Amelia (Magica De Spell)Nel sito internet ufficiale di Topolino il personaggio viene accreditato come Amelia De Spell, sebbene il cognome non sia usato nelle storie. Si veda è un personaggio immaginario dei fumetti e cartoni animati Disney, ideato da Carl Barks nel 1961 nella storia Zio Paperone e la fattucchiera (The Midas Touch); è una strega avversaria di Paperone.

Caratteristiche Soprannominata la fattucchiera (o la strega) che ammalia, è una papera antropomorfa dai folti e lunghi capelli neri e lisci, le ciglia lunghe che le donano uno sguardo da maliarda, un vestito nero con scollo quadrato e polsini rossi; indossa le tipiche scarpe col tacco delle eroine Disney, ma di colore nero. Diversamente dal classico stereotipo della vecchia megera, Barks la volle rappresentare con un aspetto attraente, ispirandosi a Sophia Loren e a Morticia Addams; altri indicano come possibile fonte di ispirazione anche Gina Lollobrigida (difatti nella prima storia in cui appare Amelia si finge l'attrice Gina Luluduckita).

Vive in una casetta di legno alle pendici del VesuvioSi può notare che la Strega del Vesuvio era già un personaggio del celebre romanzo storico Gli ultimi giorni di Pompei (The Last Days of Pompeii), del 1834, scritto dal britannico Edward Bulwer-Lytton. (ma nella serie TV DuckTales - Avventure di paperi viene mostrata abitare su una sperduta isola vulcanica su cui è scolpito il volto della fattucchiera), ma nonostante ciò Amelia è una strega oceanica e non vulcanica come raccontato in Amelia e le sette streghe vulcaniche (Topolino 3464) e successivamente in Il mondo di ghiaccio - Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche (Topolino 3567).

È caratterizzata da un marcato accento napoletano e a proposito di questo, Barks ha dichiarato:

Le origini napoletane della sua stirpe, così come l'origine della convivenza con il corvo Gennarino e l'ossessione per la Numero Uno di Paperon de' Paperoni, sono state anche narrate nella storia Amelia e l'antenata strega per forza (1998)Storia pubblicata su Topolino N.2228 dell'11 agosto 1998, pp. 31-65.. Nelle storie italiane, ha come punto debole l'aglio, che la indebolisce costringendola a fuggire.Ad esempio, nella storia Amelia in: Papera per un giorno del n. 2656 di Topolino perde tutti i suoi poteri e la memoria dopo un'eccessiva esposizione all'aglio e diventa assistente di Paperon de' Paperoni..

Nella storia di esordio, Zio Paperone e la fattucchiera, Amelia cerca di ottenere il leggendario tocco di Mida, che la renderebbe "ricca, ricca, ricca!", come esclama lei stessa con enfasi quasi eccessiva, attraverso un incantesimo da realizzare fondendo insieme in un crogiolo, grazie al fuoco solforoso del Vesuvio, le monete degli uomini più ricchi della Terra, rese dei veri e propri "amuleti" per il fatto di essere state toccate da uomini così importanti; ultimo magnate presso cui si reca è proprio Paperon de' Paperoni, che, divertito dalle teorie di Amelia, acconsente subito a venderle uno dei suoi decini al prezzo di un dollaro: quando si accorge di averle dato per sbaglio la sua Numero Uno, la prima moneta che ha guadagnato e che ha per lui uno speciale valore affettivo, la rincorre per potergliela ricomprare, ma Amelia se la tiene con la forza, perché ritiene che essendo la prima guadagnata è anche quella che il miliardario ha toccato più volte; i paperi riusciranno a recuperarla appena in tempo sul cratere del Vesuvio, ma la fattucchiera tornerà alla carica in altre storie per cercare ancora di derubare Paperone.

Nei vari tentativi di impossessarsi della moneta, Amelia attacca Paperone con ogni tipo di magia, spesso anche in combinazione con la tecnica (soprattutto nelle prime storie realizzate da Barks) come bombe, bacchette magiche, candele per viaggiare indietro nel tempo, sdoppiamenti e altri trucchi analoghi. Per questa sua ossessione viene talvolta criticata dalle altre streghe. Per conquistare la moneta di Paperone, arriva ad allearsi con altre creature magiche dell'universo Disney come Maga Magò (soprattutto in storie di produzione brasiliana), Nocciola e RobertaCon Nocciola, in particolare, adotta una tattica curiosa: in Amelia & Nocciola S.P.M. (Società Per Magie) le due streghe si scambiano i ruoli: Amelia tenta di convincere Pippo dell'esistenza della magia, mentre Nocciola cerca di rubare la Numero Uno (ovviamente entrambe falliscono, ma si consolano visto che nessun'altra strega riesce nell'intento). In alcune storie di autori italiani, il rapporto tra le due streghe è piuttosto conflittuale: vediamo un gruppo di sei streghe, tre moderne (Amelia e altre due) e tre all'antica (Nocciola e altre due); in un'altra storia, "Zio Paperone e la primavera in bottiglia" (Mandelli/Scarpa/Del Conte), Nocciola ostacola un piano terrificante di Amelia per imprigionare la primavera; d'altra parte, Amelia apostrofa Nocciola con il poco gentile aggettivo di "paleostrega".. Negli anni novanta fu anche protagonista di diverse storie e non più semplice antagonista di Paperone (in queste avventure il papero più ricco del mondo ha un ruolo marginale o non appare affatto), come ad esempio Amelia e le magie azzurre, in cui tenta di "stregare" la Nazionale di calcio italiana per favorirla ai Mondiali 1994, o Amelia fatina per un giorno, in cui compie una buona azione per aiutare i bambini di Paperopoli contro degli speculatori edilizi, passando per storie come Amelia, Magò e il mistero al pomodoro e Amelia, Magò e il cristallo dei sogni che la vedono nel ruolo di strega-detective insieme a Magò.

Le storie di Barks incentrate su fenomeni soprannaturali tendono il più delle volte a suggerirne una possibile spiegazione razionale, e le sue storie con Amelia, almeno inizialmente, non fanno eccezione. A differenza delle streghe tradizionali, nelle storie di Barks Amelia non usa la scopa ma viaggia in aereo (fa eccezione la storia post-pensionamento Bottled Battlers). Inoltre, nelle prime storie, le "magie" di Amelia erano molto blande tanto da poter essere spiegabili come semplici trucchi di illusionismo da parte di una trasformista molto abile. Solo a partire da Zio Paperone novello Ulisse, Amelia diventa una vera strega, grazie alla scoperta dell'antro della maga Circe e delle sue pozioni e oggetti magici: il loro utilizzo rende la fattucchiera che ammalia molto più pericolosa e alle sue magie non è più possibile dare una spiegazione razionale. In ogni caso in queste storie i poteri di Amelia dipendono principalmente da oggetti magici come bacchette, e quando queste vengono distrutte dai protagonisti onde rendere la strega inoffensiva, Amelia, immancabilmente, perde l'autocontrollo e insegue Paperone e nipoti cercando di colpirli con sassi o altri oggetti (come gioielli contraffatti "made in Hong Kong" o "cometine" generate da un pezzetto di bacchetta magica), finale ricorrente in queste storie.

Secondo la visione di Don Rosa, basata sulle storie di Barks, Amelia non andrebbe considerata un essere con abilità magiche innate, quanto piuttosto un'esperta di stregoneria che può lanciare incantesimi e magie solo con l'ausilio di bacchette e altri oggetti magici. Ciò viene esplicitato ad esempio in Zio Paperone in qualcosa di veramente speciale, in cui Amelia è caratterizzata come una fattucchiera di bassa lega che non dispone del denaro sufficiente per potersi permettere bacchette magiche di alta qualità (che le avrebbero permesso di creare dell'oro senza alcuna necessità di dover rubare la numero uno per ottenere il tocco di Mida), ma anche in Zio Paperone - Una questione di estrema gravità, in cui Paperone è in grado di lanciare le stesse magie di Amelia una volta sottrattele la bacchetta magica; inoltre in Paperino - La ricerca di Kalevala Amelia viene messa facilmente fuori combattimento dai protagonisti perché, come ammesso esplicitamente da lei stessa, non aveva avuto il tempo di portare con sé bacchette magiche. Secondo la testimonianza di Don Rosa anche il supervisore delle sceneggiature di produzione danese, Byron Erickson, è d'accordo con questa interpretazione del personaggio, tanto da imporre agli sceneggiatori suoi sottoposti di limitare le abilità magiche di Amelia riportandola alle origini (cioè al modo in cui veniva caratterizzata nelle storie di Barks). In storie di altri autori, invece, è in grado di lanciare magie anche senza l'uso di bacchette o altri oggetti magici.

Nei fumetti

Storie di produzione americana Amelia è stata creata da Carl Barks per la storia The Midas touch (Zio Paperone e la fattucchiera) pubblicata su Uncle Scrooge n. 36 del 1961; il personaggio compare in altre nove storie di Barks, tra cui una post-pensionamento. In due di queste storie (Isle of golden geese e Rug riders in the sky), peraltro, non tenta di impadronirsi della numero uno ma ostacola Paperone e nipoti con l'intento di impadronirsi di altri oggetti ambiti (segnatamente le uova d'oro e il tappeto volante). Nelle prime quattro storie di Barks Amelia fa uso di abilità magiche molto limitate, tanto da poter essere spiegabili in modo razionale come meri trucchi quali, ad esempio, travestimenti, bombe con effetti stordenti, l'ipnosi o l'uso della tecnologia (vedasi ad esempio il "raggio stordente" che va a batterie in Zio Paperone e la cassaforte di cristallo). Solo a partire da Oddball Odyssey (Zio Paperone novello Ulisse) del 1963, grazie alla scoperta dell'antro della maga Circe colmo di oggetti magici molto potenti, Amelia comincia a far uso di vere e proprie stregonerie divenendo decisamente più pericolosa.

Negli Stati Uniti il personaggio fu usato raramente nelle storie edite dalla Western Publishing, ma in compenso, a partire dal 1965, lo Studio Disney produsse molte storie brevi destinate al mercato estero in cui il personaggio agisce in combutta con Maga Magò. In queste storie, solitamente disegnate da Jim Fletcher, furono introdotti nuovi personaggi ricorrenti come Caraldina (la nonna di Amelia), Civetto (un apprendista stregone), i discoli Maghetto e Maghetta (i figli della Perfida Strega dell'Ovest), mentre il corvo Gennarino (Ratface) è sostituito da due corvi (Ed e Al, i "corvi delle streghe").

Amelia nell'opera di Carl Barks

Storie The Midas Touch (W US 36-01) datato 17 aprile 1961. Prima pubblicazione: Uncle Scrooge n. 36 del (dicembre 1961) (USA). Prima pubblicazione italiana: Topolino n. 331 (1º aprile 1962) col titolo Zio Paperone e la fattucchiera. Ten-Cent Valentine (W WDC 258-01) datato 14 giugno 1961. Prima pubblicazione: Walt Disney's Comics and Stories n. 258 (marzo 1962) (USA). Prima pubblicazione italiana: Topolino n. 347 (22 luglio 1962) col titolo Zio Paperone e il giorno di San Valentino. The Unsafe Safe (W US 38-02) datato 11 ottobre 1961. Prima pubblicazione: Uncle Scrooge n. 38 (giugno 1962) (USA). Prima pubblicazione italiana: Topolino n. 348 (29 luglio 1962) col titolo Paperon de' Paperoni e la cassaforte di cristallo. Raven Mad (W WDC 265-02) datato 17 febbraio 1962. Prima pubblicazione: Walt Disney's Comics and Stories n. 265 (ottobre 1962) (USA). Prima pubblicazione italiana: Topolino n. 367 (9 dicembre 1962) col titolo Paperino e il corvo parlante. Oddball Odyssey (W US 40-02) datato 12 aprile 1962. Prima pubblicazione: Uncle Scrooge n. 40 (gennaio 1963) (USA). Prima pubblicazione italiana: Topolino n. 374 (27 gennaio 1963) col titolo Zio Paperone novello ulisse. For Old Dime's Sake (W US 43-01) datato 16 luglio 1962. Prima pubblicazione: Uncle Scrooge n. 43 (luglio 1963) (USA). Prima pubblicazione italiana: Topolino n. 407 (15 settembre 1963) col titolo Zio Paperone e l'inespugnabile deposito. Isle of Golden Geese (W US 45-01) datato 28 gennaio 1963. Prima pubblicazione: Uncle Scrooge n. 45 (ottobre 1963) (USA). Prima pubblicazione italiana: Topolino n. 430 (23 febbraio 1964) col titolo Zio Paperone e l'Arcipelago dei Piumati.