Il nome è composto dal cognome della madre (Yu) e del padre (Hua).. È considerato uno degli autori più influenti della Cina contemporanea e uno dei più acclamati autori della nuova generazione di scrittori cinesi; grazie alle sue frequenti partecipazioni a fiere del libro e incontri accademici è uno degli scrittori cinesi più noti e amati all'estero.. Nel 1998 e nel 2018 ha vinto il Premio Grinzane Cavour e nel 2014 il Premio letterario Giuseppe Acerbi per il romanzo Vivere!
Biografia Yu Hua nasce il 3 aprile del 1960 a Hangzhou, nel sud della Cina, da padre medico e madre infermiera. A un anno di età, la famiglia si sposta nella vicina cittadina di Haiyan, dove il padre diviene chirurgo; lo scrittore abiterà lì per circa trent'anni.. Yu Hua trascorre un’infanzia in solitudine: i genitori, costretti a passare intere giornate all'ospedale, lo affidano spesso al fratello maggiore che però molto spesso manca ai suoi doveri. Quando inizia la quarta elementare, la famiglia si trasferisce nel complesso ospedaliero dove lavorano i genitori, proprio di fronte all'obitorio. È tra le mura dell'ospedale che Yu Hua trascorre la maggior parte del suo tempo, fino all'adolescenza; questo luogo, e la fisicità della morte, non gli incuteranno timore: "[...] da bambino non avevo paura né di vedere un morto né tanto meno dell’obitorio. D’estate, quando faceva molto caldo, mi piaceva restare là da solo perché i letti di cemento erano veramente freschi. Ricordo che l’obitorio era sempre pulito, circondato da alberi molto alti e con una finestra sempre spalancata per far circolare l’aria." L'ambiente ospedaliero e un rapporto quasi quotidiano con la morte influenzeranno fortemente la sua vita di scrittore e lo stile della sua futura produzione letteraria.
Nel 1973 Yu Hua termina le scuole inferiori e in quello stesso anno, con la riapertura della biblioteca del paese - fino ad allora rimasta chiusa a causa della Rivoluzione culturale - inizia anche il suo amore per la letteratura. Conclusa la scuola media, sotto la spinta dei genitori, viene indirizzato alla carriera di dentista all'ospedale di Haiyan. Come affermerà lui stesso in uno dei suoi scritti: "[...] fu mio padre a predisporre tutto abilmente in modo che io, a differenza dei miei compagni, entrassi in ospedale. Sperava che anch'io vi passassi tutta la vita." Tuttavia, gli studi di medicina gli risultano insopportabili perché troppo rigidi; i suoi interessi si orientavano verso attività più creative, che gli permettessero di avere più tempo libero a disposizione. Dopo aver svolto per cinque anni il lavoro di dentista, medita di cambiare attività e di farsi assumere al Centro Culturale del distretto. Poiché uno dei requisiti di ammissione era avere al proprio attivo un'opera letteraria, nel 1984 lascia il mestiere di “cavadenti" e inizia a scrivere con grande dedizione. Dopo aver pubblicato alcuni racconti in diverse riviste letterarie cinesi, Yu Hua ottiene i permessi governativi necessari per iniziare il nuovo lavoro al Centro Culturale dove lavora fino al 1989. In seguito lascia Haiyan per trasferirsi a Jiaxing e poi a Pechino; di Haiyan, e dei suoi ricordi infantili della città, resteranno comunque ampie tracce nelle sue opere, specie nei suoi racconti. Nel 1991 incontra la poetessa Chen Hong, sua futura moglie, all'Accademia letteraria Lu Xun, dove entrambi frequentano il corso di laurea magistrale in letteratura. Nel 2004 viene nominato dal governo francese Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere.
Carriera letteraria
Il debutto letterario di Yu Hua avviene nel 1983, quando l'autore ha solo ventitré anni: tra i suoi primi lavori ci sono Di yi sushe (letteralmente Il primo ostello) e Gezi, gezi, (letteralmente Colombi, colombi). Nel 1984 pubblica il racconto Xing xing (letteralmente Stelle) e Yueliang zhaozhe ni, yueliang zhaozhe wo (letteralmente La luna ti illumina, la luna mi illumina). Tre anni dopo scrive la sua prima opera innovativa, di ribellione e di rottura intitolata Shibasui chumen yuanxing (十八岁出门远行 letteralmente "A diciott’anni sono andato via di casa"), apparsa sul Beijing Wenxue (北京文学 Letteratura di Pechino): questa segna la maturazione artistica di Yu Hua che, influenzato dallo scrittore giapponese Yasunari Kawabata, passa ad una scrittura più libera e più personale. Negli anni seguenti pubblica alcuni racconti sperimentali presso riviste prestigiose come Beijing wenxue, Zhongshan e Shouhuo, guadagnandosi la fama di scrittore della neonata avanguardia cinese insieme a Ma Yuan, Ge Fei, Su Tong, Ye Zhaoyan..
Nel 1986 pubblica la raccolta di racconti Torture. Nell'edizione italiana del 1997 verranno pubblicati quattro dei racconti più significativi, originariamente usciti in anni diversi: 1986, Un tipo di realtà, Passato e pene e Errore in riva al fiume.
1986 (Yijiu baliu nian 一九八六年, 1987) è il primo racconto dell'autore in cui viene fatto largo uso di scene, molto dettagliate, di violenza e crudeltà. Narra la storia di un insegnante di storia delle scuole medie che fa ritorno al suo paese di origine dopo che le guardie rosse, durante il periodo della Rivoluzione culturale, lo hanno sequestrato. Scoprirà che tutto è cambiato: la moglie ha sposato un altro uomo, al quale la figlia si è ormai molto affezionata, il paese è felice e ha dimenticato gli incubi del passato. Incapace di affrontare cambiamenti così profondi e già minato mentalmente a causa delle vicende trascorse, si autoinfligge delle torture fisiche, di cui lo scrittore dà ampi dettagli, che lo condurranno alla morte. Alla notizia della sua scomparsa, la moglie, la figlia, e l'intera comunità, inorridite da quanto egli rappresentava del passato, proveranno un immediato sollievo, potendo ritornare a vivere nella tranquillità..
In Un tipo di realtà (Xianshi yi zhong 现实一种, 1987) la storia verte intorno a una spirale di violenza domestica che si consuma tra le famiglie dei due fratelli Shangang e Shangfeng, dovuta alla morte accidentale del figlio neonato di Shanfeng, causata da Pipi, il figlio di Shangang. Dopo che Shanfeng sceglierà di rivalersi sul nipote, uccidendolo a sua volta, il fratello Shangfeng lo appenderà ad un albero, facendolo divorare da un cane. Alla fine, Shangang viene arrestato e sottoposto a pubblica esecuzione da parte delle autorità locali.. Il romanzo si chiude con un finale grottesco: una équipe di medici seziona il cadavere di Shangang, giustiziato poco prima, su un tavolo da ping pong.
Il racconto Passato e pene (Wangshi yu xingfa, 1989) si apre con un misterioso telegramma, dal breve contenuto "torna presto", che induce il protagonista, chiamato lo Straniero, ad intraprendere un viaggio. Recatosi nella città di Nebbia, afflitto dal ricordo di una data, 5 marzo 1965, che non riesce a legare ad alcun ricordo preciso, incontra un esperto in punizioni che gli rivela di aver tenuto in serbo per lui una tortura mai direttamente sperimentata. Gli propone di farsi tagliare il suo corpo a metà con un coltello da macellaio; il troncone superiore verrà posto su una lastra di vetro, e la morte sopravverrà lentamente per dissanguamento. Lo Straniero accetta la punizione, avvertendone l'orribile fascino e la fatalità. L'esperto fallirà però nell'esecuzione: il rito prevede che il taglio debba avvenire con un solo colpo, ma la sua mano trema e dovrà rinunciare all'esecuzione.
Errore in riva al fiume, infine, è un racconto poliziesco che mette in scena una serie di omicidi, avvenuti tutti allo stesso modo sulla riva di un fiume. L'ispettore incaricato delle indagini interroga tutte le persone sospettate di essere collegate al delitto senza riuscire ad arrivare al vero assassino. Questo, alla fine, è identificato nel pazzo del villaggio che, a causa della sua instabilità mentale, verrà internato. Due anni dopo, di ritorno al villaggio, si macchierà di un nuovo crimine. L'ispettore deciderà di farsi giustizia da sé uccidendolo; in seguito si costituirà alla polizia e per evitare la carcerazione, su esortazione della moglie e del commissario, si fingerà a sua volta pazzo e verrà rinchiuso in un ospedale psichiatrico.
Negli anni ’90 avviene un cambiamento di toni e di stile nella produzione di Yu Hua. Nel 1991 scrive il suo primo romanzo, L'eco della pioggia, considerato come lavoro di transizione tra i suoi precedenti scritti sperimentali e la sua successiva scrittura realista critica. Il romanzo riceve giudizi negativi sia da parte del pubblico che della critica: il critico avanguardista Chen Xiaoming, in particolare, lo definisce un fallimento, perché troppo concentrato sull'esperienza personale e sulla psicologia individuale: la rappresentazione della storia e della realtà ne risulterebbe limitata..
Nel 1992 Yu Hua torna con due opere: Morte di un proprietario terriero e Vivere! che hanno entrambe per protagonista il figlio di un proprietario terriero.. Nel 1995 pubblica Cronache di un Venditore di Sangue, la storia ironica di un contadino costretto a vendere il proprio sangue per mantenere la famiglia; con il precedente romanzo Vivere!, e a seguito della scoperta di importanti scrittori della cultura occidentale, come Franz Kafka, Borges e Calvino, segna il definitivo passaggio da uno stile letterario “macabro” e “crudele” ad uno più mite e pacato..
Le opere pubblicate nel primo decennio del Duemila sono la raccolta di racconti Le cose del mondo sono fumo (2004) e i romanzi Brothers (Xiong Di, 2005-06), e Arricchirsi è glorioso (Xiong Di Xia), pubblicati in Cina a qualche mese di distanza l'uno dall'altro. Essi raccontano la Cina dalla Rivoluzione culturale al boom economico attraverso le figure opposte e complementari di due fratelli, Song Gang e Li Testapelata, che rappresentano le contraddizioni della società cinese contemporanea.
La Cina in dieci parole (2010), riassume con ironia alcuni stereotipi o reali paradossi del popolo cinese, mentre Il settimo giorno (2013), racconta della controversa realtà cinese attraverso la voce narrante di un defunto..
L'eco della pioggia (1991) Pubblicato nel 1991, L’eco della pioggia è il romanzo di formazione di un giovane ragazzo cinese dell'epoca maoista, seguito durante la sua infanzia e adolescenza, e nello stesso tempo un romanzo corale, che racconta i drammi, le miserie, i vizi e i sentimenti di una comunità contadina della Cina del XX secolo. Il protagonista è Sun Guanglin, secondo di tre figli, costantemente ignorato e trascurato dai suoi genitori e dai due fratelli. Mandato a vivere con un'altra famiglia all'età di soli sei anni, farà ritorno alla casa dei suoi genitori sei anni dopo, nella stessa notte in cui questa prende fuoco, rendendolo sospetto responsabile dell'accaduto. Lo stato di emarginazione in cui lo confineranno la famiglia e la comunità, gli permetterà di osservare la natura volubile della società cinese, drasticamente cambiata sotto il dominio comunista. I capitoli non si susseguono in ordine cronologico, ma seguono il flusso dei ricordi del giovane protagonista, in un processo definito dall'autore la “logica della memoria". Con un ritmo lento e cadenzato, assistiamo alle prime esperienze del ragazzo: la scoperta della sessualità, la gioia e il tormento dell’amicizia, la solitudine e l’abbandono da parte degli adulti che accomuna vecchi e bambini. Nei ricordi si mescolano malinconia, brio e ironia, tipici dello stile a volte grottesco, a volte scherzoso di Yu Hua. Il romanzo si apre con un grido di donna, filtrato attraverso il rumore di una pioggia sottilissima e pungente, che arriva alle orecchie del protagonista-bambino. Il titolo del romanzo simboleggia la protesta dell'uomo verso una società repressiva, tanto oscura e soffocante quanto una pioggia fitta.
Nonostante sia stato eclissato dal successo dei suoi successivi romanzi Vivere! e Cronache di un venditore di sangue, L'eco della pioggia è considerato ancora oggi come uno dei lavori più importanti di Yu Hua..
Vivere! (1992)