Biografia Ascesa al potere

Non ci sono pervenute informazioni certe sul suo luogo di nascita, ma si ritiene che fosse un trace romanizzato, ed iniziò la propria carriera come centurione dell'esercito romano. Nel 600 il re (Khaghān) degli Àvari catturò moltissimi soldati romani e ne offrì la restituzione, previo riscatto di una moneta d'oro per ogni anima. L'imperatore Maurizio rifiutò sia questa offerta sia il pagamento di un riscatto ridotto a un sesto di moneta d'oro. I prigionieri vennero uccisi e l'esercito mandò a Costantinopoli una delegazione capeggiata da Foca. Dopo che Foca ebbe parlato, venne schiaffeggiato e maltrattato in tutti i modi alla corte dell'imperatore.

Nel 602 Foca ebbe la sua rivincita; Maurizio volle obbligare i soldati a svernare sul lato nord del Danubio per risparmiare le spese di trasferimento. L'esercito si ribellò e marciò, comandato da Foca, verso la capitale. Un mese dopo Maurizio abdicò e fuggì dalla città, mentre Foca entrò in città trionfante su un carro trainato da quattro cavalli bianchi. La fazione dei "Verdi" incoronò Foca imperatore nella Chiesa di San Giovanni Battista e l'Imperatore assistette dal suo trono ai giochi dell'Ippodromo, assegnando una precedenza ai Verdi. L'altra fazione gli ricordò però: «Ricorda che Maurizio è ancora vivo». E allora Foca mandò dei boia a Calcedone, dove si era rifugiato Maurizio in fuga con i suoi nove figli e l'Augusta Costantina, con l'ordine di giustiziare l'ex Imperatore e i suoi figli maschi.

Così oscura era la precedente condizione di Foca che, quando egli si ribellò, Maurizio non sapeva nemmeno chi fosse; ma quando scoprì che il suo rivale, così audace nella sedizione, era invece un codardo, pare che esclamasse queste parole: «Ahimé! Se è un codardo, sarà sicuramente un assassino». Infatti, Maurizio venne trucidato insieme ai suoi cinque figli maschi il 27 novembre 602, e negli otto anni di regno di Foca molti pagarono la loro opposizione o rivolta con la morte, spesso preceduta da crudeli torture. I cadaveri vennero gettati in mare mentre le teste vennero esibite in piazza. L'ex Augusta Costantina e le sue tre figlie vennero invece risparmiate in un primo momento, ma in seguito anche loro vennero giustiziate quando Foca scoprì che Costantina stava complottando contro di lui. Anche il figlio maggiore di Maurizio Teodosio morì, giustiziato da un certo Alessandro, anche se in seguito si sparse la voce che Alessandro sarebbe stato corrotto dal senatore Germano e avrebbe risparmiato la vita a Teodosio che sarebbe dunque riuscito a fuggire in Persia. Queste voci vennero poi sfruttate dallo Scià di Persia Cosroe II quando dichiarò guerra all'Impero.

Foca venne accolto favorevolmente da molti, poiché ridusse le tasse che erano state alte durante il regno di Maurizio, e incominciò una politica sociale e di assoluta fedeltà a Roma, che gli valse l'amicizia di Papa Gregorio I, che appoggiò l'usurpazione. Il pontefice aveva varato una riforma agraria che eliminava gli appaltatori e riduceva gli utili dei latifondisti proteggendo nel contempo dai soprusi i coloni ridotti in miseria e sfruttati. Questa politica agraria era anche a vantaggio dei redditi della Chiesa, proprietaria di enormi latifondi in Sicilia e in Egitto. I nuovi amministratori (rectores) erano degli ecclesiastici, che dovevano giurare onestà in chiesa e dovevano provvedere ad incassare i giusti canoni che servivano poi a mantenere ospedali, orfanotrofi e simili istituzioni delle quali lo stato non si occupava.

Complotti interni Nei primi anni di regno Foca dovette affrontare inoltre numerosi complotti e attentati alla sua vita per opera dei suoi nemici e a essi rispose con durezza mandando a morte i congiurati o i sospettati tali: tra i nemici più temuti di Foca vi erano il senatore Germano e l'ex Augusta Costantina; ella, convinta da Germano a complottare contro Foca e speranzosa che suo figlio Teodosio fosse ancora vivo, lasciò la sua dimora e si recò nella chiesa di Santa Sofia, dove la gente, mossa dalla pietà, si rivoltò contro l'Imperatore. La rivolta venne però sedata e Scolastico, uno dei capi della rivolta, venne giustiziato; Germano e Costantina furono più fortunati: il primo fu costretto a farsi monaco, mentre la seconda ebbe salva la vita grazie all'intercessione del patriarca Ciriaco, ma venne rinchiusa in un monastero.Teofane Confessore, A.M. 6098.

Tuttavia Germano e Costantina decisero di organizzare un'ulteriore congiura ma vennero traditi da una donna, Petronia, che rivelò tutto a Foca; la repressione fu durissima: Costantina venne torturata per farle svelare i suoi piani e i nomi dei suoi complici e poi venne giustiziata insieme con Germano e le sue tre figlie a Calcedone, lo stesso luogo dove erano stati trucidati il marito e i figli maschi.Teofane Confessore, A.M. 6099. Tra le altre vittime illustri di Foca che pagarono con la morte il loro tradimento si ricordano inoltre: Giorgio, governatore di Cappadocia; Romano, advocatus curiae; Teodoro, Prefectus Orientis; Giovanni, Primus e secretariis; Atanasio, il ministro delle Finanze.

In lotta contro i Persiani sasanidi

A partire dal 603 l'Impero bizantino venne invaso dai persiani Sasanidi. L'ennesima guerra bizantino-sasanide ebbe inizio nella primavera del 603, quando Foca inviò in Persia l'ambasciatore Lilio a annunciare allo scià di Persia Cosroe II la morte di Maurizio e l'ascesa al potere del nuovo imperatore. Lilio si presentò quindi alla Corte di Persia con le teste di Maurizio e dei suoi figli. Ma quando lo scià di Persia Cosroe II, alleato di Maurizio, venne a conoscenza dell'assassinio di Maurizio, usò la morte di Maurizio come pretesto per rompere il suo accordo con l'Impero bizantino e per invaderlo in modo da rovesciare Foca (considerato un usurpatore dai Persiani) e porre sul trono bizantino un pretendente che sosteneva di essere Teodosio, il figlio di Maurizio.Non è certo che fosse effettivamente lui perché Teodosio era ufficialmente morto giustiziato insieme al padre da Foca nel 602; Teofane considera il Teodosio che Cosroe II incontrò a Edessa un impostore, mentre Eutichio sostiene che Teodosio, la cui vita sarebbe stata risparmiata dai suoi assassini, avrebbe vissuto il resto dei suoi giorni in un convento sul Monte Sinai senza mai incontrare Cosroe II; Teofane Confessore, A.M. 6095. Tuttavia, secondo il parere di alcuni storici, non furono veramente gli atti di Foca a causare la guerra contro i Persiani: ciò sarebbe provato dal fatto che uno storico ostile a Foca (Teofane) definisce "ipocrita" Cosroe II e dal fatto che, già prima della morte di Maurizio i rapporti tra i due imperi si stavano deteriorando (viene citato come esempio la rimozione del magister militum Narsete da Dara, decisa da Maurizio per accontentare Cosroe II che non era in buoni rapporti con Narsete). Cosroe tra l'altro ricevette pure le richieste di soccorso di Narsete, generale bizantino che si era rivoltato a Foca e che per questo motivo aveva occupato Edessa, che veniva ora assediata dalle truppe imperiali per porre fine alla rivolta.

Cosroe inviò quindi delle truppe in soccorso del generale ribelle: esse sconfissero e uccisero in battaglia il generale bizantino Germano, salvando così Narsete dalla capitolazione.Teofane Confessore, A.M. 6096. Narra Sebeo che fu proprio Narsete a presentare a Foca il presunto Teodosio. La risposta di Foca non si fece attendere: dopo aver firmato una tregua con gli Avari, sguarnì i Balcani di truppe inviandole contro i Persiani: tuttavia neanche questa mossa funzionò e i Bizantini subirono un'altra sconfitta ad Arxamoun; Foca, deluso per gli insuccessi del comandante bizantino Leonzio, lo rimosse dal suo incarico e lo fece trasportare a Costantinopoli in catene. Nominò comandante dell'esercito e curopalate suo fratello Domenziolo; tuttavia neanche lui riuscì a fermare i Persiani; Domenziolo in compenso riuscì a convincere Narsete alla resa, promettendogli che avrebbe avuta salva la vita; tale promessa non venne però mantenuta e Narsete venne condannato al rogo.Teofane Confessore, A.M. 6097.

L'Armenia e la Mesopotamia vennero presto invase e sottomesse ai Sasanidi. La rapida successione di successi persiani rivelò la debolezza dell'impero bizantino, l'incapacità di Foca e l'odio che i suoi sudditi provavano per lui; e Cosroe fornì loro una decente scusa per sottomettersi o rivoltarsi a Foca, spargendo la voce che il figlio di Maurizio e l'erede legittimo al trono, Teodosio, era ancora vivo e che viveva in quel momento alla corte di Persia.Gibbon, cap. 46. Il regno di Foca si dimostrò come il più feroce regno di terrore che tutta la storia bizantina abbia mai conosciuto. Egli dovette affrontare molte rivolte tra cui quella del magister militum Narsete:Teofane Confessore, A.M. 6095. Narsete era molto temuto dai Persiani, al punto che secondo Teofane le mamme assire usavano pronunciare il suo nome per terrorizzare i bambini, ma non riconobbe Foca come imperatore e si rivoltò chiedendo aiuto ai Persiani, sostenendo di avere con sé Teodosio, il figlio di Maurizio e legittimo erede al trono. Ottenuto il sostegno dei Persiani e dei monofisiti di Mesopotamia e Siria, mise in seria difficoltà Foca per quasi due anni. Alla fine, si arrese e si consegnò a Foca facendosi promettere dall'Imperatore che avrebbe avuto salva la vita, ma Foca non mantenne la promessa e ordinò che venisse bruciato vivo nel mercato di Costantinopoli (603). L'esecuzione di Narsete rese ancora più impopolare Foca.

Invasione degli Àvari Durante il suo regno, inoltre, i Balcani vennero invasi dagli Àvari, che avanzarono fino ad Atene. Foca nel 604 firmò una tregua con gli Àvari in cui incrementava il tributo annuale che i Bizantini dovevano pagare alla popolazione barbarica per tenerli buoni e per poter utilizzare in Oriente contro i Persiani le truppe illiriche. Gli Àvari mantennero inizialmente i patti arrestando le incursioni in territorio bizantino, ma alcuni Slavi invasero i Balcani, giungendo fino a Tessalonica. Comunque l'opinione che il controllo romano sui Balcani sia crollato di colpo con la rivolta di Focaad es. sembra negata dall'evidenza, almeno secondo alcuni autori.Florin Curta, The making of the Slavs, pag. 189.

Foca avrebbe addirittura continuato le campagne di Maurizio su scala ignota, e probabilmente trasferì forze al fronte persiano solo dal 605.Florin Curta, The making of the Slavs, con altri riferimenti. Ma anche dopo il 605, è improbabile che abbia ritirato tutte le forze dai Balcani, dato che era lui stesso di origini tracie. Non risultano prove archeologiche come monete seppellite o segni di distruzione che possano far pensare a incursioni slave o àvare, per tacere di un collasso totale delle posizioni romane durante il regno di Foca.Florin Curta, Michael Whitby. Al contrario, si sa che dei profughi da Dardania, "Dacia", e "Pannonia" cercarono protezione a Tessalonica solo sotto Eraclio (610-641), successore di Foca.Maurice's Strategikon: Handbook of Byzantine Military Strategy. Tradotto da George T. Dennis. Philadelphia, 1984, Reprint 2001, pag. 124 con ulteriori riferimenti. Sotto Foca, per quel che se ne sa, potrebbe persino esservi stato un relativo miglioramento. Risulta evidente che molte fortezze furono ricostruite sotto Maurizio o sotto Foca,Florin Curta ma anche così, fu la passività di quest'ultimo, più o meno obbligata per il deteriorarsi della situazione sul fronte persiano, ad aprire la strada alle massicce invasioni che segnarono il primo decennio di regno di Eraclio e portarono al definitivo collasso del potere romano nei Balcani.Michael Whitby

La colonna nel foro Romano