Biografia A trent'anni vendette quanto aveva ereditato dal padre, vendette addirittura se stesso come schiavo, donò il ricavato ai poveri e, liberato successivamente dal padrone, andò a vivere nel campanile della cattedrale di Foligno, dove pregava, digiunava e aiutava nelle mansioni più umili.

Vestiva di sacco con i piedi nudi e pregava fissando il sole in cui, secondo la biografia redatta dal padre domenicano Giovanni Gorini di San Gimignano per incarico dal vescovo Agneletti di Foligno, "intravedeva il vero sole che è Cristo": l'Inquisizione si interessò del suo caso ma trovò la sua fede limpida e inspiegabile la capacità di guardare il sole senza subire danni alla vista.

Secondo Lodovico Jacobilli (Vite de' santi, e beati dell'Umbria, vol. 2, Foligno 1656, pp. 47-48), Pietro fu vicino a santa Angela da Foligno e a santa Chiara da Montefalco. Dopo vari pellegrinaggi a Roma e ad Assisi, morì nel 1323 nella Cattedrale di Foligno intitolata a san Feliciano, dove il suo corpo riposa in una cappella eretta nel 1375. La ricognizione canonica delle spoglie mortali risale ai primi anni duemila.

Note

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Pietro Crisci