I Campionati internazionali Rugby Europe () sono l'insieme dei tornei per squadre nazionali maschili organizzati su base annuale da Rugby Europe, organismo continentale di governo del rugby a 15. La vittoria nella divisione maggiore di tali campionati, la cui partecipazione è riservata a tutte le nazionali europee escluse quelle del Sei Nazioni., conferisce alla squadra vincitrice il titolo di campione dEuropa..
Istituiti nel 1936 dalla FIRA – nome originario di Rugby Europe – come campionato a divisione unica che si tenne a Berlino quale evento a latere dei Giochi olimpici di quell'anno, hanno conosciuto successive variazioni regolamentari e di formato, acquisendo regolarità di svolgimento solo dalla loro sesta edizione del 1965, allorquando assunsero cadenza annuale e, talora, biennale. Fino al 1997 il torneo vedeva la partecipazione di tutte le maggiori federazioni dell'Europa continentale e fornì un palco internazionale a Paesi emergenti, uno su tutti l', quattro volte seconda negli anni ottanta. Nel 1999 e abbandonarono il torneo per dedicarsi solamente al Sei Nazioni (così rinominato con l'ammissione della citata Italia nel 2000).
Benché la partecipazione esclusiva alle federazioni europee risalga solo al 1999 ( e , membri della FIRA, erano partecipanti regolari alla competizione), World Rugby riconosce piena continuità con la precedente versione di torneo, la Coppa FIRA e, prima ancora, la Coppa delle Nazioni, contestualmente equiparando le vittorie in tali tornei alla conquista del campionato d'Europa a tutti i fini sportivi. Dal 1999-2000 la prima divisione del torneo (Campionato) è la massima competizione per le squadre europee del livello immediatamente inferiore a quello del Sei Nazioni: in ragione di ciò, nel linguaggio giornalistico fu definita «Sei Nazioni B» anche in considerazione dell'allora comune composizione a sei squadre e la coincidenza del calendario degli incontri delle due competizioni le quali, tuttavia, non hanno alcun punto di contatto in quanto facenti capo a due organizzazioni distinte.
Il record assoluto di vittorie (considerando quindi l'intero albo d'oro a partire dal 1936) appartiene alla che, su 31 partecipazioni fino al 1997, ha chiuso al primo posto per 25 volte e 5 al secondo; i Bleus precedono la , 17 vittorie a tutto il 2025, tutte conseguite dopo l'uscita di Francia e dal torneo. La vanta 10 vittorie, 5 conseguite prima del 1997 e altrettante dopo. Il vanta due vittorie, entrambe conseguite dopo la ristrutturazione del 1999. L' vanta una vittoria nel 1997, coincidente con l'ultima edizione cui prese parte, oltre a nove secondi e otto terzi posti.
La prima divisione di torneo, che nel formato in vigore al 2025 si disputa tra 8 squadre, ha assegnato 55 titoli di campione d'Europa al 2025-26; essa - e in passato anche le divisioni inferiori - è periodicamente usata come torneo di qualificazione europeo alla Coppa del Mondo.
Campione in carica è il , vincitore dell'edizione 2025-26 che ha interrotto una serie di 8 vittorie consecutive della .
Storia Le origini
Nel 1931 la fu rimossa dal Cinque Nazioni, competizione alla quale era stata ammessa nel .. Le quattro Home Union (, , e ) imputavano alla Fédération Française de Rugby (FFR) di non avere accolto le loro richieste di abolire il campionato nazionale il quale, a loro dire, favoriva la ricerca della vittoria a scapito del fair-play e, data la natura economica delle società rugbistiche francesi, introduceva surrettiziamente il professionismo – sebbene mascherato – nonché indisciplina e gioco violento. All'epoca nelle Isole Britanniche non esisteva alcuna competizione periodica di club, mentre nel continente la stessa Francia (dal 1896), l’Italia (dal 1929) e la (dal 1913) organizzavano un proprio campionato nazionale su base annuale e a svolgimento regolare; le citate e , nonché gli , avevano presentato una selezione nazionale ufficiale al torneo rugbistico olimpico di Parigi del 1924. Inoltre, dopo gli incidenti occorsi durante quest'ultima competizione, l'International Rugby Football Board (IRFB, oggi World Rugby) impose un veto di fatto alla ripresa di qualsiasi torneo a cinque cerchi, rendendo quindi la citata edizione del 1924 l’ultima, almeno per quanto riguarda il XV. La FFR si fece quindi capofila di un movimento alternativo all'IRFB e, nel 1934, in una riunione ad Hannover con i rappresentanti delle federazioni tedesca, italiana, belga, catalana, spagnola, olandese e portoghese cui si aggiunsero lettere di approvazione e adesione da parte delle federazioni cecoslovacca, svedese e svizzera, fu varato l'atto costitutivo e lo statuto di quella che fu battezzata Fédération Internationale de Rugby Amateur (Federazione Internazionale di Rugby Amatori, secondo la stampa italiana dell’epoca).
Tra i primi atti della neonata confederazione figurò il varo di un campionato internazionale, il Torneo FIRA, la cui prima edizione, tenutasi presso lo Sportplatz Grunewald di Berlino nel maggio 1936, fu ufficiosamente battezzata Trofeo delle quattro nazioni. Il torneo, che si teneva a due mesi dall’inizio delle undicesime Olimpiadi, costituiva un tentativo neppure troppo celato di spingere il Comitato Olimpico Internazionale a riammettere il rugby ai Giochi. Dal punto di vista del richiamo il Torneo FIRA 1936 – cui peraltro il CIO neppure conferì lo status di evento dimostrativo – registrò un'affluenza media di circa tre-quattromila spettatori a partita e mostrò un buon livello di rugby. Ad esso presero parte la squadra di casa della , la , l' e la e fu strutturato a eliminazione diretta: nelle due semifinali, la Francia batté 25-5 i romeni mentre l'Italia fu battuta 8-19 dai tedeschi.
Gli Azzurri conquistarono il terzo posto battendo 8-7 la Romania, mentre in finale fu la Francia a prevalere 19-14 sui tedeschi e ad aggiudicarsi il primo dei suoi 25 titoli. L'assenza dell'ufficializzazione CIO quale evento dimostrativo non impedì agli osservatori di giudicare il Trofeo delle quattro nazioni il torneo rugbistico a latere delle Olimpiadi meglio organizzato nonché più qualificato a livello internazionale, potendo vantare alla partenza quattro rappresentative nazionali ufficiali e non club o città come avvenuto in precedenza; ad aumentare il prestigio del torneo rileva il fatto che, comunque, ad arbitrare la finale fu il sudafricano van der Merve, appartenente a una federazione dell'IRFB.
L'anno successivo, a latere dell'Esposizione universale di Parigi, si tenne nella capitale francese la seconda edizione del torneo, cui alle quattro partecipanti del 1936 si aggiunsero e . Con le due finaliste uscenti Francia e Germania ammesse di diritto alle semifinali, si tennero due gare di barrage in cui l'Italia eliminò il Belgio e la Romania fece altrettanto con i Paesi Bassi. La finale fu tra Italia e Francia al Parco dei Principi, e fu vinta dai padroni di casa 43-5. La si aggiudicò il terzo posto battendo la .
Ranghi ridotti, altresì, per la terza edizione del torneo, tenutasi a Bucarest nel 1938: presenti solo , e i padroni di casa della , la competizione si tenne nell'arco di una settimana a girone unico, e fu di nuovo la Francia a laurearsi campione per la terza volta consecutiva. Fu, quella, l'ultima edizione prima della guerra, e di fatto l'ultimo atto ufficiale della FIRA per un decennio.
Il dopoguerra
La FIRA riprese le sue attività nel 1948 con il congresso di Milano., ma fu non prima di quello di Parigi del 1951 che si tornò a prendere in esame il ripristino del campionato, varato con il nuovo nome di Coppa Europa e strutturato a challenge: la squadra campione uscente avrebbe reso visita alla sfidante emersa da un torneo a eliminazione. La prima edizione del rinnovato torneo, e quarta assoluta, si tenne nel 1952 e vide in lizza, nel ruolo di sfidanti, Belgio, , Italia e . Fu l'Italia a vincere sui tedeschi la finale degli sfidanti e ad affrontare la Francia all'Arena di Milano; la nazionale transalpina si impose 17-8 vincendo il suo quarto titolo europeo.
Di nuovo all'Italia fu affidata l'organizzazione della Coppa Europa 1954, che vide l'adesione di tutte le squadre della passata edizione più , e , anche se le ultime due si ritirarono prima della stesura dei calendari. Il torneo si svolse a Treviso, Parma e Napoli e la finale si tenne a Roma presso il recentemente ultimato stadio dei Centomila – non ancora ribattezzato ufficialmente Olimpico – dove la Francia batté gli Azzurri 39-12 aggiudicandosi il quinto titolo europeo consecutivo e assoluto.
Le due citate edizioni furono per lungo tempo le ultime disputate, in quanto si dovette attendere più di un decennio, e una riforma regolamentare, per tornare a parlare di torneo europeo: solo nel 1965 fu varata la Coppa delle Nazioni FIRA, una nuova versione della competizione strutturata a girone unico e su divisioni di merito con meccanismo di promozione e retrocessione. Ai fini della classifica, in ogni incontro vi furono in palio tre punti per la vittoria e due per il pareggio; la sconfitta valeva un punto e alla squadra che dichiarasse forfait non venivano assegnati punti. Le squadre ammesse a tale prima divisione di torneo furono, oltre a Francia e Italia, , e . Anche la rinnovata versione di torneo fu dominata dalla , campione a punteggio pieno, davanti all'Italia.
L'anno successivo, a parte l'ennesima vittoria francese, si registrarono l'arrivo del , prima compagine extraeuropea a partecipare al torneo, e la prima retrocessione, da parte del , mentre l', sconfitta 13-60 a Tolone, rinunciò a partecipare all'edizione 1967-68, ancora appannaggio francese per l'ottava volta in otto edizioni.
Fu la a interrompere il dominio della Francia in occasione della nona edizione del 1968-69: a Bucarest i Bleus subirono la loro prima sconfitta di sempre nella storia della competizione e tale risultato proiettò i rumeni in testa al torneo e alla vittoria finale a punteggio pieno; l', dopo il forfait precedente, fu retrocessa d'ufficio in seconda divisione dalla quale risalì immediatamente a seguito delle vittorie su e , sue avversarie di torneo. I francesi ripresero fin dall'edizione successiva la supremazia sulla competizione: riservando ormai la selezione maggiore solo al test match contro la , vinsero il proprio nono titolo a punteggio pieno. Vincendo la seconda divisione, altresì, il Marocco divenne la prima extraeuropea a disputare il torneo per il titolo di campione.
Fu, ancora, la Francia a dominare le ultime tre edizioni chiamate Coppa delle Nazioni: all'assemblea FIRA di Bruxelles del 1971 le federazioni italiana, portoghese, svedese, spagnola e jugoslava proposero che il nome della competizione cambiasse in Campionato europeo al fine di meglio esplicitarne la natura ai fini sportivi e faleristici presso i propri governi e comitati olimpici. Con la stessa motivazione, anche la federazione cecoslovacca ribadì la proposta nell'assemblea di Parigi del 1972; fu quindi deliberata la trasformazione da Coppa delle Nazioni a Campionato FIRA e, successivamente, Coppa FIRA a partire dall'edizione 1973-74.
La Coppa FIRA
Nel 1973 il torneo assunse quella che, in retrospettiva, fu la più duratura denominazione della sua storia. Il formato a divisioni di merito e a girone unico per quella maggiore rimase stabile per 24 anni e 17 edizioni. Il decennio che fece seguito alla ridenominazione del torneo fu tra i più interessanti del rugby dell'Europa continentale: l'egemonia della Francia si diluì, tanto che, dei dieci titoli successivi, quattro furono appannaggio della che, all'epoca, contava su circa praticanti rispetto ai dell'immediato dopoguerra..
I romeni esordirono nel torneo 1974-75 battendo in casa propria la Francia e su quella vittoria costruirono la conquista del loro secondo titolo europeo; l'Italia, anch'essa visitatrice a Bucarest, impose ai romeni un 3-3 che, visti i risultati successivi, fu un'occasione persa di vincere il torneo.