San Lorenzo è la zona urbanistica 3B del Municipio Roma II di Roma Capitale. Si estende sul quartiere Q. VI Tiburtino.

Prende il nome dalla vicina basilica di San Lorenzo fuori le mura.

Geografia fisica Territorio È situata fra le Mura aureliane, all'altezza di Porta Tiburtina, e il cimitero del Verano, attraversata dal tratto iniziale di via Tiburtina.

La zona confina: a nord con la zona urbanistica 3X Università a est con la zona urbanistica 3Y Verano a sud con le estremità occidentali delle zone urbanistiche 6A Torpignattara (Pigneto) e 9A Tuscolano Nord a ovest con le zone urbanistiche 1E Esquilino e 1F XX Settembre

Storia L'urbanizzazione della zona risale alla fine del XIX secolo, quando Roma conobbe, in seguito alla sua unificazione al Regno d'Italia e al suo divenire capitale, un grande sviluppo urbanistico. Prima di allora oltre le Mura aureliane si estendeva un paesaggio sostanzialmente agricolo, interrotto solo dalla basilica di San Lorenzo e dal primo nucleo del cimitero del Verano.

Quando ancora non era stato costruito il quartiere, furono attivati nel 1865 lo scalo merci San Lorenzo, tuttora in uso, e nel 1879 la tranvia a vapore Roma-Tivoli lungo la via Tiburtina, con capolinea a porta San Lorenzo, in funzione fino al 1934.

Tra il 1884 e il 1888 furono realizzati alloggi per ferrovieri dello scalo merci, operai ed artigiani che arrivavano a Roma dai paesi e dalle regioni limitrofe. Da qui la natura popolare del quartiere, che si rispecchia nelle particolari tipologie abitative a "ringhiera". Il primo documento pubblico che richiama il quartiere San Lorenzo è la delibera del 1887 avente per oggetto la toponomastica di Roma con l'aggiunta di nuove vie e piazze della capitale post-unitaria.

Proprio per migliorare le condizioni socio-economiche degli abitanti, un processo di risanamento, patrocinato dall'Istituto dei Beni Stabili di Roma, prevedeva interventi sia strutturali che sociali. In particolare, per favorire l'educazione dei bambini e l'emancipazione femminile, fu istituita qui la prima Casa dei Bambini al mondo, per opera di Maria Montessori. Secondo quanto riportato dalla stessa Montessori nel suo Discorso inaugurale pronunciato in occasione dell'apertura di una Casa dei Bambini nel 1907 (pubblicato in appendice al libro La scoperta del bambino), gli interventi resero puliti ed esteticamente apprezzabili dei locali che inizialmente erano fatiscenti.

Nel 1909 viene inserito nel piano regolatore del comune di Roma della giunta Nathan. Tra il 1921 e il 1922 il quartiere, caratterizzato da una forte e radicata presenza social-comunista, fu oggetto di numerose incursioni squadriste che, a fronte della tenace resistenza degli Arditi del Popolo e della popolazione locale, terminarono sistematicamente con la sconfitta e la ritirata dei fascisti. Il 30 ottobre 1922, durante le fasi finali della marcia su Roma, gruppi di squadristi toscani assaltarono San Lorenzo con l'obbiettivo di punire gli abitanti e vendicarsi degli smacchi subiti nei mesi precedenti. Gli squadristi, fiancheggiati dai militari che avrebbero dovuto garantire l'ordine pubblico, iniziarono a sparare contro sedi politiche, sindacali ma anche osterie e case di antifascisti. A fine giornata si conteranno 8 morti (Vittorio Gezzi, Gioacchino Secoli, Fausto Berretta, Alberico Pierini, Maria Gagliardi, Sante Ascenzi, Teodoro Bielli e Alfonso Fanelli) e 13 feriti.. Dal canto loro i fascisti lamentarono quattro feriti.. La sera seguente uno squadrista sparerà contro un gruppo di antifascisti uccidendone uno (Umberto Pallocca) e ferendone tre..

Negli anni trenta a nord del quartiere fu costruita la Città universitaria, nuova sede dell'Università La Sapienza, e l'edificio del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il 19 luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, fu colpito dal primo bombardamento degli alleati su RomaIl bombardamento ispirò la canzone "San Lorenzo" di Francesco de Gregori., con l'obiettivo di attaccare lo scalo merci, insieme ai quartieri limitrofi (Prenestino, Casilino, Labicano e Tuscolano). Alle ore 11.03, 662 bombardieri statunitensi sganciarono bombe (circa tonnellate) sul quartiere, provocando circa morti, di cui 1377 identificati, e feriti. Dopo il bombardamento papa Pio XII, con un gesto eccezionale per l'epoca, si recò personalmente nei quartieri colpiti. Sebbene i bombardamenti colpirono varie zone a est della città, cerimonie pubbliche alla memoria si svolgono annualmente a San Lorenzo, per essere stato il primo e per gli ingenti danni e morti procurati, che anticiparono di sei giorni la caduta del fascismo e l'arresto di Benito Mussolini.

Gaetano Bordoni, testimone che rimase ferito nel bombardamento e nel quale perse numerosi parenti, trasformò la bottega da barbiere del padre in una nota "casa della memoria"Il barbiere di San Lorenzo che non dimentica le bombe , Galleria fotografica pubblicata su La Repubblica, 16 aprile 2007.; intervistato più volteNel documentario che l'italianista David Forgacs dedica a San Lorenzo, Bordoni compare come una delle fonti principali David Forgacs, San Lorenzo: memory and place, New York University, New York, 2005 , da alcuni storici fu considerato fonte di storia oraleSi veda, ad esempio, nel prestigioso The Oxford Handbook of Postwar European History Handbook il capitolo di Geoff Eley, "Corporatism and the Social Democratic Moment: The Postwar Settlement, 1945-1978, Oxford, Oxford University Press, 2012, p. 43 e citato in diverse pubblicazioni sull'argomentoCesare De Simone, Venti angeli sopra Roma. I bombardamenti aerei sulla Città Eterna 19 luglio e 13 agosto 1943, Milano, Mursia, 1993; Umberto Gentiloni Silveri e Maddalena Carli, Bombardare Roma. Gli Alleati e la “città aperta" (1940-1944), Bologna, Il Mulino, 2007; Marco Patricelli, L'Italia sotto le bombe. Guerra aerea e vita civile 1940-1945, Roma-Bari, Laterza, 2007; Nicola Labanca (a cura di), I bombardamenti aerei sull'Italia, Bologna, Il Mulino, 2012..

San Lorenzo svolse un ruolo fondamentale negli anni della contestazione studentesca in quanto vi trovarono sede diversi gruppi extraparlamentari, sia per la disponibilità di botteghe vuote con affitti bassi sia per la vicinanza all'università: Lotta Continua a via dei Piceni, Movimento Studentesco a via dei Marrucini, Potere Operaio a via dei Volsci.

Dagli anni ottanta San Lorenzo perse via via la fisionomia popolare che aveva fin dalle origini, con la progressiva gentrificazione che sostituì gli abitanti originari con gli studenti universitari della vicina Sapienza (che ha spostato anche alcuni dipartimenti e istituti all'interno del quartiere), nonché con artisti, artigiani, scrittori, attori, registi e intellettuali. Oggi è di fatto considerato il principale quartiere universitario di Roma, frequentato dai giovani di tutta la città e animato da numerosi pub, ristoranti, birrerie, club e associazioni culturali.

Il 19 luglio del 2003, nel Parco dei Caduti, è stato inaugurato un monumento commemorativo per i caduti del bombardamento, che riporta i nomi delle vittime accertate di San Lorenzo.

Luoghi storici Basilica di San Lorenzo fuori le mura, in piazzale del Verano - Chiesa del IV secolo e basilica papale. La parrocchia è stata eretta il 4 luglio 1709 con il decreto del cardinale vicario Gaspare di Carpegna "De cuiuslibet statuta". Deriva dall'integrazione di due chiese di epoche diverse e dalla successiva imponente ristrutturazione voluta da papa Onorio III nel XIII secolo. La primitiva basilica è stata eretta nel IV secolo dall'imperatore Costantino I sulla tomba del martire Lorenzo, vittima della persecuzione di Valeriano nel 258. Ospita inoltre le spoglie di santo Stefano, primo martire cristiano. Porta Tiburtina, in origine monumentale arco costruito dall'imperatore Augusto nel 5 a.C. per permettere il passaggio al di sopra della strada dei tre acquedotti dellAqua Marcia, Aqua Tepula e Aqua Iulia provenienti dalla Porta Praenestina (Porta Maggiore). L'arco, inserito nelle mura fatte costruire dall'imperatore Aureliano a partire dal 271 a.C., è in travertino, ha pilastri tuscanici e chiavi di volta ornate da bucrani (motivi ornamentali a forma di teschio di bue).

Sepolcro di largo Talamo, piccolo mausoleo romano, risalente al I secolo d.C., rivestito esternamente in travertino e con una cella rotonda all'interno. Testimonianza della presenza nell'area di monumenti funebri, di cui l'esempio più significativo è il vicino sepolcro del fornaio Eurisace a Porta Maggiore. Villa Gentili-Dominici, costruzione settecentesca incastonata tra le mura Aureliane e gli archi dei tre acquedotti, ha inglobato anche il camminamento sulle mura trasformandolo in un giardino pensile. Costruita nella proprietà acquisita dal marchese Filippo Gentili tra il 1739 e il 1741 e costituita inizialmente da un orto, sarà ampliata e resa molto più estesa di quella attuale. Alla morte del marchese e del fratello cardinale Antonio Saverio Gentili la proprietà passò alla nipote la marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapadule. Nel 1885 infatti viene in gran parte ceduta all'esercito che tuttora la occupa. Pastificio Cerere, birreria Wuhrer e vetreria Sciarra, costituiscono delle importanti testimonianze dell'architettura industriale di inizio Novecento. Il primo è divenuto un centro di arte contemporanea, la seconda è stata demolita per lasciare il posto alla facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" e i locali della terza, ristrutturati, sono stati dati in cessione anch'essi alla prima università romana soprattutto per il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo. Chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giovanni Berchmans, ultimata nel 1909, in forme neo romaniche di stile lombardo, con facciate in cortina di mattoni e archetti pensili come decorazione esterna. Il suo campanile viene realizzato più tardi (1929) dall'architetto Carlo Strocchi ad imitazione del campanile di San Marco a Venezia. In onore della Vergine Maria nella ricorrenza dell'Immacolata Concezione ogni anno, l'8 dicembre, si svolge una festa molto sentita dagli abitanti storici del quartiere.