpiade (), noti anche come Mosca 1980, si svolsero a Mosca, allora capitale dell'Unione Sovietica, dal 19 luglio al 3 agosto 1980.
Questa edizione dei Giochi olimpici estivi è nota per essere stata boicottata dal Comitato Olimpico degli Stati Uniti per protesta verso l'invasione sovietica dell'Afghanistan. L'esempio statunitense fu seguito da altri Paesi (in tutto saranno 65, tra cui il Canada, la Germania Ovest, la Norvegia, il Kenya, il Giappone, la Cina e il blocco delle nazioni arabe); risultano quindi solo 80 le nazioni rappresentate (per un totale di 5179 atleti). 15 paesi (fra i quali Francia, Gran Bretagna e Italia) decisero di far partecipare i propri atleti, ma non sotto le proprie bandiere nazionali.
Il 21% dei concorrenti era di sesso femminile, la percentuale più elevata rispetto alle altre 22 Olimpiadi precedenti.
Assegnazione Solo due città si candidarono per ospitare i Giochi della XXII Olimpiade: Mosca e Los Angeles. Mosca ebbe la meglio sulla città americana il 23 ottobre 1974 alla 75ª sessione del CIO tenutasi a Vienna, in Austria.
+ Risultati per l'assegnazione della XXII Olimpiade Città Nazione VotazioneMosca 39Los Angeles 20
Sviluppo e preparazione Organizzazione Secondo il rapporto ufficiale, presentato al CIO dal CNO dell'Unione Sovietica, le spese totali per la preparazione e la messa in scena dei Giochi sono state 862,7 milioni di rubli, i ricavi totali 744,8 milioni di rubli.
Sedi di gara
Stadio Lenin - Cerimonie di apertura/chiusura, atletica, calcio (finale), equitazione (salto individuale) Arena Minore 2 - pallavolo Piscina Olimpica di Mosca2 - Pallanuoto Palazzetto dello Sport 2 - Ginnastica, judo Arena Druzhba 1 - Pallavolo Strade di Mosca - Atletica (20 e 50 km a piedi, maratona) Olympiysky Sports Complex Stadio Olimpico di Mosca1 - Pallacanestro (finale), pugilato Piscina al Complesso sportivo Olimpiysky 1 - Nuoto, tuffi, pentathlon moderno (nuoto), pallanuoto (finale) CSKA (Central Sports Club dell'esercito) Sports Complex CSKA Atletica,1 - Lotta CSKA Calcio, 1 - Scherma, pentathlon moderno (scherma) Palazzetto dello Sport CSKA 1 - Pallacanestro Altri luoghi di Mosca Villaggio Olimpico: 16 palazzine in stile sovietico. Stadio Dinamo 2- Preliminari di calcio Dynamo Arena Minore 2 - Hockey su prato Giovani Pionieri Stadio 2 - Hockey su prato (finale) Dynamo Palazzetto dello Sport]1, Pallamano Izmailovo Sports Palace 1 - Sollevamento pesi Sokolniki Arena | Sokolniki Sports Palace 2 - Pallamano (finale) Dynamo Shooting Range 2, Mytishchi - Tiro, pentathlon moderno (tiro) Complesso Krylatskoye Krylatskoye Sports Complex Velodrome 1,- Ciclismo (pista) Complesso Krylatskoye Circuiti di ciclismo - Ciclismo (gara su strada individuale) Complesso Krylatskoye Campo di tiro dell'arco1, - Tiro con l'arco Luoghi fuori Mosca Autostrada M1 - Ciclismo (cronometro a squadre su strada tempo) Stadio Kirov 2, Leningrado, - Preliminari di calcio Stadio Dinamo 2, Minsk, Bielorussia - Preliminari di calcio Olimpiysky National Sports Complex 2, Kiev, Ucraina - Preliminari di calcio Centro velico di Pirita 1, Tallinn, - Vela
1 Nuovi luoghi costruiti in occasione dell'olimpiade. 2 Luoghi modificati o ristrutturati in occasione dell'olimpiade.
Simboli
Mascotte Misha () è il nome dell'orsetto immaginario disegnato dall'illustratore Viktor Čižikov che fu scelto come mascotte per l'evento. In russo Misha è un diminutivo del nome maschile Michail. L'orso è inoltre una figura molto popolare in Russia, dove è presente in molte favole e leggende popolari. Misha fu la prima mascotte di un evento sportivo a diventare in breve tempo un fenomeno commerciale. Ad esso si ispirarono infatti bambolotti, orologi, peluche, tazze, souvenir, fumetti, un set da vodka personalizzato e persino una serie animata prodotta in Giappone. Si può quindi considerare Misha come la prima mascotte moderna a cui poi si ispireranno in seguito altre mascotte dei futuri eventi sportivi.
Nel 1977 il comitato organizzatore delle Olimpiadi indisse un concorso per scegliere un'idea che potesse rappresentare un'ipotetica mascotte olimpica. I giudici scelsero il lavoro del disegnatore Victor Čižikov: il disegno raffigurava un cucciolo di orso sorridente che indossava un completo blu-nero-giallo-verde-rosso (i colori degli anelli olimpici) e una cintura, con una fibbia dorata a forma dei cinque anelli. L'orsetto di nome Misha fu confermato come mascotte ufficiale il 19 dicembre 1977. Durante la cerimonia di chiusura dei XXII Giochi Olimpici, un pupazzetto di Misha apparve con una lacrima nel suo occhio; teneva in mano un paio di palloncini e alla fine fu liberato e volò via dallo stadio. Poche ore dopo atterrò su Vorobëvy Gory e in seguito fu esposto per qualche anno in vetrine e fiere.
Questa edizione aveva anche un'altra mascotte, un leone marino di nome Vigri, per le gare di vela a Tallinn.
Monete commemorative
Fu emessa in Unione Sovietica tra il 1977 e il 1980 una serie di monete per commemorare l'evento. La collezione consisteva di cinque monete di platino, sei monete d'oro, 28 monete d'argento e sei monete di bronzo.
Diffusione Le emittenti principali dei Giochi furono Gosteleradio per l'Unione Sovietica (1370 tesserini di accreditamento), Eurovision (31 paesi, 818 accrediti) e Intervision (11 paesi, 342 accrediti). Asahi TV ebbe 68 accrediti, fra cui la copertura per il Giappone, mentre l'Organización Iberoamericana de Televisión, che rappresentava il mondo di lingua spagnola, ne ebbe 59.
Per l'Italia furono commentati dalla RAI
I Giochi Paesi partecipanti
80 nazioni gareggiarono quindi ai Giochi di Mosca. All'inizio furono 81 ma la Liberia abbandonò l'Olimpiade dopo aver sfilato durante la cerimonia d'apertura. 13 nazioni, pur non aderendo al boicottaggio, in segno di protesta gareggiarono sotto la bandiera olimpica. Sei nazioni fecero il loro debutto proprio in questa edizione dei Giochi Olimpici: Angola, Botswana, Giordania, Laos, Mozambico e le Seychelles. Due paesi si presentarono per la prima volta con un nuovo nome: lo Sri Lanka (prima si chiamava Ceylon) e il Benin (aveva partecipato a con il nome di Dahomey). Ecco di seguito l'elenco delle nazioni partecipanti (fra parentesi il numero degli atleti iscritti).
(11) (59) (2) (13) (126) (89) (61) (17) (2) (7) (109) (295) (26) (216) (14) (23) (50) (30) (216) (63) (11) (41) (124) (125) (362) (18) (4) (231) (42) (10) (9) (8) (9) (74) (44) (48) (163) (162) (58) (19) (5) (17) (7) (32) (3) (11) (7) (8) (45) (43) (14) (11) (5) (44) (4) (86) (30) (320) (3) (11) (23) (6) (243) (17) (32) (11) (14) (69) (159) (4) (148) (84) (41) (9) (13) (279) (506) (38) (30) (40) (46)
Boicottaggio Nel dicembre del 1979 l'Unione Sovietica inviò le proprie truppe in Afghanistan per sostenere un governo filo-sovietico instauratosi pochi mesi prima con un colpo di Stato. Con l'invasione sovietica dell'Afghanistan, l'URSS intendeva probabilmente iniziare una sorta di salvaguardia delle sue repubbliche asiatiche contro il possibile pericolo di una espansione della rivoluzione islamica iniziata in Iran dall'ayatollah Khomeini.
Negli Stati Uniti intanto nell'autunno dello stesso anno si sarebbero svolte le elezioni presidenziali. Il presidente democratico Jimmy Carter, anche per riguadagnarsi un po' di popolarità, iniziò a promuovere un boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca e in poco tempo lanciò il suo messaggio: se l'URSS non avesse ritirato le sue truppe dall'Afghanistan entro giugno, gli Stati Uniti non avrebbero partecipato alle imminenti Olimpiadi moscovite. La proposta di Carter non era del tutto originale: già da alcuni anni alcune organizzazioni per i diritti umani avevano proposto un boicottaggio delle Olimpiadi per le gravi violazioni sovietiche dei diritti umani. L'Unione Sovietica non pensò neanche lontanamente di ritirare i suoi carri armati dall'Afghanistan e così gli USA mantennero la loro promessa e non si presentarono ai Giochi. Il boicottaggio statunitense, oltre a gravare sugli atleti, si rivelerà inutile anche per il suo ideatore: Carter verrà infatti sconfitto alle presidenziali dal repubblicano Ronald Reagan.
Il boicottaggio statunitense fu per le Olimpiadi un brutto colpo. A Mosca si registrò l'assenza di molte nazioni, compresa anche la Cina comunista appena riammessa dal CIO. In Europa vi furono paesi che aderirono al boicottaggio e non si presentarono, come la Germania Ovest, e chi, come Francia, Belgio, Italia e Gran Bretagna, parteciparono ai Giochi ma senza bandiera né inno nazionale, presentandosi invece sotto le insegne del CIO.
I più penalizzati furono gli atleti e in particolare i non pochi appartenenti a gruppi militari, i quali, essendo alle dirette dipendenze di uno Stato fedele alle scelte dell'Alleanza Atlantica, non poterono partecipare ai Giochi; l'Italia risentì parzialmente di questa scelta. Per quanto riguarda i civili, essi parteciparono ai Giochi a titolo individuale, come specificato nell'articolo 24 del regolamento olimpico.
Ecco di seguito l'elenco delle 65 nazioni che non presero parte ai Giochi Olimpici di Mosca. La maggior parte di esse seguì il boicottaggio degli Stati Uniti (molte di queste parteciparono al Liberty Bell Classic), mentre altre (come lo Zaire) giustificarono la loro assenza per motivi economici, o l'Albania per di diversi motivi politici
Discipline Gli sport presenti sono stati i seguenti.
Cerimonia d'apertura
La cerimonia di apertura dei Giochi della XXII Olimpiade ebbe inizio dalle ore 16:00 circa (ora di Mosca) il 19 luglio 1980 nel Grande Stadio Lenin. Vi presero parte importanti personaggi dell'Unione Sovietica come l'allora Segretario generale del PCUS e Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS, Leonid Il'ič Brežnev, che aprì di persona i Giochi. La cerimonia di apertura fu lunghissima: durò più di 5 ore, con la celebre sinfonia per pianoforte numero 1 opera 23 di Tchaikovsky ed ebbe inizio con i tradizionali rintocchi dell'Orologio del Cremlino. In seguito venne suonata la Fanfara di Mosca composta dal musicista e compositore sovietico A. Golovin. Al termine della musica entrò nello stadio il leader sovietico Brežnev, accompagnato dall'inno nazionale dell'Unione Sovietica. Seguì una parata di carri greci nello stadio, seguiti da bandiere rosse con il simbolo delle Olimpiadi di Mosca. Ebbe poi inizio la tradizionale sfilata delle nazioni, con la Grecia che da tradizione entrò per prima e l'Unione Sovietica per ultima (la sfilata delle nazioni seguì l'alfabeto cirillico). Si verificò un equivoco durante l'entrata della squadra italiana: sul placard comparve l'acronimo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ossia "CONI" in caratteri cirillici, che in russo significa "stalloni", e ciò suscitò l'ilarità del pubblico sovietico. Dopo la parata vi fu un messaggio di benvenuto da parte del presidente del Comitato olimpico organizzatore Ignati Novikov. Seguì quindi un discorso del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Lord Killanin; al termine di esso Brežnev annunciò ufficialmente l'apertura dei XXII Giochi Olimpici dell'Era Moderna.