Il centro storico di Salerno è il nucleo della città vecchia che si sviluppa nei dedali di vicoli di origine medievale dall'estremità occidentale della città, fino al torrente Rafastia. L'abitato ha origine intorno al 197 a.C. quando i romani fondarono l'antica Salernum.
Si considera che i limiti approssimativi del centro storico siano ad ovest il torrente Fusandola (dove vi era la cosiddetta "Portacatena"), a sud il mare, a nord il colle del castello di Arechi (detto "Monte Bonadies") e ad est la vecchia salita del Carmine (vicino alla "Portanova").
Storia
Nel 197 a.C. fu dedotta una colonia romana ad castrum Salerni. Questa colonia fu ascritta alla tribù Menenia ed ebbe il ruolo di controllare la regione, in particolare le popolazioni della piana del Sele che si erano schierate con Annibale. La città era attraversata dalla Via popilia e presumibilmente si sviluppava intorno alle attuali via Tasso e via Dei Canali; in particolare via Tasso doveva costituire il decumano maggiore.
Intorno alla cittadina romana si sviluppò nel Medioevo la Salerno dei Longobardi( per circa cinque secoli a partire dal 626 AD, quando la conquistarono dai Bizantini).
Durante il periodo di Arechi II, che fece di Salerno una delle sedi della sua corte, la città si ampliò ulteriormente e si dotò del caratteristico sistema difensivo triangolare che è rimasto immortalato nell'iconografia medioevale e rinascimentale: la città era fornita di mura che calavano dal castello di Arechi, all'apice della collina che la sovrasta, e la cingevano fino a raggiungere il mare; i due rami della cinta erano quindi uniti da una muraglia che correva lungo la spiaggia intervallata da torri e bastioni.
A partire dal Cinquecento la città si arricchì di palazzi gentilizi e di chiese che costituiscono tuttora il complesso edilizio dell'abitato. Del resto Salerno ha avuto una crescita enorme: contava circa 5.000 abitanti nel Seicento (dopo alcuni terremoti ed epidemie), mentre aveva quasi 170.000 abitanti alla fine del Novecento.
Dopo l'unificazione dell'Italia Salerno ha conosciuto un enorme ingrandimento con molte migliorie urbanistiche, che ha coinvolto anche il suo centro storico (basti pensare alla ristrutturazione del quartiere "Fornelle").
I Quartieri antichi
La città era anticamente suddivisa in quattro quartieri:
Curtis Dominica: Area in cui sorgeva l'antica corte longobarda. Situato tra l'Ortus Magnus ed il Locus Veterensium, il quartiere fu il fulcro della attività giuridiche ed amministrative del regno longobardo. Sviluppantesi probabilmente ad oriente del Palazzo Arechiano, la corte nel XIII secolo rappresentava la Platea maior, ovvero la piazza più importante della città in cui si aprivano numerose botteghe. Locus Veterensium: Situato tra i gradoni di Santa Maria della Lama e il vicolo di Santa Trofimena, prende il nome da una cospicua quantità di abitanti di origine vietrese che avviarono in città la lavorazione della ceramica. Orto Magno: Situato nella parte orientale della città fu destinato a zona agricola. Qui si stabilirono i Benedettini, già presenti nell'868, che diedero vita ad un attivo scriptorium e a un centro di quella cultura scientifica da cui trasse origine la Scuola medica salernitana. Qui sorse, tra il VII e il XI secolo, l'abbazia di San Benedetto che contribuì alla realizzazione in Italia meridionale del rinnovamento religioso del quale erano stati promotore l'abate Desiderio di Montecassino e Alfano, abate di San Benedetto e arcivescovo di Salerno dal 1058. Nei pressi di San Benedetto in cui si svolgevano, oltre alle attività spirituali, anche quelle di tipo assistenziale, sorge la chiesa di San Michele, tipico esempio di chiesa nobiliare di epoca longobarda. Tra queste due chiese si trova anche la chiesetta di San Martino della Palma, conosciuta oggi come Sant'Apollonia che, oltre ad essere un luogo religioso, era sede d'incontro di mutuo soccorso della corporazione dei conciatori. In epoca normanna l'Ortomagno divenne sede del potere amministrativo della nuova dinastia che, con Roberto il Guiscardo, si era insediata a Salerno nel 1077. Plaium Montis: Situato alle pendici del Monte Bonadies, era conosciuto in epoca longobarda con il nome di noba civitas ed era sede di fabbriche benedettine e del Palazzo di San Massimo. Il quartiere era caratterizzato da terrazzamenti che degradavano verso il mare e da flussi perenni d'acqua che permettevano l'irrigazione dei vari orti, la costruzione di lavinarii e diffusorii, che incanalavano l'acqua verso le varie zone della città, e di balneae ovvero stabilimenti balneari e terme di cui abbiamo traccia nel Convento di San Nicola della Palma. In questo quartiere sorsero diversi monasteri come quello di San Lorenzo, San Giacomo e San Nicola. Inoltre il quartiere fu sede di numerose spezierie, e delle prime farmacie monastiche chiamate armaria pigmentariorum dove i medici monaci conservavano ed essiccavano gli estratti delle piante officinali con le quali avrebbero curato i malati. In quest'area già in epoca romana vi era un insediamento urbano e questo è stato confermato da ritrovamenti archeologici come resti di antica pavimentazione in basalto tra i gradoni della Lama e via dei Canali e di un miliario nei pressi del Convitto Nazionale. La formazione del quartiere Plaium Montis vero e proprio è da collocarsi in epoca longobarda quando Guaiferio, principe di Salerno dall'861 all'880, trasferì la sua residenza in questa zona.
I Rioni Vi era un sistema di mura che delimitava i venti "Rioni" del Centro storico di Salerno, centrati intorno al Duomo:
Antica Corte
Il Rione comprende il Complesso archeologico di San Pietro a Corte e l'antica Reggia di Arechi II. Il Rione è probabilmente di epoca romana, come si può dedurre dai reperti che sono stati ritrovati nei vari scavi archeologici, ad esempio in quello del vicolo della Neve dove si trova la Domus Romana. La zona era abitata da un cospicuo numero di ebrei, che risiedevano nella zona chiamata della Giudaica o della Giudecca dove era molto attivo il commercio di metalli preziosi e sete. Inoltre era presente anche un gran numero di macellerie e per questo motivo la strada, dai salernitani, è chiamata "via delle Chianche", anche se oggigiorno è ai più gergalmente noto come "Vicolo dei Caciocavalli". Il Rione prende il nome dalla la Curtis Dominicia, quella vasta zona che, dall'incrocio di via Mercanti con via Botteghelle, arriva all'arco di Arechi.
Nel Rione sorgono:
Cappella di Sant'Anna: piccola chiesa che fu fondata nel 1725 da Monsignore Fabrizio di Capua, sorge sul lato nord della Chiesa di San Pietro a Corte. Chiesa di San Salvatore de Drapparia: chiesa di origine medioevale dedicati a culti distinti. Negli anni novanta sono stati effettuate operazioni di scavo durante le quali è stata riportata alla luce una struttura termale del I-II secolo, delle mura di epoca longobarda ed una serie di monete tra cui follari e tarì. Chiesa di Santa Lucia de Judaica: risalente all'XI secolo è stata rimaneggiata nel corso dell'800. Domus Romana: è un ambiente d'epoca romana riscoperto negli anni ottanta situato a 5 metri di profondità rispetto all'attuale piano calpestabile. La Domus è caratterizzata da resti marmorei, tronchi di colonne e dagli affreschi del "Giardino d'inverno". Chiesa di San Matteo Piccolo: chiesa di età medioevale, sorgeva lungo via dei Canali, fu abbattuta per fare spazio al Conservatorio Ave Gratia Plena Minor nel XVIII secolo. Oggi sorge nei pressi di San Pietro a Corte. Chiesa di Santa Rita: chiesa confinante con quella di San Matteo Piccolo, risale al medioevo e nel 1300 era conosciuta con il nome di Sant'Antonio di Vienne. L'aspetto attuale della chiesa è il frutto di rimaneggiamenti ottocenteschi e dei lavori eseguiti nel corso degli anni cinquanta. Chiesa di San Pietro de Grisonte: conosciuta anche con il nome di San Rocco fu costruita intorno all'anno mille. L'aspetto attuale è il risultato di lavori di ristrutturazione effettuati nel XVII secolo.
Arce
Il Rione, che sorge lungo le antiche mura longobarde della città, prende il nome dalla presenza dell'acquedotto medioevale. Tutta la zona, infatti, era protetta dalle fortificazioni che percorrevano il torrente Rafastia.
Barbuti
Il Rione prende il nome dalla lunga barba tipica dei guerrieri longobardi che vissero in città. L'area comprende via delle Botteghelle, via dei Canali, via Roma e via Tasso. Il periodo di massimo splendore del quartiere fu durante il XIII secolo quando Via dei Mercanti era fulcro del commercio cittadino e sede di numerose botteghe tra cui la Ruga Speciarorum, sede della bottega degli speziali.
Nel Rione sorgono:
Palazzo Fruscione: costruito nel corso del XII secolo sui resti di un edificio romano assunse la sua attuale conformazione agli inizi del XX secolo. È caratterizzato da una facciata decorata in stile normanno-gotico. Chiesa dell'Annunziatella: chiesa di origine settecentesca, sorge lungo via dei Canali. Conservatorio Ave Gratia Plena Minor: costruito insieme alla Chiesa dell'Annunziatella è attualmente adibito ad Ostello della Gioventù. Chiesa di Santa Maria dei Barbuti: chiesa di origine medioevale dedicata al culto della Vergine Maria. Originariamente contava 3 navate ma in seguito al crollo di una di esse fu portata all'impianto ad unica navata. Durante i lavori di ristrutturazione del 2002 sono stati riportati alla luce una parete in laterizi, un altare settecentesco e delle scale che portano ad un ambiente ipogeo. Chiesa di Santi Crispino e Crispiniano: della cappella si hanno le prime notizie nel 1500 quando era sede della confraternita dei calzolai. Nel corso del 1600 subì lavori di ampliamento. Archivio di Stato: l'archivio, istituito agli inizi del novecento, è situato in piazza Abate Conforti ed è annesso alla Cappella di San Ludovico caratterizzata da affreschi risalenti al XIII secolo.
Canalone
Il Rione sorge nella parte alta della città alle pendici del Monte Bonadies. Anticamente si trovava esternamente alle mura cittadine ed era via di passaggio per i viandanti diretti a Cava de' Tirreni. Canalone ebbe grande importanza nel XVIII secolo, durante l'assedio militare francese in quanto servì da rifugio per i salernitani in fuga dai borbonici.
Nel Rione sorgono:
Convento di San Nicola della Palma: è uno dei conventi più antichi della città. Fu probabilmente sede della Scuola medica salernitana e nel corso del XIX secolo è stato sede dell'orfanotrofio. Dopo anni di abbandono è stato recuperato nel corso degli anni 10 del XXI secolo ed è diventato sede della fondazione Scuola medica salernitana e del centro di ricerche EBRI. Castello di Arechi: è una fortificazione di origine medioevale situata sul Monte Bonadies, a 300 metri sul livello del mare. Acquedotti medioevali del Cernicchiara: si tratta di tre strutture ad archi scoperte nel 2009 che probabilmente portavano l'acqua nei conventi della parte alta della città.
Duomo Il Rione, che sorge tra via Antonio Genovesi e Piazza Abate Conforti, è un dei più antichi della città. Durante il periodo romano la zona era attraversata dal Labinario che raccoglieva le acque provenienti dalle zone alte e le faceva confluire in un pantano situato nei pressi della chiesa di Sant'Agostino. Successivamente il Labinario divenne l'attuale Via Duomo in cui sorge la Cattedrale di San Matteo, costruita sui resti della più antica Cattedrale di Santa Maria degli Angioli.
Nel Rione sorgono:
Palazzo d'Avossa: di costruzione seicentesca fu rimaneggiato nel secolo successivo da Ferdinando Sanfelice in stile barocco. Dal 2012 è sede di alcuni uffici della Soprintendenza. Palazzo De Ruggiero: di origine settecentesca ha una tipica facciata barocca. Chiesa di San Gregorio: la chiesa fu eretta intorno all'anno mille e fu ricostruita nel 1172 per volere di Roberto Guarna. È attualmente sede del Museo virtuale della scuola medica salernitana.