Biografia Di Ateneo si sa solo ciò che si può estrapolare da brani della sua opera.
Dovrebbe aver scritto dopo la morte di Commodo (192 d.C.) perché ne parla con esecrazione,Il passo è stato variamente interpretato, ma la tendenza corrente è di considerarlo una critica agli usi di Commodo: vd. tra l'altro introducendo come anfitrione del banchetto da cui prende nome l'opera Publio Livio Larense, procurator dell'imperatore tra 189 e 192.Cfr. CIL, VI, 2126. Sappiamo dalle titolazioni dei manoscritti che fu di Naucrati e, dunque, greco nato in Egitto, probabilmente grammatico e consultatore della Biblioteca di Alessandria, visto che cita circa 700 autori e 2500 opere che, pur non consultate tutte direttamente, erano conservate ad Alessandria.G. Kaibel, Athenaei Naucratitae Dipnosophistarum Libri XV, Leipzig 1890, vol. III, pp. 561–676.
I Deipnosofisti
Ateneo scrisse - come egli stesso afferma - almeno due opere che non ci sono giunte: un commento sul pesce thratta, citato dai comici attici, e una Storia dei re di Siria. L'unica sua opera giunta a noi è la miscellanea (I Deipnosofisti o I dotti a banchetto), redatta in quindici libri.Una buona introduzione online all'opera è: in
Dei primi tre libri dell'opera (oltre a parti dei libri XI e XV), perduti, è sopravvissuta solo una epitome, che consente di avere idea dell'inizio dell'opera:G. Pasquali, in Enciclopedia Italiana, vol. 2, Roma 1936, afferma, a proposito della tradizione manoscritta dell'opera: «Quest'opera così preziosa è stata sul punto di perdersi nel Medioevo bizantino. Infatti essa è giunta a noi, in una redazione divisa in 15 libri, solo in un ms. del sec. X, conservato ora a Venezia nella Marciana, il quale è per giunta mutilo in principio e in fine, sicché ora mancano i due primi libri, la prima parte del III, la fine del XV, e anche l'XI, presenta due lacune. Supplisce in qualche modo a questi difetti un'epitome bizantina conservata in parecchi mss., non ancora sufficientemente esplorati. Ma il confronto dell'epitome col testo del Marciano mostra che questo è già abbreviato, mentre essa risale a una redazione più completa. Confermano questo risultato, che a torto, per esser venuto meno qualche indizio secondario, è stato messo in dubbio in questi ultimi tempi, da una parte certe indicazioni marginali del Marciano, che attestano, a quel che pare, non soltanto una divisione, ma una redazione in 30 libri, dall'altra turbamenti nella forma dialogica, della quale in alcune parti, specialmente in tutto il XII libro, manca ormai qualsiasi traccia».
Nell'opera Ateneo racconta all'amico Timocrate (secondo il modello classico del Simposio di Platone) un simposio, appunto, in cui uomini dotti si intrattengono in un dialogoSul cui carattere cfr. K. Mengis, Die schriftstellerische Technik im Sophistenmahl des Athenaios, Paderborn 1920. in cui dibattono riguardo a un ampio spettro di argomenti. Lusso, dieta, salute, sesso, musica, umorismo e lessicografia greca sono tutti argomenti che vengono trattati, ma il centro del dialogo sono il cibo, il vino e il divertimento. Pur nell'estrema confusione dell'opera, è possibile individuare alcuni nuclei tematici che seguono lo svolgersi del banchetto: si passa dai vini e i bagniLibri I-II. a battute, musica di intrattenimento e spettacoli grandiosi dell'antichità;Libri III-V. da parassiti, schiavi e adulatori celebriLibro VI. a pesci, vegetali e uccelli,Libri VII-IX per continuare con vari vizi, come gola, lusso, amore, prostituzione e omosessualitàLibri X-XIII. Soprattutto il libro XIII, che presenta un titolo proprio, Sull'amore, ha goduto di grande rilevanza negli studi. Cfr. Il banchetto dei sapienti. Libro XIII: Sulle donne, a cura di E. Cavallini, Roma 2001. e finendo con intrattenimenti e profumi.Libri XIV-XV.
Senza il lavoro di Ateneo sarebbero andate perdute molte importanti informazioni sul mondo antico e molti autori (inclusi i poeti parodici Archestrato di Gela, Matrone di Pitane e il medico Androne) sarebbero rimasti totalmente sconosciuti; Ateneo riporta di loro numerose ed ampie citazioni, specie da commediografi. Inoltre, all'interno del XV libro, è presente una raccolta di 25 scolii attici risalente a fine VI-V secolo a.C. Si tratta di una collezione di brevi poesie legate all'uso di recitare, o improvvisare, versi simposiaci; alcune di esse furono quindi composte per improvvisazione durante un banchetto (e successivamente trascritte nella raccolta), altre sarebbero state composte, invece, al fine di essere in seguito recitate a convito. In ogni caso si sentono forti i tratti della recitazione orale e dell'improvvisazione, come si può osservare (all'interno di tutta la lirica greca) soltanto nella raccolta di elegie di Teognide.Sugli scoli tramandati da Ateneo, cfr. E. Fabbro, Carmina convivialia attica, Roma 1995, pp. XIX ss.
Note
Bibliografia Edizioni Ateneo, I Deipnosofisti, o Sofisti a banchetto, Libri 1. e 2., testo riveduto con note critiche e traduzione italiana a fronte con commento di Giuseppe Turturro. Adriatica, Bari 1961. Ateneo, I Deipnosofisti - i dotti a banchetto (4 volumi), diretto da L. Canfora, Roma, Salerno Editore 2001. Athenaeus of Naucratis, The Deipnosophists, with an English translation by C. Burton Gulick (7 voll.), London 1927-1941 (testo greco e trad. inglese). Athenaeus, The Learned Banqueteurs, edited and translated by S. Douglas Olson, Cambridge-London 2006. Les Deipnosophistes, trad. A. M. Desrousseaux et Ch. Astruc, Tome I (Livres I et II), Paris 1956 (testo greco e trad. francese con note).
Das Gelehrtenmahl, Ursula und Kurt Treu (Auswahl und Übers.), 2ª ed., Leipzig 1987. ISBN 3-7350-0029-0
Studi
Athenaeus and his world: reading Greek culture in the Roman Empire, a cura di David Braund e John Wilkins, University of Exeter Press, 2000. (collezione di 41 saggi su vari aspetti dell'opera di Ateneo). Athénée et les fragments d'historiens, a cura di D. Lenfant, Paris 2007.
Voci correlate Nicobule
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Letterati dell'Egitto tolemaico Categoria:Scrittori di gastronomia greci antichi