Gran parte della sua produzione è caratterizzata dall'aporia, dal paradosso, dall'ossimoro, dall'iperbole, nonché dalla contraddizione e dalla provocazione volute, e fu definita da lui stesso come una forma di letteratura terapeutica, volta a sfogare il proprio pessimismo esistenziale.

Nato in Romania, dal 1933 al 1935 visse a Berlino, e dalla seconda guerra mondiale in avanti risiedette in Francia con lo status di apolide; scrisse i primi libri in lingua romena, ma dalla fine del conflitto scrisse sempre in francese e, nonostante questo non fosse il suo idioma di nascita, viene considerato da molti critici come uno dei migliori prosatori in questa lingua.

Vicino al pensiero esistenzialista, si distacca comunque dal movimento esistenzialista francese per la sua distanza ideologica dai principali esponenti quali Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Albert Camus, rifiutando l'impegno politico attivo sul fronte progressista e condividendo la filosofia dell'assurdo del suo amico Eugène Ionesco, benché venata dal suo pessimismo radicale. Il pensiero di Cioran è infatti influenzato da Nietzsche, Schopenhauer, Heidegger (rispetto allo stile ermetico di quest'ultimo, maturerà peraltro un netto rifiutoCioran reputava fondamentale la sua scoperta giovanile di Heidegger e l'aver letto le sue opere ma, rispetto al suo stile di scrittura criptico, affermava che «Heidegger mi ha insegnato come "non" si deve scrivere».) e successivamente anche da Leopardi (benché, per sua stessa ammissione, mai profondamente conosciuto, ma avvertito quale "fratello d'elezione"L'amico italiano il saggista e scrittore Mario Andrea Rigoni gli fece conoscere i Canti e le Operette morali, che Cioran apprezzò, tanto da mettere la traduzione francese de L'infinito, in un quadretto appeso nella sua mansarda. (Cfr. Le vie parallele di Cioran e Leopardi, intervista a Mario Andrea Rigoni di Antonio Castronuovo)), dai quali trae il suo nichilismo, scetticismo e il suo pessimismo. I suoi aforismi infatti – anche per aspetti personali come una grave forma di insonnia che lo colpì fin dall'adolescenza – sono pervasi da profonda amarezza e misantropia, temperate nondimeno da un'acuta ironia e dalla sua stessa abilità di scrittura.

Biografia

Emil Cioran nacque l'8 aprile 1911 a Rășinari, in Transilvania – all'epoca provincia dell'Impero austro-ungarico e annessa poi alla Romania nel 1918 – da una benestante famiglia rumenaLa città nel 1910 aveva 33.000 abitanti, di cui il 50% di origine tedesca, il 26% rumena ed il 22% ungherese. Oggi ha 170.000 abitanti, dei quali meno del 2% sono di origine tedesca, e si trova nella regione dei Siebenbürgen (Transilvania in tedesco), già dal 1211 teatro di colonizzazione tedesca detta “sassone” (in realtà con coloni provenienti dalle regioni occidentali della Germania: dal Reno-Mosa, Fiandre, Vallonia, Lussemburgo, Alsazia).. Il padre Emilian era un sacerdote ortodosso, attivo dapprima a Rășinari e in seguito come curato presso la vicina Sibiu; la madre, Elvira Comaniciu, era originaria di Veneția de Jos, un piccolo villaggio nei pressi della città di Făgăraș (oggi parte, assieme ad altri tre villaggi limitrofi, del neo-costituito comune di Părău). Il padre di lei, Gheorghe Comaniciu, era un notaio asceso allo status di barone grazie al favore di cui godeva presso le autorità asburgiche. Emil aveva due fratelli: Aurel detto Relu e Virginia.

Benché romeni, non era infrequente che i genitori nel privato parlassero anche in ungherese, idioma che il padre aveva imparato frequentando le scuole elementari ungheresi. Come molti intellettuali di origine romena, durante la prima guerra mondiale i genitori di Emil furono confinati dalle autorità austro-ungariche – il padre a Sopron (Ödenburg) e la madre a Cluj (Klausenburg) – lasciando i figli alle cure della nonna a Rășinari. Cioran dichiarò di aver avuto un'infanzia molto felice (nelle sue parole: «coronata») fino al trasferimento alle scuole medie di Sibiu: «È stata la fine del mio sogno, il crollo del mio mondo». Già nell'adolescenza fu colpito da una grave forma d'insonnia che lo segnerà per il resto della vita.

Formazione culturale Dopo gli studi classici compiuti al liceo Gheorghe Lazăr di Sibiu, all'età di diciassette anni Cioran iniziò a studiare filosofia presso l'Università di Bucarest. Qui ebbe modo di fare la conoscenza di Eugène Ionesco e Mircea Eliade, con cui rimase in buoni rapporti di amicizia per tutta la vita. Altri amici stretti furono il filosofo Constantin Noica e il pensatore "socratico" Petre Țuțea (noto poi come militante ortodosso antisemita e dissidente anticomunista), influenzati anch'essi dal controverso maître à penser Nae Ionescu.

Avendo un'ottima conoscenza della lingua tedesca, i suoi primi studi s'incentrarono prevalentemente su filosofi quali Immanuel Kant, Arthur Schopenhauer e, soprattutto, Friedrich Nietzsche.

In questo periodo si professò agnostico, assumendo l'assioma «l'inconvenienza dell'esistenza». Per l'interesse dimostrato verso varie forme di spiritualità, dal punto di vista filosofico, è stato definito un "ateo-credente". Nell'impalcatura del suo pensiero, difatti, convivono al tempo stesso attrazione e rifiuto verso la religione, in particolare verso il cristianesimo, con simpatia verso lo gnosticismo e il buddhismo, e venature di misoteismo, anche se dichiarerà sempre di essere un non credente.

Durante i suoi studi fu anche influenzato dalle opere di Georg Simmel, di Ludwig Klages e del filosofo russo Lev Šestov, che aggiunse al suo sistema di pensiero la convinzione che la vita sia arbitraria. Ammirava anche i ciniciscriverà che "I cinici sono i santi del paganesimo", gli stoici ed EpicuroEmil Cioran, Quaderni 1957-1972, Milano, Adelphi, 2001, pag. 179; successivamente studiò anche Heidegger, che però finì poi per ripudiare.

Si laureò con una tesi sul filosofo francese Henri Bergson, del quale successivamente rifiutò il pensiero, asserendo non avesse compreso l'intrinseca tragicità della vita.

La borsa di studio in Germania, le prime opere e l'allontanamento dal fascismo Prima di pubblicare il suo primo libro, Pe culmile disperării (1934), ottenne una borsa di studio presso la fondazione Humboldt, grazie alla quale si trasferì a Berlino nel 1933, dove entrò in contatto con Nicolai Hartmann e Ludwig Klages, poi a Dresda e a Monaco di Baviera, dove assisté all'instaurazione della dittatura hitleriana e alla sua definitiva presa di potere nella notte dei lunghi coltelli (1934).

Pur professando il suo scetticismo verso tutti gli idealismi e dichiarandosi persecutore dell'utopia, in quegli anni si entusiasmò di fronte al vitalismo e al misticismo dei nazisti:

Al suo rientro in Romania, nel 1935, ebbe rapporti, fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, con il locale movimento fascista della Guardia di Ferro, senza però aderirvi effettivamente. In base ad una foto d'epoca si è sostenuto in maniera controversa, da parte di uno storico attivo sul web, che il giovane Cioran fosse stato ritratto in divisa da "legionario", accanto al leader del movimento, il Capitano Corneliu Zelea Codreanu. È stato infatti smentito che la foto possa davvero ritrarre il filosofo rumeno, siccome questi, non avendo mai fatto mistero della sua passata vicinanza al movimento, arrivandone anzi a farsi un'impietosa ed inclemente autocritica su questa sua "infatuazione giovanile" (ebbe difatti a scrivere qualche anno dopo essersene allontanato: «Come ho potuto essere ciò che sono stato?»), abbia sempre negato d'avervi militato come membro regolarmente iscritto (mentre l'immagine ritrae dei dirigenti) e bollando poi, nel secondo dopoguerra, la Guardia di Ferro «una setta delirante estranea ai veri rumeni, composta perlopiù da macedoni in esilio» guidati da uno «slavo» (Codreanu appunto, che in realtà era romeno-bavarese) che portavano avanti il nazionalismo rumeno a livello popolaresco, pur essendo una sorta di «cancro».E. Cioran, Un apolide metafisico, pp. 16-17

Nonostante diversi storici avessero accettato l'ipotesi d'un Cioran "legionario", ripresa anche dal sito sulla Shoah olokaustos.org, in realtà da come si evince dalle didascalie originali della foto integrale conservata all'Archivio Nazionale di Bucarest, e riportato anche dalle ricerche più recenti sulla figura di Cioran, il giovane militante alla destra di Codreanu è il comandante Nicolae Constantinescu, uno dei responsabili dell'omicidio del primo ministro Ion Duca, e non il filosofo.La fotografia con le didascalie: Costantinescu è il numero 2; Si confronti con la foto processuale alcuni anni dopo, in cui è il primo dei tre capi dei Nicadori (squadroni della morte della Legione):

Anche il fratello e la sorella del filosofo furono vicini al movimento ma, a dispetto del filosofo, non ne ripudiarono mai l'adesione. Lo stesso Aurel, infatti, vi aderì come militante regolare e, sottoposto nel 1948 a un processo farsa per collaborazionismo dalle nuove autorità comuniste, fu condannato a sette anni di carcere e otto di lavori forzatiSi veda il carteggio: Emil Cioran: Ineffabile nostalgia. Lettere al fratello 1931-1985, Archinto, pagg.176, ed in seguito brevemente internato in un ospedale psichiatrico. A differenza di Emil, non abbandonò mai le sue idee di estrema destra, nemmeno in età avanzata.Renzo Rubinelli: «Aurel Cioran, il mio fratello rimasto a casa», in Întâlniri cu Cioran, a cura di Marin Diaconu, Mihaela Genţiana Stănişor, editore Fundaţia Naţională pentru Ştiinţă şi Artă, Bucarest, 2011.

Avvenne in questi anni, tra il 1936 ed il 1937, la pubblicazione dei successivi tre libri di Cioran in romeno, tra cui Schimbarea la față a României (Trasfigurazione della Romania), pubblicato alla fine del 1936, che gli valse l'etichetta di anti-semita (sebbene, nonostante alcuni accenti xenofobi, il libro sia principalmente l'espressione di un paradossale "regolamento di conti" con la società romena):

Nello stesso periodo, però, prova simpatia anche per il bolscevismo russo, anche se non ne approva il materialismo.Costantini, op. cit., pp. 180-183

Nel 1936-1937 insegnò filosofia in un liceo maschile di Brașov: «l'unico anno della mia vita in cui mi sia capitato di lavorare.» I suoi alunni lo consideravano un folle, e pensavano avesse la sifilide: egli fece un test e rimase deluso dal non averla contratta, poiché, a suo dire, era una malattia "prestigiosa".Ulderico Munzi, Cioran - L'ultimo cavaliere del nulla, Corriere della Sera, 1995, riportato su tuttocioran.com Nel 1936 pubblica Cartea amăgirilor e, dopo La trasfigurazione della Romania, dà alle stampe il quarto libro, Lacrimi și sfinți (Lacrime e santi).

Nel 1938 la Guardia di Ferro, da cui Cioran si era distaccato, fu sciolta col colpo di Stato del re Carlo II di Romania, ma in seguito un nuovo golpe installò il regime parafascista del Conducător Ion Antonescu e del re Michele I, che finirà comunque nell'orbita nazista, e Codreanu fu assassinato in prigione. Già nel 1937 Cioran è però in Francia, dove assiste con preoccupazione allo scoppio della seconda guerra mondiale, e da dove, dal 1941, non si muoverà più.