Il monte Camicia è una montagna del massiccio del Gran Sasso, alta s.l.m. (la quinta della catena) posta, dal punto di vista geomorfologico, nella parte più orientale del massiccio, collegata sulla sua linea di cresta a ovest al vicino Monte Prena e a seguire ai Monte Brancastello e Monte Aquila, a est al Monte Tremoggia ( ), poi al Monte Siella ( ) e al Monte San Vito ( ).

Ricade nei territori dei comuni di Castel del Monte e Castelli, a cavallo delle province dell'Aquila e Teramo.

Descrizione

La caratteristica di questa montagna è la diversità dei due versanti: quello meridionale arrotondato ed erboso; roccioso e aspro quello settentrionale con la parete che precipita verticalmente per oltre 1200 metri sulle colline del teramano, sopra Castelli.

Sulla stessa imponente parete nord, a una quota di circa 1100-1200 metri, è presente in un canalone un glacio-nevato pensile perenne, il nevaio del Fondo della Salsa ().

Dalla cima la vista spazia da una parte sull'intera provincia di Teramo e di Pescara e sul mar Adriatico in lontananza, dall'altra verso meridione si può osservare Campo Imperatore e altre cime del Gran Sasso, il Corno Grande, la Maiella e il Sirente-Velino.

Il Dente del Lupo ( ) si presenta come un avancorpo del versante settentrionale del Monte Camicia ma è una vetta autonoma e ben distinta; s'innalza su una cresta che si dirama verso nord-est, tra il Fondo della Salsa a ovest, dominato dall’imponente Parete Nord del Camicia, e la lunga e articolata Valle del Gravone a est.

Flora La montagna ospita specie erbacee rare tra le quali spicca la stella alpina dell'Appennino.

Sorgenti A 2080 metri sgorga la risorgiva più elevata dell'Appennino, Fonte Grotta, dalle acque limpide e gelide.

Escursionismo e alpinismo

La cima si raggiunge da Campo Imperatore tramite non difficili percorsi escursionistici che superano circa mille metri di dislivello, mentre la parete nord, soprannominata l'Eiger dell'Appennino, è raramente salita solo dai rocciatori più esperti che affrontano non solo la verticalità e il dislivello ma anche l'ambiente montano estremamente aspro e selvaggio e la friabilità della roccia calcarea.

La cresta è percorsa dal Sentiero del Centenario.

Note

Voci correlate Gran Sasso Leontopodium Rigopiano Castelli

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