Il Regno del Ponto fu un regno ellenistico localizzato nell'Anatolia nord-orientale, tra i fiumi Fasis e Halys e la costa del Mar Nero. Fu fondato da Mitridate I nel 281 a.C. in reazione alla politica aggressiva del sovrano Antigono I Monoftalmo. Raggiunse l'apogeo sotto Mitridate VI il Grande, che conquistò Colchide, Bitinia, le colonie greche del Chersoneso Taurico e, per un breve periodo, la provincia romana dell'Asia. Mitridate fu però sconfitto dopo una lunga serie di conflitti dalla Repubblica romana, e nel 63 a.C. il regno fu smembrato, parte incorporato nel territorio romano come provincia di Bitinia e Ponto e parte come regno cliente dei Romani. Quest'ultimo fu annesso definitivamente nel 62 dall'imperatore Nerone.
Poiché la maggior parte del regno coincideva con la regione della Cappadocia, che inizialmente si estendeva dai confini della Cilicia al Pontus Euxinus (Mar Nero), il regno fu inizialmente chiamato "Cappadocia del Ponto" o "Cappadocia dell'Eusino", ma gradualmente il territorio passò ad identificarsi col semplice nome di "Ponto", che divenne il nome ufficiale solo sotto Mitridate VI.
Va considerato culturalmente ed etnicamente uno stato iranico di cultura persiana, ma sin dalla sua origine sperimentò una continua influenza dell'ellenismo dovuta alla presenza delle colonie greche del Mar Nero e ai rapporti con i vicini stati ellenistici del Regno di Pergamo e dell'Impero seleucide.
Geografia e cultura
Il Regno del Ponto era diviso in distretti amministrativi chiamati eparchie,Cambridge Ancient History, Volume IX, pp. 133-136. ma più importante era la suddivisione in due zone culturalmente, etnicamente ed economicamente distinte, quella costiera e quella interna, delimitate dai Monti del Ponto che corrono paralleli alla costa.
La regione costiera era dominata dalle città greche, come Amastris (tecnicamente in Paflagonia) e Sinope, che divenne capitale pontica dopo essere stata conquistata nel 183 a.C.; altre città importanti furono Laodicea Pontica, Farnacia (probabilmente voluta da Farnace I poco dopo la conquista di Sinope) ed Eupatoria Amiso sulla costa (voluta da Mitridate VI). Lungo la costa erano fiorenti i commerci di legname, prodotti ittici e olio, e nella parte costiera a sud di Farnacia si sfruttavano ricchi giacimenti di ferro e argento.
La regione interna era invece caratterizzata da poche città, la principale delle quali era Amasya, l'antica capitale in cui i sovrani pontici avevano il proprio palazzo e le proprie tombe reali a partire da Mitridate I Ctiste e fino alla conquista di Sinope; un'altra città importante era Eupatoria Magnopoli, fondata da Mitridate VI. A parte queste pochissime città, l'interno era dominato da piccoli villaggi, con templi che controllavano vaste proprietà. Le vallate fluviali del Ponto, come quelle del Lico (moderno Kelkit) e dell'Iris (moderno Yeşil), scorrono parallele alla costa ed erano alquanto fertili, permettendo l'allevamento del bestiame e la coltura dei cereali, insieme a quella degli alberi da frutto come ciliegi (che presero il nome latino dalla città di Cerasus), meli e peri. L'acciaio prodotto dai montanari calibi divenne alquanto famoso in Grecia, e nelle zone interne si estraevano anche rame, piombo, zinco e arsenico.
La divisione tra costa ed entroterra era anche culturale. La costa era principalmente greca e caratterizzata dal commercio marittimo; l'interno era abitato da cappadoci e paflagoni anatolici governati da un'aristocrazia iranica che risaliva all'Impero achemenide. La religione del regno era sincretica, con divinità locali venerate accanto a quelle persiane e greche; le divinità principali erano il persiano Ahura Mazdā anche detto Zeus Stratios, il dio lunare Men Pharnacou e Ma (identificata con Cibele).Cambridge Ancient History, Volume IX, p. 137. Le divinità solari erano particolarmente popolari, la casa reale era identificata col dio persiano Ahura Mazdā della dinastia achemenide, e sia Apollo sia Mitra erano venerati dai sovrani. Effettivamente il nome più utilizzato dai sovrani pontici era Mitridate, che significa «dato da Mitra».David Ulansey, The Origins of the Mithraic Mysteries, p. 89.
La cultura pontica vide la fusione di elementi greci e iranici, sebbene la maggior parte delle zone ellenizzate erano quelle costiere, già greche in origine. Prove epigrafiche mostrano un'ampia influenza ellenistica all'interno. All'epoca di Mitridate VI Eupatore, il greco era la lingua ufficiale del regno, sebbene le lingue anatoliche continuassero ad essere parlate all'interno. I sovrani pontici affermavano di discendere dalla famiglia reale persiana, ma si comportavano come re ellenistici e in tal modo si facevano raffigurare sulle monete, riconducendosi all'iconografia dello statere reale di Alessandro Magno.McGing, p. 10-11.
Storia
Dinastia mitridatica di Cio
Il regno fu originariamente la satrapia di Cappadocia (Katpatuka) dell'Impero achemenide. La dinastia persiana che avrebbe poi fondato il Regno del Ponto governò, nel IV secolo a.C., la città greca di Cio in Misia, e il suo più antico rappresentante è noto come Mitridate I di Cio. Suo figlio Ariobarzane consolidò il dominio familiare sulla città con la sottomissione delle tribù dell'interno e ottenne la satrapia della Frigia, ma scelse di allearsi con Atene e si rivoltò contro Artaserse II, venendo infine tradito dal proprio figlio, Mitridate II di Cio.Senofonte, Cyropaedia, VIII 8.4.
Il destino della satrapia fu segnato, nel 334 a.C., dall'avanzata vittoriosa di Alessandro Magno in Anatolia, in quanto con le sconfitte nella battaglia del Granico e nella battaglia di Isso, la stretta persiana sul territorio della satrapia si dissolse, ma non fu seguita dall'occupazione greca; si generò così un vuoto di potere che permise a Mitridate II di consolidare il proprio potere. Dopo la morte di Alessandro e la spartizione di Triparadiso (321 a.C.), Mitridate II divenne vassallo di Antigono I Monoftalmo.
Nel 302 a.C. Antigono fece uccidere Mitridate II di Cio, probabilmente per evitare che si alleasse col suo rivale, Cassandro I; allo scopo di evitarne la vendetta, progettò di uccidere l'omonimo figlio di Mitridate II, il futuro Mitridate I del Ponto, ma Demetrio, figlio di Antigono, mise in guardia il proprio amico Mitridate, che poté fuggire in oriente con sei cavalieri.Appiano, Guerre mitridatiche, II. Mitridate si recò dapprima a Cimiata, in Paflagonia, e poi ad Amasya, in Cappadocia. A seguito della sconfitta di Antigono e Demetrio nella battaglia di Ipso (301 a.C.) vi fu un vuoto di potere in Asia minore, che Mitridate sfruttò per creare un dominio indipendente; molti si unirono a lui, considerando l'erede della casa reale persiana il legittimo detentore del potere. Negli anni successivi espanse l'influenza del proprio dominio, difendendolo dalle mire di Seleuco I, e nel 281 o 280 a.C. poté dichiararsi Βασιλεύς (basileus, «sovrano») dei territori della Cappadocia settentrionale e della Paflagonia orientale,Appiano, Guerre mitridatiche, IX; Strabone, Geografia, xii. 3; Plutarco, Vita di Demetrio, 4 che governò dal 302 al 266 a.C. Espanse ulteriormente il suo regno verso il fiume Sakarya a occidente, e nel 279 a.C. suo figlio Ariobarzane catturò Amastris, il primo porto importante sul Mar Nero. Mitridate si alleò con i nuovi arrivati, i Galati, e sconfisse un esercito inviato da Tolomeo I, il quale era alleato di Eraclea Pontica, avversaria di Mitridate.McGing, 16-17.
Regno del Ponto (281-120 a.C.)
Poco si conosce del regno di Ariobarzane, sovrano dal 266 al 250 a.C. circa, cui succedette in minore età il figlio Mitridate II. All'inizio del suo regno, il Ponto fu invaso dai Galati, una popolazione celtica stanziata nei Carpazi; dopo una lunga lotta, in cui il Ponto fu alleato del suo tradizionale nemico, Eraclea Pontica, i Galati furono respinti. Raggiunta la maggiore età, Mitridate II si inserì nelle lotte dinastiche che dilaniavano l'Impero seleucide. Nel confronto cruento tra Seleuco II Callinico e suo fratello minore Antioco Ierace, Mitridate si schierò dalla parte del secondo, e Seleuco fu sconfitto in Anatolia dall'alleanza di Antioco, Mitridate e dei Galati. Nel 220 a.C. Mitridate cercò, senza successo, di conquistare Sinope. Allo scopo di ottenere il riconoscimento del suo regno e di creare un forte legame con la dinastia seleucide, Mitridate sposò la sorella di Seleuco II e Antioco, e più tardi diede in moglie la propria figlia al sovrano seleucide Antioco III il Grande. Le fonti sono per lo più silenziose sulla storia del Ponto negli anni successivi alla morte di Mitridate, quando regnò suo figlio Mitridate III (220-198/88 a.C.).McGing, pp. 17-23.
Farnace I (189-159 a.C.) riscosse più successo nella sua espansione ai danni delle città costiere greche. Fu alleato del re Prusia I di Bitinia nella guerra contro Eumene II di Pergamo nel 188 a.C., ma i due conclusero una pace nel 183, dopo che Bitinia ebbe sofferto una serie di rovesci. Farnace conquistò Sinope nel 182 a.C. e, sebbene i Rodiesi si fossero lamentati di ciò con i Romani, non accadde nulla; Farnace allora continuò la sua espansione, ottenendo il controllo di gran parte della costa anatolica settentrionale con la conquista delle città costiere di Cotyora, Choerades (rinominata Pharnakeia) e Trapezo. Malgrado i tentativi romani di mantenere la pace, Farnace combatté contro Eumene II di Pergamo e Ariarate IV di Cappadocia; inizialmente vittorioso, sembra che nel 179 a.C. sia stato sconfitto, dato che fu obbligato a firmare un trattato col quale rinunciò a tutti i territori della Galazia e della Paflagonia che aveva conquistato, oltre alla città di Tio, ma mantenendo il controllo di Sinope.Polibio, Storie, XXIV. 1, 5, 8, 9 XXV. 2 Allo scopo di estendere la sua influenza verso settentrione, Farnace si alleò con le città del Chersoneso Taurico e con altre città del Mar Nero, come Odesso. Mitridate IV Filopatore Filadelfo, suo fratello e successore, adottò invece una politica pacifica e filo-romana; nel 155 a.C. inviò aiuti militari ad Attalo II, alleato dei Romani impegnato in una guerra contro Prusia II di Bitinia.Polibio, XXXIII.12
Il suo successore, Mitridate V Evergete, restò un amico dei Romani, e inviò alcune navi e un piccolo contingente di ausiliari per aiutare i Romani nella terza guerra punica, nel 149 a.C. Inviò anche truppe per la guerra contro Eumene III, in realtà un greco di nome Aristonico che aveva usurpato il trono del Regno di Pergamo alla morte di Attalo III, il quale aveva lasciato il proprio regno in eredità ai Romani. Alla fine della guerra, la Repubblica romana formò la provincia d'Asia con parte dei territori dell'ex regno pergameno, mentre la restante parte fu suddivisa tra i sovrani alleati: a Mitridate toccò la Frigia Maggiore (poiché la Frigia e il Ponto non confinano, è verosimile che il Ponto avesse una qualche forma di controllo sulla Galazia, per mantenere una contiguità territoriale del regno). È possibile che Mitridate abbia ereditato la Paflagonia dopo la morte del suo re, Pilemene I. Mitridate Evergete diede in sposa la propria figlia Laodice al re Ariarate VI di Cappadocia, ma successivamente invase quel regno (sebbene non siano noti i dettagli di questa guerra). Mitridate continuò il processo di ellenizzazione del Ponto: fu il primo sovrano a fare ampio uso di mercenari greci reclutati nell'Egeo, fu onorato a Delo e scelse di farsi raffigurare come Apollo nelle monete. Morì nel 121/120 a.C., a Sinope, assassinato; i dettagli della sua morte non sono chiari.McGing, pp. 36-39.
Poiché entrambi i suoi figli, Mitridate VI Eupatore e Mitridate Cresto, erano ancora bambini, il Ponto fu retto da Laodice, moglie di Mitridate Evergete, la quale preferì Cresto ad Eupatore; Mitridate VI dovette allora scappare dalla corte pontica. Tornò nel 113 a.C., per deporre e incarcerare Laodice, e, infine, mettere a morte il fratello.Cambridge Ancient History, Volume IX, p. 133.
Apogeo e declino: Mitridate il Grande