Il suo pseudonimo è un omaggio al musicista e attore Lelio Luttazzi.

Biografia Figlio di insegnanti elementari, dopo il Liceo ginnasio statale Vincenzo Monti di Cesena frequenta la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Modena, laureandosi con una tesi sperimentale sulla eziopatogenesi autoimmunitaria della gastrite atrofica.

Attività artistica Primi anni Capo scout, dal 1979 al 1981 è nella redazione dei mensili AGESCI Camminiamo insieme (rover e scolte) e Giochiamo (lupetti e coccinelle). Per questa rivista scrive e disegna il fumetto Le avventure dei Pezzati, che al secondo anno viene sospeso dalle gerarchie perché giudicato poco ortodosso.

A 18 anni collabora con il settimanale cattolico riminese Il Ponte, per il quale scrive e disegna la pagina umoristica Freezer.

Nel 1979 fonda il gruppo new wave ze Endoten Control's.

Nel 1980, a 19 anni, viene eletto consigliere comunale a Santarcangelo di Romagna nelle file della Democrazia Cristiana. Dopo due anni, mantenuta la promessa elettorale di far chiudere una fogna, si dimette.

Gli esordi (1988-1998) Nel 1988 comincia a scrivere e a recitare in cabaret monologhi comici. Pubblica alcune vignette sul settimanale satirico Tango. Nel maggio del 1989 vince il concorso per giovani comici La Zanzara d'oro. Partecipa quindi alla rassegna Riso in Italy al teatro Sistina di Roma: in giuria c'è Renzo Arbore, che la settimana seguente lo fa esordire nel programma televisivo D.O.C. (Rai 2). Per tutta l'estate è l'opinionista comico del Maurizio Costanzo Show, a cui partecipa per 30 puntate.Intervista pubblicata sulla rivista The Artist, n.5 - parte 2. Scrive una rubrica di critica televisiva sul settimanale Mongolfiera e una pagina illustrata di humor surreale sul mensile Hp Accaparlante.

Nel maggio 1989 viene scritturato di nuovo al Costanzo Show, ma abbandona il programma alla prima puntata in polemica con il nuovo stile televisivo inaugurato da Costanzo, da lui definito "TV del dolore". Nell'autunno del 1989 è fra i protagonisti del varietà comico Fate il vostro gioco (Rai 2). Durante la prova generale della prima puntata, una sua battuta sul Partito Socialista porta alla decisione di cancellare la sua partecipazione alle puntate successive.

Nel 1990, registra per il programma Banane (Telemontecarlo) gli sketch comici Marzullo intervista Hitler e Marzullo intervista Gesù, che però non vengono trasmessi per decisione del produttore del programma Sandro Parenzo. Pubblica i testi degli sketch nel libro Adenoidi. Porta in scena il monologo Oggi in tutta la mia casa c'è uno splendore nuovo e l'anno dopo Chi ha paura di Daniele Luttazzi? Interpreta un giornalista nel film Barocco di Claudio Sestieri. Nel 1992 commenta in diretta programmi tv nel varietà T'amo tv (Telemontecarlo). In estate scrive e interpreta per RadioDue Onde comiche ovvero Fate entrare i cavalli vuoti, varietà in 12 puntate. Ne ricava il quarto monologo teatrale: Fate entrare i cavalli vuoti. È uno dei fondatori del mensile comico-satirico Comix. Nel 1993 traduce #$@&! - L'antologia di Lloyd Llewellyn, il fumetto underground di Daniel Clowes per le Edizioni Telemaco di Daniele Brolli.

Nel 1994 pubblica una parodia del bestseller di Susanna Tamaro Va' dove ti porta il cuore, intitolata Va' dove ti porta il clito, per il quale riceve il "Premio Satira Politica Forte dei Marmi". Dalla parodia, Luttazzi ricava il monologo teatrale omonimo.

Il grande pubblico comincia a conoscerlo nella stagione 1994-1995 su Rai 3 nel programma Magazine 3, assieme a Gloria De Antoni e Oreste De Fornari. Luttazzi cura le rubriche Sesso con Luttazzi, La Piccola Biblioteca, e La cartolina di Luttazzi. I testi vengono pubblicati nei libri Sesso con Luttazzi (da cui è tratto l'omonimo spettacolo teatrale) e Adenoidi. Nel 1996 scrive Come sopravvivere quando un gatto se ne va usando l'eteronimo Alessandra Coen.

Raggiunge la popolarità con i personaggi proposti a Mai dire Gol dal 1996 al 1997: Panfilo Maria Lippi, il prof. Fontecedro e Luisella Gori. Diventano celebri la frase con cui il giornalista Panfilo apre sempre Tabloid, il suo tg («Questa edizione del telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali») e il saluto del prof. Fontecedro, docente universitario freak a Palo Alto («Cosmico!»). Luisella è invece la tipica annunciatrice Mediaset. I programmi televisivi che annuncia hanno un tratto surreale: "Domenica, Rete4. La Santa Messa. La trama, ingenua, è un pretesto per far cantare i fedeli." I testi dei tre personaggi sono riportati nei libri Tabloid e Cosmico!

Barracuda: l'esordio come conduttore La prima trasmissione televisiva tutta sua è Barracuda, andata in onda nel 1998–1999 su Italia 1, programma con cui Luttazzi lancia in Italia il genere del talk-show notturno all'americana. Luttazzi ha dichiarato al Corriere della Sera che il programma subì il controllo Mediaset e una censura dei contenuti (per esempio nella prima intervista, fu tagliata la risposta di Claudio Martelli «Berlusconi non è un politico, è un piazzista»). L'anno successivo, il direttore di Italia 1 non riconferma il programma.

L'atto unico Scene da un adulterio è portato in scena dalla Nuova Compagnia di Teatro. Collabora all'edizione italiana del mensile GQ fin dal primo numero (ottobre 1999) con la rubrica satirica La posta del cuore. Verso la fine del 1999 Telecom Italia vara il nuovo servizio 187 e ingaggia Luttazzi come testimonial per la campagna pubblicitaria. Inizialmente il contratto è di un mese, ma lo spot ha successo e il contratto viene rinnovato per due anni. Registi degli spot sono Riccardo Milani e Marcello Cesena.

Satyricon e l'editto bulgaro (2001)

Con Satyricon (2001) Luttazzi ripropone il talk-show all'americana nella Rai 2 di Carlo Freccero. Le polemiche si susseguono a partire dalla prima puntata, per culminare nella interruzione dopo l'intervista con Marco Travaglio sul libro L'odore dei soldi. Il programma termina alla dodicesima puntata. Berlusconi, Fininvest, Mediaset e Forza Italia lo querelano per diffamazione chiedendo un risarcimento di 41 miliardi di lire. L'anno seguente, il Presidente del Consiglio Berlusconi, durante una visita ufficiale in Bulgaria, accusa Luttazzi, assieme a Michele Santoro ed Enzo Biagi, di fare un uso "criminoso" della tv di stato (il cosiddetto "Editto bulgaro") e si augura che la cosa possa non ripetersi in futuro. Il talk-show di Luttazzi non viene riconfermato e, con i programmi Sciuscià di Michele Santoro e Il Fatto di Enzo Biagi, sparisce dai palinsesti Rai. Una relazione del Parlamento europeo (2004) definisce "ingerenza inammissibile" la richiesta berlusconiana di escludere dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi. Dopo anni di processi Luttazzi vince le cause. Da allora Luttazzi non ha più lavorato in Rai. Il 4 aprile 2001 apre il suo blog.

Attività successive (2002-2007) 2002 Luttazzi torna a teatro col monologo Satyricon. Riferisce che in alcune regioni, come Puglia, Lombardia e Veneto, i teatri subiscono presunte pressioni politiche al fine di cancellare i suoi spettacoli. A Cagliari il sindaco forzista Emilio Floris cerca di impedire lo spettacolo. Luttazzi subisce due strani furti in casa, minacce e intimidazioni, al punto che il suo management assolda delle guardie del corpo per la tournée.

Pubblica Benvenuti in Italia e Capolavori, mini-testi umoristici corredati da sue illustrazioni. Scrive la canzone Sometimes, cantata da Ada Montellanico nel cd Suoni Modulanti. Porta in scena il monologo satirico Adenoidi. Collabora al libro per bambini Abbecedario con una filastrocca sulla lettera X. Il libro vince il Premio Andersen 2003.

Il 10 novembre è intervistato da Pippo Baudo in Cinquanta. Storia della TV di chi l'ha fatta e di chi l'ha vista. La puntata affronta il tema della censura. Durante l'intervento di Luttazzi, l'audience del programma, che era all'8% di share, tocca il 21%. Dopo la messa in onda, Luttazzi denuncia una censura baudiana ai suoi danni, operata tagliando alcune sue battute di satira politica dette durante l'intervista. Luttazzi ricorda: «Ai giornalisti fu anche detto che ero stato presente al montaggio. Falso. Il giorno dopo ci fu la strage di Nassiriya, ci misi quattro giorni per far passare sulle agenzie di stampa la denuncia dei tagli subiti. Ma Baudo rimase zitto». Il critico Sebastiano Messina attacca Luttazzi, sostenendo che si sia autocensurato per convenienza. In risposta, Luttazzi lo definisce «incompetente». Il giornalista Giovanni Floris gli propone di aprire ogni puntata di Ballarò con un intervento satirico registrato, quindi non in diretta, come permesso ad altri comici. Luttazzi rifiuta.

Lascia GQ, giudicando "troppo frivolo" il nuovo corso della rivista, rispetto a quello del direttore dimissionario Andrea Monti.

2003 Nel 2003 esce l'edizione italiana di Rolling Stone e Luttazzi, dal primo numero, scrive la rubrica di chiusura.

Il 23 novembre partecipa con un intervento in video alla puntata live di RaiOt: contro il potere politico di Silvio Berlusconi, Luttazzi propone di boicottare le aziende che fanno pubblicità sulle reti Mediaset.

Il 24 novembre la compagnia dell'Archivolto mette in scena a Genova la lettura dei Dialoghi platonici; tra essi c'è anche il racconto Stanotte e per sempre che suscita nuove polemiche per una scena, secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, in cui Luttazzi vestito da Andreotti sodomizzava il cadavere di Aldo Moro.(ANSA) - GENOVA, 25 NOV - Nuove polemiche in arrivo per Luttazzi. Nei 'Dialoghi platonici' c'è una scena in cui Andreotti denuda e sodomizza il cadavere di Moro. Uno spettacolo choc quello di Luttazzi a Genova, a dispetto del titolo. Doveva essere una serie di botta e risposta fra quattro personaggi 'platonici', Fedone, Menone, Gorgia e Timeo, in realtà sono state soltanto botte pesanti, a Fini e Berlusconi, con qualche scappellotto anche a Rutelli. Applausi alla fine, ma anche molto imbarazzo fra il pubblico. 2003-11-25 - 15:05:00 Luttazzi afferma che la scena è stata descritta in maniera inesatta dalle agenzie di stampa e l'esperta di satira latina Margherita Rubino, presente allo spettacolo, si schiera in favore di Luttazzi. La Procura di Genova e l'Ordine dei giornalisti aprono un'inchiesta per oscenità che verrà poi archiviata dopo aver visionato le registrazioni della serata.

Espone una selezione di opere grafiche alla galleria Il vicolo di Genova.

2004 Luttazzi decide di terminare la sua collaborazione con la rivista Rolling Stone, in polemica con un'intervista a Carlo Rossella fatta dal direttore Carlo Antonelli. Quel numero del periodico era contro la guerra in Iraq di Bush e un articolo di Luttazzi collegava il Nigergate a un dossier costruito a Roma in ambienti contigui al Sismi, anticipando di un anno lo scoop di Repubblica sul tema; ma le domande poste dal direttore Antonelli vertevano su argomenti giudicati da Luttazzi irrilevanti, come ad esempio i gusti musicali.

Giuliano Ferrara gli offre una rubrica su il Foglio, in cui poter scrivere con piena libertà, ma Luttazzi rifiuta «perché il contesto è importante, e io sul Foglio non voglio comparire».

Bompiani pubblica la sua nuova traduzione, integrale e fedele, dei classici di Woody Allen: Rivincite, Senza Piume, Effetti Collaterali. Porta nei teatri Bollito misto con mostarda, spettacolo di satira sull'attualità.

2005 Pubblica il suo primo album musicale, Money for Dope (EMI). Per la rivista MicroMega, intervista diversi autori satirici italiani, ponendo loro domande sulla satira. Fra questi Stefano Benni, Sergio Saviane, Riccardo Mannelli. Pubblica il libro Bollito misto con mostarda.

Viene invitato da Adriano Celentano nel programma Rockpolitik, assieme a Biagi e Michele Santoro: Luttazzi, come Biagi, declina l'invito, in polemica con il direttore di Rai 1 Fabrizio Del Noce che si era autosospeso all'annuncio della loro partecipazione al programma.