Instaurò un regime dittatoriale noto come franchismo, mediante il quale governò tutta la Spagna nel periodo compreso fra la vittoria nella guerra civile spagnola, nel 1939, e la sua morte.
Di ispirazione conservatrice e monarchica, si oppose all'abolizione della monarchia e alla proclamazione della Seconda Repubblica Spagnola nel 1931. Nel 1936, in seguito alle elezioni generali, in cui il Fronte Nazionale Controrivoluzionario perse con un ristretto margine di voti, salì al potere il Fronte Popolare, una coalizione di partiti di sinistra. Intenzionato a rovesciare l'ordine repubblicano, Franco mise in atto con altri generali un colpo di Stato nel luglio seguente, che portò alla guerra civile spagnola.
Franco prese rapidamente il comando delle truppe nazionaliste e ottenne l'appoggio della Germania nazista e dell'Italia fascista. Nel 1939 la guerra terminò con la vittoria dei nazionalisti e Franco instaurò una dittatura, proclamandosi Capo di Stato con il titolo di Caudillo. La Falange, fondata dallo stesso Franco nel 1937, divenne l'unico partito autorizzato, con la messa al bando di tutti gli altri movimenti politici.
In politica estera mantenne la neutralità della Spagna nella seconda guerra mondiale, pur sostenendo indirettamente le forze dell'Asse; permise, infatti, a navi e sottomarini tedeschi e italiani di attraccare nei porti spagnoli, consentì all'Abwehr di operare in territorio iberico e inviò la Divisione Azul a combattere sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica. Dopo la guerra la Spagna franchista si isolò per oltre un decennio, per poi aprirsi diplomaticamente nella seconda metà degli anni cinquanta. Nel 1947 Franco restaurò formalmente la monarchia in Spagna, lasciando però il trono vacante e assumendo le funzioni di Reggente.
Durante la guerra fredda, Franco fu uno strenuo oppositore del comunismo, ricevendo il sostegno dai Paesi aderenti alla NATO, pur senza entrare a farne parte.
Nel 1969, con il progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute e comprendendo l'incapacità del franchismo di sopravvivergli, indicò come futuro re di Spagna Juan Carlos, che, dopo la morte del Caudillo avvenuta nel 1975, ripristinò la democrazia nella cornice di una monarchia parlamentare.
Biografia Giovinezza
Franco nacque il 4 dicembre 1892 a Ferrol, porto galiziano, la cui vita economica ruotava intorno alla base navale, creata nel 1726..Preston, 1997, pag. 11, nota Il padre, Nicolás Franco y Salgado-Araujo (1855-1942) di origine andalusa, era un ufficiale dell'amministrazione navale. proveniente da una famiglia di ufficiali di marina da sei generazioni. La madre, Maria del Pilar Bahamonde y Pardo de Andrade (1865-1934), era la figlia di un commissario per le forniture navali.. La coppia si era sposata nel 1890 ed ebbe altri quattro figli: Nicolás, Ramón (1896-1951), María de la Paz (1898-1903) e Pilar (1900-1978). Francisco sin da bambino esibì un carattere introverso e riservato. Incapace di guadagnarsi l'affetto del padre, uomo molto severo, si legò moltissimo alla madre, dalla quale ereditò la fervente religiosità.
L'accademia e le prime esperienze militari
Franco, desideroso di continuare la tradizione familiare di ufficiali di marina, era in procinto di entrare nell'accademia navale. Tuttavia, la guerra ispano-americana causò gravissime perdite alla flotta spagnola e, non necessitando più di nuovi ufficiali, l'accademia sospese i corsi dal 1906 al 1913.
Il 29 agosto 1907 Franco entrò nell'accademia militare di Toledo dove, separato dalla figura materna di riferimento e dall'ambiente in cui era cresciuto, dovette subire le occasionali angherie e il nonnismo dei compagni, a causa dell'aspetto mingherlino e dell'atteggiamento riservato. Franco reagì impegnandosi nello studio di materie quali topografia e storia militare e manifestando la volontà di aderire ai principi che l'accademia si proponeva di instillare nei cadetti: obbedienza, eroismo, coraggio e senso del dovere. Molti decenni più tardi definì egli stesso quegli anni un "duro calvario".
Nel luglio 1909 gli fu conferito il grado di sottotenente. Nel 1912 si diplomò ufficiale con il grado di tenente e due anni dopo partì alla volta del Marocco, dove dal 1909 infuriava una guerra con i nativi. In diversi scontri si comportò con valore e le descrizioni delle sue imprese sui giornali spagnoli incominciarono a dargli una certa fama in patria. Nel 1914, a soli 21 anni, fu promosso capitano per merito. Divenne noto non solo per la risolutezza sul campo di battaglia, ma anche per le capacità organizzative.
Il 29 giugno 1916 subì l'unica ferita grave da lui riportata, all'addome, in un combattimento a El Biutz. L'anno successivo fu promosso maggiore con effetto retroattivo al giorno del ferimento. Non essendoci posti vacanti per tale grado, venne inviato a Oviedo, dove incontrò la quindicenne Carmen Polo. Franco rimase molto colpito dalla ragazza e incominciò un assiduo, seppur timido, corteggiamento a distanza. Nel 1920 entrò nei ranghi della neoformata Legione straniera spagnola, di cui fu uno degli ufficiali fondatori, e si distinse per durezza e ferrea disciplina. Tornato in Spagna per un breve soggiorno, sposò Carmen a Oviedo, nell'ottobre 1923.
Franco ripartì quindi alla volta del Nordafrica, dove proseguì la sua carriera militare sino a venir insignito del grado di colonnello nel 1925 e di generale di brigata l'anno seguente, a 33 anni, diventando il più giovane generale d'Europa. Nel 1926 la moglie partorì l'unica figlia, Carmen. Tornato nuovamente in Spagna durante la dittatura del generale Miguel Primo de Rivera, nel 1928 fu nominato direttore generale dell'Accademia militare di Saragozza fino alla chiusura dell'accademia nel 1931.
Seconda Repubblica
Il 14 aprile 1931 venne proclamata la Seconda Repubblica Spagnola; i primi contrasti con il nuovo governo si ebbero quando venne chiusa l'accademia dove Franco era direttore generale: Azaña considerò un affronto il discorso di congedo di Franco ai suoi cadetti, nel quale aveva espresso la necessità di maggiore disciplina e rispetto da parte delle autorità. In seguito, Franco visse sotto sorveglianza per sei mesi e scrisse per il giornale monarchico Acción Española, per il quale pubblicò alcuni articoli in cui sostenne che fosse in atto una cospirazione di ebrei, bolscevichi e massoni per estirpare il cristianesimo, con la Spagna come obiettivo primario.
Nel 1932 gli venne affidato il comando della base militare di La Coruña. Evitò di farsi coinvolgere nel colpo di Stato organizzato da José Sanjurjo, esprimendo il proprio dissenso in alcune lettere inviate al generale.
Nel 1933, in seguito alla riforma militare, Franco venne declassato dal primo al ventiquattresimo posto nella graduatoria dei generali di brigata; il 17 febbraio dello stesso anno gli fu affidato il comando militare delle Baleari.
Nell'ottobre 1933 le elezioni videro la vittoria del fronte di centro-destra. Il 5 ottobre 1934 ebbe inizio una rivolta promossa dai comunisti e dagli anarchici. La rivolta venne repressa nella maggior parte del Paese tranne che nelle Asturie, dove l'insurrezione era sostenuta soprattutto dai sindacati dei minatori. Franco venne così inviato a reprimere la rivolta, al comando della legione spagnola richiamata appositamente dal Marocco, insieme con l'esercito regolare guidato del generale Eduardo López Ochoa. Dopo due settimane di combattimenti e circa 1300 vittimeAntony Beevor, La guerra civile spagnola, BUR, Milano, 2006, p. 45, la ribellione venne sedata.
L'insurrezione alimentò ulteriormente la tensione tra Destra e Sinistra: Franco e Ochoa (che, prima della rivolta, era considerato un ufficiale simpatizzante di sinistra) emersero come personalità pronte a usare le truppe contro gli insorti come se questi ultimi fossero un esercito invasore. Franco descrisse la ribellione come una «guerra di frontiera contro socialismo, comunismo e qualsiasi cosa attacchi la civiltà per rimpiazzarla con la barbarie.»
Il 15 febbraio 1935 Franco venne nominato comandante in capo della legione spagnola di stanza in Africa e, dal 19 maggio, fu comandante di tutte forze armate.
Elezioni generali del 1936 e il colpo di Stato
Nell'ottobre 1935 scoppiò lo scandalo Straperlo, riguardante roulette truccate, che coinvolse il ministro degli Interni, Rafael Salazar Alonso. Lo scandalo ebbe un'ampia risonanza mediatica e portò alla caduta del governo di centro-destra, con nuove elezioni indette per il febbraio successivo. Queste videro il ritorno al potere del Fronte Popolare, con un margine molto ristretto di preferenze. Le contestazioni post-elettorali furono durissime, con la coalizione sconfitta che accusava quella vincente di volere instaurare una dittatura di stampo marxista; in risposta il governo accusò gli oppositori di volere rovesciare illegalmente l'ordine repubblicano.
In questo contesto di crescenti tensioni, Franco venne trasferito, il 23 febbraio, alle isole Canarie, da cui inviò al presidente del consiglio Santiago Casares Quiroga una lettera in cui contestava il trattamento tenuto nei confronti degli ufficiali dell'esercito considerati vicini alla destra, che erano stati sostituitiHugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Giulio Einaudi Editore, 1963, p. 119 con altri di tendenza repubblicana.A cura di Bernard Michal, La guerra di Spagna I, Edizioni di Cremille, Ginevra, 1971, p. 97 La missiva non ottenne risposta da Quiroga, che la ignorò.Paul Preston, La guerra civile spagnola, Oscar, Cles (TN), 2011, p. 104 Secondo quanto poi detto dallo stesso Franco, l'obiettivo della lettera era quello di favorire un accordo tra ufficiali e governo, in modo da scongiurare la proclamazione di un'insurrezione. Franco, che fino a quel momento non aveva voluto schierarsi apertamente contro il governo, decise quindi di allearsi con i futuri insorti.
Proprio in quel periodo incominciò infatti a prendere forma, su idea di Emilio Mola, il progetto di un colpo di Stato. Il 17 giugno Franco incontrò alcuni colleghi per preparare l'eventuale insurrezione.
Tuttavia egli mantenne fino all'ultimo un atteggiamento ambiguo; gli insorti decisero di dare inizio al golpe anche senza l'appoggio di Franco, ponendo José Sanjurjo a capo delle operazioni e fissando il 18 luglio come data dell'inizio della sollevazione. Costretto a scegliere uno schieramento e pressato da Mola, Franco decise di schierarsi con i golpisti e gli venne dato il comando delle truppe di stanza in Marocco.
L'assassinio dell'esponente conservatore José Calvo Sotelo, il 13 luglio, fece precipitare la situazione. I militari di stanza in Africa si ribellarono il 17 luglio, un giorno prima del previsto, e fecero prigionieri i comandanti filo-repubblicani. Il 18 luglio Franco emanò un proclama dalle Canarie e il giorno dopo si recò in Africa a bordo di un aereo privato, per prendere il comando delle truppe.
Gli insorti, che si facevano chiamare "nazionalisti", in una sola settimana conquistarono un terzo del territorio spagnolo. Tuttavia, la flotta era ancora controllata dalle forze repubblicane, lasciando Franco isolato e impossibilitato a sbarcare sul territorio metropolitano. I nazionalisti non riuscirono a prendere il potere, ed ebbe inizio la guerra civile spagnola.
Dalla guerra civile alla seconda guerra mondiale
La guerra civile incominciò nel luglio 1936 e terminò nell'aprile 1939 con la vittoria dei nazionalisti; il computo delle vittime stimate oscilla tra 190.000 e 500.000.