Infanzia Unico figlio maschio di Arcadio e Elia Eudossia, fu proclamato Augusto dal padre nel gennaio del 402; una storia curiosa ma non impossibile racconta che Arcadio, per timore che alla propria morte il fanciullo potesse essere deposto, lo affidò alla custodia di Yazdgard I, re dell'impero sasanide.
Nel 408 Arcadio morì; Teodosio che allora aveva 7 anni gli succedette pacificamente sul trono d'Oriente.Socrate, VII,1. Fu affidato alle cure dell'eunuco di palazzo Antioco, ma il primo reggente in suo nome fu Antemio, il Prefetto del pretorio d'Oriente.
Reggenza di Antemio
Con la collaborazione dell'amico Troilo, un sofista di fede pagana di Sida che era diventato famoso nei circoli letterari della città, Antemio governò con energia ed efficacia. Posto immediatamente di fronte a una grave penuria di grano per cui la popolazione infuriata aveva dato alle fiamme la casa del prefetto di Costantinopoli, egli adottò misure per aumentare i rifornimenti tanto a breve quanto a lungo termine.
Furono stabiliti buoni rapporti con la corte di Ravenna, cosa facilitata dalla morte di Stilicone. Fu stipulato un nuovo trattato con i Sasanidi e nelle province orientali vennero annullati i contributi arretrati. Si prestò molta cura al miglioramento delle condizioni delle città danubiane e illiriche devastate dai Visigoti.
Fu respinta un'invasione della Moesia da parte di Uldino re degli Unni, e un gran numero di prigionieri di guerra germani (appartenenti alla tribù degli Sciri al servizio di Uldino) furono trasferiti ai proprietari terrieri dell'Asia Minore per essere adibiti alla lavorazione del suolo. Furono anche prese misure per evitare future invasioni da parte degli Unni o dei Germani; allo scopo venne migliorata e potenziata la flotta dislocata sul Danubio; ma soprattutto, avendo visto come Roma era caduta davanti ad Alarico, Antemio fortificò la stessa Costantinopoli. Costantino I aveva fatto costruire una cinta di mura intorno alla nuova capitale, ma presto la città si estese ben al di là dei limiti originali. Così nel 413 furono costruite le nuove Mura di Teodosio, che si estendevano dalla Propontide (Mar di Marmara) fino al Corno d'Oro e che rappresentavano il più notevole risultato del periodo di governo di Antemio.
Tuttavia nel 414 la sorella dell'imperatore, Elia Pulcheria, sebbene avesse soltanto due anni più di lui, fu proclamata Augusta e assunse la reggenza al posto di Antemio, di cui non si ha più nessuna notizia.
Reggenza di Elia Pulcheria
Il nuovo Prefetto del pretorio fu un funzionario di nome Aureliano, che evidentemente divenne il principale consigliere di Pulcheria. La donna liquidò anche Antioco dalla carica di tutore del fratello, al quale si disse che da allora in poi ella stessa desse lezioni di comportamento:
Subito dopo che Pulcheria ebbe assunto le sue nuove responsabilità, scoppiarono seri disordini a sfondo religioso ad Alessandria d'Egitto, dove Ipazia, celebre filosofa pagana, era stata linciata da una banda di confratelli laici cristiani. Si sospettò che Cirillo, a quel tempo patriarca di Alessandria, fosse coinvolto nell'avvenimento: ma la sua influenza alla corte di Pulcheria impedì che il commissario incaricato delle indagini producesse un rapporto soddisfacente.
Pulcheria fu infatti soprattutto una cristiana devota e il suo ascetismo era tale che decise di rimanere casta inducendo le sorelle Arcadia e Marina a fare lo stessoSozomeno, IX.1. con l'incoraggiamento del loro padre spirituale, il patriarca Attico di Costantinopoli, che a loro beneficio scrisse un elogio della condizione di verginità. D'altra parte era evidente che Teodosio doveva sposarsi, e fu Pulcheria che gli combinò il matrimonio con Atenaide, figlia del sofista ateniese Leonzio. La sposa venne battezzata col nome di Elia Eudocia e due anni dopo fu proclamata Augusta. Furono coniate monete con il suo nome, come era già stato fatto per Pulcheria. Elia Eudocia ebbe in seguito una figlia, Licinia Eudossia (che in seguito divenne moglie di Valentiniano III), e un figlio (che morì in tenera età).
Regno di Teodosio
Verso il 416, quando raggiunse i quindici anni di età, Teodosio II fu dichiarato maggiorenne; ma ancora per parecchio tempo Pulcheria tenne le redini del governo, in questo aiutata da Monassio che era succeduto ad Aureliano nella carica di prefetto del pretorio.
Politica estera Guerre con la Persia
Dopo anni di relativa pace tra Impero e Persia, nel 421, appena salito al trono, Bahram V riprese la persecuzione contro i cristiani iniziata dal padre, Yazdgard I, dopo il tentativo del vescovo di Ctesifonte di bruciare il tempio del Grande Fuoco della capitale sasanide. Questa persecuzione fu il casus belli dell'offensiva imperiale. Teodosio II inviò un forte contingente militare in Armenia, da sempre contesa dalle due potenze confinanti, al comando di Ardaburio, il quale inflisse delle sconfitte all'esercito sasanide, saccheggiò l'Arzanene e, dopo aver ottenuto rinforzi, invase la Mesopotamia assediando Nisibis. Bahram, vista in pericolo la prestigiosa e fondamentale fortezza di Nisibis, decise di guidare personalmente l'esercito sasanide. Condotti dal loro re, i Persiani riuscirono a liberare Nisibis dall'assedio romano e a costringere i Romani al ritiro. Dopo aver messo sotto assedio Teodosiopoli, Bahram venne sconfitto a Resaena. Lo scià tentò allora un colpo di mano, ordinando agli Immortali di attaccare il campo romano: Ardaburio riuscì però a neutralizzare l'attacco e ad imporre la pace al sovrano sasanide (423).
Nel 440 Yazdgard II radunò un esercito composto da contingenti di diverse nazioni vassalle dei Persiani e attaccò i Romani prendendoli di sorpresa: solo una improvvisa e notevole alluvione mise fine all'attacco persiano, permettendo ai Romani di ritirarsi e impedendo a Yazdgard, che comandava il proprio esercito, di invadere il territorio romano. Teodosio inviò allora il proprio generale Anatolio al campo sasanide, dove riuscì a persuadere Yazdgard a stipulare la pace, che prevedeva tra i suoi termini l'accordo di non costruire nuove fortezze frontaliere e di non fortificare quelle esistenti.
Relazioni con l'Impero romano d'Occidente Contrasti con Costanzo III e accoglimento di Placidia a Costantinopoli (421) Nel 421 il generale d'Occidente di più alto grado, Flavio Costanzo, fu associato al trono da Onorio con il nome di Costanzo III. Poiché Teodosio non riconobbe il nuovo imperatore, ciò rischiò di far scoppiare una guerra civile tra Impero d'Occidente e Impero d'Oriente:
Poco tempo dopo, narra sempre Olimpiodoro, Galla Placidia litigò con Onorio e fu punita con l'esilio a Costantinopoli con i figli:
Campagna contro l'usurpatore Giovanni (423-425) Nel 423, deceduto Onorio, fu eletto suo successore Giovanni Primicerio. Costui inviò un'ambasceria a Teodosio per ottenere il riconoscimento, ma senza risultati:Filostorgio, XII,13. Teodosio II, infatti, su pressioni di Galla Placidia, intendeva porre il figlio di lei, Valentiniano III, sul trono occidentale. Valentiniano III e Placidia furono inviati da Teodosio II a Tessalonica, dove Valentiniano ricevette da suo cugino la dignità di Cesare tramite Elione, non potendo Teodosio venire a Tessalonica per una malattia.Socrate, VII,24. Affidò la spedizione per la deposizione dell'usurpatore Giovanni Primicerio ad Ardaburio, magister militum, e a suo figlio Aspar. Questi, passando lungo la Pannonia e l'Illirico, seguiti da Placidia e Valentiniano, espugnarono Salona in Dalmazia; successivamente, Ardaburio partì con la flotta mentre Aspar prese sotto il suo comando la cavalleria: con un attacco improvviso si impadronì di Aquileia, portando con sé Placidia e Valentiniano. Tuttavia Ardaburio, sorpreso da una violenta tempesta, cadde per questo motivo nelle mani dell'usurpatore, che tuttavia lo trattò con molta cortesia perché intendeva negoziare con l'Impero d'Oriente: Ardaburio, tuttavia, riuscì a mettere contro l'usurpatore alcuni dei suoi stessi sottufficiali, e contemporaneamente inviò istruzioni segrete a suo figlio Aspar di marciare verso Ravenna. Aspar giunse rapidamente con la sua cavalleria catturando facilmente Giovanni Primicerio, nel frattempo tradito dai suoi stessi uomini a causa degli intrighi di Ardaburio. Giovanni Primicerio venne condotto ad Aquileia presso Placidia e Valentiniano e qui subì la decapitazione e il taglio della mano destra. Teodosio II inviò poi Valentiniano a Roma, dove venne incoronato Imperatore della parte occidentale dell'Impero romano (425).
Aiuto offerto contro i Vandali (431-441)
Nel 429 l'Africa venne invasa dai Vandali. A maggio Genserico, re dei Vandali, con 80.000 uomini (di cui 20.000 guerrieri), attraversò lo stretto di Gibilterra e sbarcò in Mauritania Tingitana, probabilmente a Tangeri. Essendo intenzionato a impadronirsi dell'Africa, strinse delle alleanze con tutti gli africani ostili ai Romani: Mauri (le tribù native dell'Africa), Donatisti, Ariani (sette eretiche), fuorilegge.Sirago, op. cit., p. 75. Avanzando verso Cartagine, Genserico affrontò in battaglia l'esercito di Bonifacio, comes Africae, e lo vinse. Bonifacio fu costretto a rifugiarsi a Ippona, che venne assediata dal nemico. Placidia, preoccupata per l'avanzata di Genserico e non essendo intenzionata a perdere una così importante provincia, implorò l'aiuto di Teodosio II, che acconsentì di buon grado ad aiutare la parte occidentale dell'Impero: la flotta italiana e l'esercito vennero rafforzati da Aspar, che salpò da Costantinopoli con un potente esercito. Non appena la forza dei due imperi fu unita sotto il comando di Bonifacio, egli marciò contro i Vandali, ma la perdita di una seconda battaglia irrimediabilmente decise il destino dell'Africa. La città di Ippona venne evacuata e Bonifacio ritornò sconsolato in Italia, dove morì poco dopo (432) ucciso in battaglia dal rivale Ezio. Aspar comunque restò a Cartagine e, anche se non riuscì a sconfiggere Genserico, ebbe abbastanza successo da spingerlo a negoziare una tregua: nel 435 venne firmata la tregua di Trigezio tra Romani e i Vandali. Essa stabiliva, come riporta il Sirago,Sirago, ibidem, p. 79. che i Romani riconoscevano ai Vandali il possesso della Mauritania e di parte della Numidia; in cambio i Vandali avrebbero pagato un tributo annuale all'Impero d'Occidente e davano in ostaggio ai Romani il figlio di Genserico, Unnerico. Inoltre i Vandali sarebbero diventati foederati.
Nel 439, però, violando la tregua, i Vandali conquistarono Cartagine con l'inganno (19 ottobre). Dopo aver conquistato l'Africa, i Vandali costruirono una flotta e saccheggiarono le coste della Sicilia e dell'Italia. Teodosio II, Imperatore d'Oriente, inviò una flotta in soccorso dell'Impero d'Occidente, allarmando Genserico che decise di aprire le trattative. Gli Unni nel frattempo invasero la parte orientale dell'Impero romano costringendo Teodosio II a ritirare la flotta. L'Impero d'Occidente fu costretto quindi a firmare nel 442 una pace svantaggiosa con i Vandali con la quale riconosceva le conquiste fatte dai Vandali in Africa riconoscendo la loro indipendenza dall'Impero; in cambio i Vandali lasciarono all'Impero in controllo delle Mauretanie, della Tripolitania e di parte della Numidia.JB Bury, History of the Later Roman Empire, Capitolo 8
Matrimonio tra Eudossia e Valentiniano III (437) Nel 437 Eudossia, figlia di Teodosio II avuta dall'Imperatrice Eudocia, si sposò con Valentiniano III, Imperatore d'Occidente e cugino di Teodosio II.Socrate, IX,44. Fu Valentiniano III a chiedere al cugino di sposare Eudossia. Teodosio II diede il suo assenso e si stabilì che il matrimonio si sarebbe celebrato a Tessalonica. Valentiniano, però, inviò un messaggio secondo cui avrebbe preferito celebrare il matrimonio a Costantinopoli. Il matrimonio fu lì celebrato, durante il consolato di Isidoro e Sinatore (437) ed Eudossia si trasferì a Ravenna con il suo nuovo marito.