Il Drago dell'Apocalisse è un mostro mitologico, nominato al capitolo dell'Apocalisse di Giovanni.

Descrizione

Il Drago dell'Apocalisse viene descritto come un grande drago rosso, con sette teste e dieci corna, e un diadema sopra ogni testa. Le corna generalmente sono considerate distribuite in tre possibili modi: quattro su una testa, sulle altre una; su tre teste due corna, sulle altre una; dieci su ogni testa, con forme diverse; Viene presentato subito dopo la descrizione della donna vestita di sole. Questo mostro non è da confondere con la Bestia del mare, perché si tratta di creature differenti, ma col quale ha in comune alcune caratteristiche fisiche.

Simbolismo

Se la donna vestita di sole viene presentata con simbologia celeste (sole, luna e stelle) il Drago è descritto con simbologia terrestre. Viene infatti identificato con il serpenteApocalisse ..

Interpretazione Generalmente il Drago viene identificato con Satana, anche seguendo un'indicazione dell'Apocalisse stessa. Dante cita il drago dell'Apocalisse nel canto XIX (Inferno - Canto diciannovesimo, vv.106-111), relativo ai pontefici colpevoli di simonia: " Di voi pastor s'accorse il Vangelista, / quando colei che siede sopra l'acque / puttaneggiar coi regi a lui fu vista; / quella che con le sette teste nacque, / e da le diece corna ebbe argomento, / fin che virtute al suo marito piacque".

Iconografia medievale

Nell'iconografia medievale legata al pensiero di Gioacchino da Fiore, ciascuna testa del drago apocalittico può trovarsi associata a una figura storica.

Nel Liber Figurarum di Gioacchino, manoscritto al Corpus Christi College dell'Università di Oxford (mss. 255A - fol. 7r), sei delle sette teste sono associate in sequenza a Erode Antipa, Nerone, Costanzo II (figlio di Costantino Magno e seguace dell'Arianesimo), Maometto, Mesemotus (forse identificabile con il sultano ‛Abd al-Mu’min?) e Saladino, mentre la settima testa è di un Anticristo anonimoHubert Houben, Anticristo o novello Messia? Il mito di Federico II , da stupormundi.itHubert Houben, Federico II. Imperatore, uomo, mito, Il Mulino, 2009 (pp. 96-97).

Nelle Praemissiones e super Esaiam, alla Biblioteca Vaticana (mss. Vaticano Latino 4959, fol. 2r), un commento a Isaia attribuito apocrifamente a Gioacchino da Fiore, redatto dopo la sua morte da qualcuno del suo seguito, spariscono Maometto e Mesemoto, ora sostituiti da Cosroe II e da Henricus primus (Enrico IV o, più probabilmente, Enrico II), mentre la testa del settimo e ultimo Anticristo, precedentemente anonimo, si trova ora attribuita a Federico II di Svevia.

Nel Liber de oneribus prophetarum, altro scritto apocrifo di Gioacchino da Fiore (Biblioteca Vaticana, mss. Vaticano Latino 3822, fol. 5r), si ripete la medesima sequenza offerta dalle Praemissiones: Herodes, Nero, Constantius arrianus, Cosroe, Henricus primus, Saladinus, Fredericus secundus.

Note

Voci correlate Bestia del mare Cavallette dell'Abisso Donna dell'Apocalisse Falso profeta Cavalieri dell'Apocalisse

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