Le discipline psicologiche sono le varie aree teorico-applicative in cui si articolano lo studio e la pratica della psicologia. A seguito dell'aumento della popolazione e della diversificazione dei comportamenti umani, la psicologia, intesa come disciplina, ha sentito sempre più la necessità di individuare un sempre più maggior numero di criteri di classificazione. Alcuni di questi sono più generici e identificano una macrocategoria, altri invece sono più specifici. Non mancano, in tale moltiplicazione, termini e discipline pseudoscientifiche, da valutare sempre con attenzione.
Università In ambito accademico, come indicato dal MIURM.I.U.R.: D.M. 4 ottobre 2000: ELENCO DEI SETTORI SCIENTIFICO-DISCIPLINARI. le discipline psicologiche sono suddivise e siglate nel modo seguente:
M-PSI01 Psicologia generale M-PSI02 Psicobiologia e Psicologia fisiologica M-PSI03 Psicometria M-PSI04 Psicologia dello sviluppo M-PSI05 Psicologia sociale M-PSI06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni M-PSI07 Psicologia dinamica M-PSI08 Psicologia clinica
Dopo la laurea, prima di effettuare l'esame di stato per l'abilitazione a esercitare la professione di psicologo è necessario sostenere un tirocinio formativo di durata variabile a seconda del tipo di laurea, triennale o specialistica. Le tipologie di tirocinio sono suddivise in 4 categorie:
Psicologia generale Psicologia sociale Psicologia dello sviluppo Psicologia clinica
La normativa nazionale italiana e i regolamenti ordinistici/accademici richiedono, dopo la laurea quinquennale (vecchio ordinamento) o quella specialistica, venga svolto un tirocinio di circa 1.000 ore, suddiviso in due semestri, in due settori disciplinari distinti. Per le lauree triennali e specialistiche è data la possibilità, a seconda del regolamento di ateneo, di effettuare una o più attività di tirocinio durante il percorso formativo.
Classificazione metateorica A seconda della regola di valutazione adottata, la psicologia si articola in sezioni assai differenti fra loro per epistemologia, orientamento teorico, metodo di ricerca, finalità perseguita, oggetto di studio.Galimberti U., (1999) Enciclopedia di Psicologia. Garzanti, Torino. pp. 810. Criterio epistemologico Secondo tale criterio la psicologia è indagabile mediante il punto di vista naturalistico, contrapposto al punto di vista storico-ermeneutico. Il primo vede la psicologia come studio di processi a prescindere dal contesto storico-culturale, nel secondo la psicologia indaga i processi psichici e comportamentali, in quanto immersi in contesti storico-culturali.Dell'approccio naturalistico fanno parte la psicologia sperimentale, la scienza cognitiva, lo strutturalismo, l'epistemologia genetica. Aspetti storico-ermeneutici sono riscontrabili principalmente nella scuola storico-culturale in primis, la psicologia sociale, la psicologia della personalità, la psicologia cognitiva, il neocomportamentismo.Altre antinomie classificatrici sono ravvisabili in: Riduzionisti e antiriduzionisti; tendono a gerarchizzare le scienze, dalla più rigorosa alla più "labile", dunque si avrebbe una classificazione, tipo matematica, chimica, fisica, biologia, psicologia, sociologia. E ritiene che ogni scienza abbia valore epistemico a sé stante e non risolvibile nelle altre. Quantificazionisti e antiquantificazionisti; credono che i processi mentali siano misurabili mediante scale di misura e modelli statistici e chi non crede che tale misura abbia valore scientifico-matematico. Oggettivisti e soggettivisti; per i primi esistono postulati ai quali lo studio dello psicologo deve piegarsi, per i secondi non vi possono essere postulati e assiomi, in quanto non vi è psiche tout court, ma solo psiche in quanto uomo con una sua storia, un suo esserci e un suo divenire. Modellisti e sperimentalisti; coloro che pensano che i processi mentali siano descrivibili mediante modelli anche "sul campo" e chi pensa che inferenze, anche provenienti dalla statistica, non risolvano con buon senso, la complessità e la descrizione del processo stesso.
Criterio dell'orientamento teorico Secondo tale criterio si ha:
Strutturalismo: i processi psichici devono esser ridotti a parti non più riducibili e dunque studiabili solo allora. Facile parallelismo con la filosofia, nella quale è individuabile il concetto di monade leibniziana Funzionalismo: I processi psichici non sono altro che strumenti dell'evoluzione, mediante i quali l'organismo umano si adatta all'ambiente circostante. Associazionismo: I processi mentali sono oggetti complessi, composti da oggetti più semplici, dunque una loro associazione può produrre processi mentali tali che derivano da associazioni di oggetti semplici. Comportamentismo: Il comportamentismo nasce negli Stati Uniti e si sviluppa a partire dal 1913, anno di pubblicazione del testo dello psicologo statunitense, John Watson "Psychology as the behaviorist views it". Oltre quest'ultimo, i principali esponenti del comportamentismo sono: Edwin Guthrie, Burrhus Skinner, C. L. Hull e Edward Tolman. Questa scuola dominò la ricerca psicologica americana fino agli anni 60. Per il Comportamentismo, lo studio della mente è basato esclusivamente sullo studio delle caratteristiche esteriori, la mente è considerata una "black box", una scatola nera inaccessibile, così il comportamento manifesto diventa l'unità di misura della psicologia scientifica. Qui c'è il rifiuto del ricorso alla coscienza e all'introspezione. La coscienza esiste, ma è un luogo privato che non è possibile usare per fare ricerca psicologica. È forte la critica alla scuola degli strutturalisti (elementaristi), proprio per il ricorso di questi ultimi all'introspezione. Cognitivismo: Il cognitivismo ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate. Connessionismo: prospettiva che mira a spiegare il funzionamento della mente attraverso le reti neurali artificiali. Psicologia della Gestalt: I processi mentali sono studiabili secondo le leggi della Gestalt. Psicodinamica: Il comportamento, il pensiero e tutti i processi vissuti che si definiscono "esperienza" dipendono da un complesso equilibrio dinamico tra elementi coscienti e inconsci della psiche. La teoria dell'inconscio è il fondamento della psicologia dinamica. Fenomenologia: Il soggetto è l'essere umano nel suo divenire storico, nel suo esserci e nel suo essere lanciato nel mondo. Psicologia sistemica: Lo studio della psicologia si risolve nello studio relazionale e comunicativo dell'essere umano come singolo e come oggetto sociale.
Criterio del metodo di ricerca A seconda del metodo adottato la psicologia si suddivide in sperimentale, clinica, statistica, cibernetica. Metodo sperimentale Si accomunano ad esso orientamenti metodologici che hanno basi comuni nel rigore di indagine sperimentale di tipo galileano. Si rifanno a tale metodo la psicologia sperimentale, il comportamentismo, il cognitivismo HIP.
Metodo clinico Si qualifica come il soggettivarsi della ricerca in psicologia, cioè al rapporto interpersonale tipico della psicologia clinica: da non confondersi con il rapporto che si instaura nella psicoterapia. Adottano tale metodo la psicologia della Gestalt, la psicologia dinamica, l'epistemologia genetica.
Metodo statistico «Raccoglie, organizza, e analizza i dati relativi all'oggetto considerato in vista dell'utilizzazione delle informazioni ottenute ai fini della previsione di dati non osservati. L'impostazione statistica, oltre ad aver allargato le possibilità di ricerca attraverso l'elaborazione dei dati, ha consentito di stabilire un certo tipo di corrispondenza tra la metodica impiegata in ambito sperimentale e la metodica impiegata in ambito clinico».pp. 812, U. Galimberti "Enciclopedia...".
Metodo cibernetico Metodo proveniente dalla teoria dei sistemi, il quale non adotta l'approccio causa-effetto, tipico della psicologia moderna bensìPsicoanalisi, psicologia analitica, ma anche comportamentismo, e un certo tipo di cognitivismo. l'approccio olistico. Quest'ultimo afferma che «il senso emerge dall'interazione dinamica delle parti».
Criterio della finalità perseguita Finalità prevalentemente teorica
Psicologia generale: dotata di un corpus di ricerca proveniente dagli ambienti accademici e universitari, sia a carattere nosografico che idiografico, vedi anche immagine idiografica. Psicofisica: studia le leggi che regolano le relazioni fra gli stimoli fisici e le risposte comportamentali. Psicofisiologia: studia le relazioni fra la fisiologia e i processi psichici. Psicologia animale: la Psicologia animale e comparata studia in maniera sistematica le equivalenze e le differenze nelle strutture e nelle funzioni psicocomportamentali in differenti specie animali. La Psicologia animale e comparata è una scienza comportamentale, studia il comportamento al fine di prevederlo e inferire i processi psicologici che lo guidano. La Psicologia animale si affianca all'Etologia. Anche l'Etologia studia il comportamento animale, ma in una prospettiva comparata. Lo studio del comportamento animale, come lo studio di qualsiasi fenotipo biologico, coincide nel rispondere a quattro interrogativi: I meccanismi che causano il comportamento, e cioè le fonti di stimolazione interna ed esterna all'animale, e la loro reciproca organizzazione alla base del comportamento animale Lo sviluppo ontogenetico del comportamento, che coincide sia nella conoscenza delle trasformazioni comportamentali che si susseguano durante tutta la vita dell'animale che nelle cause genetiche e ambientali che determinano tali modificazione La funzione evolutiva, e il valore adattivo di un comportamento L'evoluzione del comportamento, e cioè conoscere i diversi comportamenti da cui deriva durante l'evoluzione un dato comportamento. Psicologia dello sviluppo: studia i processi di formazioni e di sviluppo mentale dell'individuo come singolo e in relazione alle altre persone. Psicologia sociale: studia le interazioni umane e relazioni personali a livello di individui, di gruppi e di istituzioni. Psicolinguistica: studia gli aspetti mentali del comportamento verbale. Psicopatologia: studia i comportamenti classificati anormali. Psicologia dinamica: studia processi inconsci che regolano la condotta umana. Psicometria: si occupa della teoria e delle tecniche della misura in psicologia. Psicologia evoluzionista: studia i processi cognitivi e comportamentali per come sono determinati dall'evoluzione. psicologia della religione: si occupa dello studio dei fenomeni religiosi con un approccio di tipo empirico e scientifico. Psicologia transpersonale: integra gli aspetti spirituali e trascendenti dell'esperienza umana con la struttura della psicologia Psicologia dell'insolito: studia l'esperienza rispetto a quello che viene comunemente definito come paranormale
Finalità prevalentemente operativa Psicologia clinica: studia e interviene sui processi coinvolti nelle situazioni di difficoltà o disfunzione psicologica. In senso più ampio, rappresenta la cornice funzionale della gestione psicologica delle forme di psicopatologia, con forti rapporti con la psicodiagnostica e la psicoterapia. Psicologia medica: studia le interrelazioni fra medico e paziente, e gli aspetti psicologici e comunicativi nelle istituzioni sanitarie. Uno dei primi studiosi ad interessarsi approfonditamente di questo ambito fu lo psicoanalista ungherese, Michael Balint nei primi anni cinquanta.Balint M., (1990) Medico, paziente e malattia. Feltrinelli, Milano. ISBN 88-07-60002-1. Psicologia di comunità: studia le modalità di analisi, prevenzione e intervento a livello di processi psicosociali e comunitari. Psicosomatica: studia le malattie somatiche in relazione ai processi psichici.