Nominato Cesare (imperatore subordinato a un Augusto) dal padre, assieme ai fratelli, alla morte di Costantino I assunse il potere nella parte orientale dell'Impero, lasciando gli altri fratelli a spartirsi l'Occidente. Si impegnò poi nella difesa dei confini orientali dell'Impero dalla minaccia dei Sasanidi, optando per una politica militare a bassa intensità diversa dalle consuetudini romane, che fu efficace, ma che causò una certa insoddisfazione nel mondo romano.
Buon comandante e amministratore, ridusse il peso della burocrazia imperiale e del fisco; in campo militare dovette affrontare anche le incursioni dei popoli barbari attraverso i confini germanico e danubiano, mentre in politica interna fu a lungo impegnato dall'usurpatore Magnenzio, cui contese e strappò il potere in Occidente, come pure da altri usurpatori (Vetranione, Decenzio, Nepoziano e Claudio Silvano). Non avendo figli, associò al potere gli unici due parenti maschi rimastigli dopo le purghe seguite alla morte di Costantino e che avevano consentito a Costanzo di sbarazzarsi di possibili concorrenti al soglio imperiale: prima scelse il cugino Gallo, cui diede in sposa la propria sorella Costantina e che poi mise a morte a causa della sua disastrosa amministrazione dell'Oriente, e poi il fratellastro di questi Giuliano, il quale, dopo aver dimostrato insospettate qualità militari e amministrative in Gallia, gli si rivoltò contro, proclamandosi imperatore e succedendogli poi alla sua morte.
Come il padre prima di lui, l'imperatore Costanzo assunse un ruolo attivo nelle dispute dottrinali all'interno del cristianesimo, promuovendo l'arianesimo nell'ambito della diatriba sulla natura di Cristo; promosse anche diversi concili, rimuovendo e nominando molti vescovi. Con Costanzo il potere e i privilegi della gerarchia ecclesiastica si consolidarono e il cristianesimo divenne sempre più la religione principale dello Stato romano.
Biografia Giovinezza Costanzo II nacque il 7 agosto 317 a Sirmio, in Pannonia, secondo figlio dell'imperatore romano Costantino I e di Fausta, e ricevette il nome del proprio nonno paterno, l'imperatore tetrarchico Costanzo Cloro. Costantino e Fausta ebbero altri due figli, Costantino II e Costante I, e due figlie, Costantina ed Elena.
Il 13 novembre. Anche la data dell'8 novembre è stata proposta (). 324, a Nicomedia, Costanzo fu elevato al rango di cesare, all'età di sette anni; due anni dopo resse il suo primo consolato, assieme al padre. In seguito alla pace raggiunta con i Goti dal padre Costantino e dal fratello maggiore Costantino II nel 332, Costanzo fu probabilmente inviato sull'alto Danubio per vigilare sul rispetto del trattato conseguito.Maraval 2015, p. 30.
Nel 335, con l'elevazione a cesare del nipote Dalmazio (figlio del fratellastro Dalmazio censore), Costantino I delineò quella che avrebbe dovuto essere la spartizione dell'Impero romano dopo la propria morte: ai quattro cesari - Costantino II, Costante I, Dalmazio e Costanzo II - furono assegnate quattro porzioni dell'impero, rispettivamente le province corrispondenti alla prefettura delle Gallie, l'Italia e l'Africa, la Grecia, e infine, a Costanzo, l'Oriente.
Nel 336, in occasione della celebrazione dei tricennalia di Costantino, Costanzo sposò a Costantinopoli la figlia di Giulio Costanzo, fratellastro di Costantino, e di Galla, rinforzando così i legami di parentela, oltre che la presa della dinastia costantiniana sull'Impero.
Situazione dell'Impero all'inizio del regno di Costanzo Il regno di Costanzo II va compreso all'interno di quel processo di trasformazione dell'Impero che era stato iniziato dai tetrarchi, rinvigorito e proseguito da Costantino I e che si sarebbe concluso con la fine della dinastia costantiniana nel 363. In particolare, il regno di Costantino fu importante per due ragioni: la prima fu lo spostamento del centro del potere imperiale dall'Occidente all'Oriente, la cui importanza stava già crescendo, in particolare con la fondazione della nuova capitale, Costantinopoli; la seconda ragione è il sostegno che diede al Cristianesimo, che nel giro di pochi decenni divenne la religione di Stato.
Entrambi questi aspetti della politica imperiale, però, rimasero aperti alla morte di Costantino, e da questi passarono ai suoi figli e successori, in particolare a Costanzo, cui spettò la gestione della parte orientale dell'impero. La scelta di porre la capitale a Costantinopoli era stata dovuta alla volontà di porre il centro del potere imperiale alla stessa distanza dalle due principali frontiere dell'impero, quella danubiana e quella sull'Eufrate; malgrado ciò, Costantino non riuscì a consolidarle entrambe, tanto che, al momento della sua morte, stava preparando una campagna contro i nemici a Oriente, i Sasanidi. Sul piano religioso, invece, il cristianesimo era scosso sin nelle sue fondamenta dalla profonda frattura avvenuta sulla natura di Cristo, che opponeva i sostenitori dell'ortodossia a quelli dell'arianesimo.
Entrambi questi problemi impegnarono tutto il regno di Costanzo.
Ascesa al trono
Costantino I morì il 22 maggio 337, mentre preparava una campagna militare contro i Sasanidi: non nominò il suo successore, ma la situazione vedeva il potere spartito tra i suoi cesari. Costanzo, che era impegnato in Mesopotamia settentrionale a supervisionare la costruzione delle fortificazioni frontaliere,. si affrettò a tornare a Costantinopoli, dove organizzò e presenziò alle cerimonie funebri del padre: con questo gesto rafforzò i suoi diritti come successore e ottenne il sostegno dell'esercito, componente fondamentale della politica di Costantino.Chronicon paschale, p. 533, 5-17; Passio Artemii, 8 (8.12-19); .
Durante l'estate del 337 si ebbe un eccidio, per mano dell'esercito, dei membri maschili della dinastia costantiniana e di altri esponenti di grande rilievo dello Stato: solo i tre figli di Costantino e due suoi nipoti bambini (Gallo e Giuliano, figli del fratellastro Giulio Costanzo) furono risparmiati.. In particolare furono uccisi i fratellastri di Costantino I, Giulio Costanzo, Nepoziano e Dalmazio, alcuni loro figli, come Dalmazio Cesare e Annibaliano, e alcuni funzionari, come Optato e Ablabio. Le motivazioni dietro questa strage non sono chiare: secondo Eutropio Costanzo non fu tra i suoi promotori ma non tentò certo di opporvisi e condonò gli assassini;. Zosimo invece afferma che Costanzo fu l'organizzatore dell'eccidio.. Nel settembre dello stesso anno i tre cesari rimasti (Dalmazio era stato vittima della purga) si riunirono a Sirmio in Pannonia, dove il 9 settembre furono acclamati imperatori dall'esercito e si spartirono l'Impero: Costanzo si vide riconosciuta la sovranità sull'Oriente. È probabile che i Sarmati, non appena venuti a sapere della morte di Costantino, fecero un'irruzione nella pars imperii di Costanzo, venendo respinti dalle truppe dell'imperatore, che per l'occasione assunse anche il titolo di Sarmaticus maximus.
La divisione del potere tra i tre fratelli durò poco: Costantino II morì nel 340, mentre cercava di rovesciare Costante, e Costanzo guadagnò i Balcani; nel 350 Costante fu rovesciato dall'usurpatore Magnenzio, e Costanzo divenne unico imperatore, assumendo il controllo de iure anche della parte occidentale dell'Impero.
Confronto con i Sasanidi (338-350)
Dopo essere stato proclamato imperatore, Costanzo si recò ad Antiochia di Siria, città che era stata la sua capitale durante gli ultimi anni da cesare, da dove poteva occuparsi meglio della fondamentale frontiera orientale di quanto avrebbe potuto fare restando nella capitale imperiale di Costantinopoli. Qui restò dal 338 al 350..
Per tutto il tempo del suo regno Costanzo II fu impegnato nelle guerre romano-persiane contro il re dei Sasanidi Sapore II. Se prima di morire Costantino I intendeva risolvere una volta per tutte il problema della frontiera orientale, toccò a Costanzo affrontare questo problema, ottenendo risultati variabili. Due erano i principali punti di collisione tra i due grandi imperi: la frontiera orientale, con la contesa della provincia della Mesopotamia, e il controllo del Regno d'Armenia, che oscillava tra le orbite delle due potenze confinanti.
Costanzo affrontò per primo il problema dell'Armenia. Dopo la morte di Tiridate III, leale alleato dei Romani per tutto il suo lungo regno, i suoi successori si erano fatti influenzare dal partito filo-persiano e il paese era entrato nella sfera di influenza dei Sasanidi. Costanzo riuscì a guadagnarsi la lealtà del sovrano Arsace II (Arshak) e dell'aristocrazia armena per via diplomatica già nel 341, anche grazie ai doni prodigali concessi alla classe dirigente del paese, che tornò sotto l'influenza romana per tutti gli anni 340.Arsace accettò di pagare un tributo annuale all'Impero; in cambio Costanzo gli diede in moglie Olimpia (tra il 350 e il 360), figlia del prefetto Ablabio (messo a morte da Costanzo con un'accusa falsa per essere stato un sostenitore del vescovo niceno di Alessandria d'Egitto Atanasio), precedentemente fidanzata di Costante I (William Smith, s.v. Arsaces II in Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, volume 1, Boston 1849, p. 363).
Il conflitto per la Mesopotamia fu invece pienamente militare, ma Costanzo fece in questo caso una scelta originale, almeno secondo le strategie romane consolidate: invece di scegliere l'opzione della massiccia campagna militare destinata a colpire il cuore dello Stato nemico, come prevedeva di fare Costantino e come avrebbe in seguito fatto Giuliano, Costanzo scelse di affidarsi a una linea di fortezze frontaliere disposte in profondità, facendo perno su di esse per contenere gli attacchi sasanidi; si trattò quindi di una guerra difensiva, in cui furono evitate per quanto possibile le manovre in campo aperto con l'esercito al completo. Questa scelta, sebbene molto efficace e poco dispendiosa in termini di mobilitazione di truppe, non portava certo a soddisfare l'aspettativa di vittorie decisive che esisteva nel mondo romano;È significativo il fatto che al 340 circa risalga lItinerarium Alexandri, un'opera dedicata a Costanzo e celebrante la vittoria di Alessandro Magno contro i Persiani, ma in origine contenente anche la descrizione della campagna orientale di Traiano contro i Parti (). tra gli episodi principali della guerra vi furono una qualche vittoria ottenuta dai suoi generali, che gli permisero di fregiarsi dal 338 del titolo di Persicus e dal 343 di quello di Adiabenicus Maximus, i due assedi sostenuti dalla fortezza di Nisibi (346 e 350, dopo l'assedio dell'estate 337) e l'unico scontro militare di larga scala, la battaglia di Singara (344 o 348), avvenuto nei pressi di un'altra fortezza frontaliera, in cui la vittoria di Costanzo fu diminuita dalla indisciplina delle truppe..
Quando nel 350 si ebbe la ribellione di Magnenzio in occidente, Costanzo era ad Antiochia, ma le sue forze erano impegnate a difendere Nisibi dal terzo assedio sasanide. Malgrado la minaccia posta da Magnenzio, Costanzo diede la priorità alla frontiera orientale e attese che Sapore si ritirasse, dopo quattro mesi, prima di tornare in Occidente a confrontarsi con l'usurpatore. A ogni modo, il prospettato attacco sasanide per il 351 non avvenne, in quanto Sapore fu occupato a sedare la rivolta delle genti dell'Afghanistan..
Usurpazione di Magnenzio (350-353)
Il 18 gennaio 350 l'augusto d'Occidente, Costante I, fu rovesciato e ucciso da uno dei suoi generali, Flavio Magnenzio, che si proclamò imperatore ad Autun e fu riconosciuto in Britannia, nelle Gallie e in Hispania. Costanzo era all'epoca impegnato sulla frontiera orientale, a contrastare l'offensiva sasanide su Nisibis, e decise di non allontanarsi immediatamente per contrastare direttamente l'usurpatore.