Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close Encounters of the Third Kind) è un film del 1977 scritto, diretto e ideato da Steven Spielberg.
È una pellicola fantascientifica nella quale viene narrato un ipotetico primo contatto tra l'umanità ed entità extraterrestri.
Il titolo deriva dalla classificazione degli incontri ravvicinati elaborata dall'astrofisico e ricercatore ufologico Josef Allen Hynek nel 1972, in cui un incontro ravvicinato "del terzo tipo" (il più elevato nella scala originale proposta) indica una osservazione di "esseri animati" in associazione con un avvistamento di UFO.
Vincitore di vari premi tra cui due premi Oscar e un David di Donatello, nel 2007 il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.
Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al sessantaquattresimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.
Trama Nel deserto di Sonora, lo scienziato francese Claude Lacombe, ospite principale della Conferenza di Montsoreau, e il suo interprete statunitense David Laughlin, insieme ad altri ricercatori scientifici, ritrovano la famosa "Squadriglia 19", 5 aerei motosiluranti TBM Avengers scomparsi nell'area del Triangolo delle Bermude durante una normale esercitazione nel dicembre del 1945. I velivoli sono intatti e operativi, ma non vi è alcuna traccia dei piloti. Si inizia a indagare su questo e altri strani eventi, nel tentativo di trovare una spiegazione. Nel frattempo a Muncie, nell'Indiana, un bambino di tre anni, Barry Guiler, si sveglia improvvisamente nella notte in un momento in cui i suoi giocattoli e gli oggetti di casa sua iniziano incredibilmente a muoversi da soli. Affascinato e per nulla spaventato, si alza dal letto e corre fuori casa, costringendo la madre Jillian a inseguirlo.
Nel frattempo l'addetto al controllo delle linee elettriche Roy Neary, sposato con Ronnie e padre di tre bambini, mentre lavora ad un intervento di manutenzione, rimane coinvolto in un inseguimento di quattro UFO da parte della polizia, vivendo così un "incontro ravvicinato" a bordo del suo furgone. Durante la stessa notte incontra sulla strada anche Jillian, che è riuscita a raggiungere Barry per riportarlo a casa. Roy, dopo l'incontro ravvicinato, rimane sconvolto (oltre che scottato su metà del corpo) e inizia subito a dare segni di pazzia, tra i quali il più evidente è un'ossessione da immagini mentali, in cui gli compare una forma simile a quella di una montagna a tronco di cono, che cerca in tutti i modi di riprodurre. Anche Jillian sviluppa la stessa ossessione, dopo aver vissuto un incontro ravvicinato presso la sua abitazione: gli UFO passano vicino ad essa e, nonostante lei cerchi di chiudere ogni apertura, il piccolo Barry viene risucchiato e portato via, rimanendo vittima di un rapimento alieno.
Questa intensa attività ufologica non riguarda però solo l'Indiana o solo gli Stati Uniti, ma è molto presente in tutto il mondo. Nel corso delle indagini il professor Lacombe e i suoi assistenti si rendono conto che i testimoni raccontano tutti di aver sentito, durante gli incontri, una particolare sequenza di note musicali emessa dagli UFO, uguale in tutti i casi. Ulteriori indagini ed elaborazioni traducono tali note in precise coordinate, che secondo Lacombe sono le coordinate geografiche del luogo in cui le entità extraterrestri vorrebbero incontrarsi con l'umanità: tale luogo corrisponde alla Torre del Diavolo, nel Wyoming. Si decide allora di isolare la zona e prepararsi all'eccezionale evento costruendo una base attrezzata, con le autorità governative, che optano per tenere il tutto segreto e far evacuare le zone circostanti, diffondendo la falsa notizia di una fuoriuscita di gas tossico da un treno in transito. I telegiornali, riportando tale notizia, mostrano la Torre del Diavolo, la cui forma è proprio quella che compare nell'immagine che ossessiona Roy, Jillian e molti di coloro che hanno avuto esperienze di incontri ravvicinati. Queste persone, vedendo la montagna, intuiscono di doversi assolutamente recare in tale luogo. La maggior parte delle persone che tentano di avvicinarsi sono bloccate dalle autorità, ma Jillian e Roy, che affrontano l'avventura insieme, riescono ad arrivare in cima. Nel cielo notturno, sopra la base segreta, improvvisamente appaiono decine di UFO, l'ultimo dei quali è l'enorme nave madre. Gli scienziati provano a comunicare attraverso luci colorate, associate alle note musicali della sequenza emessa dagli UFO, segnali ai quali gli alieni sembrano rispondere allo stesso modo.
Poco dopo la nave madre atterra e libera le persone rapite nel corso degli anni, che appaiono in ottima salute, felici e non invecchiate. Tra questi c'è anche il piccolo Barry, che riabbraccia la propria madre. Dalla navicella escono anche diversi alieni, che hanno un aspetto umanoide completamente glabro, con un corpo molto magro e un grande cranio allungato; essi rispondono alla sequenza musicale, tradotta in gesti con la mano da Lacombe. Nel frattempo i funzionari del governo avevano selezionato un gruppo di persone per farle interagire con gli extraterrestri. Questi, a cui si aggiunge Roy, vengono portati davanti alla navicella, ma solo Roy viene scelto per andare con loro. La navicella si chiude e decolla sparendo nel cielo.
Estetica e stile Il film racconta l'incontro ravvicinato tra l'umanità e un'intelligenza extraterrestre attraverso una narrazione molto semplice, quasi favolistica, con una conclusione assolutamente positiva. Lo stesso Steven Spielberg al termine delle riprese aveva commentato: «Volevo che Incontri ravvicinati del terzo tipo fosse una storia molto semplice, vissuta da una persona qualunque, che doveva essere testimone di un evento straordinario, un'esperienza sconvolgente e ossessionante, di quelle che cambiano completamente la vita». Una delle peculiarità del film è proprio il lieto fine: contrariamente alle aspettative iniziali degli umani, gli alieni non intendono conquistare e distruggere ma vengono in pace, ribaltando un'immagine classica del cinema di fantascienza postbellico. Tale particolarità rilevante sarà presente in un altro celebre film di fantascienza di Spielberg, E.T. l'extra-terrestre, uscito cinque anni dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Produzione Ideazione
L'idea di Incontri ravvicinati del terzo tipo nacque quando Steven Spielberg, ancora giovane, assistette insieme a suo padre a una pioggia di meteoriti nel New Jersey.Making off di "Incontri ravvicinati del terzo tipo", Columbia Pictures, 1997 Dopo questa esperienza, ancora adolescente, produsse il film Firelight, riguardante temi ufologici, di cui molte scene sono state poi trasferite in Incontri ravvicinati del terzo tipo con la tecnica shot-for-shot. Nel 1973, durante la post-produzione di Sugarland Express, Spielberg firmò un contratto con la Columbia Pictures per la produzione di un film di fantascienza, con Julia Phillips e Michael Phillips scelti come co-produttori.
Dopo il successo ottenuto con il film Lo squalo, ha avuto la possibilità di girare un film con un ampio margine creativo, concessogli dalla Columbia. Inizialmente gli sceneggiatori Paul Schrader e John Hill gli proposero una storia basata su un ufficiale dell'aeronautica militare che dopo aver avuto un "incontro ravvicinato" inizia a cercare un contatto con gli extraterrestri, mettendosi a capo di un apposito progetto governativo segreto. Ma tale proposta venne rifiutata. Successivamente, Spielberg iniziò a scrivere la sceneggiatura con l'aiuto di Jerry Belson. Durante la scrittura, a suo dire, è stato molto influenzato dalla canzone When You Wish upon a Star, tratta dal film Pinocchio. Il titolo di lavorazione originale era Kingdom Come to Close Encounters, cambiato nell'attuale Close Encounters of the Third Kind (Incontri ravvicinati del terzo tipo) durante la fase di pre-produzione. Per il personaggio di Lacombe, Spielberg si sarebbe ispirato all'astronomo e ufologo Jacques Vallée. La scena dell'inseguimento di un UFO da parte di tre auto della polizia sarebbe stata ispirata da un caso del 1966, l'avvistamento di UFO della contea di Portage.Warren Buckland, Directed by Steven Spielberg, 2006, p. 113
J. Allen Hynek accettò di collaborare come consulente scientifico e fece la sua apparizione in un cameo. Anche l'United States Air Force e la NASA cooperarono nella produzione del film.
Cast Roy Neary, interpretato da Richard Dreyfuss, doppiato da Pino Colizzi: addetto alla manutenzione delle linee elettriche dell'Indiana che vive l'esperienza di un incontro ravvicinato (a seguito della quale inizierà a dare segni di follia e verrà licenziato), incontrerà dal vivo gli alieni sulla Torre del Diavolo e si unirà a loro. Jillian Guiler, interpretata da Melinda Dillon, doppiata da Vittoria Febbi: la madre del piccolo Barry, rapito dagli alieni. Viaggia insieme a Roy per raggiungere la Torre del Diavolo. Barry Guiler, interpretato da Cary Guffey: bambino di tre anni che rimane vittima di un rapimento alieno da cui esce sano e salvo. Claude Lacombe, interpretato da François Truffaut: ricercatore francese che studia l'attività ufologica per conto del Governo degli Stati Uniti. David Laughlin, interpretato da Bob Balaban: assistente e traduttore del professor Lacombe. Veronica "Ronnie" Neary, interpretata da Teri Garr, doppiata da Maria Pia Di Meo: moglie di Roy Neary, che si allontana dal marito dopo l'inizio della sua ossessione.
Riprese Le riprese iniziarono il 16 maggio 1976, interessando i luoghi di Burbank, in California, la Torre del Diavolo, nel Wyoming, e le città di Mobile e Bay Minette, in Alabama. Inoltre, l'abitazione dove avviene il rapimento alieno di Barry si trova a Fairhope, mentre le scene nel deserto del Gobi in realtà sono state girate nel deserto del Mojave.
Durante la lavorazione non mancarono problemi sia tecnici sia economici. Spielberg aveva inizialmente stimato i costi per il film in circa 2,7 milioni di dollari, ma alla fine superarono i 19 milioni di dollari. A tal proposito il produttore esecutivo John Veich ha avuto occasione di affermare: «Se avessimo saputo prima che sarebbe costato così tanto, non credo che l'avremmo fatto». A contribuire alla crescita dei costi, ci fu anche un uragano atlantico che in Alabama causò diversi inconvenienti tecnici, specie durante le scene sonore.
Effetti visivi Il supervisore agli effetti speciali fu Douglas Trumbull, mentre Carlo Rambaldi disegnò gli alieni. Ralph McQuarrie e Greg Jein invece disegnarono e costruirono la navicella spaziale.
Visto che il film è stato girato in modo anamorfico, gli effetti visivi sono stati aggiunti su pellicola 70mm, per conformarli meglio con la pellicola 35mm. Si sperimentò anche la tecnica Computer-generated imagery, ma non usata perché troppo costosa. I piccoli alieni che si vedono nelle scene finali sono stati interpretati da ragazze locali nella cittadina di Mobile, in Alabama.
La melodia