La chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini è una chiesa storica di Napoli, ubicata in via Portamedina, nel quartiere Montecalvario, nel centro storico della città.

Storia L'edificio di culto e l'omonimo ospedale sono stati fondati dall'Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti che nel 1582 raccoglie l'eredità materiale e ideale del cavaliere gerosolimitano Fabrizio Pignatelli di Monteleone. Questi, avendo in animo di realizzare nella città di Napoli un luogo di accoglienza ed ospitalità per i pellegrini, edificò la chiesa di Santa Maria Mater Domini alla quale avrebbe dovuto seguire la costruzione di un ostello. Il progetto, che nel 1574 ottenne la piena approvazione di Papa Gregorio XIII, resto però incompiuto per la morte di Fabrizio Pignatelli (1577) che, tuttavia, destinò nella sua eredità la maggior parte dei suoi beni alla realizzazione di quest'opera.

Nel 1582 gli esecutori testamentari di Pignatelli, acquisita l'indisponibilità degli eredi naturali a portare a compimento l'opera, destinarono il suolo e le rendite del Pignatelli all’Arciconfraternita dei Pellegrini, aggregata nel 1579 all'omonima istituzione romana fondata da San Filippo Neri nel 1550. Alla costruzione di un ostello l’Arciconfraternita accompagnò quella di un oratorio, successivamente elevato a chiesa dedicata alla SS. Trinità, arricchendolo con opere d’arte.

L'ospedale ivi annesso, la cui struttura originaria venne significativamente ampliata con la realizzazione dell'ipogeo (1754) e del soprastante Coro (1766) su disegni di Giovan Antonio Medrano e, successivamente, con la trasformazione dell'antico oratorio, ad opera di Carlo Vanvitelli, tra il 1792-1798, la chiesa della SS. Trinità assunse l'aspetto che mostra ancora oggi, ad eccezione del pavimento marmoreo che sostituì l'originale in cotto napoletano all'inizio dell'Ottocento.

Nel 2021 è stato concluso il restauro della facciata, con le due grandi statue raffiguranti San Filippo Neri e San Gennaro in stucco, e dello scalone che versavano in pessime condizioni conservative.

Descrizione

La facciata è caratterizzata dalle pregevoli statue in stucco di Angelo Viva, raffiguranti San Filippo Neri e San Gennaro e riproduce quella originale di epoca cinquecentesca.

L'architettura del tempio è alquanto singolare; la pianta è formata da due ottagoni uniti da un rettangolo, con il primo ottagono che assume la funzione di navata ed il secondo che funge da oratorio, mentre il rettangolo è il presbiterio.

Gli altari laterali (tre per lato) sono sormontati da pregevoli tele di Onofrio Palumbo (Il San Filippo Neri raccomanda alla Trinità i confratelli e i pellegrini e Il San Gennaro che allontana i fulmini da Napoli, eseguito con la collaborazione di Didier Barra), Andrea Vaccaro (Il Calvario), Francesco Fracanzano (Il Transito di San Giuseppe), Giacomo Farelli (La Visione di Sant'Antonio) e Marcantonio del Santo (L'Immacolata), semisconosciuto allievo di Battistello Caracciolo. Alle spalle della settecentesca balaustra in marmi policromi vi è il presbiterio, il quale è dominato dall'imponente altare maggiore - sul quale si staglia La Santissima Trinità, gruppo scultoreo in stucco di Angelo Viva e ai cui lati vi sono un San Giuseppe con il Bambino della bottega di Paolo De Matteis e una Madonna con il Bambino e San Giovannino di Giuseppe Bonito - ed è arricchito lungo le pareti da quattro grandi tele di Giacinto Diano e da un San Francesco Geronimo di ignoto e un San Filippo Neri in estasi di Paolo Vetri. Gli affreschi monocromo della cupola si devono alla mano di Melchiorre De Gregorio.

Alle spalle del presbiterio vi è un piccolo vano di raccordo (la cui volta venne affrescata da Crescenzo Gamba), dopo il quale si giunge al coro. Quest'ambiente venne progettato da Giovanni Antonio Medrano e decorato sotto la direzione di Giuseppe Astarita. Esso è delimitato da imponenti stalli in legno di noce e contiene tele di Francesco De Mura (di sua mano è La Vergine che intercede la Santissima Trinità per le anime del Purgatorio), Paolo De Majo (I Quattro Evangelisti) e un altare sormontato da un dipinto raffigurante Madonna del Fiore che recenti studi attribuiscono a Giovanni Bernardino Azzolino.

Nella sacrestia si ammira sull'altare una tela di Giuseppe Bonito; mentre nelle sale storiche, oggi inserite delpercorso di visita del Complersso Museale dell'Arciconfraternita dei Pellegrini (www.museodeipellegrini.it) sono conservate decine di opere d'arte (dipinti di artisti come Luca Giordano, Nicola Malinconico, Andrea Vaccaro, Pietro Bardellino, Carlo Maratta, Bernardino Campi e altri, sculture e paramenti sacri), risalenti a diverse epoche, in parte pervenute grazie a donazioni.

Note

Voci correlate Chiese di Napoli Chiesa della Congregazione della Trinità dei Pellegrini Quartieri Spagnoli Ospedale dei Pellegrini

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Trinità Pellegrini, Chiesa della Santissima Napoli Categoria:Architetture barocche di Napoli Categoria:Quartieri Spagnoli Trinità