Biografia Nacque a Torino il 13 settembre 1796, figlio di Ignazio, conte di Salasco, e di Daria Belcredi.Aveva un fratello gemello, Giuseppe, che perì dopo pochi anni dalla nascita.. Con la restaurazione di Casa Savoia nel novembre 1814 fu nominato al grado di sottotenente, in servizio presso il corpo reale di stato maggiore generale. Promosso capitano, nel 1823 convolò a nozze con la signorina Marianna Pallavicino delle Frabose, dalla quale ebbe quattro figli. Nel 1826 fu promosso maggiore e l'anno dopo nominato aiutante di campo di re Carlo Felice, avendo il compito di organizzare i viaggi della Corte all'interno del Regno. In seguito divenne primo scudiere e gentiluomo da camera presso la Regia scuderia. Nel 1828, alla morte di suo padre, assunse il titolo nobiliare di sesto conte di Salasco. Nel 1831 divenne Re di Sardegna Carlo Alberto, e nel novembre di quell'anno egli fu nominato tenente colonnello e primo ufficiale in servizio presso il Ministero della guerra e della marina. Nell'aprile 1832 divenne Ministro della guerra e della marina Emanuele Pes di Villamarina, il quale lo sollevò dal suo incarico di primo ufficiale.. Promosso colonnello, assunse l'incarico di segretario dell'appena ricostituito Consiglio permanente di conferenza, un organo consultivo che aveva il compito di riunire una volta alla settimana i Ministri del Regno di Sardegna. Non ricoprì a lungo tale incarico, a causa delle molte imprecisioni rilevate dal Re nella stesura dei verbali del Consiglio.. Rientrò quindi in servizio allo stato maggiore con l'incarico di aiutante generale del quartiermastro dell'Armata Sarda Annibale Monesiglio di Saluzzo, e dal 1834 condivise l'incarico con Antonio Franzini.. Nel 1838 fu promosso maggior generale in servizio presso la Brigata "Savona", ricoprendo contemporaneamente anche la carica di aiutante generale di stato maggiore. Nei anni che precedettero lo scoppio della prima guerra d'indipendenza italiana apportò notevoli migliorie alla villa di famiglia del Torrione, a Pinerolo, realizzando anche un grande parco all'inglese.

Nel marzo 1848 re Carlo Alberto concesse la costituzione e dichiarò guerra all'Impero austriaco. Tali decisioni fecero si che il 29 marzo egli sostituisse Monesiglio di Saluzzo nella carica di Capo di Stato Maggiore Generale dell'Armata Sarda, venendo promosso contemporaneamente al rango di tenente generale. L'incarico di quartiermastro generale fu poi assegnato al Franzini, che aveva assunto anche la carica di Ministro della guerra nel primo governo costituzionale retto da Cesare Balbo, ed era incaricato di affiancare durante la campagna re Carlo Alberto, cosa che aggravò la questione dell'effettivo comando dell'esercito... L'inesperienza militare di Carlo Alberto era nota, tanto che il Franzini lo aveva riferito pubblicamente innanzi alla Camera dei Deputati.

All'inizio della guerra lo stato maggiore dell'Armata Sarda si trovò fortemente impreparato, in quanto mancavano carte e piani operativi, guide a cavallo, servizi di campagna e di collegamento fra i vari reparti, e di una vera intendenza..... L'Istituto topografico, che aveva preparato le grandi carte del Regno Lombardo-Veneto, dei Ducati e dell'Adriatico, ed effettuato molti altri lavori speciali di topografia militare, da qualche anno era stato trasferito a Vienna, insieme con il suo magazzino, e quindi non si poteva contare su di esso.. Per ciò che concerne l'intendenza, per la convenzione stipulata il 26 marzo, il governo provvisorio di Milano doveva fornire i viveri, ed i commissari del re li dovevano amministrare, ma nessuno lo sapeva, tanto che i soldati dell'armata patirono la fame in più occasioni..

Alla metà di giugno il Franzini, contrariato dalla cronica disorganizzazione in cui versava lo stato maggiore, cosa in parte attribuibile anche a lui dato che ne era il comandante, dalla mancata conquista di Verona, e per non essere riuscito a influire sulla gestione militare della campagna, rientrò a Torino, e dopo il rifiuto di Eusebio Bava egli rimase da solo come consigliere del Re.. Avallò sempre le decisioni prese da Carlo Alberto, anche quando esse risultavano errate, evitando di contraddirlo.. La periodica emissione di bollettini di guerra da lui redatti gli valsero le dure critiche di Carlo Cattaneo, che lo accusò particolarmente di essere l'autore di un "pomposo bollettino" che in pratica trasformava la sconfitta subita a Custoza in una vittoria piemontese.Il bollettino in questione recitava: lo slancio, con cui le nostre truppe si spinsero all'attacco, sprezzando ogni pericolo, fu cagione che le ale del corpo d'armata, che dovevano coadiuvare la presa delle posizioni assalendole di fianco, non poterono giungere abbastanza in tempo... Il bollettino fece si che il 30 luglio giunsesse a Parigi la notizia della decisiva vittoria piemontese sulle truppe del maresciallo Josef Radetzky, ottenuta a Custoza, che fu poi smentita il giorno successivo.. Il coevo storico Candido Augusto Vecchi parlò duramente sulla sua persona, e su come svolgeva il suo ruolo sul campo..

Dopo l'esito negativo della battaglia di Custoza, nella sua qualità di capo di stato maggiore generale, il 9 agosto 1848 sottoscrisse a Vigevano, insieme al capo di stato maggiore dell'esercito imperiale austriaco Heinrich von Hess, l'armistizio con l'Austria, passato alla storia con il suo nome, che sancì la fine della prima fase della prima guerra di indipendenza. Tale armistizio diede la possibilità all'esercito piemontese di riparare oltre il fiume Ticino, consegnando nel contempo la città di Milano e la Lombardia agli austriaci.. Nel corso della ritirata verso il Piemonte re Carlo Alberto lo sostituì con il generale polacco Wojciech Chrzanowski, un veterano delle guerre napoleoniche. In realtà la sua sostituzione, e messa in aspettativa, era già avvenuta il 24 agosto, con la nomina del barone Agostino Chiodo, già al comando del genio militare nella campagna del 1848.. Il suo operato nel corso delle operazioni militari fu sottoposto al giudizio di una commissione d'inchiesta appositamente costituita, e giudicato negativamente il 4 dicembre dello stesso anno fu collocato definitivamente a riposo.

Trascorse gli ultimi anni di vita tra i debiti contratti dai figli e altre problematiche, tanto che nel 1853 vendette la villa del Torrione, a Pinerolo. Nel dicembre 1865 si spense sua moglie, mentre lui morì a Vercelli il 17 gennaio 1866.

Onorificenze

Onorificenze estere

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Voci correlate Armistizio Salasco Prima guerra d'indipendenza italiana

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