Carriera militare Luigi Mascherpa fu un marinaio italiano. Nel 1914 conseguì la nomina a guardiamarina, e ricoprì l'incarico di pilota sugli idrovolanti della Regia Marina, guadagnandosi la medaglia d'argento al valor militare durante la prima guerra mondiale.
Nel 1921, giovane tenente di vascello, fu iniziato in Massoneria nella Gran Loggia d'ItaliaAldo Alessandro Mola,Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018, Bompiani/Giunti, Firenze-Milano, 2018, p. 532..
Successivamente fu imbarcato sull'incrociatore San Giorgio, come ufficiale di rotta, ed in seguito alla promozione a capitano di corvetta nel 1926 comandò il battaglione San Marco della fanteria di marina.
Promosso capitano di fregata nel 1931, andò come sottocapo di stato maggiore del Comando Marina di Pola, allora italiana.
Incaricato nel 1936 del comando in 2ª del Deposito C.R.E.M. di Taranto, dopo la promozione a capitano di vascello, gli fu assegnato il grado di contrammiraglio ed il comando della piazzaforte di Lero e delle isole vicine nell'aprile del 1942. Questa era all'epoca una munita base navale che ospitava una flottiglia di sommergibili, una squadriglia di cacciatorpediniere, vari MAS e 24 batterie di artiglieria antinave ed antiaerea, con un campo di aviazione e truppe di presidio.
Dopo l'armistizio Alla data dell'8 settembre 1943, avendo rifiutato la resa ai tedeschi, con le truppe presenti nella base di Lero, isola del Dodecaneso, e con l'aiuto di circa 2000 britannici giunti via mare resistette per oltre due mesi agli attacchi aerei e agli sbarchi tedeschi.
Esaurita ogni capacità di resistenza, il 16 novembre 1943 ordinò la resa della guarnigione, composta principalmente dai marinai della locale base navale, fanti del 10º reggimento della divisione Regina ed avieri dell'idroscalo di Portolago, con aliquote minori di finanzieri, carabinieri e camicie nere.
Mascherpa fu catturato il 17 novembre 1943 dai tedeschi, trasferito in un campo di concentramento in Germania, e successivamente consegnato alla Repubblica Sociale Italiana e rinchiuso prima nel carcere degli Scalzi di Verona e poi nel carcere San Francesco di Parma, in attesa di processo.
Il carcere venne assalito dai partigiani a seguito di un bombardamento che lo aveva semidistrutto, ne vennero liberati diversi detenuti politici ma Luigi Mascherpa, insieme all'ammiraglio Inigo Campioni, rifiutò di fuggire.
La morte Processato il 22 maggio 1944 nel cosiddetto Processo degli ammiragli venne condannato a morte per alto tradimento (consistente nella difesa di Lero dall'invasione tedesca) dal Tribunale Speciale di Parma: la sentenza fu influenzata dalla volontà di Mussolini, dato che durante il processo il Duce intervenne chiedendo la pena capitaleF. W. Deakin, Storia della Repubblica di Salò, Torino, Einaudi, 1968, pag. 678. L'avvocato Paolo Toffanin lo difese in un clima di forte intimidazione:
Mascherpa venne fucilato il 24 maggio nel poligono di tiro parmense insieme all'ammiraglio Inigo Campioni. In seguito fu insignito della medaglia d'oro al valore militare alla memoria.
Onorificenze
Note
Bibliografia Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, Arnoldo Mondadori Editore, 1989 Autori vari (tra cui Massimo Infante), Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna, Edizioni Ferni - Ginevra, 1973
Voci correlate Battaglia di Lero Battaglione San Marco Campagna del Dodecaneso Carcere degli Scalzi Genova San Giorgio (incrociatore) Inigo Campioni Prima guerra mondiale Regia Marina Seconda guerra mondiale Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato
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