Paradiso (Paravîs in friulanoToponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana .) è una frazione del comune di Pocenia, in provincia di Udine.
Le due ville La località rurale di Paradiso è situata all'estremo nordest del territorio comunale ed è bagnata dal fiume Cormor. Si arrocca attorno alle due ville padronali: Villa Caratti, di gusto veneto, le cui origini risalgono al XVII secolo, è arricchita da una bella barchessa e cinta da un folto parco ricco di una grande varietà di specie vegetali, già territorio di caccia di casa Savoia. Villa de Giudici Veritti (famiglia proprietaria di Villa Veritti di viale Duodo a Udine, opera del celebre architetto Carlo Scarpa), anch'essa con barchessa e stalle annesse, segna il confine a sud dell'antico borgo.
La chiesa
Caratteristica dell'abitato è la chiesa, già cappella privata della famiglia feudataria dei Caratti, dedicata a santa Maria Annunziata. La costruzione risale al XVII secolo e si contraddistingue per un'esclusiva pianta circolare. Annessi alla costruzione centrale: una nicchia quadrata che funge da presbiterio, una torre campanaria e una saletta teatro di epoca ottocentesca. I patroni locali sono i santi Ermagora e Fortunato, come per la città di Udine e la Regione Friuli-Venezia Giulia: furono i primi vescovi cristiani dell'antica Aquileia.
I dintorni Paradiso è situata esattamente al centro delle bisettrici dei quattro cantoni che racchiudono la Bassa Friulana, considerando il quadrilatero che idealmente unisce Latisana, Codroipo, Palmanova e il comprensorio di Aquileia e Cervignano, lungo la linea delle risorgive, ricca di colture agricole.
Paradiso è inoltre situata a metà strada tra i caselli autostradali di Latisana e San Giorgio di Nogaro. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Latisana, San Giorgio di Nogaro e Udine.
Economia La frazione conta circa 70 abitanti, quasi tutti residenti all'esterno del borgo antico e nei casali della campagna circostante.
L'attività principale è la produzione di vino: sono diverse le aziende agricole e vinicole presenti come la Tenuta Grandi e Gabana Spa, la Tenuta Veritti e la Tenuta Fraccaroli. Rinomati sono il Cabernet e il Refosco dal peduncolo rosso. Attive anche realtà di ristorazione e di agriturismo lungo gli argini del Cormor e nel Parco comunale dei fiumi Stella e Torsa. Nei dintorni si coltiva anche il riso. Con lo sviluppo di alcune risaie, Domenico Fraccaroli, contitolare dell'omonima azienda agricola, ha riportato la risicoltura in Friuli riprendendo una tradizione risalente alla prima metà dell'Ottocento, quando da queste parti era considerata un'assoluta quanto contraddittoria novità.
Paradiso è molto conosciuta anche per la "produzione" di acqua minerale, di bevande naturali e gassate ad opera della fabbrica Acqua Paradiso Spa. La distribuzione dei prodotti avviene sia in Italia che all'estero. Grazie a una sempre maggiore diffusione, è stato raggiunto un alto export in Cina.
Gli ultimi caduti della prima guerra mondiale La prima guerra mondiale, mietuti oltre 650mila soldati nei tre anni e mezzo di conflitto in Italia, vide gli ultimi caduti italiani proprio in località Paradiso intorno alle ore 15 del 4 novembre 1918 (entrata in vigore dell'armistizio di villa Giusti fra Regno d'Italia e Impero austro-ungarico). Giunti dal Piave, da dov'erano partiti undici giorni prima nell'offensiva di Vittorio Veneto, si trattò del tenente Augusto Piersanti, dei sottotenenti Alberto Riva Villasanta e Achille Balsamo di Loreto, del caporale maggiore Giuseppe Pezzarossa, del caporale Giulio Marchesini e dei cavalleggeri Carlo Sulla, Giovanni Quintavalli, Giovanni Biancherini e altri. A loro si erano opposte retroguardie magiare in ritirata ordinata e senza diserzioni verso il vecchio confine. Dopo appena qualche mese, a metà aprile 1919, in corrispondenza del trivio tra l'attuale SR 353 e la SP 87 per borgo Paradiso, allora luogo isolato in aperta campagna, fu collocato un imponente monumento in memoria di quei militari e del fatto d'armi. Tuttora esistente, fu il primo manufatto ufficiale costruito in Italia a perpetuare dei caduti e più in generale la grande guerra. Presenti numerosi alti ufficiali e reparti schierati, lo inaugurarono Emanuele Filiberto duca d'Aosta e Gabriele d'Annunzio, pluridecorato autore di imprese belliche del cielo e del mare. Ascoltato il discorso del duca invitto alla cerimonia (l'unico a rivolgersi al pubblico), anche il Vate avrebbe parlato a lungo dei morti di Paradiso appena qualche giorno dopo nel corso della celebre e infuocata orazione all'Augusteo di Roma (teatro, già mausoleo di Augusto) gremito di nazionalisti, il 4 maggio 1919 ("[...] rialziamo quei morti. Gli ultimi saranno i primi, gli ultimi ci condurranno"). In Italia e al tavolo interalleato della pace di Parigi, intanto, alimentate da d'Annunzio divampavano le tensioni sulla questione del "diritto adriatico" all'insegna della vittoria mutilata.
Note
Voci correlate Pocenia Roveredo (Pocenia) Torsa (Pocenia) Stella (fiume) Torsa
Collegamenti esterni
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