Biografia Cratete, ateniese, sarebbe stato all'incirca contemporaneo di Eschilo, secondo alcune fontiDemetrio Lacone, Poetica, B col. 38, p. 112 Romeo.. Avrebbe esordito come attore nelle commedie di CratinoAnonimo, Sulla commedia (Koster III, 11–13, 26–30); scolio a Aristofane, Cavalieri, 537a., per poi dedicarsi all'attività drammaturgica egli stesso, riportando la vittoria, comunque, solo tre volte, di cui la prima probabilmente nel 450 a.C.IG II2 2325, 52.Girolamo, Chronicon, p. 112, 15 Helm. Aristotele lo considerò un innovatore del genere comico, poiché abbandonò la composizione in giambi e introdusse le storie e i racconti, analogamente a quanto si stava sperimentando in Sicilia.Poetica, 1449b 5-8.
Commedie Della sua opera restano sette titoli e sessanta frammenti: Γείτονες (I vicini), Ἥρωες (Gli Eroi), Θηρία (Le bestie), Λάμια (Lamia), Πεδῆται (Gli incatenati), Σάμιοι (Gli uomini di Samo),Suida, Κ 2239 Adler. Τόλμαι (Le gesta ardite).Ateneo, Deipnosofisti, VI 247f. Secondo AristofaneCavalieri, vv. 537–40; cfr. anche fr. 333 K.-A., Cratete avrebbe introdotto in scena commedie garbate e piene di spirito, mentre, secondo altre fonti, sarebbe stato il primo ad introdurre sulla scena personaggi ubriachiAnonimo, Sulla commedia (Koster III, 11–13, 26–30).: dai frammenti pervenuti, comunque, il giudizio aristofaneo risulta confermato, con descrizioni utopiche e un linguaggio poco giambico. Anzi, nelle Bestie egli presentava due temi ricorrenti nella Commedia Antica: la presenza di cori animaliCfr. M. Farioli, Due zoocrazie comiche: le Bestie di Cratete e i Pesci di Archippo, in "Aevum Antiquum", 12 (1999), pp. 17 ss., che alcuni hanno visto come parte delle origini del genere, e la realizzazione di un mondo ideale, la cui parole chiave è automatosFrr. 17, 18 K.-A..
Note
Bibliografia M. G. Bonanno, Studi su Cratete comico, Padova, Antenore, 1972. M. Farioli, Due zoocrazie comiche: le Bestie di Cratete e i Pesci di Archippo, in "Aevum Antiquum", 12 (1999), pp. 17–59.
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